27 settembre 2012

The Psychology of Architecture

SUBJECTIVE INVOLVEMENT IN PHYSICAL SPATIAL ENTITIES
Opening, Tuesday 9 October 2012, 6.30 pm
OREDARIA ARTI CONTEMPORANEE / via Reggio Emilia, 22-24 / 00198 Roma
+ 39 06 97601689 / info@oredaria.it / www.oredaria.it
Tuesday- Saturday 10 am-1 pm / 4 pm-7.30 pm

In
Subjective Involvement in Physical Spatial Entities, the concept of architecture is expressed in a broader, freer sense. Here it is considered as the translation of ideas into physical spatial entities. Every piece of architecture relates to our bodies, which by consequence are subject to the stimuli created by this encounter. We are free to perceive these stimuli as we wish and to translate them into personal feelings. Someone that builds a space, designs an exterior or organises an interior is able to condition our physical behaviour and feelings. Every intervention connected with buildings brings with it changes that inevitably affect us both physically and psychologically.
Emily Speed, Esther Stocker and Aeneas Wilder were asked to reflect on new interpretations of spaces, to try and think them “architecturally”.
The exhibition aims to provide a real possibility to experience the gallery spaces in a new way, a means of shaking up our sensitivity towards buildings, which is often dampened by a lack of attention to the places we find ourselves in. These works, each with their own distinct personality, give physicality to potential new building logics.
This exhibition is an opportunity to collect experiences as well as a free interpretation of the Psychology of Architecture and the concepts expressed on the subject by Heinrich Wölfflin in the late 1800’s.

EMILY SPEED’s work is based on the body – intended as a building – and its relationship to architecture, and on man’s desire to build despite the inevitability of decay. Her works make use of simple materials, very often recycled, with precarious physical structures. Façades (Flats) is the physical realisation of architectural suggestions that the artist picked up during several days spent visiting Rome and the surrounding area. The result is like a portion of city created by the translation of personal impressions.

ESTHER STOCKER develops her interest in surfaces and the mental attempt to pass through them by entering a structure. The formal appearance of the work is joined by the personal interpretation that distinguishes all the “imaginative systems” arranged by the artist. In Einfühlung the parallel lines sketch out surfaces that prevent physical passage through them. The spaces are accessed from the side and make use of the gallery’s open space. These “walls” do not however create clear separations. The observer’s gaze passes through the layers, the space is filtered. The result is like surface graphic interventions in space, visions of grids with different monochromatic densities that vary according to our physical position amongst them.

Building values such as durability and static security are subverted and questioned by AENEAS WILDER. His work is based on the assumption that it is impossible to physically preserve something forever. The works are the result of a calm and precise working method and a juxtaposition of elements. His structures do not just represent, they simply are.
The two structures created for the exhibition - Untitled # 162 and Untitled # 163 - are in a transitory dialogue with the forms that characterise the architecture of the exhibition spaces.

Il corpo e lo spazio architettonico

Subjective involvement_Speed. Courtesy OREDARIA


SUBJECTIVE INVOLVEMENT IN PHYSICAL SPATIAL ENTITIES
Emily Speed - Esther Stocker - Aeneas Wilder
a cura di Alberto Fiore

OREDARIA ARTI CONTEMPORANEE / via Reggio Emilia, 22-24 / 00198 Roma
+ 39 06 97601689 / info@oredaria.it / www.oredaria.it
Tuesday- Saturday 10 am-1 pm / 4 pm-7.30 pm
Opening, martedì 9 Ottobre 2012, ore 18.30

