21 settembre 2016

Educare alle differenze 3




Educare alle differenze, terza edizione

La Rete: pratiche e pensieri
24 e 25 settembre 2016

c/o Scuola Media Testoni Fioravanti

Via de Vincenzi 55, Bologna


Benché siano in arrivo le linee guida per l'educazione all'affettività, come previsto nella legge della Buona Scuola, dopo le prime due edizioni svolte a Roma con migliaia di partecipanti, arriva a Bologna il 24 e il 25 settembre, come sempre nelle aule di una scuola pubblica, Educare alle Differenze il network nazionale - promosso da Il Progetto AliceSCOSSE e Stonewall  insieme a oltre 250 associazioni diffuse su tutto il territorio nazionale, per promuovere un’educazione che si fondi sulla valorizzazione delle differenze, sulla  parità e il rispetto di sé e dell’altra/o.


In un clima inquinato da fatti di cronaca nera e violenza, ll network di 
Educare alle Differenze punta il riflettore sulla scuola, con l’obiettivo di condividere strumenti e metodologie formative per far crescere in bambine/i e ragazze/i quelle competenze che li renderanno capaci di determinare autonomamente le proprie scelte future, la propria identità, le proprie relazioni e la propria sessualità nelle varie fasi dello sviluppo.

Sono centinaia le persone che si sono iscritte per partecipare a questa terza edizione: 800 uomini e donne, insegnanti, attivisti/e, operatrici del privato sociale, educatori, psicologhe, amministratori locali, editrici e ricercatori si incontreranno a Bologna, impegnati ogni giorno nella difesa della buona scuola, quella pubblica, laica e plurale, convinti che dalla scuola debba partire un nuovo modello di cittadinanza e che non si possa più attendere un altro caso di femminicidio, cyberbullismo o omofobia prima di promuovere interventi educativi su scala locale e nazionale che abbiano a tema l’educazione al rispetto delle differenze, ai sentimenti e la messa in discussione dei ruoli tradizionali, all’interno di famiglia, mass media e società, che pongono le donne e il “diverso” in una condizione di disparità.


NB Le iscrizioni per partecipare sono chiuse, visto l'altissimo numero di richieste già pervenute!

2 settembre 2016

Proprietà della salvia

La salvia è una pianta tipica della macchia mediterranea, cresce spontaneamente sulle coste e non richiede eccessiva cura se coltivata nell’orto di campagna, nel giardino di casa o nel balcone dell’appartamento in città. 

La salvia ha caratteristiche foglie aromatiche dal profumo gradevole e intenso, e piccoli fiori violacei. Nel tempo ha dimostrato di essere un potenziale e valido alleato per il suo impiego in medicina grazie alle proprietà antisettiche e antisudorifere. Dalla cura dei denti, i supermercati abbondano di dentifrici alla salvia dalle virtù sbiancanti, all’uso regolare in cucina all’interno di un regime dietetico volto a curare i disturbi dello stomaco, la salvia è un valido aiuto per i suoi oli essenziali. 

In caso di cattiva digestione, per esempio, è efficace bere tisane e decotti a base di salvia. La salvia, inoltre, si presta anche a condire primi e secondi: risotti e tagliatelle con il burro e salvia con una manciata di parmigiano, oppure le scaloppine di carne guarnite con le foglie di questa pianta sono di rapida preparazione e possono aiutare a rilassare l’apparato digerente e appagare, anche a regime dietetico controllato, il desiderio di mangiare con gusto.

Il risotto si prepara seguendo la classica preparazione di un brodo vegetale mentre in un tegame profondo si soffrigge della cipolla tritata e strisce di foglie di salvia nell’olio extravergine di oliva o in una noce di burro o margarina, a vostra scelta. Poco dopo si aggiunge il riso che va cotto e mantecato nel tegame versando gradualmente il brodo, a fuoco lento per quindici minuti. Quando il riso è quasi cotto, si aggiunge una manciata di formaggio, o un mix di questi ultimi che esalti i sapori. Si fa raffreddare il riso e poi si serve a tavola.

