19 giugno 2012

Artista si nasce, non si diventa


L'emotività per me è preoccupante se non è unita al suo opposto, cioè la razionalità

Michelangelo Pistoletto

Ripercorrendo la carriera artistica di Michelangelo Pistoletto nel saggio di Arianna Testino - Michelangelo Pistoletto, l'unione di vita, parole e opera (Damocle Edizioni), dagli esordi, negli anni Sessanta, fino ai giorni nostri, il passo non è certo breve in una carriera artistica così lunga e significativa.

Un artista che non ha mai perso di vista qualità e responsabilità nel proprio metodo di lavoro. Per la coerenza di stile e pensiero che si manifesta nella produzione all'interno del panorama artistico italiano contemporaneo, e anche per il ricorso frequente, integrativo, all'uso della parola come appendice e completamento delle opere, attraverso scritti editi e conversazioni con noti critici e curatori - Germano Celant, Achille Bonito Oliva, Bruno Corà.

Inserendolo in un quadro storico-culturale ben preciso in quanto esponente del movimento dell'Arte Povera, nel presente saggio l'autrice mette in rilievo il legame, inscindibile per Pistoletto, del ruolo delle generazioni nell'arte, per un implicito patto di discendenza tra padri e figli entro lo spazio creativo, che necessita di continuo scambio e comunicazione, anche muovendosi tra i limiti incerti delle differenze.

L'intervista finale è particolarmente apprezzabile, come discorso puro su prospettive e coinvolgimento dello spettatore, riflessione sul ruolo del curatore e definizione stessa di creatività.


Arianna Testino, Michelangelo Pistoletto, l'unione di vita, parole e opera
Damocle Edizioni

Sito dell'artista:
http://www.pistoletto.it/


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