2 febbraio 2012

La filosofia della siesta















Svincolandosi dai cicli “naturali” - il giorno e la notte, le stagioni, le fasi della vita ecc. -, l'abitante della città si sottomette a un tempo forzato […].
 Thierry Paquot, L'arte della siesta

L'arte della siesta è un libro di Thierry Paquot su una pratica passata, molto diffusa presso le popolazioni mediterranee. Nell'era attuale la siesta sembra un'abitudine quanto mai da scongiurare, per non venir meno al ritmo dei processi di produzione e consumo della società moderna.

In questo interessante saggio contro la tirannide del tempo moderno, Paquot, già autore di vari studi sul mondo urbano, insegnante di filosofia all'École d'Architecture di Paris-La Dėfense e all'École nationale des Pontes et Chaussées, rivaluta i vantaggi della siesta/riposo per l'essere umano, abbastanza schiavo dell'orologio.

L'uso dell'orologio si è imposto nell'organizzazione del lavoro salariato e laico a partire dal tempo dei mercanti. Alla fine del XVIII secolo i primi orologi dell'Europa industriale cominciano a diffondersi tra i ceti meno abbienti e a scandire la giornata. L'orologio era così democratico e diffuso che in Inghilterra William Pitt decise di tassarlo. Insomma abitudini da tempi moderni.

L'autore propone anche una serie di rappresentazioni pittoriche della siesta - dal Paese di Cuccagna di Bruegel il Vecchio al Riposo durante la fuga in Egitto di Caravaggio.
L'arte della siesta offre un punto di vista interessante, per riappropriarsi dell'uso consapevole del tempo, non solo perché lavorare stanca, ma anche per ricordarsi di rispettare il ritmo umano, espressione di vitalità. 

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