24 aprile 2012

Dalì surrealista e istrione




La mostra su Salvador Dalì è anche una cronistoria del legame dell'istrionico Maestro del Surrealismo con i grandi del Rinascimento italiano. Difatti lo stesso Dalì non faceva mistero di nutrire la sua arte di una forma di idolatria per l'Urbinate (a lui si ispira per uno dei tanti autoritratti). Guardò al grande Siciliano (Antonello da Messina), e citò il genio di Michelangelo, soprattutto nella produzione degli ultimi anni della sua vita.

Molteplici le opere che documentano la formazione singolare con racconti e curiosità. Dalì venne ammesso all'Accademia di Belle Arti di Madrid per poi esserne espulso perché non si presentava agli esami, sostenendo che i professori non erano abbastanza all'altezza, per giudicarlo. Ha anche redatto una sorta di pagella mettendo i voti (0-20) a vari artisti, incluso se stesso ( alti i suoi, quelli di Leonardo, Velasquez, Vermeer e del divino Raffaello. Per Piet Mondrian invece annota svariati zeri).

La sua carriera non manca di teatrali trovate e performance: nel 1961 si presentò alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia agitando una pistola per aria, mentre nel 1948 collaborò con Luchino Visconti disegnando i costumi di Rosalinda o Come vi piace di Shakespeare - attori Vittorio Gassman e un ancora sconosciuto Marcello Mastroianni. Dalì seppe intuire le opportunità della cultura di massa e si aprì a questo ambiente per rendere ancor più noto il suo immaginario onirico. La sua notorietà raggiunse Hitchcock, Walt Disney e Federico Fellini per progetti cinematografici.

Salvador Dalì coltivava infine l'arte della provocazione: in uno dei tanti video presenti in mostra l'artista dichiara, in modo donchisciottesco, di voler spagnolizzare l'Europa.

Una grande digressione di disegni, tele e invenzioni. Tra le opere anche La coppia con la testa fra le nuvole.

Fino al 1 Luglio 2012

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