6 settembre 2012

La Sinagoga e il ghetto

L'estate è sul limitare dell'uscio per la stragrande maggioranza. Il ritorno, pur a un ritmo di lavoro blando, fa agognare una nuova vacanza dalle vacanze... Eppure c'è sempre la classica domenica. Quella appena trascorsa è stata un'occasione per riscoprire il contesto tipico e piacevole del ghetto di Roma. Il quartiere ebraico è infatti un luogo intriso di un'atmosfera resa tale da una storia secolare, quasi sospesa nel silenzio ovattato e irreale che lo contraddistingue, per tanti versi, dall'altro e più noto centro.

La Giornata Europea della Cultura Ebraica da poco trascorsa (2 Settembre 2012) ha dato l'avvio a un lungo programma di scoperta della cultura e dello stile di vita del popolo ebraico, con eventi legati alla letteratura – il Festival Internazionale di Letteratura e Cultura Ebraica (8-12 Settembre) – una Notte della Cabbalà sempre nel quartiere (8 Settembre) e una rassegna cinematografica che coinvolge i teatri India, La Pelanda e Argentina.

Quest'anno la visita guidata alla Sinagoga e agli annessi musei che testimoniano le vicende del popolo che visse d'esodo e in cerca di Terra promessa, ha permesso a tanti di ammirare una religiosità espressa dentro un'architettura diversa da quella abituale. La tradizionale cupola del nostro immaginario, per esempio, è qui a base quadrata e riporta rappresentati gli alberi biblici, il cedro e la palma. Vario e complesso nei simboli e nei segni, questo luogo di culto è stato decorato con tessuti, arazzi e decorazioni realizzate a mano adoperando prezioso filo d'oro.

È stata illustrata un'organizzazione sociale diversa: per riti, costumi, usanze e piatti della tradizione gastronomica, e spiegato il significato di alcuni gesti e oggetti che diventano simboli e messaggio nella comunicazione quotidiana. Leitmotif delle manifestazioni di quest'anno è il riso: l'umorismo ebraico declinato nelle sue svariate manifestazioni – ironia, paradosso e witz - che hanno accompagnato la lunga e travagliata storia del popolo di Israele in momenti più e meno lieti. I Fratelli Marx, Woody Allen, Jerry Lewis e Mel Brooks, per esempio, ne sono i rappresentanti più noti a un'ampia fetta di pubblico.

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