31 marzo 2012

Claudia Wieser. Furniture


Claudia Wieser
Furniture
4 Aprile – 8 Giugno 2012

Claudia Wieser riprende l’estetica delle opere dei primi modernisti, in particolare di Klimt e di Paul Klee. Le sue composizioni sono ricalcate sulle regole formali sviluppate da questi due artisti nell’ambito di una teorizzazione che legava disegno, colore e stile ai caratteri di un mondo trascendente e ideale.

La giovane artista tedesca si appropria di questo linguaggio, fatto di linee e cromatismi, e ne sviluppa uno personale, con cui compie due operazioni: da un lato torna sui temi sviluppati dalla scuola del Bauhaus indagando lo spazio architettonico e il modo in cui viene decorato, definito e riempito, dall’altro approfondisce questa ricerca interrogandosi sulla differenza che intercorre tra talento artistico e creatività.

La definizione di un oggetto artistico scaturisce dalla vocazione dell’artista, dal contributo interpretativo dello spettatore ed è sempre un misto di sentimento e concettualizzazione. Penetrando il confine tra arti pure e arti applicate, i lavori esposti in questa mostra includono sculture, due fotografie, alcuni disegni, un grande lavoro su carta d’argento e un’installazione che occupa buona parte della lunghezza della galleria.
Il titolo della mostra Furniture, allude alla natura degli oggetti intesi come “personaggi dello spazio” capaci di entrare in relazione reciproca o con lo spettatore. Partendo da questa indagine l’artista instaura un dialogo con le proprie opere.

I dipinti astratti presentati nello spazio in fondo alla galleria e i book drawings alle pareti della sala principale richiamano il retaggio astrattista cui l’artista attinge a piene mani e in particolare agli insegnamenti di composizione visiva tenuti da Kandinsky e Klee presso la scuola del Bauhaus. I secondi invece sono pagine di libri raffiguranti architetture, interni di edifici o paesaggi fiabeschi su cui l’artista realizza degli interventi di disegno e di colore minimali, ma capaci di spostare il centro focale della visione e di alterare la percezione dell’immagine nello spettatore, rispetto all’originale.

Gli esiti di questa ricerca formale vengono ripresi e ampliati nelle opere precedenti. Esse sono sculture a forma di “tavolo” costruite come assemblaggio di forme elementari: il quadrato, il cerchio e delle colonne. Richiamando anche qui i motivi dell’astrattismo, esse realizzano a livello scultoreo ciò che l’artista ha già espresso a livello pittorico. Ma nel passaggio dalla superficie al volume, Claudia Wieser crea uno spazio per riflessioni ulteriori: in primo luogo apre la propria pratica artistica al figurativismo, in secondo luogo essa si interroga sul confine esistente tra arte e design e dunque sulla natura dell’opera d’arte in quanto oggetto.

Infine, con la grande installazione e l’opera su carta d’argento, l'artista si confronta con gli spazi della galleria. Questa operazione è ricca di implicazioni: da un lato il lavoro di Claudia Wieser presuppone il “White Cube” così come è stato teorizzato da Brian O’ Doherty nel celebre articolo del 1976, inserendo nel dialogo artista-spettatore anche l’istituzione della galleria. Qui l’ artista rievoca i costrutti teorici dell’Espressionismo tedesco da una parte e dall’altra le sue estreme implicazioni, declinate nel linguaggio di rottura della Minimal Art.

Lontana da qualsiasi tentazione simbolista, l'impostazione del suo lavoro riposa sul rifiuto della dicotomia che oppone forma e materia. Con Furniture Claudia Wieser attraversa questa contrapposizione, traghettando la sua pittura dal carattere propriamente astratto in un universo in cui iI dato materico, i volumi e la percezione sensoriale collaborano tutti alla definizione di una poetica del vedere.

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Claudia Wieser è nata a Freilassing, Germania, nel 1973. Dal 1993 fino al 1997 ha svolto la mansione di apprendista presso un fabbro. Nel 1997 ha intrapreso il suo percorso di studi nel campo dell’arte presso l’Akademie der Bildenden Künst München nella classe di Axel Kasseböhmer e Markus Oehlen. Sue mostre personali sono state ospitate al Drawing Center di New York (2010), all’ Oldenburg Kunstverein (2009), ad Art Cologne a Colonia (2005) e ha partecipato a numerose collettive in importanti istituzioni: Georg Kolbe Museum di Berlino e al Kunstmuseum Stuttgart (2011), al Museé d’Art Contemporain de Bordeaux e all’ Institut Français de Berlin (2010), al Contemporary Art Museum, St. Louis, al Kunsthaus Baselland di Muttenz/Basilea e al Kunstverein Wolfsburg (2008), al Kunstbau München di Monaco (2007, 2005), al Pinakothek der Moderne di Monaco (2002). Attualmente l’artista vive e lavora a Berlino.