Il secondo di carne alla salvia prevede, per esempio, le classiche scaloppine di carne bianca o vitello. La carne va impanata nella farina tipo 00, dopodiché si soffrigge nella pentola una noce di burro e si stendono le fettine per la cottura. Dopo pochi minuti si poggia su ogni scaloppina una foglia di salvia, si lascia cuocere fino a indorare e si serve il secondo in un vassoio con foglie fresche di salvia a scopo decorativo.



Fonte: Cibo per curarsi. Gribaudo Editore, VR, 2002

Cassaro Alto: Festa dell'onestà


Si terrà domani a Palermo la Festa dell'onestà, un'occasione di incontro per ricordare il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e il suo esempio civile.
La festa si articolerà in una serie di spettacoli e sarà un momento di condivisione per quanti vi parteciperanno, per apprezzare musica, pittura, libri, teatro e cinema nella cornice del Cassaro, a Palermo.
Perché noi passiamo, mentre i luoghi restano.

Per il programma completo dell'evento consultare il sito 

http://www.festaonesta.it/

La festa dell'onesta
Palermo
Cassaro Alto
3 Settembre 2016

ore 9.00-22.30



31 agosto 2016

Goethe durante il soggiorno italiano


Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832) è universalmente noto come la figura di maggior rilievo e statura nella cultura tedesca degli anni caratterizzati da una fervore intellettuale senza precedenti segnato in Germania dai postumi dell’Illuminismo, dallo Sturm und Drang, dal Pietismo, dal Neoclassicismo e dal Romanticismo con una vasta eco nell’Europa di allora.


Goethe soggiornò in Italia (1786-1788) e questo suo viaggio è confluito in Viaggio in Italia dove racconta le sue impressioni di viaggiatore a contatto con la cultura, l’arte, i paesaggi, le tradizioni e la gente che incontrò in uno dei periodi della sua esistenza che ha definito come tra i più felici.


Nella conferenza tenutasi in quella che è stata la dimora romana di Goethe (in via del Corso 18), la Dr. Claudia Nordhoff
ha illustrato quali fossero i legami stretti dal vate con gli artisti della comunità tedesca (se ne contavano circa 65) che vivevano tra Roma, Firenze e Napoli. 

In Italia Goethe, che vi giunse in assoluto anonimato, si inserì in un gruppo che contava tra gli altri pittori come Tischbein, Kniep, Bury, Hackert e AngeliKa Kauffmann.

Ricca fu la corrispondenza sui caratteri dei singoli e sulle relazioni strette da Goethe con gli amici artisti che furono per lui vere e proprie guide alla scoperta delle bellezze italiane. Ognuno a suo modo fu influenzato dalla personalità di Goethe e ricambiò con ritratti che rappresentavano  il poeta e, secondo una personale versione, ne omaggiavano la presenza.

Certo non sempre il ritratto soddisfaceva Goethe: in particolare fu poco convinto della riuscita del ritratto di Angelika Kauffmann, pittrice tedesca di indubbia bellezza e bravura, che fu amica e confidente di Goethe a Roma, ospitandolo in numerosi pranzi domenicali. Il ritratto della Kaufmann, riconosciuto tra i più rispondenti al vero tra i suoi contemporanei, rappresenta Goethe come un uomo colto in età adulta e di bell’aspetto e, unica pecca a parer di molti, con occhi languidi, cosa che Goethe non condivise perché probabilmente Angelika aveva idealizzato lo sguardo dell’amico galante. Quest’ultimo non smentendo la sua fama di tombeur de femmes, aveva infatti conquistato il cuore della pittrice ma la loro liaison era rimasta di tipo platonico, poiché il poeta trovò soddisfazione di altra natura nell’amante romana Faustina, di cui è rimasta sconosciuta la vera identità.

I contemporanei di Goethe commentarono il suo soggiorno in vario modo, scadendo anche nel puro pettegolezzo. Per esempio: Goethe sta come un leone tra conigli, scrisse qualcuno... Ma Goethe era uomo di mondo e preferì comunque godersi il suo viaggio inoltrandosi fino al profondo sud. Sì, per un tedesco di quei tempi, consapevole che al di sotto di Sorrento non c’erano alberghi e che il territorio era spesso preda di briganti, questi aspetti passarono in secondo piano e, per niente prevenuto, si avventurò nella lontana Sicilia, anch’essa oggetto delle invasioni turche secondo le cronache del tempo. In compenso della Sicilia ne rimase rapito ed estasiato come dimostra il suo resoconto.

