15 ottobre 2011

Gli alberi di Avish Khebrehzadeh


Avish Khebrehzadeh
Whispers in the Ears of Silence and the Wind

27 Ottobre – 3 Dicembre 2011
Inaugurazione 27 ottobre alle ore 19,00
Galleria S.A.L.E.S
via dei querceti 4/5 Roma


L’arte di Avish Khebrehzadeh sembra rifarsi a una tradizione millenaria, ai racconti trasmessi di generazione in generazione, alle fiabe persiane che ha ascoltato crescendo a Teheran. L’esilio dal suo paese natale, i diversi contesti dove è cresciuta, le varie identità che si sono sovrapposte, le distanze che tutti questi elementi creano nella visione di se stessa. Sarebbe facile presupporre una visione anche politica, per un’artista che ha vissuto in prima persona le scosse storiche che hanno coinvolto il suo paese, ma Avish trasmette diversamente il senso di solitudine, le faglie della memoria (rendendo la sua opera universale). La sua arte, anche se storicamente decontestualizzata, può soltanto rispecchiarsi nel presente, poiché illustra la “mancanza spirituale, una solitudine che non necessariamente ha a che fare con la distanza geografica, quanto piuttosto con la povertà di comunicazione”. (Mirène Arsanios)

Avish Khebrehzadeh (Teheran,1969), artista che attualmente vive e lavora a Washington, presenta nella sala della galleria tre grandi “carte intelate” raffiguranti degli alberi, mentre nell’ambiente più piccolo espone un grande dipinto, con la raffigurazione di un teatro nel cui centro viene proiettata una videoanimazione.

The One Tree, Wish Tree e Dogwood, tutti realizzati nel 2011, creano una sorta di foresta ideale. Trasfigurazione e resa naturalistica trovano, in queste tre opere, una forma di concreta unità nel confronto dialettico tra realtà, sogno e tradizione.
The One Tree è conosciuto anche come l’albero della vita, archetipo per eccellenza della connessione tra la terra e il cielo. In molte culture l'albero è onorato come simbolo dell'energia vitale e sacra. Permeato di significati simbolici, è la metafora della comune discendenza, intesa in senso evoluzionistico. Immagine dell'uomo, del suo percorso, della conoscenza, delle categorie del bene e del male, della forza e potenza, di ogni maturazione psicologica; l'albero appare nei sogni a rappresentare gran parte di questi elementi. Chiamato albero della vita, albero del mondo o asse del mondo, rappresenta anche il cosmo che si evolve e si perpetua, la manifestazione archetipica di una "potenza" che si amplia in senso regolare, dove la verticalità suggerita dal tronco crea un collegamento fra i regni del cielo e della terra, dell'alto e del basso, del maschile e del femminile, simbolo di unione degli opposti e di equilibrio vitale.
Wish Tree è usato da alcune religioni come oggetto e luogo di voto. Coloro che credono in questo spirito della natura, vi si recano con offerte votive nella speranza di ottenere la realizzazione del proprio benessere e dei propri desideri.
Dogwood è un albero locale che rappresenta il legame di Avish Khebrehzadeh con la sua città adottiva di Washington D.C.

Lo spettatore si trova così “tra gli alberi” a sperimentare i singoli disegni e l’effetto da loro esercitato. Vi si può abbandonare ai sogni sprofondando in un mondo senza limiti, dove ritrovare la tranquillità interiore. La poetica del silenzio è la chiave di lettura per questa mostra. I tratti frugali, essenziali, minimali delle linee, che danno vita alle sue opere, sono liberi da tutto ciò che è eccessivo, superfluo, e riducono così il volume dei pensieri, placando l'attività frenetica della mente. Come lei stessa afferma “si può fare arte con poco o quasi niente”.

Nella videoanimazione Theater III + Edgar le figure si animano raccontandoci una breve storia che ricorda le fiabe e i paesaggi dei sogni che, integrati con i ricordi di vita, ispirano la sua produzione artistica. La trama, lascia allo spettatore la possibilità di concludere il racconto usando la propria immaginazione.

Premiata alla 50° Biennale di Venezia 2003, ha partecipato a numerose mostre in tutto il mondo.

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