Istintivamente si è portati a pensare all’architettura secondo idee derivateci dalla tradizione. In Subjective Involvement in Physical Spatial Entities l’architettura è intesa in modo allargato, libero. Qui è considerata come la strutturazione e traduzione delle proprie idee in entità spaziali fisiche. Portando questa disciplina nel mondo dell’arte si aprono possibilità infinite slegate dai “doveri di funzionalità”.
Ogni architettura si relaziona con il nostro corpo che, conseguentemente, è soggetto a stimoli nati da questo incontro. Siamo liberi di percepire questi stimoli come più desideriamo e di tradurli in sensazioni personali. Chi costruisce uno spazio o caratterizza il suo esterno o ancora ne organizza l’interno può condizionare i  nostri comportamenti fisici e le nostre sensazioni. Ogni intervento legato al costruire apporta modifiche che, inevitabilmente, ci coinvolgono fisicamente e psicologicamente.
Partendo dalla convinzione che siamo soliti notare con particolare attenzione i luoghi e ciò che ci trasmettono quando questi si distanziano in modo inaspettato dalle nostre consuetudini percettive, è stato chiesto ad Emily Speed, Esther Stocker ed Aeneas Wilder di riflettere su nuove interpretazioni degli spazi, di pensare “architettonicamente”.
La mostra vuole essere una possibilità concreta per partecipare in modo nuovo gli ambienti della galleria, una maniera per scuotere la nostra sensibilità verso il costruito molto spesso assopita dalla disattenzione ai luoghi in cui ci troviamo. Il lavoro di questi artisti, ognuno con un’identità personale ben distinta, dà fisicità a nuove possibili logiche del costruire. Questa esposizione è un momento per collezionare esperienze derivate sia dalla relazione fisica ed emozionale con “gesti architettonici” nello spazio sia da una libera interpretazione della Psicologia dell’Architettura e dei concetti espressi a riguardo da Heinrich Wölfflin alla fine del XIX.
La ricerca di EMILY SPEED si basa sul rapporto fra il corpo - inteso come edificio - e il suo relazionarsi con l’architettura e sul desiderio dell’uomo di edificare malgrado l’inevitabilità del decadimento. Le sue opere fanno uso di materiali semplici, molto spesso di riciclo, anche precari nella loro fisicità strutturale.
Façades (Flats) è la concretizzazione fisica di suggestioni architettoniche che l’artista ha estratto dai suoi giorni di visita a Roma e dintorni. Il risultato è come una porzione di città creata grazie alla traduzione di sensazioni personali. Viene così interpretata la memoria del e sul costruito presente in gran parte degli edifici di Roma.
ESTHER STOCKER sviluppa ulteriormente il suo interesse verso le superfici e il tentativo, mentale, di superarle entrando in una struttura. All’aspetto formale si aggiunge sempre quello legato all’interpretazione personale che contraddistingue tutti i “sistemi immaginativi” organizzati dall’artista.
In Einfühlung le linee parallele abbozzano superfici che impediscono il passaggio fisico attraverso di esse. L’accesso agli ambienti è laterale e sfrutta l’open space della galleria. Queste “pareti”, però, non separano nettamente. Lo sguardo trapassa fra i piani, lo spazio è filtrato. Si creano come degli interventi grafici di superficie nello spazio, delle visioni di griglie con densità monocromatiche differenti in base alla nostra posizione fisica fra esse.
Il sovvertimento dei valori del costruire quali durevolezza e sicurezza statica sono invece messi in discussione da AENEAS WILDER. Seppur non manchino occasioni in cui abbia realizzato anche lavori per esterno destinati a durare più che il solo periodo della mostra, la sua ricerca si basa sull’assunto dell’impossibilità di preservare fisicamente qualcosa per l’eternità. Il suo lavoro ruota attorno alla transitorietà e temporaneità. Le opere nascono da un accuratissimo lavoro di precisione, calma e giustapposizione di elementi. Le sue strutture non rappresentano, sono.
Le due strutture realizzate per la mostra - Untitled # 162 e Untitled # 163 - sono in dialogo transitorio con le forme che caratterizzano l’architettura degli spazi espositivi.
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Emily Speed (Chester, 1979) Vive e lavora a Liverpool
Mostre personali (breve selezione): Exterior Wall Commission, Open Eye Gallery, Liverpool; Flat Pack, Hartington Road Gallery, Londra; MAKE SHIFT, Yorkshire Sculpture Park, Wakefield (UK); egg, nest, home, country, universe, Showreel, Milano
Mostre collettive (breve selezione): Human Castle, Edinburgh Art Festival, Edimburgo; Camp Out, Laumeier Sculpture Park, St Louis, U.S.A.; Topophobia, Danielle Arnaud Gallery, Londra trasferita poi: Bluecoat, Liverpool e Spacex, Exeter; ROAMING. HETEROTOPIAS , Musée Cantonal des Beaux-Arts, Losanna (Svizzera); Interchange: Cities on the Edge, Liverpool Biennial, Liverpool; Drawn Out, Centre for Recent Drawing (C4RD), Londra
Esther Stocker (Silandro, 1974) Vive e lavora tra Vienna e New York
Mostre personali (breve selezione): Gestalt, Künstlerhaus Hannover; Destino comune, MACRO, Museo d’Arte Contemporanea in Roma, Roma; In Defence of Free Forms, OREDARIA, Roma; Esther Stocker, The Essential Collection, Zurigo;  La solitudine dell´opera (Blanchot), Galleria Studio 44, Genova; Abstract Thought Is A Warm Puppy, CCNOA - Center for Contemporary Non-Objective Art, Bruxelles; Galerie Krobath, Vienna; Dirty Geometry, Galleria Alberta Pane, Parigi; Galerie im Taxispalais, Innsbruck
Mostre collettive (breve selezione): Mind the System, Find the Gap, Z33 - house for contemporary art, Hasselt, Belgio; Rasterfahndung. Das Raster in der Kunst nach 1945, Kunstmuseum Stuttgart, Stoccarda; Edifice Amiss: Constructing New Perspectives, MassArt, Massachusetts College of Art and Design, Boston (U.S.A); Beyond these Walls, South London Gallery, Londra; Seeking constructive concrete structural 2, Vasarely Múzeum, Budapest
Aeneas Wilder (Edimburgo, 1967) Vive e lavora tra Edimburgo e il Giappone.
Mostre personali (breve selezione) Void, August Art, Londra; Yorkshire Sculpture Park, Wakefield (UK); Bewaerschole, Burgh Haamstede (Olanda); Pictura, Dordrecht (Olanda); Collapse, Artcourt Gallery, Osaka
(Giappone); Ruimtelijk Werk, De Fabriek, Eindhoven (Olanda); Seven Day Program, Iwate Museum of Art, Morioka (Giappone)
Mostre collettive (breve selezione): Annual Exhibition, Royal Scottish Academy, Edimburgo; Pit, Art in the Public Space of Borgloon-Heers (Belgio); Wood, Paper & Fibers, The Art Gallery, University of Maryland (U.S.A.); Cabanes, Chateau de Seneffe, Seneffe (Belgio); Wrong Time Wrong Place, TENT, Rotterdam (Olanda); RELAY, SieboldHuis Gallery, Leiden (Olanda).

