14 febbraio 2012

The Iron Lady


The Iron Lady è l'ultima fatica di Meryl Streep su Margaret Thatcher. Il film, com'è risaputo, ha destato curiosità e solleticato non poco britannico “rumour”, vale a dire commenti e critiche, perché molto concentrato sulla prima donna che ha occupato il numero 10 di Downing Street nel 1979. 

The Iron Lady, avvincente grazie a una protagonista sempre in stato di grazia, non ha un valore cronachistico né documentario. Del primo ministro passato alla storia per la sua inflessibilità nelle scelte di politica interna ed estera (i rapporti burrascosi con il mondo sindacale, la guerra con l'Argentina per le Falkland, le privatizzazioni, il risentimento sociale, le tensioni con l'IRA), il film propone il processo che ha costruito a tavolino una maschera politica appetibile a una fascia dell'elettorato altrimenti non conquistabile.

Esperti pubblicitari e curatori di immagine hanno reso la figlia del droghiere, laureata in Chimica, una figura non sgradita nella realtà locale, così poco emancipata per una donna impegnata nella carriera politica. Dalla mimica facciale alla scelta della borsetta, tutto è stato accuratamente studiato.

La Thatcher è ritratta nei giorni della vecchiaia, vedova, quando il tempo si dilata per dare spazio ai ricordi, in una momentanea resa dei conti di quanto le sia costato sedere tra i potenti della terra.

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