30 maggio 2012

Le radici della crisi

Ho letto tempo fa un e-book che affronta in modo critico ma costruttivo le radici della crisi del sistema. La felicità nel cambiamento offre diverse prospettive e punti di vista, espressi con l'intervento di più voci e volti che hanno i nomi di M. Gorbaciov, W. Maatai, A. P. Esquivel, S. Ebadi, L. Brown, D. Chopra, F. Capra, S. Killelea, G. Fabris, P. Hawken, R. Pachauri, K. Singh, E. Mitchell, V. Schiva, P. Russell, T. Nonaka, J. Aguelles, E. Morricone, E. Olmi, L. Di Caprio, R. Kennedy III, N. Branca, C. Boiron.
L'intenzione di Ervin Laszlo e Marco Roveda, gli autori che l'hanno pensato, è di far partire un pensiero collettivo su come uscire e superare certi mali.

Puoi scaricarlo gratuitamente cliccando questo link
 http://www.lifegate.it/ebook/ita/

Tracce sui volti



Nelle varie escursioni compiute in questi ultimi mesi sono stata attirata dalle indicazioni del tessuto locale, anche per far di necessità virtù e orientarmi in luoghi non noti. Questa fotografia è relativa al centro di Venezia dove calle sta per via. Una via stretta dove i numeri sono progressivi e distribuiti secondo criteri non logici.
Giorni fa, invece, a Cortona cercavamo indicazioni su una via per ultimare il tour in questo territorio che è stato visitato anche da Henry James - di cui in alcuni locali c'è affisso un articolo apparso sul New York Times, con le impressioni di James sulla bellezza paesaggistica italiana e, ahimè, sul fatto che gli italiani, in quel periodo, non usassero le saponette o lavarsi molto. Senza una mappa a portata di mano, è stato necessario rivolrgersi a una sconosciuta signora. Stava lanciando un secchio d'acqua sull'uscio di casa sua, e in risposta ha usato la parola "ruga" al posto di "via" per indicare il tratto da percorrere. Da un punto di vista linguistico, le vie sono anche le tracce del vissuto sul volto di una città.

Postcard


18 maggio 2012

Milica Tomic. One Day


MILICA TOMIC

ONE DAY

Opening mercoledì 23 maggio, ore 18,30

Z2O Galleria Sara Zanin, via della Vetrina 21 Roma, Italia

14 maggio 2012

L'oro di Atene


Timone d'Atene è un'opera poco rappresentata in Italia, se ne ricorda una rappresentazione nel 1970 a Milano, regia di Marco Bellocchio (fonte: Gabriele Baldini, Introduzione, Timone d'Atene). Del bardo per eccellenza sono pù note e amate altre opere, giunte miracolosamente fino a noi. Altrove Baldini scrive che questo unico incompiuto non è da meno di altri capolavori, come il King Lear. Shakespeare si ispirò a Plutarco per gli eventi e le vicende messe in scena.

Fonte: Gabriele Baldini, Manualetto Shakespeariano


13 maggio 2012

Capitello. Palazzo Ducale


La vocazione mercantile di Venezia






















Venezia è come tante città d'arte, un luogo che si presta all'inedito. Sebbene venga fotografata, filmata di continuo e presa d'assalto dai turisti. Un aspetto insolito per chi la visita è percorrerla attraverso luoghi affollati o riuscire a schivarli per passaggi che sembrano strettoie. Investiti dall'odore salino, dal verde marino delle sue acque che si riverbera in ruggine sui materiali, in una sospensione tipica dei meriggi d'estate.
Impreziosita com'è da testimonianze di un passato glorioso, ha mantenuto intatta la vocazione commerciale. Lo si avverte nel modo in cui i veneti custodiscono quelli che sono stati i marchi della sua distinzione – l'arte del vetro e dei tessuti, il teatro, la musica, il paesaggio che ne ha fatto un panorama del vedutismo.
Se da un lato l'atmosfera e l'architettura l'hanno eletta per ambientare vicende e momenti di decadenza o rinnovato romanticismo, non possono sfuggire le ragioni di queste bellezze. Conservando il biglietto della Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari, ho notato che il costo indicato ha lo scopo di preservare la basilica dove si trovano tra le altre opere, un trittico di Giovanni Bellini e L'Assunta di Tiziano. Quest'ultimo fu nel Cinquecento, tra i suoi contemporanei, quello che più riuscì a fare epoca. Non ancora trentenne divenne pittore ufficiale della Serenissima e si avviò a una carriera d'artista degna di nota, visto che morì novantenne, apprezzato nelle corti europee e anche parecchio ricco (Fonte G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa, Storia dell'arte).