La casa di Goethe raccoglie alcuni esempi di questa breve permanenza: le note di spesa di Goethe, le vedute di Roma e dintorni dei pittori tedeschi , alcuni ritratti, vignette anche scherzose della vita nell’appartamento di via del Corso e un contemporaneo Andy Worhol che, secondo una versione contemporanea, ha immaginato Goethe come un’icona in versione pop.

Anche di ritorno in Germania Goethe continuò ad aiutare i suoi amici pittori rimasti in Italia, commissionando opere e incoraggiandone la produzione e sostenendoli nell’alterna fortuna professionale.
D’altronde Goethe come i suoi amici pittori sapevano che il soggiorno in Italia era una tappa d’obbligo: la presenza nella casa delle vedute del Piranesi a fianco delle altre testimonia l’insegnamento e lo stimolo che i nostri vicini tedeschi seppero apprendere vivendo in Italia.

29 agosto 2016

Biscotti settembrini allo zenzero


Siamo alla fine del mese di agosto e l'estate volge al termine. Finalmente anche questa stagione sta per passare perché ogni stagione ha il suo tempo e il ricambio è sano e rigenerante altrimenti sopravviene la noia e il tempo scadrebbe in una innaturale monotonia.
Sebbene una grande inquietudine abbia scosso questo tratto di cielo nostrano, è comunque il caso di salutare l'arrivo del mite settembre, portandoci il mare dentro o l'aria e il verde di montagna, rientrando dalle vacanze.
È stato il caso di preparare così dei biscotti con i seguenti ingredienti

2 uova intere
300 gr di farina
120 gr di zucchero bianco o di canna
70 gr di burro fuso
zenzero

L'impasto, molto simile alla pasta frolla, va modellato finché raggiunge una certa consistenza aggiungendo, se necessario una manciata di farina a quella sopra indicata, e una spolverata di zenzero a vostra discrezione, poi aiutatevi con delle formine a disposizione o, se non le avete, con dei bicchieri da adoperare come stampi. In quanto allo spessore è preferibile un'altezza di almeno 2,5 cm per un esterno friabile e mantenere un cuore tenero. Infine, per la cottura questa volta non ho calcolato né il tempo né i minuti. Mi sono affidata all'olfatto (l'odore di bruciato è un ottimo segnale) e alla vista: raggiunta una buona doratura i biscotti erano pronti e commestibili.

26 agosto 2016

Compleanno di Goethe

Casa di Goethe
Museo | Biblioteca | Foyer italo-tedesco
Via del Corso 18 (Piazza del Popolo) | 00186 Roma | Tel. 0632650412



Domenica, 28 agosto 2016
ore 19.00

Compleanndi Goethe

CLAUDIA NORDHOFF
“mi sono inserito nel loro menage”
Goethe e I suoi amici artisti a Roma


Visita guidata e conferenza (in lingua italiana)
Ingresso (prezzo speciale): 3,00 Euro
Segue aperitivo

