10 ottobre 2011

Midriasis/Cajas Habitadas e l'abbaglio della vista

Midriasis/Cajas Habitadas è la mostra in corso alla casa museo di Mario Praz. L'artista Marìa Àngeles Vila Tortosa (Valencia 1978) ha preso in prestito dalla lingua spagnola un termine medico - la midriasi è la dilatazione della pupilla in assenza di luce che può diventare una vera e propria patologia oculare determinando fenomeni di abbagliamento. Il percorso richiede al visitatore uno sguardo che vada oltre la superficie delle cose, che coinvolga sul piano sensoriale non unicamente la vista, ma anche altre sfere della percezione, forse sopite, nell'evocazione di ricordi e stati d'animo.

In uno spazio così impegnativo come quello abitato da Praz, dove il mondo degli affetti (i genitori, la figlia Lucia) e quello della memoria si fondono (la casa raccoglie più di mille oggetti del collezionista), i rimandi visivi proposti da quadri, tessuti, statue e altre opere antiche sono stati spunto per esaltare le impressioni suscitate nell'artista da ogni ambiente vissuto, ricorrendo a un libro d'artista – La Casa della Vita, titolo omonimo del noto libro di Praz - posto all'ingresso che custodisce tra l'altro una libreria appartenuta a D'Annunzio, mentre le scatole abitate (cajas habitadas) in legno grezzo, diventano fantasiosi contenitori di colori, numeri, oggetti, odori, suoni. Per farsi occasione e sosta del sentire.

Una stanza può evocare stati di gioia, all'ingresso, turbamento creativo, nello studio, desiderio di evasione, nella sala delle biblioteche dove si può leggere uno stralcio del singolare fatto raccontato da Praz in La Casa del Ghiaccio relativo alla costruzione di una casa di ghiaccio a Pietroburgo nel 1740 per volontà dell'imperatrice Anna Ivanovna. Quest'ultima, non paga della realizzazione, volle far persino abitare la casa individuando gli inquilini nel buffone di corte e nella sua consorte, che vi trascorsero la prima notte di nozze.

A seguire ci sono le stanze dove emerge solitudine – la scatola tattile e olfattiva con sacchetti di lavanda è collocata nel luogo dove Praz consumava i pasti, di fronte a una finestra. Sullo sfondo una viuzza romana, il vicino Palazzo Altemps e il Palazzo della Scimmia.
Paura e indecisione sono i sentimenti della scelta e vivono nella stanza della figlia.
La sala da pranzo infine esprime da un lato la finitezza del corpo e della materia, dall'altro si lega al sollievo suggerito da un lampadario del Settecento a forma di mongolfiera richiamato dall'artista nelle cartoline colorate sparse sul tavolo, chiudendo il percorso della mostra con una scansione di tempo (il ticchettio di un orologio).
La casa vissuta si fa metafora della vita come viaggio e della sua fine come momento di catarsi.

Mostra in corso, fino al 23 ottobre 2011
Ingresso gratuito

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