English Version

25 settembre 2012

Premio Terna 04




Dentro e fuori luogo. Senza Rete.
Il Territorio per l'Arte.

Un premio di prestigio per promuovere l’arte contemporanea, giunto alla sua IV edizione. Per iscriversi alle quattro categorie in concorso e aderire gratuitamente entro il 1° ottobre, si possono approfondire i termini di partecipazione al seguente link.

www.premioterna.com

24 settembre 2012

Iconografia classica nel mondo contemporaneo



GIACINTO OCCHIONERO
SOCIÉTÉ À LA COQUE

Z
2O Galleria l Sara Zanin
Opening mercoledì 26 settembre 2012, ore 18.30
 
Sede: Via della Vetrina, 21 – 00186 Roma
Durata mostra: 26 settembre – 17 novembre 2012
Orari: da martedì a sabato 10.30 - 19.30 (o su appuntamento)
Ingresso libero


La personale di Giacinto Occhionero dal titolo Société à la coque comprende un ciclo di nuovi lavori pittorici realizzati dall’artista con la tecnica del reverse aerosol painting su plexiglas, paesaggi in cui immagini rese da un’iconografia classica dialogano con i temi della più vivida contemporaneità.
La pittura di Occhionero trasmette inquietudine, mistero. È materica e insieme fotografica, “fatta di gelo, distanziamenti, evanescenze e bagliori soffusi”. In una costante visione onirica, l’artista si confronta con consapevolezza e ironia con i grandi maestri della storia dell’arte – del Seicento e del Romanticismo nordico in particolare – gettando un ponte tra passato e presente.

I titoli, come in un gioco dadaista, forzano i significati convenzionali, conferendo nuovo valore all’immagine (Société à la coque). Così in un paesaggio desertico i pannelli fotovoltaici che sostituiscono l’ombra di un’oasi (Tearoom), inchiodano il soggetto a un’attualità vicina e spiazzante. Negli evanescenti Solve et coagula o Wind is blowing, negli interni quasi pop di Fledgelings, nel deserto di Wright or Wrong o nella fitta natura di Checkmate dove una figura appare come un’epifania (omaggio a Ingmar Bergman) e infine nei disegni che accompagnano la mostra, in tutte queste opere Occhionero gioca sul doppio livello di leggerezza e pesantezza, di nitido e offuscato, di intenso e diradato. Uno sguardo sempre rivolto all’uomo e al suo posto nella natura, in un dialogo continuo con la storia.
La sua originale tecnica esecutiva, contribuisce al movimento controcorrente del suo linguaggio artistico: contrariamente alla pittura tradizionale, in cui si comincia a dipingere dal fondo per far emergere la figura, Occhionero dipinge su lastra di plexiglas con gli smalti da carrozzeria, più resistenti dell’olio e dell’acrilico, e poi li dissolve con appositi solventi. Così, i primi strati dipinti risultano i più evidenti, senza perdere l’effetto di indefinitezza, chiave di lettura della sua cifra artistica.

Giacinto Occhionero è nato a Campobasso nel 1975. Vive e lavora a Roma. Si diploma in Pittura all’Accademia di Belle arti di Roma. Tra le ultime mostre personali realizzate ricordiamo Dissennato Paesaggio a cura di Francesco Nevola, Teverina Fine Art, Cortona (2010); Nafta &Dafne, studio Pino Casagrande, Roma (2009); Morbid Bid dal ciclo Le Forme dell’Immaterialità, Studio Morbiducci, Roma (2005). Ha partecipato alla 54a Biennale di Venezia nel padiglione regionale del Molise. Oltre a numerose sedi italiane, ha esposto a New York, Atene, Salamanca. Ha vinto diversi premi, fra cui il Premio Profilo d'Arte della Banca Profilo, Palazzo della Permanente, Roma (2007). Le sue opere sono presenti nelle collezioni della Banca Profilo, Collezione Nuovo penitenziario Citta’ della Pieve-Perugia, Collezione di Inail- Amnil.
Mostra organizzata in collaborazione con GDF SUEZ Energia Italia.
La galleria partecipa a Roma Art 2Nights 2012 e, in occasione della rassegna, osserverà i seguenti orari di apertura: venerdì 28 e sabato 29 settembre: 11-21; domenica 30 settembre 12-18.

