30 novembre 2012

Donald Urquhart. BALLS


Donald Urquhart
BALLS
30 Novembre 2012 – 15 Febbraio 2013
A cura di Cristiana Perrella
Galleria S.A.L.E.S.
via dei Querceti 4/5
00184 Roma - Italia


I disegni di Urquhart sono memorie di un intenso passato. Nel 1984 l’artista si trasferisce a Londra, dove stabilisce un rapporto di amicizia e di stretta collaborazione con Leigh Bowery, unendosi presto alla scena di cui Bowery e la sua cerchia sono stati i veri pionieri. La maggior parte dei suoi lavori nasce come flyer per il nightclub The Beautiful Bend, un tour-de-force creativo che l’artista gestisce negli anni Novanta con Sheila Tequila e DJ Harvey. L’estetica di Urquhart si ispira a un background culturale ricco e stravagante in cui motivi storici si fondono con l’iconografia queer. Bette Davis, Judy Garland e matrone dell’epoca edoardiana animano le sue carte in bianco e nero. Sarcasmo, ironia e ritmo danno vita ai suoi personaggi e, tramite l’esagerazione e l’artificio, emozioni intricate e limiti sociali sono svelati.
L’artista attualmente vive e lavora tra Londra e Parigi.

In mostra sono esposti una serie di disegni a china di medio o piccolo formato realizzati tra il 2000 e il 2012, ispirati alla figura di Leigh Bowery, personaggio chiave della scena londinese degli anni Ottanta-Novanta e grande amico dell’artista.
Con questa seconda personale alla Galleria S.A.L.E.S., Donald Urquhart riprende e sviluppa un progetto avviatosi con la partecipazione alla mostra collettiva “XTRAVAGANZA – Staging Leigh Bowery” organizzata dalla Kunsthalle di Vienna per la quale egli ha anche prodotto un libro d’artista. Da S.A.L.E.S. sono presentati i disegni che Urquhart ha inserito come illustrazioni del libro, per il quale, oltre alle opere più tipiche della sua produzione, sono state realizzate una serie di scrotum prints. Unitamente a questo primo corpo di opere, è esposta parte della Beautiful Bend Series risalente al 2000 ed in mostra qui per la prima volta. Infine un terzo gruppo di lavori che, per stile e soggetti rappresentati, si riallaccia alla produzione più nota dell’artista (le scritte, i soggetti maschili quasi stilizzati, le allusioni ai clichés della moda o dello spettacolo). Come scrive Donald Urquhart:
There are two topics that I avoid touching [...]: the Beautiful Bend and Leigh Bowery. Alas neither are subjects that I can avoid as they are solidly hewn into my rocky past.”

In qualche modo la figura di Leigh Bowery ha così profondamente influenzato Donald Urquhart, che qualsiasi distinzione diviene superflua e i gruppi di opere si fondono in un corpo unitario che parla di Bowery e del passato che l’artista ha vissuto con lui. L’idea di realizzare delle scrotum prints non è solo una provocazione, ma rievoca il suo “legendary Yves Klein style Paint Show”.

BALLS è una mostra allo stesso tempo attuale e nostalgica, di cui il crudele romanticismo che connota le opere di Urquhart ne ammorbidisce la valenza storica e per certi versi politica.
Riferendosi al Beautiful Bend (il locale che l’artista gestiva assieme ai suoi amici e uno dei posti preferiti in cui Bowery amava andare) Donald Urquhart scrive:
“It was a metaphysical experiment tank; supernaturally surrealist, with the now legendary DJ Harvey on the decks. ... I thought nothing of creating a sick Sylvia Plath-themed concentration camp in the mens toilet, with folded up pyjamas, old spectacles, dentures and rings round the sinks; covering the dancefloor in compost and leaves, hanging vegetables or left-footed vintage ladies shoes inside tights from the ceiling, perilously near hot disco lights. Others have won the Turner Prize with less imagination or balls.”
Oltre a disegni a china l’artista per questa mostra realizzerà dei wall-paintings sulle pareti della galleria e nella project-room della galleria sarà proiettato un video inedito di una performance di Leigh Bowery al Beautiful Bend. In galleria sarà disponibile Leigh!, il libro d’artista che Donald Urquhart ha realizzato per la Kunsthalle di Vienna.