25 luglio 2016

Palazzo Ducale Estense. Ferrara

Palazzo Diamanti. Ferrara

Ferrara e l'eredità della Corte Estense

Castello Estense. Ferrara



Si celebrano quest’anno  a Ferrara i 500 anni dalla pubblicazione del capolavoro di Ariosto (1516). L’Orlando Furioso.
Borgo medievale, riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, Ferrara ha vissuto i fasti dell’epoca rinascimentale come una delle capitali del periodo grazie alla reggenza degli Estensi a partire dal 1200. Fulcro del centro cittadino è la Cattedrale di San Giorgio, in stile romanico-gotico, attorno alla quale si è sviluppato il tessuto urbano esteso per circa 9 km e circondato dalle mura. Godibile a piedi o in bicicletta, Ferrara è tuttora un centro esemplare di vivibilità cittadina. 
Uno dei maggiori architetti della città, autore tra l’altro del riordino urbanistico che ne ha lasciato intatta l’attuale impronta, è stato Biagio Rossetti (1447-1516). Quest’ultimo è stato a capo di numerosi progetti tra i quali si ricorda quello di Palazzo Diamanti, che custodisce opere di artisti locali nella Pinacoteca Nazionale e ospita mostre d’arte internazionale anche relative al Novecento. È questo uno degli edifici rinascimentali più noti al mondo, con 8500 “diamanti” che compongono il bugnato delle sue facciate.
Sempre ad opera di Rossetti fu l’estensione del palazzo dei divertimenti di corte, Palazzo Schifanoia, dove si possono ammirare nel Salone dei Mesi gli affreschi dell’Officina Ferrarese.
La Signoria Estense si autocelebrava attraverso la creazione di spazi ameni – viali alberati, giardini e piazze – o edificando palazzi eleganti per ricevere ospiti illustri, scena di incontri oltre che ritrovo di artisti, scienziati e studiosi. La corte era così satellite di  quel potere che gli Este si erano conquistati e di quel ruolo, aristocratico, di mecenati che esercitarono, contando nella sua cerchia, tra gli altri, letterati quali l’Ariosto e il Tasso.
La loro dimora, Castello Estense è fra i pochi rimasti in Europa ad essere circondato da un fossato colmo d’acqua, è possibile visitarlo in un percorso museale progettato dall’architetto Gae Aulenti.
Gli itinerari turistici includono le vie del Ghetto e le tante vie caratteristiche che si snodano nel centro cittadino tra cui la via delle Volte, di pregio anche Palazzo Ducale Estense, sede dell’attuale Municipio, Palazzo Costabili e Palazzina Marfisa d’Este, dimora dell’omonima e facoltosa marchesa che diede ospitalità al Tasso rifiutato dagli Estensi.
La famiglia d’Este si distinse per aver lasciato alla memoria storica figure femminili come Isabella e Beatrice d’Este, entrambe figlie di Ercole I d’Este, che contrassero matrimoni diventando protagoniste di altrettanti importanti e fiorenti ducati dell’Italia Settentrionale. Isabella andò in sposa a Ludovico Sforza, detto il Moro, duca di Milano, mentre Beatrice sposò Francesco II Gonzaga, duca di Mantova. Il figlio maschio di Ercole I, Alfonso I sposò invece la tanto chiacchierata Lucrezia Borgia.
Amante delle arti e della cultura, questa nobile famiglia non disdegnava i piaceri della buona tavola: cuochi, come l’allora famoso Cristoforo da Messisbugo,  e pasticceri si cimentavano ad inventare prelibate pietanze per allietare i banchetti e le feste nuziali alla Corte Estense.
Anche i dintorni hanno risentito del benefico influsso dell’impulso al territorio dato dagli Estensi che fecero costruire residenze per lo svago e il tempo libero dette Delizie.
 

29 marzo 2016

Reggia di Colorno

Parma: la città della violetta




Parma è una città che mantiene gli splendori di un passato ricco di storia e cultura e di una tradizione enogastronomica che non teme paragoni. Un passato che si rivive nelle sue vie e nell’atmosfera del centro cittadino, ricco di luoghi preziosi e di testimonianze del passaggio e della reggenza di nobili famiglie europee – i Farnese, i Borbone e gli Asburgo che hanno impreziosito questa ridente città. 
Esempi del Romanico padano sono il Battistero e la Cattedrale la cui cupola è stata affrescata dal Correggio, anche autore degli affreschi del monastero di San Paolo. Nelle sue prossimità è possibile ammirare musei e pinacoteche di pregio: palazzo della Pilotta con il Teatro Farnese, il Museo Archeologico e la Galleria Nazionale – qui imperdibili sono la Scapigliata di Leonardo, attualmente in prestito al Metropolitan Museum di New York per una mostra sul non-finito e la Schiava turca del Parmigianino in prestito alle Scuderie del Quirinale a Roma per una mostra dedicata a Correggio e al Parmigianino, i maggiori maestri parmensi attivi nel Cinquecento. C’è poi la pinacoteca Stuard che raccoglie opere dal Trecento al Novecento oppure il Museo  Glauco Lombardi che contiene un vasto repertorio di oggetti, vestiti e quadri appartenuti alla “buona duchessa” Maria Luigia d’Austria, prima moglie di Napoleone a cui venne assegnato il ducato di Parma e Piacenza dal 1816 fino alla sua morte, nel 1847. Donna colta e amante delle arti, Maria Luigia volle la costruzione dell’attuale Teatro Regio: la città vanta infatti una ricca tradizione musicale. Diede i natali a Toscanini e nelle vicinanze, a Busseto, vi nacque Giuseppe Verdi.
Il torrente Parma che la attraversa fa da spartiacque tra il centro e il quartiere denominato l’Oltretorrente, l’area cittadina bohèmienne dalle caratteristiche case tinteggiata con colori acquarellati, secondo una tradizione tutta nordica dove è possibile visitare il parco ducale, il cuore verde di Parma.
Da non trascurare le vicinanze: il dicato di Parma e Piacenza conta ben 14 castelli e fortezze mentre la reggia di Colorno fu residenza della già citata duchessa che la volle come residenza estiva.
Il suo simbolo è la violetta, coltivata da tempo e da cui si ricava un profumo e caramelle note anche oltralpe.
Nella struttura del vecchio zuccherificio Eridania è stato ricavato un Auditorium opera di Renzo Piano.
Parma ammalia e non lascia indifferenti: la storia aristocratica, la tradizione culinaria, la musica e il bel canto ne fanno una meta gradevole di cui scoprire i molteplici volti. 