I mercatini delle pulci



Oggi i quartieri dei grandi centri urbani italiani pullulano di mercati anche in periodi lontani dalle festività. Veri e propri mercatini delle pulci dove si trova di tutto, di cui si possono leggere ambientazioni simili nelle descrizioni, ampollose e dettagliate, dei romanzi ottocenteschi della letteratura inglese. 
In stile Fiera della Vanità, c'è per esempio il mercato di Conca d'Oro, che mi ha lasciata sbalordita per la varietà contenuta in fazzoletti ristretti di esposizione: dai bicchieri di cristallo a costo ridotto, ad oggetti irripetibili e inimmaginabili per la propria casa, come il puffetto poggiapiedi a forma di elefante. Altri oggetti sono un vero tributo al kitsch, in perfetto stile indiano invece, le buste e gli astucci perlati da usare come portamonete.
Tante anche le chincaglierie, i vestiti vintage, gli stand dei prodotti tipici (dal mirto di Sardegna al limoncello della Costiera Amalfitana) e poi i giochi... Il modellismo dei trenini dentro ricostruzioni di villaggi nordici mi hanno ricordato quei giochi dell'infanzia dati per scomparsi, banditi dai negozi per bambini perché non è più di moda regalarli e la fantasia ne ha prodotti di altri, più gettonati. 

22 settembre 2012

Crostata di ricotta, cocco, cannella e cioccolato


CROSTATA
di ricotta, cocco, cannella e cioccolato

                                                                                                                  

INGREDIENTI
Una base per crostata

                                                                                                                

Ripieno

200 gr di ricotta
80 gr di zucchero
2 uova intere
2 cucchiai di farina 00
4 cucchiai di cocco essiccato
1 bicchiere di latte
Polvere di cannella
50 grammi di cioccolato rigorosamente
fondente
, fuso in un tegame con poco burro

Tempo di cottura nel forno preriscaldato a 210°: 30 minuti circa.


20 settembre 2012

Narrazioni del gusto





















Era mattino e la frescura era adatta per tirare la sfoglia;


le donne abruzzesi finivano il lavoro passando un dito sul morbido impasto di semola e uova tagliato alla base della chitarra,

come dovessero "suonare un arpeggio" per far scendere la pasta tagliata.

Paola Ricci, Narrazioni del gusto, CUCINE D'ITALIA EXPERIENCE

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Il Made in Italy in mostra a tavola


OFFICINE FARNETO
“CUCINE D’ITALIA EXPERIENCE”


“CUCINE D’ITALIA EXPERIENCE” è un evento in cui design, estetica, arte gastronomica e musica d’autore, si alternano e la cucina diventa luogo attraversato da arte, cultura, ritmi e tradizioni che si mescolano fra loro per reinventare la fruizione della cucina stessa.

L’obiettivo è quello di divulgare l’eccellenza del Made in Italy e di mettere in contatto l’alto potenziale italiano di designer, architetti, produttori e creativi con la migliore imprenditorialità italiana, creando un intenso sistema di relazioni in una grande esposizione di cucine design, tra cantine di ultima generazione e rivoluzionari forni in pietra lavica. Arte, cultura, performance, laboratori, musica, enogastronomia di qualità ed un Concorso Nazionale promosso dall'Ordine degli Architetti per progettare la cucina del futuro.

IL PROGRAMMA

La prima delle proposte di questa edizione riguarda un Concorso di Design: nuove idee e visioni sul paesaggio domestico, fornire una vetrina interessante di progetti di design per l’ambiente “cucina”, da sottoporre alle aziende operanti nel campo dell'arredamento. Architetti, ingegneri, designer, laureandi nelle discipline tecniche e giovani creativi partecipanti al concorso, avranno la possibilità di presentare al pubblico le loro proposte nel corso della manifestazione.

Cucine d’Italia, assieme alle Istituzioni Capitoline e ad affermate realtà romane come “Arch srl” dell’Architetto Marco Repetto, assegnerà una cucina design in beneficenza ad una struttura impegnata nel sociale.

In programma anche gli show cooking realizzati da grandi cuochi: Filippo La Mantia, Gianfranco Pascucci, Maurizio Santin, Giafranco Vissani, Beppe Tonon e Bartolomeo Errico realizzeranno i loro piatti con personaggi del mondo delle spettacolo. Tosca D’Aquino, Miriana Trevisan, Pamela Prati e Natalie Caldonazzo daranno infatti voce alle “narrazioni del gusto” scritte appositamente per l’evento da Paola Ricci di Taste Archaeologist.