Darwin ritorna sui suoi passi


In viaggio con Darwin. Il secondo giro attorno al mondo
Luca Novelli

Se si hanno magre conoscenze delle gesta del naturalista che ha cambiato il modo di interpretare e leggere la natura e l'evoluzione, questo libro è un valido supporto alla scoperta. L'autore vi ripercorre infatti le tracce e i luoghi del viaggio che il giovane Darwin visitò solcando i mari dell'Oceano Atlantico verso il sud del mondo a bordo del Beagle nel 1831. Scritto in occasione del bicentenario della nascita di Darwin, questo testo è stato patrocinato dal WWF e dall'International Council of Museums – Unesco, per rendere accessibile, anche ai meno esperti, la teoria dell'evoluzione, i processi di selezione naturale avvenuti in ere remote. L'autore e un gruppo di scienziati ha simulato così un secondo viaggio, a distanza di oltre un secolo, per annotare l'immaginario stupore di Darwin ai cambiamenti attuali, agli effetti dell'industrializzazione, alla fine della schiavitù o all'emergere di altre situazioni o conflitti, rispetto a quanto registrato nel primo e straordinario viaggio reale. Le tappe includono le aree del Sud America dove Darwin soggiornò e mise a punto la sua teoria che spiega, oggi quanto ieri, perché i dinosauri non sono, per nostra grande fortuna, sopravvissuti.

11 maggio 2012

Arte su gentile concessione



MATTEO ATTRUIA
Courtesy the Artist
26 maggio - 14 luglio 2012



Courtesy the Artist, una mostra  personale di Matteo Attruia (Sacile, 1973) a cura di Daniele Capra.
Matteo Attruia ha contattato oltre una ventina di artisti da lui stimati chiedendo loro di contribuire alla realizzazione della mostra attraverso la donazione di una loro opera. Compatibilmente alle proprie esigenze espressive, gli artisti coinvolti hanno ricevuto una busta, un francobollo ed un attestato/opera che testimonia la partecipazione e la gratitudine di Attruia.

L’artista così mette in atto un processo basato su dinamiche contrapposte, di condivisione di intenti e di appropriazione del lavoro altrui, svelando da un lato la propria debolezza che lo spinge a chiedere aiuto e, dall’altro, l’abilità di colui che riesce comunque a trarre un vantaggio da una situazione di difficoltà. Le opere, rigorosamente private della firma di chi realmente le ha eseguite, ma non prive dello stile che caratterizza ciascun autore, diventano così lavori dello stesso Attruia e come tali sono esposti con il vincolo di segretezza. Identificate esclusivamente con un numero progressivo, le opere parlano al grado zero, annullando ogni liaison con il background, la storia e il curriculum che solitamente le accompagna.

Courtesy the Artist mette così in discussione il concetto di autorialità, di identità artistica e di proprietà intellettuale, basi condivise del sistema dell’arte, del diritto e del mercato. Ugualmente l’artista ha domandato aiuto anche ai galleristi, chiedendo loro che le pareti non siano semplice contenitore, ma materia viva su cui intervenire: su un muro infatti sarà inciso il titolo del progetto con tracce simili a quelle che usualmente realizzano elettricisti e idraulici. Quella parete spaccata ribalta così l’approccio installativo tipico degli interventi site specific: Attruia si impossessa di fatto della superficie non per dare un nuovo senso allo spazio o riformularne le funzionalità, ma solo per affermare che il proprio gesto è su “gentile concessione dell’artista”, conscio del fatto che l’opera sia, in realtà, su concessione dei proprietari del muro.

