27 ottobre 2011

Società per piani

Gli abitanti delle città vivono su diversi piani. Ci sono aree urbane dove svettano costruzioni abitate da chissà quante persone, aree dove le case invece si sviluppano in larghezza o addirittura sotto terra.
In ogni epoca gli uomini e le donne hanno vissuto in ambienti progettati in base alle condizioni climatiche locali (difficile pensare a un igloo nel deserto), e a soluzioni abitative in voga nelle tendenze architettoniche di un preciso momento. Nel Cinquecento per esempio l'aristocrazia commissionava ville dotate di giardini, fontane, scuderie per lo svago e saloni di ricevimento per serate conviviali.
Altro fattore è poi il reddito che insieme al gusto, ha avuto un ruolo determinante nella distribuzione delle classi nella società europea.
A fine Ottocento il ceto sociale di appartenenza poteva essere collocato nel tessuto urbano in zone e identificato all'interno di un edificio dal piano dell'immobile occupato. Nella società non manuale dei centri cittadini la borghesia dello stato unitario era sparsa in varianti abitative come il palazzo, il villino o l'appartamento nell'isolato a blocco. Nell'isolato a blocco era facile distinguere tra gli affittuari una gerarchia sociale molto netta, disposta su piani e ordinata per reddito.
Al piano nobile, subito dopo il mezzanino, vivevano le famiglie più benestanti, il livello sociale scendeva procedendo verso l'alto, come diminuiva il numero dei vani a disposizione ma non il modello abitativo che prevedeva una distinzione di tre aree familiari e domestiche: le stanze della socialità, quelle dei servizi e quelle private.

Fonte Francesca Socrate, Borghesie e stili di vita in AAVV, Storia d'Italia, Liberalismo e democrazia

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