Galleria S.A.L.E.S.
via dei Querceti 4/5
Roma - Italia

English Version

30 marzo 2012

Laboratori e giochi di mosaico

MUSEO MARIO PRAZ
MOSAICI PER GIOCO

In concomitanza con la mostra RICORDI IN MICROMOSAICO. Vedute e paesaggi per i viaggiatori del Grand Tour (Museo Mario Praz 15 dicembre 2011 – 10 giugno 2012 e Museo d’Arte della città di Ravenna, 30 giugno – 16 settembre 2012), il Museo Mario Praz offre al pubblico delle famiglie con bambini (4-10 anni) visite al museo e laboratori didattici.
Dopo una visita alla mostra e al museo - che i genitori realizzeranno separatamente - i bambini, accompagnati dalle operatrici didattiche, potranno comporre a piacere piccole opere con tessere di mosaico in pasta vitrea.
Contemporaneamente alcuni membri dell’Associazione Culturale Il Mosaico mostreranno dal vero, a bambini e visitatori, come si realizza un mosaico con materiali di diverso tipo.

Visite e laboratori didattici a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
Sabato 14 aprile, ore 16.30 / domenica 15 aprile, ore 11.00 / sabato 21 aprile, ore 16.30 / domenica 22 aprile, ore 11.00

Museo Mario Praz, Palazzo Primoli
via Giuseppe Zanardelli, 1 - 00186 Roma - Tel. 06 6861089
www.museopraz.beniculturali.it

28 marzo 2012

Risotto ai cavolini di Bruxelles











INGREDIENTI

(X 2 persone)
Riso per due
125 g di cavolini di Bruxelles
1 ½ cucchiaio di olio
Sale alle erbe di Provenza
Pepe bianco
Grana Padano
Brodo vegetale

Questo risotto può acquistare un sapore particolare, adoperando nella cottura molto lenta in una pentola wok, del sale alle erbe di Provenza. Il procedimento è quello tipico del risotto nostrano (il brodo va preparato separatamente). Nel tegame principale unire cavolini tagliati a spicchi, un filo di olio e un po' d'acqua. Dopo 5 minuti unire il riso e versare a più riprese il brodo vegetale. Aggiungere il sale alle erbe di Provenza, pepare e infine, prima di servire, una spolverata di grana.

Tempo di preparazione: 30 minuti

27 marzo 2012

Appuntamenti di Green Economy

Un’Altra Economia per un'altra Città

Tre giorni di altra economia indignata

Tre giorni, dal 30 marzo al 1° aprile, per incontrare la città. Tre giorni per continuare a intrecciare principi e pratiche di economia ecologica, sociale e solidale, come risposta alla crisi. Tre giorni per ricordare che la Città dell’altra economia è uno spazio pubblico, il cui futuro va costruito insieme ai lavoratori e alle lavoratrici, alle organizzazioni sociali che lo promuovono e ai cittadini che lo frequentano.

Il 31 marzo scade la proroga concessa al Consorzio Città dell’altra economia per la gestione dello spazio all’interno dell’ex mattatoio di Testaccio. Nonostante le false promesse e i tentativi di eliminare questo cantiere sociale, il Consorzio si ostina a pensare che sia giusto e possibile promuovere un confronto vero con chiunque interessato a ragionare sul futuro di questo luogo. E lo fa con tre giorni di incontri, festa, presentazioni di libri e di nuovi spazi web di informazione indipendente, spettacoli per bambini, mercati del bio e del baratto, video proiezioni, Arte, Design, dibattiti e visite guidate.

In programma esposizioni dedicate all'Eco Arte e all'Eco Design, un percorso di giochi da cortile ideati con l'utilizzo di materiali di recupero, laboratori per giocare con l’Arte di Bruno Munari (a cura di Sabrina Carletti), passeggiate e visite guidate al Monte dei Cocci. Binario Etico presenta un workshop GreenIT - Per un'ecologia dei territori digitali, mentre l'iniziativa Airshare ha lo scopo di promuovere i temi dello scambio, del baratto e della condivisione.

A teatro BIANCARAFFA PUNTO E BASTA (età consigliata 0-99 anni), spettacolo interattivo di puppets/burattini, di e con Silvia Micali e Massimiliano Maiucchi. Una rivisitazione della favola di Biancaneve, in cui il presentatore è un cane e i protagonisti una giraffa, un elefante, un coccodrillo. Con tanto di burattinaio e narratore esterno.

