25 gennaio 2013

Beauty in Nature

Both in terms of form and colour, the framing and concise composition of Franco Fontana's photographic vision has influenced many professional and amateur photographers over the years. This only happens when, as in Fontana's case, we are talking about shots with an undisputable communicative power born of an innate skill for poetic conciseness.
His photographic landscapes remind us that nature is never ordinary. His own personal way of telling a story and interpreting a landscape is also found in his urban scenes. “To the attentive eye, each moment of the year has its own beauty, and in the same field, it beholds, every hour, a picture which was never seen before, and which shall never be seen again.” (Ralph W. Emerson)
Fontana has said that in his work he is trying to “isolate in space and time that which is normally confused by infinite details. Extracting a few essential elements from the whole that is offered to the human eye is one of my interior needs: to reach a harmonious unity by eliminating all natural disturbances.”
Being able to recognise, see and translate into a personal vision the "miracle" of everyday things and moments is one of Fontana's greatest skills.
In his splendid essay entitled “Nature”, Emerson also wrote: “few adult persons can see nature. […] The lover of nature is he whose inward and outward senses are still truly adjusted to each other; who has retained the spirit of infancy even into the era of manhood.” This perfectly reflects Fontana's life and work.
With “Paesaggi a confronto / Landscapes compared” Fontana returns to OREDARIA, seven years after “Estremi urbani / Urban extremes”, his last solo show in these spaces.
Fontana has exhibited many times in Italy and abroad, one recent highlight was the solo exhibition “Landscape light” at the IVAM in Valencia in 2011. This new exhibition at OREDARIA includes several new shots and both natural and urban landscapes, creating free comparisons that span his entire career starting from the early sixties.

La natura nel paesaggio di Fontana

 Franco Fontana
Paesaggi a confronto

OREDARIA ARTI CONTEMPORANEE / via Reggio Emilia, 22-24 / 00198 Roma
Opening, giovedì 14 Febbraio 2013, ore 18.30

Per colui che possiede anche solo nozioni basilari di fotografia le inquadrature e la sintesi, formale e cromatica, che Franco Fontana ci restituisce con il suo sguardo fotografico hanno influenzato il modo di vedere e pensare la fotografia di moltissimi professionisti e amatori. Questo succede solo quando si ha a che fare, come nel caso di Fontana, con scatti di un’indiscussa potenza comunicativa raggiunta tramite un’innata capacità di sintesi poetica.
Le sue fotografie di paesaggi sono in grado di ricordarci come la Natura non indossi mai un’apparenza mediocre. La sua personale attitudine nel raccontare e, quindi, interpretare il paesaggio si ritrova traslata con il medesimo fascino anche nelle visioni urbane. “Per l’occhio attento ogni momento dell’anno ha la sua particolare bellezza e, guardando lo stesso campo, esso scorge, a ogni ora, un quadro che mai si è visto prima e mai più si vedrà in seguito.” (Ralph W. Emerson)
Fontana ha affermato che nel suo lavoro cerca di “isolare nello spazio e nel tempo tutto quello che è normalmente confuso in un’infinità di dettagli. Estrarre pochi elementi essenziali dalla totalità che si presenta all’occhio umano è una delle mie esigenze interiori: raggiungere un’unità armonica eliminando tutti gli elementi naturali di disturbo.”
Essere in grado di riconoscere, vedere e tradurre personalmente il “miracolo” delle cose e dei momenti comuni è uno dei maggiori pregi del fotografo modenese.
Sempre Emerson, nel suo splendido saggio “Nature”, scrisse: “sono pochi gli adulti in grado di vedere la natura. […] Ama la natura colui i cui sensi interni ed esterni sono ancora autenticamente in sintonia tra loro, colui il quale ha conservato lo spirito dell’infanzia fin nell’età adulta.” Questa affermazione trova nella figura e nel lavoro di Fontana una perfetta corrispondenza.
Con “Paesaggi a confronto” Fontana torna ad esporre presso OREDARIA Arti Contemporanee dopo sette anni da “Estremi urbani”, la sua ultima personale in questi spazi. Dopo numerose mostre in Italia ed all’estero, ricordiamo l’importante personale “La luz del paisaje” all’IVAM di Valencia nel 2011, il fotografo presenta in questa nuova mostra diversi scatti inediti. In mostra si affiancano liberamente paesaggi naturali e urbani, fotografie a confronto che ripercorrono la sua intera carriera dall’inizio degli anni ’60.

