18 gennaio 2013

L'attualità di Pinocchio


A proposito di letteratura d’infanzia un classico nostrano che rientra tra le mie recenti letture d’evasione è Pinocchio. Il burattino, eroe scanzonato di Carlo Collodi, è sicuramente un personaggio indimenticabile e, a suo modo, amabile in tutte le situazioni in cui riesce a cavarsi, tra sedicenti amici, fannulloni e truffatori. Le vicende di Pinocchio si presentano come corollario di una vera e propria rinascita, quasi escatologica, del protagonista, ribelle per antonomasia, incline allo svago e al vagabondaggio smodato. Pinocchio ha infatti modo di incontrare i migliori e più collaudati esperti in fatto di truffe e menzogne – basti pensare al Gatto e alla Volpe o al compagno di scuola Lucignolo che, a loro modo, hanno fatto scuola.
Il capolavoro si anima e colora di figure della più vivida e fervida immaginazione: Mangiafuoco, per esempio, che ha sotto la sua egida uno stuolo di burattini; mentre luoghi magici e simbolici diventano l’ambientazione più affascinante per far da sfondo alla storia di Pinocchio: il Campo dei Miracoli, il Paese dei Balocchi, la casa della fata dai capelli turchini, infine il ventre minaccioso di un pescecane. Tra i compagni di viaggio ci sono anche animali fiabeschi parlanti, alcuni saggi abbastanza da ammonire l’incorreggibile burattino in modo tale da farlo ravvedere dal proseguire su brutte strade e dal frequentare pessime compagnie.
Questo classico racconto si propone come una fantasmagoria della possibile redenzione del bugiardo patentato. Nell’alternarsi di disavventure e sbagli grossolani affidandosi a tipi tutt’altro che seri, Pinocchio riesce a ritrovare una dimensione che alla fine concilia l’amicizia, l’amore filiale e il desiderio di rinascere sotto altre e più autentiche vesti, smentendo quanti non avrebbero scommesso un euro, anzi, uno zecchino d’oro su di lui.  

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