19 settembre 2012

La natura insorta e altre letture







Scorrendo libri recenti ho riscontrato che nella letteratura contemporanea non è stato mai perso di vista la concessione o meglio, il residuo dialettale, mentre una novità è l'incursione di elementi scientifici nella narrazione. 
Orti insorti di Elena Guerrini, è un voler ricucire nella trama del ricordo, lo strappo che la società di massa ha vissuto dalla natura. Così nell'introduzione Guglielmi, giardiniere della famiglia Calvino, fu anche protagonista di un suo racconto, riconosce a Madre Natura, detronizzata da cemento e profitto, il giusto ruolo. L'insurrezione degli orti e dei suoi abitanti naturali si compie così tra ricordi di minestroni e guadagni da terre coltivate seguendo il ciclo naturale per la semina e la raccolta, come facevano tanti nostri nonni.
La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano è un libro che mi è stato regalato e ho letto tempo fa. Non è il caso di raccontarne, in forma stringata, i contenuti, meglio leggerlo. Per il semplice motivo che l'autore applica al genere del romanzo una nozione matematica, riguardante i numeri primi appunto, e che mi ha da subito richiamato, a partire dal titolo, un aforisma di Pessoa: “Il binomio di Newton è bello come la Venere di Milo./ Il fatto è che pochi se ne accorgono”. 
La scienza e i codici che questa adopera, hanno infatti un'estetica che ci sfugge una volta ricaduti, volenti o nolenti, nelle tenebre rispetto a teoremi o tavole pitagoriche.
Un libro di poesia per finire: Dieci poesie per una lucciola, autore Clemente Rebora (1885-1957), uno dei maggiori poeti del Novecento italiano. Partecipò alla I Guerra Mondiale, le sue poesie furono ispirate da un'artista russa prima della conversione e l'adesione al cattolicesimo.

Opera citata: F. Pessoa, Il poeta è un fingitore

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