La galleria ospita inoltre alcuni lavori recenti di Matteo Attruia tra cui il lightbox Vendo oro, metafora del ruolo dell’artista nella nostra società, Sto da Dio, surreale dissertazione sul senso della lapide sepolcrale, Ave Maria, ironico e metafisico neon che mescola senza ritegno sacro e pop.

Matteo Attruia vive e lavora ovunque, di recente è stato finalista al Premio Palinsesti, ha partecipato alle mostre collettive Venti per Una alla Castiglia di Saluzzo, a Dolomiti Contemporanee a Sospirolo e a Il fuoco della Natura al Salone degli Incanti di Trieste.
Tra le mostre personali più recenti si ricordano Lavoro nero a NeoHesperia, Treviso e Featuring presso la Galleria Ugo Ferranti di Roma.

LipanjePuntin artecontemporanea
via Diaz 4
34121 Trieste
Italia  
Inaugurazione: sabato 26 maggio dalle ore 18.00

Ettore Consolazione


10 maggio 2012

Ai tempi della mediocrità


Mi hanno sempre colpita i fenomeni di fluttuazione e inflazione sul ventaglio semantico delle parole, sul piano temporale. Una variazione fra tutte è quella subita dalla parola mediocre. Sarà per la frequenza con cui viene adoperata per descrivere tipi e personalità, eppure la mediocrità di oggi non equivale affatto a quella di ieri. Partendo dal presupposto che, a mio avviso, tutti i numeri sono relativi, la mediocrità ha subito, da un punto di vista linguistico, una autentica svalutazione. Nel senso che ha assunto un'accezione negativa che non le apparteneva. La mediocritas dei latini o, meglio, degli antichi romani, era infatti sinonimo dell'equilibrio perfetto laddove non è necessario arrotondare per eccesso o difetto. Senza addentrarci in pedanti disquisizioni di tipo accademico, bisogna dunque ammettere che la mediocritas in senso latino è decisamente diversa dall'essere mediocri in italiano corrente.

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9 maggio 2012

Italian contemporary movements

OREDARIA ARTI CONTEMPORANEE / via Reggio Emilia, 22-24, Rome

Monday- Friday 10 am-1 pm / 4 pm-7.30 pm

Gilberto Zorio
TRATTI CON ARCO VOLTAICO
Opening, Wednesday 23 May 2012, 6 pm
Until 21st September 2012

Tratti con Arco Voltaico (Lines with Voltaic Arc), is the third solo exhibition by Gilberto Zorio, well known Italian exponent of the so-called Arte Povera movement.
Following his exhibition in 2003 that inaugurated the gallery and presented a series of works spanning from the beginning of his career up to his most recent works, and the exhibition in 2007 in which the gallery’s spaces were modulated by the centrality of the ‘Torre Stella’ (Star Tower), Zorio returns to Rome with an exhibition which brings together two disciplines involving different materials: drawing, creating images using lines on paper or parchment, and sculpture, employing the force of the electrical spark and the technology of the voltaic arc.
The drawings, the lines, touch upon and sometimes slip into the sculptures.
The exhibition is inspired by an artwork created ‘long ago’ in 1968 and shown for the first time in '69 at the Sonnabend gallery in Paris. This long voyage has led to the works exhibited today. Darkness is often an important component of the artist’s work. Many of his works ‘use’ a sudden lack of light to invert their image and bring out details that cannot normally be seen. This exhibition displays the artist’s continuing commitment to “revealing that which is not expected, transforming it into a real image, solid and yet impalpable, which seeks the gaze of those that wish to see it… and hear it.” Gilberto Zorio