Diversi gli appuntamenti per dibattiti e incontri sui temi caldi di una ormai vecchia economia che si apre a nuove e grandi opportunità.

Segnaliamo anche le rassegne di video sul concetto di Decrescita applicato al modo di fruire dell’arte e le proposte per educare al riciclo con Cosa puoi fare con...
Ingresso e wireless libero in tutta l'area della CAE

26 marzo 2012

Luci e ombre del bianco e nero









LIGHTS and SHADOWS


ARTISTI: Carla Accardi, Adriana Amodei, Flavia Bigi, Mario Costantini, Verena D’alessandro, Marta Jovanovic, Antonio Milana, Andrea Pacanowski, Marinella Paolini, Oliviero Rainaldi, Beatrice Scaccia, Emilio Vedova.

Bosi Artes - Roma, 26 Marzo – 14 Aprile 2012

Da lunedì 26 Marzo fino a sabato 14 Aprile, la Galleria Bosi Artes si colora di bianco e nero. Lo spazio di via Pinciana 41 sarà dedicato, infatti, all’esposizione Lights and Shadows a cura di Renata Bellanova.

Lights and Shadows parla di luci e ombre contemporanee, simulate e generate. Non si tratta di esitanti toni intermedi ma di un’arte risoluta e consapevole delle proprie capacità; determinata a voler raccontare un qualcosa senza restare in ombra. La voglia di emergere, quindi, per lasciare un’impronta nella vita.

L’arte contemporanea stessa vive e si nutre di contrasti e numerose sono state negli anni le mostre dedicate a questo tema del bianco e nero. Lights and Shadows cerca, però, di approfondire questa tematica con la passione di un racconto.
I lavori esposti danno voce ai sentimenti di ogni singolo artista. L’esistenza di ognuno di noi, infatti, è scandita da momenti di luci e ombre: i bianchi e neri della vita che forgiano la nostra essenza determinando scelte e cambiamenti.

Dipinti, sculture, disegni, fotografie e fiber art. Bosi Artes propone un interessante percorso attraverso i lavori di dodici diversi artisti caratterizzati da altrettanti risultati di stile.

BOSI ARTES
Via Pinciana 41
00198 – Roma
+39 06 32110131
info@bosiartes.com

ORARIO
Dal lunedì al sabato
Ore 11.00 – 19.00
Sabato su appuntamento

23 marzo 2012

Miracolo nel quartiere di Le Havre

Miracolo a le Havre del regista finlandese Kaurismäki è, a buon diritto, un film indimenticabile tra quelli di questa annata cinematografica internazionale. Sarà per lo stile e la lentezza a cui il cinema d'importazione e non solo, ci ha disabituati, Miracolo a le Havre mette in scena esperienze di per sé tragiche, senza farne un dramma privo di soluzioni possibili.
La vicenda coinvolge Marcel Marx, un lustrascarpe sempre in cerca di creditori, la moglie malata di cancro e la cerchia delle comuni amicizie nate nel quartiere. La malattia della moglie coincide anche con l'arrivo di Idrissa, giovane africano ricercato dalla polizia locale.
Un film senza tempo. Gli attori non sembrano recitare, somigliano a persone comuni e forse per questo risultano più autentici nell'interpretazione. La lentezza non appesantisce, le inquadrature di ambienti domestici spartani si soffermano su oggetti, mobili, fiori e piante, mentre i dialoghi, seppur brevi, sono fatti di battute fulminanti sul peso della solidarietà affettiva per sconfiggere molti dei propri mali.

22 marzo 2012

Il gioco del destino in Karen Blixen















Il modo migliore per conoscere un paese, oltre a un soggiorno di natura non turistica, è la lettura. Le opere di uno scrittore rappresentativo della cultura e della società del posto sono infatti un valido mezzo per avere quella che si suol chiamare una visione di insieme.

Per circoscrivere la conoscenza alle terre nordiche, così centrali e virtuose in questi precari anni europei, ho pensato che valga rileggere i racconti di Karen Blixen (1885-1962). Scrittrice danese che ha saputo raccontare la società del suo tempo, in bilico tra principi di civiltà e naturali contraddizioni, sociali e morali, del Vecchio Continente.

Fortunata narratrice da premio Oscar, la Blixen autrice di Capricci del destino ha ispirato un film al regista Axel (Il pranzo di Babette, nel 1988 miglior film straniero). I racconti, ambientati in paesi diversi – la natia Danimarca, la Cina, la Norvegia, la Persia – propongono personaggi coinvolti o sopraffatti dal proprio ruolo, in un gioco spesso impari con il destino.

