10 maggio 2012

Ai tempi della mediocrità


Mi hanno sempre colpita i fenomeni di fluttuazione e inflazione sul ventaglio semantico delle parole, sul piano temporale. Una variazione fra tutte è quella subita dalla parola mediocre. Sarà per la frequenza con cui viene adoperata per descrivere tipi e personalità, eppure la mediocrità di oggi non equivale affatto a quella di ieri. Partendo dal presupposto che, a mio avviso, tutti i numeri sono relativi, la mediocrità ha subito, da un punto di vista linguistico, una autentica svalutazione. Nel senso che ha assunto un'accezione negativa che non le apparteneva. La mediocritas dei latini o, meglio, degli antichi romani, era infatti sinonimo dell'equilibrio perfetto laddove non è necessario arrotondare per eccesso o difetto. Senza addentrarci in pedanti disquisizioni di tipo accademico, bisogna dunque ammettere che la mediocritas in senso latino è decisamente diversa dall'essere mediocri in italiano corrente.

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