Franco Fontana è nato nel 1933 a Modena dove vive e lavora.
Dal 1964 ad oggi, oltre alle mostre in gallerie private, ha esposto in numerose personali e collettive allestite presso spazi espositivi pubblici come il Palazzo dei Diamanti, Ferrara (1970); São Paulo Museum of Art, Brasile (1976); 36° Biennale di Venezia, Venezia (1978); Pushkin Museum of Fine Arts. Mosca (1983); Museum Ludwig, Colonia (1984); Foundation Vasarely a Aix-en-Provence, Francia (1987); Palazzo Ducale, Mantova (1995); Palazzo Magnani, Reggio Emilia (2002); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2003); GAM, Torino (2005); Carrousel du Louvre, Parigi (2007); Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia (2010); IVAM, Valencia (2011); Scotland Center of Photography, Stills Gallery, Edimburgo (2012).
Le sue fotografie sono presenti in prestigiose collezioni pubbliche tra cui ricordiamo:
MOMA, New York
San Francisco Museum of Modern Art, San Francisco
São Paulo Museum of Art, Brasile
Kunsthaus Museum, Zurigo
National Gallery of Victoria, Melbourne
MAXXI, Roma
Stedelijk Museum Amsterdam, Amsterdam
The Museum of Fine Arts, Houston
Museum Ludwig, Colonia
Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi
Victoria and Albert Museum, Londra
Museum of Fine Arts Boston, Boston
IVAM, Valencia

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18 gennaio 2013

L'attualità di Pinocchio


A proposito di letteratura d’infanzia un classico nostrano che rientra tra le mie recenti letture d’evasione è Pinocchio. Il burattino, eroe scanzonato di Carlo Collodi, è sicuramente un personaggio indimenticabile e, a suo modo, amabile in tutte le situazioni in cui riesce a cavarsi, tra sedicenti amici, fannulloni e truffatori. Le vicende di Pinocchio si presentano come corollario di una vera e propria rinascita, quasi escatologica, del protagonista, ribelle per antonomasia, incline allo svago e al vagabondaggio smodato. Pinocchio ha infatti modo di incontrare i migliori e più collaudati esperti in fatto di truffe e menzogne – basti pensare al Gatto e alla Volpe o al compagno di scuola Lucignolo che, a loro modo, hanno fatto scuola.
Il capolavoro si anima e colora di figure della più vivida e fervida immaginazione: Mangiafuoco, per esempio, che ha sotto la sua egida uno stuolo di burattini; mentre luoghi magici e simbolici diventano l’ambientazione più affascinante per far da sfondo alla storia di Pinocchio: il Campo dei Miracoli, il Paese dei Balocchi, la casa della fata dai capelli turchini, infine il ventre minaccioso di un pescecane. Tra i compagni di viaggio ci sono anche animali fiabeschi parlanti, alcuni saggi abbastanza da ammonire l’incorreggibile burattino in modo tale da farlo ravvedere dal proseguire su brutte strade e dal frequentare pessime compagnie.
Questo classico racconto si propone come una fantasmagoria della possibile redenzione del bugiardo patentato. Nell’alternarsi di disavventure e sbagli grossolani affidandosi a tipi tutt’altro che seri, Pinocchio riesce a ritrovare una dimensione che alla fine concilia l’amicizia, l’amore filiale e il desiderio di rinascere sotto altre e più autentiche vesti, smentendo quanti non avrebbero scommesso un euro, anzi, uno zecchino d’oro su di lui.  

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