21 marzo 2012

Frullato di frutta con yogurt

 INGREDIENTI
Una banana
Metà mela
Un vasetto di yogurt magro
Una punta di cannella
Ghiaccio tritato
Un cucchiaio di cacao amaro in polvere o un quadrato di cioccolato fondente da grattugiare

Volendo si può decorare il frullato con delle foglie di menta o delle stecche di liquirizia, o impreziosirlo con poche gocce di liquore, tipo lo Strega.

16 marzo 2012

Frittelle di zucca











INGREDIENTI

500 gr di zucca
Farina
Acqua
Sale
Olio di semi

La zucca va sempre ridotta di volume, aiutandosi con una grattugia. Una volta preparata la vostra pastella versatevi la zucca e salate. Il composto andrà fritto al punto giusto per dorarsi e diventare croccante. Volendo si potrebbe aggiungere una spezia. Preferibilmente zenzero o zafferano per smorzare il dolce eccessivo della zucca.

14 marzo 2012

Riso, broccoletti e speck

Come abbinare ingredienti estremi come i broccoletti siciliani con lo speck dell'Alto Adige? Con un risotto.

INGREDIENTI
Riso x 2
250 gr broccoletti siciliani
3 fette sottili di speck dell'Alto Adige
Una striscia di cipolla
Due foglie di alloro
4/5 capperi
Sedano
Un cucchiaio e ½ di olio di oliva
Sale
Pepe bianco

In base al tempo a disposizione si può mantecare il riso con brodo vegetale all'interno di una pentola wok o di un tegame profondo. Se il tempo scarseggia, soffriggere la cipolla per pochi secondi, aggiungere un filo d'acqua, il sedano, l'alloro e i capperi. Procedere versando il riso che andrà cotto a fuoco lento e con gradualità, versando ogni tanto dell'altra acqua. Dopo 15 minuti si possono introdurre i broccoletti e cinque minuti prima di completare la preparazione lo speck tagliato a strisce. Salare, pepare e servire, rimuovendo il sedano e l'alloro. Eviterei il formaggio in questo risotto, però a qualcuno potrebbe piacere. De gustibus non disputandum.

Tempo di preparazione: 30 minuti circa

13 marzo 2012

Latitudes and Mental Attitude

Language changes according to the context where it is spoken.

There are places where Do tomorrow what you can do today is a must, as well as the innate nonchalance saying Laissez faire, laissez passer in everyday life.

A question of mental attitude or latitudes that may prevail, so that tomorrow never means tomorrow as you guess, but some unexpected day. In the near future.

12 marzo 2012

Appuntamenti di carta e cartone


CARTA & CARTONE... a  tiratura limitata

Artisti : Elena Bonuglia – Sabrina Carletti - Elisa Lobello - Maria Carla Mancinelli - Simone Ryault

Domenica 18 marzo la terza e ultima tappa espositiva dedicata alla tematica ecologica presso lo spazio laboratorio Laborars, che ospiterà opere uniche, sculture e oggetti realizzati da artiste di diversa formazione, ma accomunate da anni dall’utilizzo di materiali quali la carta e il cartone. L’iniziativa è inserita all’interno del percorso ideato e proposto da Comieco denominato “Roma di Cartone". Comieco al Maxxi di Roma, Re-Cycle strategie per l’architettura, la città e il pianeta. Tantissime le realtà pubbliche, istituzionali e private coinvolte. Anche stavolta saranno presenti in mostra i lavori eseguiti dagli allievi dei laboratori didattici ”GiocArteBambini”dedicati al riciclo:  Marta Calanna, Milena Dalpiaz, Anna Farina, Alessio Piccioni, Gabriele Piccioni.

LABORARS - Via Cupra, 34/b Roma ( Metro B - Tiburtina )
18 Marzo 2012 
Dalle 10,00 alle 20,00 
Ingresso Libero

11 marzo 2012

Greek heritage


There is no freedom without law

10 marzo 2012

Figlia di briganti, assassini, fate e contadini


FRANCESCA MARTINELLI
Figlia di briganti, assassini, fate e contadini
Curatore: Marco Puntin
LipanjePuntin arte contemporanea, via Diaz 4 – 34121 TRIESTE
24 marzo – 19 maggio 2012
Inaugurazione: sabato 24 marzo 2012, ore 18.30
Performance: sabato 24 marzo 2012, ore 19.00

Francesca Martinelli (1978 – Udine), sin dagli esordi, scruta nelle pieghe più nascoste delle memorie familiari, contadine e profondamente culturali delle proprie radici. Facendo proprio riferimento a esse e alla millenaria tradizione popolare, Figlia di briganti, assassini, fate e contadini sintetizza il trasversale percorso dell’artista.

