9 marzo 2012

Arthur Duff. Cambiamenti di senso

GAS LIGHT, 2012, Neon
Courtesy OREDARIA ARTI CONTEMPORANEE






SYNTAX PARALLAX rappresenta la prima personale dell’artista americano Arthur Duff, vincitore del concorso MACRO 2%. La ricerca di Duff si concentra sulle potenzialità derivate dalla sperimentazione e da giochi semantici sul linguaggio nelle sue svariate forme. La sua tendenza è quella di lavorare per sovrastrutture. Differenti livelli di lettura si posano su una stessa opera sprigionando una sottile eloquenza. Una ricerca che, se analizzata sotto un profilo storico, in alcuni casi può essere ricondotta all’Arte Concettuale, di cui però Duff sviluppa e amplia gli apporti.

Ricerca spesso tesa verso le stratificazioni dei livelli semantici riguardo al linguaggio codificato della scrittura e, quindi, della sintassi. Questo conduce ad un atteggiamento che, citando il titolo della mostra, potremmo legare al fenomeno della paralasse - dal greco “accavallamento”. Tutto deriva dal punto di vista e dai possibili cambiamenti di senso che nascono modificando la nostra posizione di osservazione fisica e mentale.

Nel percorso espositivo ciò si ritrova nelle diverse opere esposte in galleria, dalle proiezioni laser, alle scritte al neon, ai ricami. All’interno della mostra su un soffitto realizzato da cento tubi neon è proiettata una scritta laser bianca. Uno schermo che, da spento, rende leggibile le scritte proiettate su di esso creando così comunicazione. Un ulteriore livello di lettura dell’installazione è ottenuto quando i tubi di neon si accendono andando così ad annullare la scritta proiettata. Quest’ultima, che funzionava come sorgente di luce, è annullata dalla luce dei neon trasformati a loro volta in fonte luminosa. La luce annulla la luce, “bruciando” il messaggio linguistico. Una connessione o associazione che l’artista tende a riassumere con il termine “supervenient”: una relazione di dipendenza dove un accadimento non è separato dalla sua controparte, ma ha un effetto potente su una situazione pre-esistente.

Un altro lavoro chiave dell’esposizione è Black Stars_M55, la traduzione fisica di uno degli ammassi stellari scoperti dall’astronomo francese Charles Messier (1730-1817) che redasse un catalogo di 110 oggetti celesti fissi - nebulose e ammassi stellari - per aiutare gli astronomi ad individuare le comete. Questo ammasso stellare è il numero 55 del catalogo Messier. Duff è affascinato dalla trasposizione di queste immagini dalla carta stampata alle tre dimensioni nonché dal potere di rappresentare un qualcosa di così enorme, lontano e colmo di informazioni e portarlo a dimensioni umanamente familiari.

OREDARIA ARTI CONTEMPORANEE 
Via Reggio Emilia, 22-24, Roma
Inaugurazione 9 Marzo 2012
Fino al 28 aprile 2012

Arthur Duff è nato a Wiesbaden nel 1973. Vive e lavora a Marghera (VE).
Mostre personali (una selezione dal 2008)
2011: Rope, installazione permanente al MACRo, Roma; 2010: STONEWALLWHITEWASH, Bufalini Marmi, evento collaterale Biennale di Scultura Carrara, Marina di Massa; SYNOPSES, Museo d’Arte Contemporanea di Roma, Roma; Spin Series, Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia, Roma; 2009: In Hiding, Studio La Città, Verona; Love Letters for MACRO, Museo d’Arte Contemporanea di Roma, Roma; 2008: Borrowing You, Castefranco Veneto.

Mostre collettive (una selezione dal 2007)
2011: Temi e Variazioni, Collezione Peggy Guggenheim, Venezia; 2010: No Fear Beyond This Point, Galica Arte Contemporanea, Milano; Nota Bene, Birch-Libralato, Toronto (Canada); There is a Light that never goes out, Galica Arte Contemporanea, Milano; 2009: Bocconi Art Gallery, Università Bocconi, Milano; Arthur Duff, Arcangelo Sassolino, Alicia Martin, Galica Arte Contemporanea, Milano; 2007: La parola nell’arte, Mart, Rovereto; ...e rincominciamo da tre, Studio La Citta`, Verona.

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