7 giugno 2012

Rilevato ad Arte

Rilevato ad arte
Opere di Marisa Mura
Museo Mario Praz
Via Zanardelli 1, Roma
Roma
14 giugno - 8 luglio 2012

Quando nel giugno del 1995 il Museo Praz veniva aperto al pubblico, fu subito chiaro che sarebbe stato assai difficile dotarlo di una segnaletica funzionale. L’imponente facciata neorinascimentale progettata dall’architetto Raffaello Ojetti per il Palazzo del Conte Primoli, avrebbe difficilmente sopportato l’intrusione di un segno grafico che indicasse in maniera evidente la collocazione del Museo.

Il compromesso trovato, sull’esempio di quanto già fatto dal vicino Museo Napoleonico nella loggetta d’angolo del Palazzo, fu di inserire, nelle centine delle tre arcate del portico, tre semicerchi in legno dipinti di verde e decorati con foglie di lauro in oro, recanti sempre in oro le scritte relative alla tre Istituzioni esistenti nel Palazzo. Fondazione Primoli, Museo Napoleonico e Museo Mario Praz. Il tempo e l’inquinamento atmosferico hanno avuto facilmente ragione di queste tre iscrizioni ormai annerite e la loro collocazione solidale con la facciata del Palazzo, le rende a malapena visibili solo per chi si trovi sul lato opposto di via Zanardelli ed alzi casualmente lo sguardo.

A partire dal 2002 con l’organizzazione delle prime mostre temporanee, è divenuto poi possibile esporre all’esterno delle cancellate del portico i manifesti delle mostre in corso, alternati a quelli relativi alle opere del museo e dare quindi un modesto ma incisivo segnale su strada. Ma resta frequente la difficoltà manifestata dal nostro pubblico nell’individuare la collocazione del Museo Praz.

Marisa Mura, che presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna ha svolto il suo lavoro di storica dell’arte fino al 2009, si è fatta carico del problema ed assieme abbiamo lungamente ragionato su questo tema, arrivando a individuare alcune possibili soluzioni che utilizzano il livello superiore della facciata di Palazzo Primoli, in quell’area del secondo piano occupata dallo stesso Museo Praz.

Sono stati quindi ideati dei pannelli-stendardi connotati da un forte segno grafico, da installare sulle grandi finestre della Galleria, così da costituire un deciso motivo di richiamo. Un’altra proposta prevede l’installazione di elementi cromo-plastici con andamento verticale da inserire tra le colonne della facciata, rilevandoli con una potente illuminazione.

Seguendo poi una precisa disposizione prazziana che aveva imposto di tamponare la finestra d’angolo dello suo studio per non avere sott’occhio la mole un po’ greve del Palazzo di Giustizia, si è pensato di utilizzare questa finestra cieca, ben visibile fin dall’adiacente Lungotevere, per collocarvi uno stendardo permanente che segnali anche topograficamente la collocazione del Museo Praz. La Mura ha poi lavorato attorno a queste ipotesi con quel gusto per il colore che la contraddistingue, abbinato ad un segno grafico “misurato ad arte” che rileva con estrema acribia i compositi elementi architettonici della facciata, fin nelle modanature dei basamenti e dei capitelli.

Non possiamo che augurarci che a tanto lavoro di progettazione possa corrispondere in tempi brevi una concreta realizzazione di quanto immaginato.

Marisa Mura, artista e storica dell’arte, storica dell’arte e artista, è nata e attualmente vive a Sassari, città che costituisce il punto di partenza e di ritorno di molte sue esperienze lavorative. Il dualismo, arte – storia dell’arte, ha inizio con la sua formazione e prosegue con la conduzione di un’attività che vivacemente si articola e arricchisce i due campi. Da alcuni anni le sue esperienze artistiche la vedono impegnata in interventi di forte segno estetico che si collocano all’interno e/o all’esterno di edifici storicamente connotati per proporne una rivisitazione e rilettura attraverso schermi contemporanei.

Nessun commento:

Posta un commento