Non mancheranno le Lezioni di Bon Ton, un viaggio nel mondo delle buone maniere, dagli addobbi floreali fino alla realizzazione a mano di sofisticati biglietti d’invito. Marco Lombardi, docente all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e giornalista appassionato sia di cinema che di enogastronomia, terrà tre lezioni di “Cinegustologia”, per il ciclo Cinema Made in Italy. Con la straordinaria partecipazione di Franco Micalizzi, celebre compositore di Lo Chiamavano Trinità e del genere Spaghetti Western.

Alberto Manodori Sagredo, Docente di Storia e Tecnica della Fotografia all’Università di Tor Vergata di Roma, curerà una Mostra Fotografica dedicata a L’Italia a Tavola.

Un workshop tenuto da Massimo Donei sarà dedicato alla produzione della Grappa. Non mancherà un momento dedicato all’Alta Pasticceria con una lezione dimostrativa del pasticcere designer Andrea De Bellis.
Lo spazio dedicato all’Arte vedrà la presenza di una grande installazione dell’artista tedesco Hans Hermann Koopman, sarà animato dalla “gastropittura” del pittore ittore
Riccardo Natili, dal sofisticato designer Pietro Mastrota, dal camaleontico Francesco Cinelli e dalle impegnate performance della video artista Francesca Fini.
Lo Spazio Esterno vivrà infine di altri momenti con lo Spettacolo Giallo Teatrale Interattivo Delitto in salsa rosa.
L’evento è patrocinato della Regione Lazio e dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Roma.

CUCINE D’ITALIA
OFFICINE FARNETO Via Monti della Farnesina 77 ROMA
CURATORI: Carlo Loja e Sara De Bellis
20-­21-­22 Settembre
ORARIO 17-­24

BIGLIETTO D’INGRESSO 15€
Biglietteria Vido srl, by Megaticketshop, Via Flaminia, 71 00196
Tel: +39 392 9544792
info@megaticketshop.com
Info e prenotazioni sull’evento 06 45425268
experience@cucineditalia.com
www.cucineditalia.com

Premio Artistico Fondazione VAF




V Premio Artistico Fondazione VAF

Francesco Arena, Veronica Botticelli, Giulia Caira, Aron Demetz, Mariana Ferratto, Luigi Gariglio, Michele Manfellotto, Marzia Migliora, Simone Pellegrini, Luana Perilli, Donato Piccolo, Mariagrazia Pontorno, Moira Ricci, Rosy Rox, Vincenzo Rulli, Massimiliano Zaffino

Sabato 29 settembre 2012
Inaugurazione mostre ore 12.00
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Graziano Russo
Bunker visit

Graziano Russo con Bunker visit, inaugura un nuovo ambiente del castello recuperato a spazio espositivo dopo molti anni. Le vecchie cucine diventano il luogo di un’installazione nella quale è richiesto allo spettatore di immergersi senza remore. Attraverso una rielaborazione delle immagini di bunker improvvisati, tristemente noti, dove personaggi della malavita calabrese vengono individuati e arrestati,  l’artista costruisce una  trama per un racconto complesso. Il bunker visit è un luogo dove porsi domande e dove è possibile comprendere che il male non è troppo lontano ed estraneo da nessuno di noi. Che l’illegalità impunita è sempre supportata da una connivenza, anche inconsapevole, fatta di costumi e abitudini che rendono sempre più spesso tollerabile ciò che non lo è.
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Colata Room
Davide Monaldi
Io sono qui

La Colata Room, spazio espositivo nel cortile destinato a giovani artisti, inaugurerà l’installazione di Davide Monaldi Io sono qui. Un gruppo di bambini osserva da dentro lo spazio  gli spettatori, in un contesto di forte spaesamento e grande impatto emotivo. Modellati in ceramica e con diverse tecniche pittoriche i personaggi che guardano verso l’esterno non restituiscono però una lettura serena dell’età che rappresentano, ognuno sembra raccontare le difficoltà di crescere, di affrontare l’età adulta. In ciascuno è raccontato un disagio, uno scollamento di continuità tra le diverse stagioni della vita.
 
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Presentazione progetto della Sezione Museo Relazionale

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Sabato 29 settembre, il CIAC (Centro Internazionale per l’Arte Contemporanea), Castello Colonna di Genazzano inaugura la stagione invernale con la premiazione del vincitore del Premio Artistico Fondazione VAF, giunto alla sua V edizione.
La Fondazione, con sede a Francoforte sul Meno (D), dal 2003 promuove questo premio con cadenza biennale; per l’attuale edizione il CIAC di Genazzano è stato scelto come unica tappa italiana, dopo esser stato già ospitato nella Stadtgalerie di Kiel e a Donaueschingen, nel Museum Biedermann.

Obiettivo del premio è dare una mappatura la più possibile completa ed esaustiva della giovane arte italiana, con opere che vanno dall’installazione al video, dalla scultura all’arte multimediale, dalla performance alla pittura e fotografia.
Selezionati da una giuria, composta dal comitato scientifico e direttivo della fondazione, i sedici finalisti sono Francesco Arena, Veronica Botticelli, Giulia Caira, Aron Demetz, Mariana Ferratto, Luigi Gariglio, Michele Manfellotto, Marzia Migliora, Simone Pellegrini, Luana Perilli, Donato Piccolo, Mariagrazia Pontorno, Moira Ricci, Rosy Rox, Vincenzo Rulli e Massimiliano Zaffino.