The artist was born in 1944 in Andorno Micca, Biella (Italy)
He lives and works in Turin.
A member of the movement formed in Italy in the mid 1960’s known as “Arte Povera”, Gilberto Zorio focuses on metamorphoses and alchemies, exploring natural phenomena in his work, such as evaporation or oxidisation and their effect on materials. The idea of energy has always been a constant running through his oeuvre, favouring an art that reveals itself in the making. His interest in electricity led him to incorporate lamps, incandescence and phosphorescence into his works, while in others he uses stars and javelins, archetypal forms that also evoke energy. His sculpture favours the use of fragile materials from which emerge gigantic steely stars or Pyrex alembics containing liquid solutions balanced on thin steel javelins. Suspending these elements in intentionally precarious installations, the artist deals with the tensions and transience of the mental physical-chemical world. Since 1967, in addition to his exhibitions in private galleries, he has had numerous one-man-shows in public and private spaces such as the Kunstmuseum in Lucerne (‘76), the Stedelijk Museum in Amsterdam (‘79), the Ravenna Pinacoteca (‘82), the Venice Biennale (‘78, ‘80, ‘86, ‘95 and ‘97), the Kunstverein in Stuttgart (‘85), the Centre d'Art Contemporain in Geneva and the Centre Georges Pompidou in Paris (‘86), the Tel Aviv Museum and the Stedelijk Van Abbemuseum in Eindhoven (‘87), the Philadelphia Tyler School of Art (‘88), the Museu Serralves in Oporto (’90), the IVAM in Valencia (‘91), the Centro per l'Arte Contemporanea Pecci in Prato (‘92), Documenta in Kassel (’72 and ‘92), the Galleria civica d'Arte Contemporanea in Trento (‘96), the Dia Center for the Arts in New York (2001), Le Creux de l'Enfer Centre d'Art Contemporain in Thiers and the Institut Mathildenhöhe in Darmstadt (2005), the Milton Keynes Gallery in Milton Keynes (2008), the MAMbo in Bologna (2009), the CGAC in Santiago de Compostela (2010), the MACRO in Roma (2010). The MAXXI in Rome (Via Guido Reni 4/A), houses a piece by Zorio named ‘Canoa Roma’ (Rome Canoe), especially designed for the museum and jutting out from the large window on the top floor. The piece visually involves the square outside and creates a luminous and resonant relationship suspended between darkness and light.
His artworks are present in several public collections.

Rustico di peperoni e carote











INGREDIENTI
1 base di pasta sfoglia
2 peperoni
1 carota
Formaggio filante
Sale e Pepe
Olio di oliva

Sbollentare le carote e i peperoni, tagliati in listarelle, in una pentola antiaderente con un po' d'acqua alla base. Guarnire la torta rustica con la verdura. Aggiungere il formaggio e l'olio prima di togliere dal forno.

Cottura: 20 minuti nel forno preriscaldato a 180°

8 maggio 2012

Zorio. Tratti e scultura

OREDARIA ARTI CONTEMPORANEE
Via Reggio Emilia, 22-24, Roma

Gilberto Zorio
TRATTI CON ARCO VOLTAICO
Inaugurazione, mercoledì 23 maggio 2012, ore 18.00
Fino al 21 settembre 2012


Dopo la mostra del 2003 che inaugurò la galleria e che presentò un ciclo di lavori dagli esordi a quelli più recenti e l’esposizione del 2007 dove gli spazi erano modulati dalla centralità della “Torre Stella”, Zorio,  noto esponente dell’Arte Povera, ritorna a Roma con una mostra in cui coesisteranno due discipline fatte di materiali molto lontani tra di loro. I disegni, i tratti, confinano e s’insinuano, a volte, nella scultura. Il disegno, con l’immaginazione del tratto su carta o su pergamena, e la scultura, con la forza della scarica elettrica e la tecnologia dell’arco voltaico.
La mostra prende spunto da un lavoro che viene da “lontano”, realizzato nel 1968, un'opera esposta per la prima volta nel ‘69 presso la galleria Sonnabend di Parigi. Il lungo viaggio è giunto alle opere di oggi.
Il buio è spesso per l’artista una componente importante. Molti lavori, infatti, “approfittano” dell’improvvisa mancanza di luce per ribaltare la loro immagine e far emergere particolari abitualmente non visibili. La mostra manifesta il continuo impegno dell’artista nel “rivelare ciò che non si suppone, trasformandolo in un’immagine reale, concreta ma anche impalpabile, che cerca lo sguardo di chi vuol vedere... e anche ascoltare.”(Gilberto Zorio)

