28 febbraio 2013

Riflessioni sul museo contemporaneo

Giovedì 28 febbraio nella sede del Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’università La Sapienza si presentano due volumi dedicati all’analisi di questioni ed aspetti relativi al museo contemporaneo. Ne discutono: Pippo Ciorra, Maria Vittoria Marini Clarelli, Anna Mattirolo e Franco Purini. Coordina Giuseppe Di Giacomo. Saranno presenti gli autori.

Il Museo oggi, Studi di estetica a cura di Giuseppe Di Giacomo e Antonio Valentini

In un mondo di fatto dominato da una tendenza all’omologazione e alla reificazione, il museo si configura come uno dei luoghi privilegiati per la ri-comprensione di questioni culturalmente e politicamente cruciali: dal tema del “vedere” (strettamente legato a quello dell’ “immagine”) al problema del rapporto arte-spazio e arte-tempo, fino a quello – oggi decisivo – relativo alla connessione tra arte e mercato. Da questo punto di vista, ciò che sembra emergere è lo statuto irriducibilmente paradossale del museo contemporaneo: il suo presentarsi, da un lato, come un luogo che rischia di confermare la logica livellante e simulacrale promossa dal sistema economico-mediatico e, dall’altro lato, come lo spazio esemplare di una produzione di senso sempre rinnovata. A essere in gioco, allora, è la possibilità di assegnare al museo una funzione autenticamente critica e, per ciò stesso, “utopica”: una possibilità, questa, strettamente connessa alla capacità che lo stesso museo deve avere di tenere insieme visibile e invisibile, eternità e tempo, innovazione e tradizione.
Contributi di: Giuseppe Di Giacomo, Francesco Antinucci, Simonetta Lux, Stefano Velotti, Antonio Valentini, Claudia Cieri Via, Carla Subrizi, Elena Tavani, Giuseppe Di Liberti, Annamaria Contini, Gualtiero Savelli, Dario Evola, Antonella Greco, Giuseppe Pucci, Luca Vargiu, Rita Messori, Elisa Coletta.

Museo In Azione. Idee, riflessioni, proposte di Maria Giuseppina Di Monte

Il libro raccoglie una decina di saggi che focalizzano l’attenzione sulle dinamiche che investono i musei di oggi, affrontando i temi cruciali inerenti al funzionamento di queste grandi macchine culturali. La didattica, la comunicazione, la percezione e fruizione da parte del pubblico costituiscono  oggetto di riflessione. In un’epoca in cui l’immagine domina sovrana il museo si configura come luogo privilegiato per l’interpretazione dei fenomeni collegati alla visione e al rapporto spazio-opera-visitatore. Queste componenti costituiscono altrettanti punti di vista per un’analisi che tocca molteplici aspetti relativi alla comprensione delle opere d’arte nel contesto museale. Oggettivando i problemi, proprio a  partire dagli elementi costitutivi della relazione opera-osservatore, il testo ricostruisce le procedure che condizionano la ricezione degli oggetti presentati nel museo. Un luogo in cui si intrecciano competenze ed esigenze diverse: architettoniche, artistiche, comunicative e pedagogiche che insieme articolano un discorso stratificato e complesso che va decodificato ed esaminato per valutarne l’efficacia e orientarne le future strategie.

7 febbraio 2013

Una protagonista sognatrice ad oltranza


Anna Shirley di Green Gables, meglio nota come Anna dai capelli rossi, è il personaggio uscito dalla penna di Lucy Maud Montgomery nel 1908. Fa da sfondo la natura rigogliosa di Avonlea, sempre partecipe, nelle sue sfumature stagionali, delle vicende e avventure dell’orfana adottata da Marilla e Matthew Cuthbert. La protagonista di questo romanzo per l'infanzia è dotata di una spiccata inclinazione a immaginare e sognare: anche nella praticità delle mansioni domestiche da svolgere infatti, Anna riesce a cadere vittima del suo vagare per mondi fantastici e lontani, così pronta ad assentarsi dal mondo reale e prosaico per addentrarsi in universi inventati e sconosciuti, arricchiti di brillanti invenzioni e nomignoli creati per l’occasione – Il viale degli innamorati, il bosco stregato e via di seguito. L’opera si anima di episodi memorabili in cui il carattere impulsivo e fantasioso di Anna emerge da un lato ammiccando a un esasperato romanticismo che agli adulti risulta tantomeno ridicolo e divertente così manifesto in una bambina, dall’altro la crescita del personaggio avviene di pari passo a prove che testano di volta in volta la vanità, l’amor proprio e il coraggio della piccola Anna. Come spiegare altrimenti il cedimento a una tintura per i capelli e il desiderio di avere vestiti alla moda come tutte le altre amiche del piccolo villaggio canadese? Nonostante la penalità delle sue origini, Montgomery ha fatto del suo personaggio un’eroina da leggere senza cedere a lacrimevoli compianti, per impietosirci o riguardi di tipo caritatevole: Anna Shirley sarà alla fine in grado di dare una svolta cruciale alle infinite prove che la vita le presenta dinanzi.

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