19 marzo 2013

La famiglia Brueghel. Una dinastia di pittori


Brueghel 
Meraviglie dell'arte fiamminga
Chiostro del Bramante


La mostra che si tiene nel chiostro del Bramante fino al 2 giugno, è dedicata all'arte fiamminga e alle sue meraviglie di luce e temi che da sempre la contraddistinguono. Ne è principale testimone la famiglia Brueghel, un'autentica dinastia di pittori che faceva capo a Pieter Brueghel e incluse la sua discendenza, racchiudendo un periodo di circa 150 anni di storia dell'arte, tra XVI e XVII secolo. Le opere esposte raccontano l'avvicendarsi di personaggi mitologici, molte scene di vita contadina quotidiana, nature morte o rappresentazioni spettacolari di vedute e paesaggi nordici tipici del tempo.
La produzione di questa famiglia comincia con Pieter Brueghel il Vecchio, riconosciuto da molti critici come geniale interprete del periodo storico che vede nei Paesi Bassi l’affermarsi della Riforma protestante e delle teorie calviniste, della cui vita si sa ben poco. Mentre in Italia il Rinascimento pone al centro l’uomo, Brueghel sposta l’attenzione sul primato della natura e sulla fragilità dell’esistenza umana, così spesso pronta a mutarsi in dramma. Furono d’ispirazione per Brueghel lo stile e le opere di Hieronymus Bosch, grande artista che rappresentò mondi brulicanti di figure deformi e grottesche, contaminate dal vizio e dal peccato.
I temi paterni delle scene di genere ritornano nelle rappresentazioni di Pieter il Giovane, mentre l’altro figlio, Jan il Vecchio si conquistò il soprannome “dei velluti” per le sue raffinate rappresentazioni di fiori disposti in vasi o ghirlande e altre nature morte, la cui bellezza è visivamente palpabile. Lo stile di quest’ultimo sarà ripreso dal figlio, Jan il Giovane, nelle Allegorie della guerra, della pace, dell’acqua, dell’amore, dell’olfatto e dell’udito. I fiori però, diventano sempre più un simbolo caduceo della vanità umana.
Vari matrimoni nella cerchia dei Brueghel permisero la continuità e la pratica pittorica tra i discendenti: Jan van Kassel il Vecchio, figlio di una sorella di Jan il Giovane, dipingeva raffinate riproduzioni di conchiglie, insetti e farfalle su superfici come il marmo o il rame. Questo genere di dipinti ebbe molta fortuna, nel momento in cui si diffondeva la Wunder Kammer o stanza delle Meraviglie: notabili e aristocratici mostrarono infatti una predilezione per la collezione di curiosità, oggetti singolari, animali e strani soggetti esotici da custodire in apposite stanze ed esibire ai propri ospiti. 

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