24 febbraio 2016

Incontri d'arte a Villa Medici


I giovedì della Villa
Questions d’art

2° appuntamento
giovedì 25 febbraio 2016


La città storica: un modello in rovina
conferenza di SALVATORE SETTIS
archeologo e storico dell’arte

ingresso gratuito nel limite dei posti disponibili


È Salvatore Settis il protagonista del secondo appuntamento de I giovedì della Villa. Questions d’art, il ciclo dedicato alla creatività contemporanea organizzato dall'Accademia di Francia a Roma, diretta da Muriel Mayette-Holtz. Giovedì 25 febbraio a Villa Medici, alle ore 20.30, l’archeologo e storico dell’arte terrà una conferenza dal titolo La città storica: un modello in rovina, preceduta, alle ore 19.00, da un momento informale alla presenza dello stesso Settis.
Salvatore Settis lavora da diversi anni sul tema del patrimonio pubblico e della sua eredità culturale, e in modo particolare sui suoi significati antropologici e simbolici. Il suo ultimo libro, pubblicato nel 2014 da Einaudi, è stato tradotto in francese con il titolo Si Venise meurt (Hazan, 2015). Ha diretto con Monica Preti il convegno Villes en ruines : images, mémoires, métamorphoses che si è tenuto al museo del Louvre dal 18 al 20 ottobre 2013, i cui atti sono appena stati pubblicati (Hazan, 2015).
Settis ha diretto a Los Angeles il Getty Research Institute (1994-1999) e a Pisa la Scuola Normale Superiore (1999-2010). È stato presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali (2007-2009) ed è tra i fondatori dell’European Research Council (2005-2011). Visiting Professor in varie università europee ed americane, ha ricoperto recentemente la Cátedra del Museo del Prado a Madrid (2010-2011) e la Cattedra Borromini all’Università della Svizzera Italiana (2014-2015). È membro di diverse accademie, come ad esempio l’Accademia dei Lincei, l’Académie des Inscriptions et Belles-Lettres, l’Académie Royale de Belgique, l’American Philosophical Society di Philadelphia, l’American Academy of Arts and Sciences e di molte altre. Dal 2010 è presidente del Consiglio scientifico del museo del Louvre.
I giovedì della Villa sono l’appuntamento settimanale e gratuito per incontrare artisti e studiosi di tutti gli ambiti della creatività e della conoscenza. Questi incontri possono prendere la forma di una conferenza, un dialogo o una proiezione cinematografica, un concerto o uno spettacolo. Tra i tanti altri ospiti del ciclo, l’attrice e regista Valeria Bruni Tedeschi, il matematico ed economista Laurent Derobert, la regista Liliana Cavani, la fotografa Letizia Battaglia, gli artisti Nico Vascellari, Claire Fontaine, Grazia Varisco, la storica dell’arte Jacqueline Lichtenstein, la costumista Maria Chiara Donato.


Ingresso gratuito (nel limite dei posti disponibili).
I giovedì della Villa – Questions d’art si svolgono tutti i giovedì a partire dal 18 febbraio 2016 (con una sospensione estiva durante i mesi di luglio e agosto).
Ogni giovedì si articola in due appuntamenti, alle 19.00 e alle 20.30.
Incontri in italiano con traduzione in francese o in francese con traduzione in italiano.


