27 settembre 2012

Il corpo e lo spazio architettonico

Subjective involvement_Speed. Courtesy OREDARIA


SUBJECTIVE INVOLVEMENT IN PHYSICAL SPATIAL ENTITIES
Emily Speed - Esther Stocker - Aeneas Wilder
a cura di Alberto Fiore

OREDARIA ARTI CONTEMPORANEE / via Reggio Emilia, 22-24 / 00198 Roma
+ 39 06 97601689 / info@oredaria.it / www.oredaria.it
Tuesday- Saturday 10 am-1 pm / 4 pm-7.30 pm
Opening, martedì 9 Ottobre 2012, ore 18.30

Istintivamente si è portati a pensare all’architettura secondo idee derivateci dalla tradizione. In Subjective Involvement in Physical Spatial Entities l’architettura è intesa in modo allargato, libero. Qui è considerata come la strutturazione e traduzione delle proprie idee in entità spaziali fisiche. Portando questa disciplina nel mondo dell’arte si aprono possibilità infinite slegate dai “doveri di funzionalità”.
Ogni architettura si relaziona con il nostro corpo che, conseguentemente, è soggetto a stimoli nati da questo incontro. Siamo liberi di percepire questi stimoli come più desideriamo e di tradurli in sensazioni personali. Chi costruisce uno spazio o caratterizza il suo esterno o ancora ne organizza l’interno può condizionare i  nostri comportamenti fisici e le nostre sensazioni. Ogni intervento legato al costruire apporta modifiche che, inevitabilmente, ci coinvolgono fisicamente e psicologicamente.
Partendo dalla convinzione che siamo soliti notare con particolare attenzione i luoghi e ciò che ci trasmettono quando questi si distanziano in modo inaspettato dalle nostre consuetudini percettive, è stato chiesto ad Emily Speed, Esther Stocker ed Aeneas Wilder di riflettere su nuove interpretazioni degli spazi, di pensare “architettonicamente”.
La mostra vuole essere una possibilità concreta per partecipare in modo nuovo gli ambienti della galleria, una maniera per scuotere la nostra sensibilità verso il costruito molto spesso assopita dalla disattenzione ai luoghi in cui ci troviamo. Il lavoro di questi artisti, ognuno con un’identità personale ben distinta, dà fisicità a nuove possibili logiche del costruire. Questa esposizione è un momento per collezionare esperienze derivate sia dalla relazione fisica ed emozionale con “gesti architettonici” nello spazio sia da una libera interpretazione della Psicologia dell’Architettura e dei concetti espressi a riguardo da Heinrich Wölfflin alla fine del XIX.
La ricerca di EMILY SPEED si basa sul rapporto fra il corpo - inteso come edificio - e il suo relazionarsi con l’architettura e sul desiderio dell’uomo di edificare malgrado l’inevitabilità del decadimento. Le sue opere fanno uso di materiali semplici, molto spesso di riciclo, anche precari nella loro fisicità strutturale.
Façades (Flats) è la concretizzazione fisica di suggestioni architettoniche che l’artista ha estratto dai suoi giorni di visita a Roma e dintorni. Il risultato è come una porzione di città creata grazie alla traduzione di sensazioni personali. Viene così interpretata la memoria del e sul costruito presente in gran parte degli edifici di Roma.
ESTHER STOCKER sviluppa ulteriormente il suo interesse verso le superfici e il tentativo, mentale, di superarle entrando in una struttura. All’aspetto formale si aggiunge sempre quello legato all’interpretazione personale che contraddistingue tutti i “sistemi immaginativi” organizzati dall’artista.