Donald Urquhart
Donald Urquhart nasce a Dumfries, Scozia, nel 1963. I suoi lavori sono stati esposti in importanti istituzioni itnernazionali: Kunsthalle Wien, Vienna (2012, G); The Barber Shop, Lisbona (2010, G); The State Hermitage Museum, San Pietroburgo (2009, G); Studio Voltaire, Londra e Transmission Gallery, Glasgow (2008, S); Royal Scottish Academy, Edinburgo (2008, S); Triennale di Torino (2008, G); CCA Wattis Institute for Contemporary Arts, San Francisco (2008, G); White Columns, New York (2007, S; 2005, G); Museum für Moderne Kunst, Francoforte (2007, G); a Frieze Projects per Frieze Art Fair, Londra 2005; Portikus, Francoforte (2004, S); Musée d'Art moderne de la Ville de Paris / ARC au Couvent des Cordeliers, Parigi (2005, G); Institute of Contemporary Arts, Londra (2005, G).

26 novembre 2012

Michelangelo nel segno del sublime


L’impresa di Michelangelo Buonarroti nel dipingere la Volta della Cappella Sistina, affascina da secoli tantissimi visitatori, quotidianamente, per l'esattezza dopo cinquecento anni dal suo completamento.
Il capolavoro del geniale artista fiorentino è il risultato di anni e anni di lavoro discontinuo perché Michelangelo non si sentiva “pittore” di professione, preferendo la scultura, e per via di rapporti burrascosi con i pontefici del tempo che gli commissionarono l’opera. La realizzazione della Volta e del Giudizio si era tuttavia compiuta nel segno del sublime come confermano, l’interesse per l’opera e gli schizzi preparatori, e la fama di questo capolavoro michelangiolesco giunto sino a noi.
Se Michelangelo lasciò Roma indignato dopo la revoca del monumento sepolcrale di Giulio II, la commissione da quest’ultimo della Volta della Cappella Sistina giunse poco dopo. Due anni dopo la fuga da Roma, nel 1508, inizia infatti il lavoro, dell’allora trentatreenne artista. Le scene tratte dalla Genesi, la Creazione di Adamo, le Sibille, i Profeti e le altre figure bibliche vengono da lui dipinte con la testa rovesciata verso l’alto, in una posa innaturale, da vero equilibrista.

Il Giudizio sarà invece commissionato e dipinto a ventiquattro anni di distanza (1536), in un altro momento della vita dell’artista e in un contesto storico segnato dalle diatribe religiose coeve. In esso, l’artista abbandona ogni intento illusionistico e prospettico, prediligendo un’unica grandiosa scena dove i personaggi sono come sospesi per aria su un cielo reso azzurro intenso per via dell’utilizzo e della resa di costosi lapislazzuli. Non manca un’autocitazione nell’autoritratto con la pelle scuoiata di Michelangelo stesso tenuta in mano da un suo avversario contemporaneo, Pietro Aretino.

Nel 1541 l’opera, finita ed inaugurata, destò molto scalpore, specie per i tanti nudi contenuti. Ma tale era la fama raggiunta dal fiorentino anche oltre confine che, al fine di salvaguardarne la conservazione, si optò per un rivestimento delle nudità operata da Daniele da Volterra.

Alcuni disegni esposti presso la Camera dei Deputati a Palazzo San Macuto fino al 7 dicembre e provenienti da casa Buonarroti, raccontano lo studio dei particolari di volti e figure umane ritratte nella volta prospettica.


Michelangelo e la Cappella Sistina nei disegni autografi della Casa Buonarroti

1512>2012-11-26 A 500 anni dal completamento degli affreschi della Volta
Camera dei Deputati
Palazzo San Macuto

16 novembre 2012

Il linguaggio del fuoco di Ekaterina Panikanova

EKATERINA PANIKANOVA
 UN, DUE, TRE FUOCO

EKATERINA PANIKANOVA
UNO, DUE, TRE, FUOCO

Z2O Galleria | Sara Zanin
Sede: Via della Vetrina 21, 00186 Roma

Inaugurazione: venerdì 23 novembre 2012 ore 18.30
Durata mostra: 23 novembre - 10 gennaio 2013

Orari: da martedì a sabato 10.30 - 19.30 (o su appuntamento)
Ingresso libero



Prima personale a Roma dell’artista russa Ekaterina Panikanova. Con il titolo “Uno, due, tre fuoco” l’artista presenta un ciclo di opere inedite dove con la forza di un segno pittorico nero e intenso interviene sulle pagine ingiallite di vecchi libri, quaderni di scuola e stampe di epoche diverse che assumono la duplice funzione di supporto e struttura concettuale.
I disegni rievocano il mondo dell’infanzia, in un perenne tentativo di ritrovare la radice più profonda e intima del proprio essere.
Ekaterina Panikanova interviene con segni controllati e non, costruendo una densa trama di simbologie e archetipi culturali che diventano un tutt’uno con lo sfondo, fino alla negazione delle forme assorbite dal nero assoluto che, come evoca il titolo, è quello che resta dopo il fuoco.
Proprio sul tema del fuoco l’artista ha realizzato un nuovo video in bianco e nero, dove le immagini scorrono come in un libro sfogliato lentamente.

