31 marzo 2012

Claudia Wieser. Furniture


Claudia Wieser
Furniture
4 Aprile – 8 Giugno 2012

Claudia Wieser riprende l’estetica delle opere dei primi modernisti, in particolare di Klimt e di Paul Klee. Le sue composizioni sono ricalcate sulle regole formali sviluppate da questi due artisti nell’ambito di una teorizzazione che legava disegno, colore e stile ai caratteri di un mondo trascendente e ideale.

La giovane artista tedesca si appropria di questo linguaggio, fatto di linee e cromatismi, e ne sviluppa uno personale, con cui compie due operazioni: da un lato torna sui temi sviluppati dalla scuola del Bauhaus indagando lo spazio architettonico e il modo in cui viene decorato, definito e riempito, dall’altro approfondisce questa ricerca interrogandosi sulla differenza che intercorre tra talento artistico e creatività.

La definizione di un oggetto artistico scaturisce dalla vocazione dell’artista, dal contributo interpretativo dello spettatore ed è sempre un misto di sentimento e concettualizzazione. Penetrando il confine tra arti pure e arti applicate, i lavori esposti in questa mostra includono sculture, due fotografie, alcuni disegni, un grande lavoro su carta d’argento e un’installazione che occupa buona parte della lunghezza della galleria.
Il titolo della mostra Furniture, allude alla natura degli oggetti intesi come “personaggi dello spazio” capaci di entrare in relazione reciproca o con lo spettatore. Partendo da questa indagine l’artista instaura un dialogo con le proprie opere.

I dipinti astratti presentati nello spazio in fondo alla galleria e i book drawings alle pareti della sala principale richiamano il retaggio astrattista cui l’artista attinge a piene mani e in particolare agli insegnamenti di composizione visiva tenuti da Kandinsky e Klee presso la scuola del Bauhaus. I secondi invece sono pagine di libri raffiguranti architetture, interni di edifici o paesaggi fiabeschi su cui l’artista realizza degli interventi di disegno e di colore minimali, ma capaci di spostare il centro focale della visione e di alterare la percezione dell’immagine nello spettatore, rispetto all’originale.

Gli esiti di questa ricerca formale vengono ripresi e ampliati nelle opere precedenti. Esse sono sculture a forma di “tavolo” costruite come assemblaggio di forme elementari: il quadrato, il cerchio e delle colonne. Richiamando anche qui i motivi dell’astrattismo, esse realizzano a livello scultoreo ciò che l’artista ha già espresso a livello pittorico. Ma nel passaggio dalla superficie al volume, Claudia Wieser crea uno spazio per riflessioni ulteriori: in primo luogo apre la propria pratica artistica al figurativismo, in secondo luogo essa si interroga sul confine esistente tra arte e design e dunque sulla natura dell’opera d’arte in quanto oggetto.

Infine, con la grande installazione e l’opera su carta d’argento, l'artista si confronta con gli spazi della galleria. Questa operazione è ricca di implicazioni: da un lato il lavoro di Claudia Wieser presuppone il “White Cube” così come è stato teorizzato da Brian O’ Doherty nel celebre articolo del 1976, inserendo nel dialogo artista-spettatore anche l’istituzione della galleria. Qui l’ artista rievoca i costrutti teorici dell’Espressionismo tedesco da una parte e dall’altra le sue estreme implicazioni, declinate nel linguaggio di rottura della Minimal Art.

Lontana da qualsiasi tentazione simbolista, l'impostazione del suo lavoro riposa sul rifiuto della dicotomia che oppone forma e materia. Con Furniture Claudia Wieser attraversa questa contrapposizione, traghettando la sua pittura dal carattere propriamente astratto in un universo in cui iI dato materico, i volumi e la percezione sensoriale collaborano tutti alla definizione di una poetica del vedere.

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Claudia Wieser è nata a Freilassing, Germania, nel 1973. Dal 1993 fino al 1997 ha svolto la mansione di apprendista presso un fabbro. Nel 1997 ha intrapreso il suo percorso di studi nel campo dell’arte presso l’Akademie der Bildenden Künst München nella classe di Axel Kasseböhmer e Markus Oehlen. Sue mostre personali sono state ospitate al Drawing Center di New York (2010), all’ Oldenburg Kunstverein (2009), ad Art Cologne a Colonia (2005) e ha partecipato a numerose collettive in importanti istituzioni: Georg Kolbe Museum di Berlino e al Kunstmuseum Stuttgart (2011), al Museé d’Art Contemporain de Bordeaux e all’ Institut Français de Berlin (2010), al Contemporary Art Museum, St. Louis, al Kunsthaus Baselland di Muttenz/Basilea e al Kunstverein Wolfsburg (2008), al Kunstbau München di Monaco (2007, 2005), al Pinakothek der Moderne di Monaco (2002). Attualmente l’artista vive e lavora a Berlino.


Galleria S.A.L.E.S.
via dei Querceti 4/5
Roma - Italia

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