La sua è decisamente una dichiarazione politico culturale che si concretizza sovvertendo il canone classico precostituito, attraverso l'esasperato e maniacale collezionismo di oggetti del passato, raccolti con una raffinata sensibilità e un vago gusto barocco, finalizzato ad un rovesciamento estetico e quindi etico del rapporto tra dannazione e beatificazione. Ne deriva una poetica, una dichiarazione d’intenti, quasi un atto dovuto che Francesca Martinelli così ci descrive: nella natura non esistono linee chiuse, finite, forme controllabili, limiti, proporzioni numeriche, canoni. Queste sono misure che l’uomo artificialmente impone a tutela di se stesso e per soddisfare il suo bisogno di controllo. L’ibrido, il non ordine, l’altro da sé, la metamorfosi, la linea aperta, la devianza, lo stupore meraviglioso, il mostruoso, l’anomalo, la mostruosa perfezione sono l’essenza della natura tutta che ordina e poi sovverte l’ordine precostituito.

Così come nelle sue più recenti installazioni, anche nella personale da LipanjePuntin artecontemporanea Francesca Martinelli ci regala la femminilità, l’intimità, e l’ironia di armadi e stanze di donna rovesciate sul muro, pezzi unici appartenuti a tre generazioni, oggetti della memoria scaturiti da bauli e cassetti segreti che sedimentano le esperienze e i ricordi di una tradizione familiare e di un mondo lontano, dove convivono medicinali e scarpette da ballerina, ciprie, vecchie fotografie, parrucche, accessori da toletta, apparecchi ortodontici e crinoline.

E poi ci sono i disegni, corpi di donna ed ex voto, che se richiamano da un lato la bellezza e la perfezione della natura e il dolore generato dalla stessa, dall’altro alludono alla perversione, celata sotto le spoglie della tradizione pagana e profondamente contadina degli ex voto, quel mantenimento di una promessa fatta alla divinità in cambio della grazia. Nel mondo della Martinelli anche questa usanza radicata viene pervertita ed elevata a metafora delle idiosincrasie del nostro mondo, in cui il dolore è una scelta necessaria e costante, per la ricerca di un senso più alto del vivere.

Proprio dentro la profonda riflessione sul corpo, in relazione al tempo e allo spazio e in particolare al dialogo tra artista e pubblico, si colloca la perfomance Up to You: 3’ box, che avrà luogo durante l’inaugurazione della mostra. L’artista, chiusa in una stanza stretta e angusta, dedicherà 3 minuti esclusivi a singoli spettatori estratti a sorte. Tra desiderio e timore, tra voyeurismo ed esibizionismo, tra licenza e divieto, tra tendenze sadiche e piacere masochistico, la Martinelli entra in diretto, ravvicinato contatto con il singolo individuo creando un’inaspettata e imprevedibile intimità. Attraverso un momento unico e irripetibile, scandito dal familiare ma insopportabile suono di una campanello scolastico, la performance Up to You: 3’ box stravolgerà la distanza e lo spazio fisico temporale tra spettatore e artista.

Paesaggi complicati

Guy Tillim, Apartment building, Beira, Mozambique, 2008


PAESAGGI COMPLICATI
Complicated Landscapes

Gioacchino Pontrelli, Guy Tillim, Guido Van Der Werve

a cura di Claudio Libero Pisano

Venerdì 16 marzo, ore 18,00
(Palazzo Incontro, Via Dei Prefetti, 22 – Roma)


La mostra Paesaggi Complicati è il secondo appuntamento di un ciclo di tre incontri espositivi del Contemporaneo all’interno di Palazzo Incontro e vede la partecipazione di tre artisti: Gioacchino Pontrelli, Guy Tillim e Guido Van Der Werve. L’esposizione è incentrata su grandi fotografie, oli su tela e video, che raccontano di paesaggi dove la natura e gli esseri umani, quando presenti, contribuiscono a creare un senso di straniamento dal contesto. Il paesaggio è inteso come riferimento visivo e sociale da parte degli artisti invitati. Lo spazio fisico del vissuto si trasforma in corrispondenza di mutazioni anche emotive.

