17 ottobre 2012

Attruia. Lettera minatoria

Attruia_Self-Portrait Obama 2012
Courtesy LipanjePuntin artecontemporanea















MATTEO ATTRUIA
Lettera minatoria
a cura di Leonardo Conti
PoliArt Contemporary - Milano
13 ottobre - 24 novembre

"Gentile Poliart Contemporary, Se non organizzerete entro un anno una mostra di Matteo Attruia prima o poi morirete, speriamo poi.  2007”.

Gentile Matteo Attruia, Signore e Signori,
la PoliArt Contemporary è lieta di presentare “Lettera minatoria”, mostra dedicata a Matteo Attruia, nonostante l’inaugurazione sia fissata per il 13 ottobre 2012. Decisamente in ritardo. Prima o poi moriremo, speriamo poi.

In mostra saranno esposti circa venti lavori scelti, tra cui una decina di “lettere minatorie”, le opere che danno il titolo alla mostra e che nel 2007 l’artista friulano ha cominciato a inviare a musei e gallerie. In questo ciclo, Attruia ha innescato, negli anni, un particolarissimo modo per relazionarsi con se stesso e con il mondo dell’arte, mescolando provocazione e autocommiserazione, sogni di grandezza e frustrazioni, presunzione e ironico autolesionismo. Basti citare altre due lettere minatorie, “La contatteremo noi” e “Le faremo sapere”, per comprendere come l’artista si sia posto immediatamente nella posizione di vittima precaria della sua stessa provocazione. È proprio in questo ribaltamento, che le lettere mostrano la fragilità del gesto narcisistico, “minando” l’autostima dell’autore.

Del resto, questa sorta di umorismo pirandelliano pervade molta della sua ricerca e un’altra opera, Via Matteo Attruia, è un cartello stradale bifacciale, in cui il narcisismo dell’autore (in vita si dedica una via immaginaria) da un lato del cartello si specifica come “artista” e, dall’altro, dolorosamente, confessa la sua posizione di “impiegato”.

In mostra, poi, sono visibili altre opere scelte, dalla produzione recente di Attruia, tra cui la geniale “…e i tuoi desideri si avvereranno (Wishes)”, una frugale vasca di ferro piena d’acqua in cui gettare monete, nella quale, al valore estetico dell’arte l’artista toglie tutto, tranne il “potere” di avverare desideri, ciò che nessun altro artista di fontane, da Bernini in giù, aveva certamente previsto. In un’altra opera, For sale, recentemente esposta a Parigi, l’artista mette in vendita un’ora del suo tempo a venire (incisa su una lastra metallica circolare), ora nella quale il collezionista che l’acquista potrà fare ciò che vuole con l’artista. Chiudono la mostra diverse altre opere come i Self-portraits, tra i quali emerge la fotografia di uno strano Obama con gli occhi e il naso di Matteo Attruia.

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