Accademia di Francia a Roma – Villa Medici
viale Trinità dei Monti, 1 - 00187 Roma

T +39 06 67611 www.villamedici.it

15 gennaio 2016

Letteratura d'infanzia di autori argentini



Alla Casa delle Traduzioni giovedì 28 gennaio 2016 ore 17.30 - 19

Presentazione della mostra


Letteratura migrante. Libri e autori argentini per l'infanzia in giro per Italia


A cura di Marina Rivera e Cristina Blake (Associazione Il giorno di Stefano. Italia /Argentina)


Reading in italiano e spagnolo e proiezione di book trailer.
Verrà presentato il progetto della mostra di libri per bambini di autori argentini tradotti in italiano, come María Teresa Andruetto, Graciela Montes, Isol, Jorge Luján, Gustavo Roldán, Mariana Chiesa. Saranno illustrati i criteri che hanno spinto alcune case editrici italiane di letteratura per l’infanzia a selezionare testi letterari caratterizzati da tematiche, estetica della parola e dell’illustrazione e storie peculiari della cultura argentina.
Con modalità di laboratorio saranno condivise  le diverse interpretazioni di lettura e le possibilità offerte da queste traduzioni nello scambio culturale fra lettori.

Cristina Blake dal 1990 lavora come professoressa e ricercatrice presso la catedra di Didáctica de la Lengua y la Literatura nella Universidad de La Plata e direttrice della Licenciatura en Enseñanza de la Lengua y la Literatura de la Universidad Nacional de San Martín. Realizza seminari, conferenze e corsi. Ha scritto diversi articoli e pubblicato sei libri su Didattica della lingua e letteratura e Letteratura argentina per l’infanzia.

Marina Rivera dal 1993 vive in Italia. Si occupa di progettazione grafica e comunicazione. Nel settore dell’infanzia collabora con istituzioni pubbliche e private quali Museo di zoologia di Roma, Regione Abruzzo, Comune e Biblioteche di Roma, Museo Archeologico di Chieti, Università di L’Aquila, Legambiente, ELI Editrice, Sinnos.

13 gennaio 2016

Il buon soldato di F. M. Ford



Presentazione della nuova traduzione de Il buon soldato di Ford Madox Ford



Traduzione di Andrea Binelli, introduzione di Enrico Terrinoni


Con ipnotico virtuosismo, John Dowell racconta la storia di cui è insieme narratore e protagonista, «la più triste che abbia mai sentito». Vittima degli inganni della moglie, l’apparente­mente ingenuo Dowell svela a un silenzioso ascoltatore le sofferte relazioni sentimentali e l’incrocio di amori che legano lui e sua mo­glie, ricchi americani, a una coppia di nobili inglesi. Impressionistico ritratto delle tensioni tra vecchio e nuovo mondo, Europa e America, cattolicesimo ed etica protestante, la conserva­zione di un ordine antico e una modernità esuberante, il romanzo-confessione di Ford assomiglia a una lunga ammaliante seduta di psicoanalisi che delinea il clima sofisticato e decadente degli anni che precedono lo scoppio della Prima guerra mondiale. L’incontro verterà sulle complessità affrontate e i piccoli piaceri assaporati nella negoziazione dello stile e degli effetti di senso durante la traduzione, per la platea contemporanea dei lettori italiani, di un capolavoro del modernismo britannico. 

Andrea Binelli insegna lingua e traduzione inglese all'Università di Trento. Ha tradotto per lo più autori contemporanei irlandesi. Ultima sua traduzione Il cuore girevole, di Donal Ryan (Minimum Fax, 2015). Si occupa di semiotica e sociolinguistica. 

Enrico Terrinoni insegna letteratura inglese all’Università per Stranieri di Perugia. Tra le sue traduzioni recenti l’Ulisse di Joyce (Premio Napoli 2012), La lettera scarlatta, e Lanark. Sta lavorando alla nuova traduzione italiana annotata dell’Antologia di Spoon River, e con Fabio Pedone alla traduzione italiana integrale di Finnegans Wake.

Casa delle Traduzioni, via degli Avignonesi 32, Roma