30 aprile 2012

Fucine di Arti e Mestieri



Urbs vetus, città vecchia, questo è il nome dell'odierna Orvieto, antico insediamento etrusco. Un centro su una rupe di tufo che accoglie turisti da ogni dove. I motivi per visitare Orvieto risiedono nel suo grande patrimonio artistico e nell'atmosfera accogliente e serena. Domina il Duomo, un maestoso gigante costruito su due chiese preesistenti per volere di Urbano IV in seguito al miracolo di Bolsena per custodirvi il reliquiario, e diventato dal 1290 in poi una vera e propria fucina di arti e mestieri, completata nell'arco di tre secoli.

Lo contraddistinguono elementi gotici, mosaici, marmi policromi, decorazione in oro e vetro, affreschi di Luca Signorelli e del Beato Angelico. Tra gli architetti che contribuirono alla sua costruzione Arnolfo di Cambio e Lorenzo Maitani. Vi si trova anche una Madonna con Bambino di Gentile da Fabriano, mentre le moderne porte in bronzo sono state realizzate negli anni Sessanta dallo scultore siciliano Emilio Greco (1913-1995). Di quest'ultimo sono esposte altre opere a Palazzo Soliano.

Le vie di Orvieto danno l'idea di una continuità con le tradizioni artigianali: il commercio delle locali maioliche fu infatti molto fiorente, favorito dal traffico e dal commercio con altri popoli.

L'architetto Antonio da Sangallo il Giovane progettò nel Cinquecento il Pozzo di San Patrizio (62 m) con a lato due scale a chiocciola non comunicanti, 70 finestre e due diversi sensi di marcia per facilitare il passaggio dell'acqua destinata a esservi raccolta in caso di emergenza.

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