3 dicembre 2011

Nozioni di igiene

MANUEL FANNI CANELLES
Senza tela. Nozioni di igiene

Teatro dei Fabbri
via dei Fabbri, 2/a
Trieste

Sabato 3 Dicembre 2011 ore 21

Senza tela. Nozioni di igiene è un progetto di teatro contemporaneo realizzato dallo Studio Openspace nell’ambito delle attività dell’Accademia Teatrale “Città di Trieste”, la scuola di teatro della cantina.

Il progetto dello Studio Openspace fa parte di una rosa di attività promosse dal Comune di Trieste/Assessorato alla Cultura, in collaborazione con LipanjePuntin artecontemporanea, Gruppo Immagine e Fvg Futura, sostenute dalla Regione FVG e della Provincia di Trieste, e si inserisce come anteprima nell’ambito del progetto espositivo promosso dal Comune di Trieste Il fuoco della Natura in programma a gennaio presso il Salone degli Incanti.

Partendo dall’arte figurativa, in particolare dal dipinto La Zattera della Medusa di Géricault, il regista Manuel Fanni Canelles ritorna al codice teatrale attivando un transito di comunicazione tra le varie esperienze della fruizione contemporanea.

Il corpo è diventato il centro di tutti i poteri, l’oggetto di tutte le nostre aspettative, perfino quelle di salvezza. Dal controllo sul cibo all’utopia dell’eugenetica, il camuffamento, la protesi, la maschera, l’estensione sono diventati la conditio sine qua non dell’uomo. Ma in quale misura l’incessante ricorrere alle modifiche sul proprio corpo ci rende capaci di accettare i limiti della nostra condizione? Si tratta di un mero espediente per ottenere maggiori garanzie di sopravvivenza, regalandoci l’illusione di una vita eterna?

Il progetto analizza il rapporto tra intervento visivo e linguaggio corporeo, raccontando con sottile ironia la provvisorietà della condizione umana, il culto dell’apparire, l’insicurezza, e sottolinea le conseguenze dell’abuso di queste tecniche sull’ambiente naturale.

Senza tela. Nozioni di igiene vede l’interpretazione di Daniele Tenze e la partecipazione degli allievi dell’Accademia “Città di Trieste”, al loro debutto sulla scena. “Non si può parlare ancora di rappresentazione”, spiega il regista Fanni Canelles, “abbiamo lavorato all’idea di un allestimento, di un progetto on stage durante il quale lo spettatore ha la possibilità di intervenire sulle tematiche attraverso proposte, critiche, sollecitazioni. L’obiettivo che ci siamo prefissati è di instaurare un dialogo creativo tra operazione culturale e cittadinanza”.

Lo spazio scenico dei Fabbri viene trasformato grazie agli interventi luce di Daniele Trani, direttore della fotografia di documentari e lungometraggi, e con l’utilizzo di video installazioni applicate alla scena teatrale.

La drammaturgia del progetto è curata da Omar Soffici e Manuel Fanni Canelles, mentre la scenografia è di Studio Openspace a cura di Davide Apollonio.

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