26 novembre 2012

Michelangelo nel segno del sublime


L’impresa di Michelangelo Buonarroti nel dipingere la Volta della Cappella Sistina, affascina da secoli tantissimi visitatori, quotidianamente, per l'esattezza dopo cinquecento anni dal suo completamento.
Il capolavoro del geniale artista fiorentino è il risultato di anni e anni di lavoro discontinuo perché Michelangelo non si sentiva “pittore” di professione, preferendo la scultura, e per via di rapporti burrascosi con i pontefici del tempo che gli commissionarono l’opera. La realizzazione della Volta e del Giudizio si era tuttavia compiuta nel segno del sublime come confermano, l’interesse per l’opera e gli schizzi preparatori, e la fama di questo capolavoro michelangiolesco giunto sino a noi.
Se Michelangelo lasciò Roma indignato dopo la revoca del monumento sepolcrale di Giulio II, la commissione da quest’ultimo della Volta della Cappella Sistina giunse poco dopo. Due anni dopo la fuga da Roma, nel 1508, inizia infatti il lavoro, dell’allora trentatreenne artista. Le scene tratte dalla Genesi, la Creazione di Adamo, le Sibille, i Profeti e le altre figure bibliche vengono da lui dipinte con la testa rovesciata verso l’alto, in una posa innaturale, da vero equilibrista.

Il Giudizio sarà invece commissionato e dipinto a ventiquattro anni di distanza (1536), in un altro momento della vita dell’artista e in un contesto storico segnato dalle diatribe religiose coeve. In esso, l’artista abbandona ogni intento illusionistico e prospettico, prediligendo un’unica grandiosa scena dove i personaggi sono come sospesi per aria su un cielo reso azzurro intenso per via dell’utilizzo e della resa di costosi lapislazzuli. Non manca un’autocitazione nell’autoritratto con la pelle scuoiata di Michelangelo stesso tenuta in mano da un suo avversario contemporaneo, Pietro Aretino.

Nel 1541 l’opera, finita ed inaugurata, destò molto scalpore, specie per i tanti nudi contenuti. Ma tale era la fama raggiunta dal fiorentino anche oltre confine che, al fine di salvaguardarne la conservazione, si optò per un rivestimento delle nudità operata da Daniele da Volterra.

Alcuni disegni esposti presso la Camera dei Deputati a Palazzo San Macuto fino al 7 dicembre e provenienti da casa Buonarroti, raccontano lo studio dei particolari di volti e figure umane ritratte nella volta prospettica.


Michelangelo e la Cappella Sistina nei disegni autografi della Casa Buonarroti

1512>2012-11-26 A 500 anni dal completamento degli affreschi della Volta
Camera dei Deputati
Palazzo San Macuto

Nessun commento:

Posta un commento