La mostra viene inaugurata dal Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti.
Promossa dalla Provincia di Roma, è realizzata nell’ambito delle iniziative del Progetto ABC Arte Bellezza Cultura in collaborazione con il CIAC, il Centro Internazionale di Arte Contemporanea  di Genazzano. Il Progetto ABC Arte Bellezza Cultura, fortemente voluto dal Presidente della Provincia di Roma, ha l’obiettivo di sostenere le eccellenze culturali e territoriali della provincia di Roma.

Nel primo incontro del Contemporaneo, il 9 novembre scorso a Palazzo Incontro, sono state esposte opere di Kiki Smith, Nancy Spero, Alberto Di Fabio, Simone Cametti e Caterina Silva.

Gioacchino Pontrelli (Italia) presenta una grande tela e un allestimento di dipinti di piccole dimensioni, che raccontano la trasformazione dello spazio di natura attraverso gli occhi e la poetica di un artista che come pochi ha saputo creare un mélange risolto tra figurazione e astrazione. Dove quest’ultima è spesso deputata a raccontare forse più della dimensione realistica.

Di Guy Tillim (Sudafrica) è in mostra un lavoro fotografico esposto per la prima volta alla Fondazione Cartier-Bresson di Parigi e realizzato tra diversi Stati africani nel biennio 2007-2008. Lo sguardo di Tillim è indirizzato verso un viaggio interiore: si tratta di foto che, più che documentare lo stato di contesti post-coloniali, raccontano gli stati d’animo di paesaggi  realmente complicati non solo nell’aspetto urbano.

Due video di Guido Van Der Werve (Olanda) in cui la natura e la figura umana sembrano sfidarsi continuamente in un gioco di rimandi e prove di forza. Sia che si tratti di un uomo che avanza su una superficie ghiacciata con dietro una nave rompighiaccio che sembra seguirlo o che sia anche lo stesso artista che tenta di far partire un razzo. Quasi a dire che soltanto dall’alto è possibile vedere il mondo migliorato.

Il ciclo espositivo prosegue fino al mese di maggio  2012.
I cataloghi di ciascuna mostra verranno raccolti in un unico cofanetto a cura di Livello4 Editrice

Palazzo Incontro
Via Dei Prefetti, 22 - Roma
ore 10.00 - 19.00
INGRESSO GRATUITO
Chiuso il lunedì
La mostra rimane aperta dal 16 marzo al 15 aprile 2012

ARTHUR DUFF
SYNTAX PARALLAX

OREDARIA ARTI CONTEMPORANEE
Via Reggio Emilia, 22-24, Rome
The exhibition will be on show until 28th April 2012

SYNTAX PARALLAX is the first solo show by the American Italianbased artist Arthur Duff, recent winner of the MACRo 2% prize.
Duff’s artistic research is based on the experimentation and the semantic potential of language in its various and multiple forms. His work tends to deal with layers of meaning. If his research were to be read through the history of Art you would feel the subtle pull of the Conceptual and Post-Conceptual, but Arthur Duff enriches and develops its contributions. He doesn’t simply deal with the bare idea as “artistic material”, Duff conveys and diverts this posture while recovering the visual and aesthetic aspects.

Duff’s research often gravitates towards semantic layering and stratification concerning the codified system of writing and, therefore of syntax. Parallax, from Greek “overlap”, stems from the “point of view” and from possible shifts of meaning created by changing our observation point both physically and psychologically. Therefore, the artist’s work could be encompassed in a sort of “parallax attitude” as well as a dialectic use of languages. All of these ideas are presented in this show with the exhibited works: laser projections, neon texts and embroideries.

A laser mounted on the floor projects white light onto a 4m x 2,5m ceiling made of one hundred white neon tubes. When the lights of the ceiling are turned off we are able to read the text projected on this sort of “screen”. This work enables us to experience yet another layer of meaning beyond the purely semantic. Indeed, the white projected text disappears when the neon tubes are turned on. What before was a light source - the projected writing – now is undone by light emitted by the neon tubes which themselves are turned into a light source. Light undoes light,“burning” the message. This is a reference, a connection that Duff summarizes using also the word “supervenience”: a state of dependence where one event is not truly separate from another.

The show features, among other works, also Black Stars_M55. This is a kind of physical translation of one of the astronomical objects observed and catalogued by the French astronomer Charles Messier (1730-1817). He edited a catalogue of 110 deep-sky objects - such as star clusters, nebulae and galaxies – in order to help astronomers to recognize comets. This “deep-sky object” is number 55 of Messier’s catalogue. Duff is interested in the implications that come from the translation of graphic language into the sculptural one. The artist is fascinated by the transliteration of these images from data into the four dimensions. Moreover, he is attracted to the possibility of presenting something that is awe-inspiring, far, and packed with information and translating it into something that is humanly familiar.



