28 settembre 2011

Donne da salotto

Lasciando di comune accordo Metternich e i suoi pari sulle sabbie mobili, in questi giorni vogliamo accendere i riflettori sulle donne da salotto.
Presenze vivaci e non suppellettili, alcune donne da salotto vissute tra fine Settecento e Ottocento in un'Europa fluttuante tra restaurazione politica e il segno di un nuovo corso, sono state figure di una modernità che getta nello sconcerto per il pensiero lungimirante, la condotta ribelle e indipendente, la partecipazione attiva alla vita sociale e la frequentazione di ambienti non ristretti alla loro cucina.
La consapevolezza del grande fermento culturale e di innovazione che animava l'ambiente inglese e tedesco rispetto ad aree europee più dormienti era assai diffusa e sostenuta da donne da salotto come Madame de Stäel.
In un salotto ideale, quello di una casa europea distinta e al contempo comune, per esempio viveva Sophie Gutermann La Roche, una nonna illuminata. Sophie La Roche era membro e custode di una rete intellettuale familiare e locale di grande impatto, di vasta conseguenza, di cui parleremo in seguito.
Qualche nota biografica spicciola e anticipatoria: la figlia di Sophie, Maximiliane, di straordinaria bellezza e fiamma di Goethe, andata in sposa ad Anton Brentano, un commerciante, morì prematuramente lasciando sette figli. Il nucleo dei Brentano si cristallizza così attorno alla nonna Sophie, attiva e popolare scrittrice. Il suo salotto è il luogo lecito dei giochi dei nipoti ( tra questi Clemens e l'inquieta Bettina) e delle frequentazioni con figure illustri e luminose del tempo.

Serial su Metternich

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