Gilberto Zorio è nato nel 1944 ad Andorno Micca, Biella. Vive e lavora a Torino.
Dal ‘67 ad oggi oltre alle mostre in gallerie private ha esposto in numerose personali allestite presso spazi espositivi pubblici come il Kunstmuseum di Lucerna (‘76), lo Stedelijk Museum di Amsterdam (‘79), la Pinacoteca di Ravenna (’82), la Biennale di Venezia (‘78, ‘80, ‘86, ‘95, ‘97), il Kunstverein di Stoccarda (‘85), il Centre d'Art Contemporain di Ginevra e il Centre Georges Pompidou di Parigi (‘86), il Tel Aviv Museum e lo Stedelijk Van Abbemuseum di Eindhoven (‘87), la Philadelphia Tyler School of Art (‘88), Museu Serralves di Oporto (‘90), l'Istituto Valenciano de Arte Moderna di Valencia (‘91), il Centro per l'Arte Contemporanea Pecci di Prato, Documenta di Kassel e il Musèe d’Art Moderne et d’Art Contemporain di Nizza (‘92), la Galleria Civica d'Arte Contemporanea di Trento ('96), il Dia Center for the Arts di New York (2001), Le Creux de l'Enfer Centre d'Art Contemporain in Thiers e l'Institut Mathildenhöhe di Darmstadt (2005), la Milton Keynes Gallery, di Milton Keynes (2008), il MAMbo di Bologna (2009) e il CGAC di Santiago de Compostela (2010), il MACRO di Roma (2010). Al MAXXI di Roma, in Via Guido Reni 4/A, è esposta l’opera di Zorio “Canoa Roma” progettata per il museo e aggettante a partire dalla grande vetrata del piano superiore. L’opera coinvolge visivamente la piazza esterna e stabilisce una relazione luminosa e sonora, sospesa fra il buio e la luce.

Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche tra le quali segnaliamo:
Museo d’Arte Contemporanea (Tokyo)
Castello di Rivoli e Galleria d’Arte Moderna (Torino)
Galleria Nazionale d’Arte Moderna (Roma)
Museu Serralves (Oporto)
Musée d’Art et d’Industrie (Saint-Etienne)
Stedelijk van Abbe Museum (Eindhoven)
Centre Georges Pompidou (Parigi)
Museum of Modern Art (New York)
Kröller-Müller Museum (Otterlo)
S.M.A.K. (Ghent)
F.r.a.c. Champagne-Ardenne (Rheims)
F.r.a.c. Nord-Pas (Calais)
Guggenheim Museum (New York e Venezia)
Civiche Raccolte d’Arte (Milano)
MAMbo, Museo d’Arte Moderna (Bologna)
Centro per l’Arte Contemporanea Pecci (Prato)
Musée d’Art et d’Histoire (Ginevra)
Musèe d’Art Moderne et d’Art Contemporain (Nizza)
Tate Modern (Londra)
Toyota Municipal Museum of Art (Toyota)
Kunstmuseum (Lucerna)
IVAM (Valencia)
Kunstmuseum (Winterthur)
MART (Rovereto).

English version

7 maggio 2012

Scan the rhythm

What day is it today?
What day is it today?
What day is it today?

Are We Still Going On?






KAARINA KAIKKONEN 
Are We Still Going On?
installazione site specific

fino al 28 ottobre 
COLLEZIONE MARAMOTTI
Via Fratelli Cervi, 66 - 42124 Reggio Emilia