Arthur Duff was born in Wiesbaden (1973). He lives in Venice and works in Marghera (Venice, Italy).

9 marzo 2012

Arthur Duff. Cambiamenti di senso

GAS LIGHT, 2012, Neon
Courtesy OREDARIA ARTI CONTEMPORANEE






SYNTAX PARALLAX rappresenta la prima personale dell’artista americano Arthur Duff, vincitore del concorso MACRO 2%. La ricerca di Duff si concentra sulle potenzialità derivate dalla sperimentazione e da giochi semantici sul linguaggio nelle sue svariate forme. La sua tendenza è quella di lavorare per sovrastrutture. Differenti livelli di lettura si posano su una stessa opera sprigionando una sottile eloquenza. Una ricerca che, se analizzata sotto un profilo storico, in alcuni casi può essere ricondotta all’Arte Concettuale, di cui però Duff sviluppa e amplia gli apporti.

Ricerca spesso tesa verso le stratificazioni dei livelli semantici riguardo al linguaggio codificato della scrittura e, quindi, della sintassi. Questo conduce ad un atteggiamento che, citando il titolo della mostra, potremmo legare al fenomeno della paralasse - dal greco “accavallamento”. Tutto deriva dal punto di vista e dai possibili cambiamenti di senso che nascono modificando la nostra posizione di osservazione fisica e mentale.

Nel percorso espositivo ciò si ritrova nelle diverse opere esposte in galleria, dalle proiezioni laser, alle scritte al neon, ai ricami. All’interno della mostra su un soffitto realizzato da cento tubi neon è proiettata una scritta laser bianca. Uno schermo che, da spento, rende leggibile le scritte proiettate su di esso creando così comunicazione. Un ulteriore livello di lettura dell’installazione è ottenuto quando i tubi di neon si accendono andando così ad annullare la scritta proiettata. Quest’ultima, che funzionava come sorgente di luce, è annullata dalla luce dei neon trasformati a loro volta in fonte luminosa. La luce annulla la luce, “bruciando” il messaggio linguistico. Una connessione o associazione che l’artista tende a riassumere con il termine “supervenient”: una relazione di dipendenza dove un accadimento non è separato dalla sua controparte, ma ha un effetto potente su una situazione pre-esistente.

Un altro lavoro chiave dell’esposizione è Black Stars_M55, la traduzione fisica di uno degli ammassi stellari scoperti dall’astronomo francese Charles Messier (1730-1817) che redasse un catalogo di 110 oggetti celesti fissi - nebulose e ammassi stellari - per aiutare gli astronomi ad individuare le comete. Questo ammasso stellare è il numero 55 del catalogo Messier. Duff è affascinato dalla trasposizione di queste immagini dalla carta stampata alle tre dimensioni nonché dal potere di rappresentare un qualcosa di così enorme, lontano e colmo di informazioni e portarlo a dimensioni umanamente familiari.

OREDARIA ARTI CONTEMPORANEE 
Via Reggio Emilia, 22-24, Roma
Inaugurazione 9 Marzo 2012
Fino al 28 aprile 2012

Arthur Duff è nato a Wiesbaden nel 1973. Vive e lavora a Marghera (VE).
Mostre personali (una selezione dal 2008)
2011: Rope, installazione permanente al MACRo, Roma; 2010: STONEWALLWHITEWASH, Bufalini Marmi, evento collaterale Biennale di Scultura Carrara, Marina di Massa; SYNOPSES, Museo d’Arte Contemporanea di Roma, Roma; Spin Series, Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia, Roma; 2009: In Hiding, Studio La Città, Verona; Love Letters for MACRO, Museo d’Arte Contemporanea di Roma, Roma; 2008: Borrowing You, Castefranco Veneto.

Mostre collettive (una selezione dal 2007)
2011: Temi e Variazioni, Collezione Peggy Guggenheim, Venezia; 2010: No Fear Beyond This Point, Galica Arte Contemporanea, Milano; Nota Bene, Birch-Libralato, Toronto (Canada); There is a Light that never goes out, Galica Arte Contemporanea, Milano; 2009: Bocconi Art Gallery, Università Bocconi, Milano; Arthur Duff, Arcangelo Sassolino, Alicia Martin, Galica Arte Contemporanea, Milano; 2007: La parola nell’arte, Mart, Rovereto; ...e rincominciamo da tre, Studio La Citta`, Verona.