In Einfühlung le linee parallele abbozzano superfici che impediscono il passaggio fisico attraverso di esse. L’accesso agli ambienti è laterale e sfrutta l’open space della galleria. Queste “pareti”, però, non separano nettamente. Lo sguardo trapassa fra i piani, lo spazio è filtrato. Si creano come degli interventi grafici di superficie nello spazio, delle visioni di griglie con densità monocromatiche differenti in base alla nostra posizione fisica fra esse.
Il sovvertimento dei valori del costruire quali durevolezza e sicurezza statica sono invece messi in discussione da AENEAS WILDER. Seppur non manchino occasioni in cui abbia realizzato anche lavori per esterno destinati a durare più che il solo periodo della mostra, la sua ricerca si basa sull’assunto dell’impossibilità di preservare fisicamente qualcosa per l’eternità. Il suo lavoro ruota attorno alla transitorietà e temporaneità. Le opere nascono da un accuratissimo lavoro di precisione, calma e giustapposizione di elementi. Le sue strutture non rappresentano, sono.
Le due strutture realizzate per la mostra - Untitled # 162 e Untitled # 163 - sono in dialogo transitorio con le forme che caratterizzano l’architettura degli spazi espositivi.
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Emily Speed (Chester, 1979) Vive e lavora a Liverpool
Mostre personali (breve selezione): Exterior Wall Commission, Open Eye Gallery, Liverpool; Flat Pack, Hartington Road Gallery, Londra; MAKE SHIFT, Yorkshire Sculpture Park, Wakefield (UK); egg, nest, home, country, universe, Showreel, Milano
Mostre collettive (breve selezione): Human Castle, Edinburgh Art Festival, Edimburgo; Camp Out, Laumeier Sculpture Park, St Louis, U.S.A.; Topophobia, Danielle Arnaud Gallery, Londra trasferita poi: Bluecoat, Liverpool e Spacex, Exeter; ROAMING. HETEROTOPIAS , Musée Cantonal des Beaux-Arts, Losanna (Svizzera); Interchange: Cities on the Edge, Liverpool Biennial, Liverpool; Drawn Out, Centre for Recent Drawing (C4RD), Londra
Esther Stocker (Silandro, 1974) Vive e lavora tra Vienna e New York
Mostre personali (breve selezione): Gestalt, Künstlerhaus Hannover; Destino comune, MACRO, Museo d’Arte Contemporanea in Roma, Roma; In Defence of Free Forms, OREDARIA, Roma; Esther Stocker, The Essential Collection, Zurigo;  La solitudine dell´opera (Blanchot), Galleria Studio 44, Genova; Abstract Thought Is A Warm Puppy, CCNOA - Center for Contemporary Non-Objective Art, Bruxelles; Galerie Krobath, Vienna; Dirty Geometry, Galleria Alberta Pane, Parigi; Galerie im Taxispalais, Innsbruck
Mostre collettive (breve selezione): Mind the System, Find the Gap, Z33 - house for contemporary art, Hasselt, Belgio; Rasterfahndung. Das Raster in der Kunst nach 1945, Kunstmuseum Stuttgart, Stoccarda; Edifice Amiss: Constructing New Perspectives, MassArt, Massachusetts College of Art and Design, Boston (U.S.A); Beyond these Walls, South London Gallery, Londra; Seeking constructive concrete structural 2, Vasarely Múzeum, Budapest
Aeneas Wilder (Edimburgo, 1967) Vive e lavora tra Edimburgo e il Giappone.
Mostre personali (breve selezione) Void, August Art, Londra; Yorkshire Sculpture Park, Wakefield (UK); Bewaerschole, Burgh Haamstede (Olanda); Pictura, Dordrecht (Olanda); Collapse, Artcourt Gallery, Osaka
(Giappone); Ruimtelijk Werk, De Fabriek, Eindhoven (Olanda); Seven Day Program, Iwate Museum of Art, Morioka (Giappone)
Mostre collettive (breve selezione): Annual Exhibition, Royal Scottish Academy, Edimburgo; Pit, Art in the Public Space of Borgloon-Heers (Belgio); Wood, Paper & Fibers, The Art Gallery, University of Maryland (U.S.A.); Cabanes, Chateau de Seneffe, Seneffe (Belgio); Wrong Time Wrong Place, TENT, Rotterdam (Olanda); RELAY, SieboldHuis Gallery, Leiden (Olanda).

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