Ekaterina Panikanova, nata a San Pietroburgo nel 1975 vive e lavora tra Roma e San Pietroburgo. A cinque anni partecipa alla prima mostra nel Museo Ermitage di San Pietroburgo. Ha compiuto gli studi presso la Scuola dell’Arte del Museo dell’Hermitage in San Pietroburgo (RU) e effettuato un corso di pittura antica al Museo dell’Hermitage di San Pietroburgo. Nel 2001 ha Conseguito la Laurea in Pittura Monumentale presso lo studio del professore Andrey Milnikov. Nel 2003 è accolta nel Circolo degli Artisti di San Pietroburgo.

13 novembre 2012

Risotto con champignons e pancetta

Risotto con funghi champignons e pancetta



                                                                           
 
INGREDIENTI

125g di CHAMPIGNONS
4 fette di pancetta
Riso per due
1/3 bicchiere di limone
1/2 bicchiere di vino bianco
Aglio
Olio d'oliva
Sale
Brodo vegetale

Far rosolare la pancetta con aglio, olio, limone e vino.
Aggiungere i funghi sminuzzati e far evaporare i condimenti per dieci minuti.
Aggiungere il riso e mantecarlo fino a completa cottura con il brodo vegetale.

12 novembre 2012

Primi piatti: trenette alla crema di zucca




                                                                          

 INGREDIENTI

500 gr di zucca gialla
150 gr di panna da cucina
350 gr di pasta trenette
Aglio
Peperoncino
olio d'oliva
Sale

La crema di zucca gialla si ricava sbollentando la zucca tagliata a fette sottili e poi ridotta in poltiglia con un frullatore ad immersione. Far soffriggere in un tegame l'aglio e il peperoncino incorporando la crema con la panna. Saltare con le trenette ancora al dente.

6 novembre 2012

Letteratura d'infanzia e d'evasione


Non c’è lettura migliore per compiere voli pindarici e attraversare luoghi avventurosi comodamente seduti nel primo accenno di freddo che attraverso la letteratura d’infanzia, sempre interessante, nonostante i sopraggiunti limiti d’età.
Nella mia memoria Il Mago di Oz era, fino a poco tempo fa, un film in bianco e nero, visto e rivisto più volte,  con una straordinaria Judi Garland. Ho ritenuto così giunto il momento per leggere l’opera di Lyman Frank Baum, giornalista e a sua volta attore.
Il Mago di Oz (1900) raccoglie attorno a una candida protagonista, Dorothy, una comitiva di smodati e tenaci avventurieri – uno spaventapasseri in cerca di un cervello, un boscaiolo tramutato in uomo di latta che vorrebbe gli fosse restituito, se non un corpo umano, almeno un cuore per coronare il suo sogno d’amore, un leone convinto di essere un vile codardo bisognoso di una dose di coraggio tale da farlo diventare degno di esercitare il ruolo di Re nel regno degli animali.
Un ciclone in pieno Kansas, trasporta così Dorothy per paesaggi fantastici, sentieri di mattoni gialli, foreste minacciose, visitando regni definiti dalla monocromia e incontrando popoli in cerca di sovrani talvolta pronti a gabbarli, streghe buone e cattive, seguendo una tradizionale polarità tra forze del bene e del male, oppure luoghi fragilissimi in porcellana abitati da personaggi altrettanto fragili e che non possono sopravvivere altrove.
Nell’incanto della Città Smeraldo, risolutivo sarà per ogni personaggio l’incontro con il mago di Oz che, metterà alla prova ciascuno dei personaggi, già dotato a suo modo di quello che cerca in una realtà diversa dalla propria.  

PLUM CAKE CON CLEMENTINE

Cucinare è una semplice ritualità. Per questo autunno scegliamo le clementine, dal sapore dolce e inconfondibile, per realizzare un plum cake in tema con la stagione.


                                                                

INGREDIENTI
300 gr farina 00
80 gr di zucchero di canna
2 uova intere
½ bicchiere di olio di oliva
Il succo concentrato di mezza arancia e due clementine
1/3 bicchiere di latte
Lievito per dolci

Cottura nel forno a 180°: 30 minuti

Secondi piatti alle verdure



Zucchine ripiene di patate

3 zucchine
3 patate
Mix di formaggi
Pangrattato

Lessare separatamente le zucchine e le patate per il ripieno. Ridurre in poltiglia le patate e unire l’interno delle zucchine lessate. Amalgamare con pangrattato e formaggi e riempire le zucchine sgusciate. Salare e pepare. Cottura nel forno a 210°: 15 minuti.