8 marzo 2012


Gli uomini non cambiano

Mia Martini

6 marzo 2012

Risotto zucchine e pepe bianco

INGREDIENTI 
(x due persone)
Riso per due
2 zucchine bianche
Mix di formaggi
2 cucchiai di olio d'oliva
Alloro
Sedano
Aglio
Prezzemolo
Pepe bianco
Sale

Per la preparazione si consiglia l'uso di un tegame profondo o di una pentola wok dove soffriggere l'aglio con le zucchine, rigorosamente bianche, tagliate prima a rondelle e poi a cubetti a cui verrà incorporato il riso. A differenza di altri risotti, questa volta si possono ridurre i tempi di preparazione evitando il brodo vegetale e includendo direttamente una costa di sedano e una foglia di alloro, a cui aggiungere con gradualità acqua per la cottura. Alla fine spolverare il riso con una manciata di formaggi, prezzemolo e pepe bianco. Ricordarsi di togliere la costa di sedano e l'alloro prima di servire a tavola.

2 marzo 2012

Acustiche derive visionarie

Roberto Pugliese, Acustiche derive visionarie, 2011
Courtesy CIAC

L'esperienza del Grand Tour



Oltre Roma. Viaggi e viaggiatori nei Colli Albani e Prenestini nel segno del Grand Tour
a cura di Claudio Libero Pisano

Robert Barta, Piotr Hanzelewicz, Ginevra Panzetti & Enrico Ticconi

Derive. Variazioni qualitative del quotidiano
a cura di Alberto Fiore e Angel Moya Garcia

Roberto Pugliese, Alessandro Sciaraffa, Emiliano Zelada

Colata Room: Lifelong Learning

Filippo Riniolo

III Festival del Cinema Giovanile e Indipendente - Sez. Video Arte
Mariagrazia Pontorno, Serena Zanardi/Alessandro Marzola: ADM, Ambra Pittoni, Marco Salvetti, Fabrizio Sartori, Giovanni Scarfini, Marco Strappato


Il CIAC - Centro Internazionale per l’Arte Contemporanea di Genazzano chiude la stagione invernale con il finissage dell’ultimo ciclo di mostre in programma sabato 3 marzo dalle ore 18 in poi.

La prima, Oltre Roma. Viaggi e viaggiatori nei Colli albani e prenestini nel segno del Grand Tour, vede il CIAC inaugurare un progetto che coinvolge tutti i musei del sistema Museumgrandtour, ognuno coinvolto con la propria specificità. Scopo di questo progetto collettivo è ripercorre quel fenomeno che, tra il ‘600 e l’800, fece del territorio dei Castelli Romani e Prenestini una meta certamente non secondaria rispetto agli interessi che muovevano artisti, intellettuali e nobili d’Oltralpe ad intraprendere il loro “Viaggio In Italia”, titolo omonimo del diario del più famoso fra tutti: Johann Wolfgang Goethe. Gli artisti selezionati rivivono idealmente questo viaggio attraverso tre lavori che, declinandosi dall’installazione, al video, alla pittura, si offrono come una riflessione sull’ esperienza del Grand Tour.

Derive. Variazioni qualitative del quotidiano parte da uno spaesamento in grado di innescare  un percorso creativo. L’evento si sviluppa a seguito di una residenza svolta a Roma e Genazzano in cui gli artisti, sradicati dai propri ambienti quotidiani, si sono posti in condizione ricettiva verso stimoli non consueti. Il progetto espositivo nasce proprio dalla traduzione degli input acustici, visivi e ambientali vissuti durante le residenze, in tre installazioni che vedono nel linguaggio sonoro il mezzo attraverso il quale poter riconsiderare la propria percezione dello spazio espositivo. Il risultato sarà un “luogo singolare".

La Colata Room, spazio espositivo nel cortile destinato a giovani artisti, ospita per questa occasione Lifelong learning. Una scritta al neon denuncia un mercato del lavoro che costringe i giovani (e non più) a una condizione di apprendistato permanente.

Dopo il concorso estivo, Il III Festival del Cinema Giovanile e Indipendente torna al CIAC con la proiezione del video vincitore e dei 6 finalisti della sezione video arte. Il concorso, nato in collaborazione con l’associazione culturale Spazi Concettuali, nasce dalla volontà di promuovere il campo della video arte fuori dai circuiti tradizionali, interrogandosi sulla consonanza del medium che porta in un caso all’elaborazione di cortometraggi, nell’altro alla creazione di video artistici.           

Sede
CIAC Museum – Centro Internazionale per l’Arte Contemporanea
Castello Colonna, P.za San Nicola, 4
00030 Genazzano (Rm)

Orari
Sabato 3 marzo, ore 18
Ingresso gratuito

            

1 marzo 2012