La nomina del vincitore, cui sarà riservato un premio in denaro di 10.000 euro e l’acquisto di un’opera che entrerà a far parte della collezione permanente della fondazione, avverrà sabato 29 settembre nel corso della conferenza che anticiperà l’inaugurazione, nella sala Martino V del castello Colonna di Genazzano.

Alla premiazione interverranno Klaus Wolbert (presidente della Fondazione VAF), Volker W. Feierabend (direttore del comitato scientifico e fondatore della stessa), Silvia Hoeller (Galleria Kunstbrücke di Innsbruck), Norbert Nobis (ex-conservatore dello Sprengel Museum di Hannover), Peter Weiermair (già direttore della Galleria Comunale di Bologna), Claudio Libero Pisano (direttore del CIAC) e Fabio Ascenzi (Sindaco di Genazzano).

Durante la conferenza stampa sarà presentata la Sezione del Museo Relazionale che il CIAC sta creando in collaborazione con Aldo Innocenzi (del collettivo artistico Stalker).
Il progetto PIL (Prodotto Interamente Locale), iniziato la scorsa estate con il progetto Pommidoro , che ha visto la partecipazione del paese alla raccolta e alla confezione di oltre centocinquanta bottiglie di pomodori in conserva nei giardini del museo. Il ricavato della vendita contribuirà a creare un fondo con il quale i cittadini di Genazzano acquisteranno un’opera da destinare ad uno spazio pubblico del paese.
I prossimi progetti saranno il vino e l’olio, fatti con l’uva e le olive dei produttori locali.

La performance Please retourn to you di Rosy Rox aprirà ufficialmente l'esposizione.

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CIAC Museum - Centro Internazionale per l’Arte Contemporanea
Castello Colonna, piazza San Nicola 4
00030 Genazzano (Rm)

Periodo
29 settembre – 18 novembre 2012

Orari
venerdì, sabato e domenica:
10.00 – 13.00
16.00 – 19.00
Ingresso gratuito

Catalogo
Allerheiligenpresse

19 settembre 2012

La natura insorta e altre letture







Scorrendo libri recenti ho riscontrato che nella letteratura contemporanea non è stato mai perso di vista la concessione o meglio, il residuo dialettale, mentre una novità è l'incursione di elementi scientifici nella narrazione. 
Orti insorti di Elena Guerrini, è un voler ricucire nella trama del ricordo, lo strappo che la società di massa ha vissuto dalla natura. Così nell'introduzione Guglielmi, giardiniere della famiglia Calvino, fu anche protagonista di un suo racconto, riconosce a Madre Natura, detronizzata da cemento e profitto, il giusto ruolo. L'insurrezione degli orti e dei suoi abitanti naturali si compie così tra ricordi di minestroni e guadagni da terre coltivate seguendo il ciclo naturale per la semina e la raccolta, come facevano tanti nostri nonni.
La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano è un libro che mi è stato regalato e ho letto tempo fa. Non è il caso di raccontarne, in forma stringata, i contenuti, meglio leggerlo. Per il semplice motivo che l'autore applica al genere del romanzo una nozione matematica, riguardante i numeri primi appunto, e che mi ha da subito richiamato, a partire dal titolo, un aforisma di Pessoa: “Il binomio di Newton è bello come la Venere di Milo./ Il fatto è che pochi se ne accorgono”. 
La scienza e i codici che questa adopera, hanno infatti un'estetica che ci sfugge una volta ricaduti, volenti o nolenti, nelle tenebre rispetto a teoremi o tavole pitagoriche.
Un libro di poesia per finire: Dieci poesie per una lucciola, autore Clemente Rebora (1885-1957), uno dei maggiori poeti del Novecento italiano. Partecipò alla I Guerra Mondiale, le sue poesie furono ispirate da un'artista russa prima della conversione e l'adesione al cattolicesimo.

Opera citata: F. Pessoa, Il poeta è un fingitore

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18 settembre 2012

Muffin al cioccolato senza lievito











INGREDIENTI


300 gr di farina
80 gr di zucchero
2 uova intere
80 gr di burro
2 cucchiai di fecola di patate
100 gr di cioccolato rigorosamente fondente
1/2 bicchiere di latte
Un pizzico di cannella per l'impasto
Bicarbonato al posto del lievito (mezzo cucchiaio)

Il forno va preriscaldato 20 minuti prima a 210°
Tempo di cottura: 30 minuti

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15 settembre 2012

25 segreti di Mona Lisa



“Tutto ciò che passa attraverso l'atmosfera è blu, quindi tutto deve essere blu se visto da una certa distanza.” Leonardo da Vinci, Trattato sulla Pittura

Del quadro più famoso e riprodotto al mondo si pensa di sapere tutto o quasi. Quello che è stato possibile ricostruire da fonti che risalgono al Rinascimento e lo accompagnano fedelmente al periodo successivo, fino ad oggi. La mostra interamente dedicata al quadro italiano per eccellenza e che non è presente, non può che attrarre turisti e passanti nei pressi di Piazza delle Cinque Lune. Come si può parlare della grande assente?

