23 novembre 2011

Storia di cavallette, bambù e germogli di soia in cucina

Una tartaruga deposita mille uova senza che nessuno lo venga a sapere; una gallina ne deposita uno e lo viene a sapere tutto il paese.
Proverbio cinese

La cucina è un'ottima via per raggiungere un paese o perlomeno farsene un'idea. Non è un invito per approfittare del ristorante cinese sotto casa bensì un suggerimento di lettura per chi fosse interessato all'argomento. In Il riso non cresce sugli alberi Bamboo Hirst offre ai più curiosi in fatto di tradizioni popolari e storia di cucina, una raccolta di pietanze che dalla Cina giungono direttamente fino a noi. In questo viaggio di costume e gastronomia la scrittrice unisce i sapori dell'infanzia e quelli dell'età adulta, spiegando come siano cominciati usi e costumi della sua terra che lei stessa conserva in parte nella sua vita attuale (l'autrice vive e lavora a Londra).

Come superare il pregiudizio culinario al solo pensiero dei cinesi che si nutrono di cavallette? O l'idea che sia abitudine ben accetta mangiare rumorosamente, talvolta nello stesso piatto con una non celata voracità? Le differenze con i pasti occidentali si sprecano... ma sono motivate. Le cavallette, per esempio. Fu un imperatore a incitare il popolo cinese a nutrirsi di questo animale di fronte all'invasione massiccia, per trovare e sfruttare il lato positivo di quella che per la stragrande maggioranza della popolazione contadina fu una catastrofe (628 d.C.).

La scelta delle ricette non distingue tra i nostri usuali primi, secondi e contorni (i cinesi presentano tutto in un sol colpo), fatta eccezione per i banchetti più formali dove il pasto è anticipato da prelibatezze che placano la fame. La cucina riflette la religione, la filosofia del Tao, la tradizione popolare con piatti poveri dalle origini contadine e la storia del popolo della grande Muraglia. Ci sono letture fantastiche su gamberi ubriachi, zuppe di nidi di rondine fatte con nidi costruiti con le alghe della rondine che emigra dall'arcipelago della Malesia, mentre la carpa è il pesce preferito dalla tradizione per il suo sapere nuotare controcorrente, riprodotto così anche nei dipinti di porcellane come simbolo di coraggio, prima che si trasformi in un dragone.

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