8 giugno 2012

Il bugnato, la musica e l'aramaico


Si può conoscere una città senza stare chini sui libri di storia dell'arte che, non sempre, rendono l'idea, contengono tutti i posti e i luoghi reclamizzati, riescono a dare una visione d'insieme completa (come si potrebbe!) dentro i limiti della carta oppure si perdono in digressioni infinite.
Per esempio, prendiamo in considerazione una città come Napoli. Dalle mie svariate guide turistiche riposte su scaffali, non c'è riferimento alcuno al fatto che sulla facciata in bugnato della Chiesa del Gesù Nuovo, accanto alla ben più nota Santa Chiara, ci siano dei simboli musicali in aramaico. Ogni elemento è una nota, lo spartito murale è quello di una musica la cui esecuzione dovrebbe durare ben due ore e mezza. Notizia fantasiosa o leggenda metropolitana, carpita al volo, tra turisti e passanti.

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