L'ingegnere scientifico, inventore della macchina fotografica multi spettrale, Pascal Cotte ha ottenuto poco tempo fa una concessione della durata di due anni per fotografare ed esaminare La Gioconda nei minimi particolari. L'esposizione dei risultati si è resa possibile a Roma grazie all'Associazione Italiana Anthropos.

Il percorso del visitatore si articola tra riproduzioni fotografiche del busto, delle mani (Hands of Mona Lisa), del celebre sorriso e dello sguardo che, spiega la didascalia, non è rivolto allo spettatore, bensì a ciò che si trova alle sue spalle. Lo studio di Cotte ha fatto emergere curiosità sulla tecnica e segreti che interessano i critici d'arte.

La Gioconda, o Mona Lisa Gherardini, moglie di Francesco il Giocondo, venne completata attorno al 1514. Nel 1518 re Francesco I l'acquista per la somma di 6.259 sterline imperiali (oggi € 1.500.000). Nel 1801 abbellisce gli Appartamenti di Giuseppina Bonaparte e arrivata al Louvre viene catalogata col numero 29, mentre la cornice fu donata dalla contessa di Béarn. Il quadro compie così molti spostamenti e, nel Novecento, svariati viaggi: Tokyo, Mosca, Roma (a Palazzo Farnese), Washington e New York. La sua storia non manca di un celebre furto per riportarla in Italia e di un incidente che nel 1956 richiese un restauro ad un gomito per via del lancio di un sasso da parte di uno squilibrato.

Gli studi hanno fornito informazioni sulla tecnica del Maestro: i volumi e i contorni furono infatti ritoccati usando preziosi smalti colorati. Fino al XV sec. i leganti erano realizzati con le uova nella tecnica nota come “tempera”. Qui Leonardo usa invece una tecnica ad olio importata dall'Olanda, usando olio di noci. Infine l'uso abbondante del blu nell'originale, fa pensare che il Fiorentino disponesse di molti lapislazzuli. I lapislazzuli, essendo molto costosi, venivano fatturati dai pittori rinascimentali separatamente e usati per ritrarre clienti e personaggi importanti.

L'ingegnere francese ha esaminato molte varianti, tra le quali il colore del quadro in una prospettiva storica, scomponendo il quadro in tre livelli: 1. frontale – di cui fanno parte i presenti, 2. corrispondente al collo e al paesaggio col lago, 3. il livello delle rocce e delle nebbie. Il retro riporta il timbro imperiale (il giglio), il nome (la Gioconda) e il numero (29) e una H. Insomma la catalogazione del Louvre del 1797.
25 sono i nuovi segreti di Mona Lisa. Il materiale su cui è dipinta è pioppo. La Gioconda porta un doppio velo, ha una macchia su un occhio per un gesto maldestro che ha lasciato il segno sulla tela, in cui fu coinvolto Napoleone. Leonardo dipinse il velo con la tecnica glacis, quasi fosse una glassa. Il merletto che decorava la veste, invece, è scomparso, come pure ciglia e sopracciglia.
Questo e chissà quanto altro è custodito nel più discusso ed enigmatico quadro del nostro Rinascimento.

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14 settembre 2012

Plum cake allo Zenzero e Cannella


Plum Cake zenzero e cannella


INGREDIENTI

150 gr di farina
2 uova intere
50 gr zucchero di canna
1/2 bicchiere di olio di oliva
1/3 bicchiere di latte
Lievito per dolci
Zenzero e Cannella (una manciata)

Zucchero a velo e cioccolato fondente in polvere per la superficie

Cottura nel forno a 180° per circa 30 minuti

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Bulgini. Notizie lievi


Antonello Bulgini
Notizie lievi


“La morte non è nel non poter comunicare ma nel non poter più essere compresi” (P. P. Pasolini)

A cura di Claudio Libero Pisano e Fabrizio Pizzuto
opening 15 settembre 2012 ore 11.00
15/09/2012 - 4/11/2012

www.antonellobulgini.com
All’interno dei suoi spazi il Museo Pietro Canonica di Roma presenta la prima mostra retrospettiva di Antonello Bulgini, artista nato a Taranto e venuto prematuramente a mancare a Roma il 23 giugno 2011, evento promosso da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico e Sovraintendenza
ai Beni Culturali, il giorno sabato 15 settembre 2012.
Da anni Antonello Bulgini viveva e lavorava tra Roma e Berlino. Numerose le sue mostre personali in Italia, in Germania e all’estero.

La mostra si propone di indagare criticamente e con una visione retrospettiva l’esperienza sensibile e pittorica dei suoi lavori, costantemente tesi alla ricerca continua di espressione ed emozione. Nel lavoro di Antonello Bulgini ritroviamo molte suggestioni derivate dalla storia dell’arte, sempre catturate e rianalizzate alla luce di una dimensione pittorica poetica, a tratti spigolosa, il cui lirismo pare nascere dalla commistione, appunto, di cultura italiana e tedesca.

Con i suoi dipinti Bulgini ha reso omaggio ai grandi maestri della luce e dell’espressione, che hanno trasformato la figura in emozione e in sensazione, inglobandone elementi affini per elettività e tradizione, per poetica, per felicità e per dolore.
Completano il lavoro espositivo una serie di opere su superfici di acciaio dipinte con architetture o con cibo in una visione specchiante rovesciata in cui ci si ritrova, come spettatori, a fianco alla pittura, opachi, non definiti, insieme ad elementi fondanti della poetica e della vita quotidiana.
Il progetto espositivo prevede una seconda parte che verrà realizzata a gennaio 2013 al Museo Ciac Castello Colonna di Genazzano (Rm).

Museo Pietro Canonica a Villa Borghese
Viale Pietro Canonica (Piazza di Siena) 2 - 00197 Roma.
Orario Martedì-Domenica 9.00-19.00; la biglietteria chiude mezz’ora prima.
Dal 1 ottobre il museo osserverà il seguente orario 10.00-16.00.

9 settembre 2012

Bologna. Festival del libro d'arte







 

 Artelibro Art Book Festival 2012

Palazzo di Re Enzo e del Podestà | Piazza del Nettuno | Bologna
21-23.09.2012


Pezzi unici creati dagli artisti, editoria sperimentale, volumi antichi, pubblicazioni a tiratura limitata e riviste specializzate in una mostra/mercato consacrata all’editoria d’arte internazionale e al libro d’antiquariato tra le più interessanti in circolazione. Si è giunti alla nona edizione di Artelibro, questa volta dedicata al tema del collezionismo librario: raccogliere è seminare, e arricchita da un succoso programma di mostre, incontri, presentazioni e laboratori.

English Version

Unique pieces created by artists, experimental publishing, antique volumes, limited print run publications and specialized magazines: all featured in an art book festival/trade, among the most attractive of the moment, consecrated to the international art book publishers as well as to rare book dealers. It is the 9th edition of Artelibro, this time dedicated to the book collecting. Collecting means seeding. There is a rich and intriguing program of exhibitions, meetings, presentations and workshops.

Source: DROME Magazine

www.artelibro.it

6 settembre 2012

La Sinagoga e il ghetto

L'estate è sul limitare dell'uscio per la stragrande maggioranza. Il ritorno, pur a un ritmo di lavoro blando, fa agognare una nuova vacanza dalle vacanze... Eppure c'è sempre la classica domenica. Quella appena trascorsa è stata un'occasione per riscoprire il contesto tipico e piacevole del ghetto di Roma. Il quartiere ebraico è infatti un luogo intriso di un'atmosfera resa tale da una storia secolare, quasi sospesa nel silenzio ovattato e irreale che lo contraddistingue, per tanti versi, dall'altro e più noto centro.

La Giornata Europea della Cultura Ebraica da poco trascorsa (2 Settembre 2012) ha dato l'avvio a un lungo programma di scoperta della cultura e dello stile di vita del popolo ebraico, con eventi legati alla letteratura – il Festival Internazionale di Letteratura e Cultura Ebraica (8-12 Settembre) – una Notte della Cabbalà sempre nel quartiere (8 Settembre) e una rassegna cinematografica che coinvolge i teatri India, La Pelanda e Argentina.

Quest'anno la visita guidata alla Sinagoga e agli annessi musei che testimoniano le vicende del popolo che visse d'esodo e in cerca di Terra promessa, ha permesso a tanti di ammirare una religiosità espressa dentro un'architettura diversa da quella abituale. La tradizionale cupola del nostro immaginario, per esempio, è qui a base quadrata e riporta rappresentati gli alberi biblici, il cedro e la palma. Vario e complesso nei simboli e nei segni, questo luogo di culto è stato decorato con tessuti, arazzi e decorazioni realizzate a mano adoperando prezioso filo d'oro.

È stata illustrata un'organizzazione sociale diversa: per riti, costumi, usanze e piatti della tradizione gastronomica, e spiegato il significato di alcuni gesti e oggetti che diventano simboli e messaggio nella comunicazione quotidiana. Leitmotif delle manifestazioni di quest'anno è il riso: l'umorismo ebraico declinato nelle sue svariate manifestazioni – ironia, paradosso e witz - che hanno accompagnato la lunga e travagliata storia del popolo di Israele in momenti più e meno lieti. I Fratelli Marx, Woody Allen, Jerry Lewis e Mel Brooks, per esempio, ne sono i rappresentanti più noti a un'ampia fetta di pubblico.