19 aprile 2013

Acquarelli d'interno al Museo Praz



ACQUERELLI D’INTERNO
(Museo Mario Praz,  19 aprile – 29 settembre 2013)


“Questo, e non altro, è, nella sua ragione più profonda, la casa: una proiezione dell'io; e l'arredamento non è che una forma indiretta di culto dell'io. Il tipo di contemplativo che è l'amatore della casa bella si definirebbe propriamente: un narcisista. In qualche misura questo narcisismo è comune a tutti gli uomini, ché ben pochi son coloro che limitano la casa al rigorosamente utilitario, e non cercano d'adornarla...”. Così scriveva Mario Praz, in una nota pagina de La Filosofia dell'arredamento (ultima edizione: Milano, Longanesi 2009), illustrata anche con opere ad acquerello tratte dalla sua collezione.
Dal 19 aprile al 29 settembre sarà esposta al museo Mario Praz una nuova selezione di una ventina di acquerelli di interno facenti parte di quella collezione di opere grafiche dell’anglista che, per ragioni conservative, vengono mostrate al pubblico solo per periodi limitati e a rotazione.
Oggetto di una mostra alla Bibliothèque Marmottan a Parigi – Scènes d’intérieur (2002-2003) – gli acquerelli d’interno della collezione Praz ci introducono negli ambienti arredati, tra l’inizio e la seconda metà del XIX secolo, di tutta Europa, lasciandoci intuire il gusto e, come sosteneva l’anglista, il modo di vivere, di presenze misteriose accomunate da un condiviso piacere per spazi che potessero rivelare, come uno specchio, le loro personalità.

5 aprile 2013

Primavera al CIAC

Alessandro Sarra, Senza Titolo, 2013, olio su tela, 180x140 cm




Sabato 20 aprile 2013, ore 11.30

Alessandro Sarra
L’inedito di Mozart e altri appunti per la rivoluzione

Aldo Innocenzi - Stalker/On
La Questione Sociale

Spazio Sete Sóis Sete Luas
Konstantinos Ignatiadis
Ephemeride

La Colata Room
Adelaide Cioni, Bacchelli 5


Sabato 20 aprile alle ore 11.30 inaugura la personale dell’artista Alessandro Sarra (Roma 1966), curata da Claudio Libero Pisano. Proseguendo una collaudata consuetudine il CIAC torna a parlare di pittura e lo fa affidando i suoi spazi all’artista romano, con una personale che racconta la sua ricerca più recente. Il percorso espositivo non segue una lettura antologica, piuttosto mostra un progetto in atto, attraverso un nucleo di dipinti realizzati nell’ultimo anno. Sarra investe sullo spazio in modo totale e ogni ambiente del Castello Colonna è a disposizione della sua ricerca: per l’artista la pittura non è mai un singolo sforzo poetico, va piuttosto pensata nel complesso di un corpo di opere che nel loro insieme realizzano un tempo, il tempo della pittura, dove Sarra racconta lo spazio della luce e della leggerezza, in una narrazione mai accondiscendente in cui la freschezza del tratto è sostenuta da un progetto corposo. Questi lavori rappresentano un’opera unica che, sotto forma di appunti, compone una partitura altera ed elegante; la musica e le sue note accompagnano non causalmente il percorso espositivo: nel corso dell’inaugurazione, infatti, pittura e suono si incontreranno nell’esecuzione  del maestro Luigi Esposito.
Nel suo lavoro Sarra sostituisce alla ricognizione spasmodica dell’originalità del “genio” la risata beffarda dell’artista che sa; sa che la ricerca dell’inedito è soltanto nella testa dei mediocri e dei superficiali e che invece la forza della ricerca più vera è nel saper riconoscere mille mondi dentro un’opera che nei dettagli si fa arte.

Nell’estate del 2012 nasce il progetto del Museo Relazionale, nato dalla collaborazione del CIAC con Aldo Innocenzi del collettivo artistico Stalker/On. Dopo le prime esperienze di laboratori partecipativi tra luglio e dicembre, viene presentato il primo progetto espositivo: si tratta di una mostra work in progress, La Questione Sociale.  Obiettivo del Museo Relazionale è quello di proporre una mostra coinvolgendo gli attori principali della nostra società e raccontare attraverso attività di ricerca come funziona oggi il nostro sistema sociale. Far incontrare quelle attività (scuola, servizi sociali, associazionismo, urbanistica, sindacati, immigrazione), per avviare una collaborazione aperta, radicata sul territorio e costruita dal basso che possa elaborare una risposta a quella domanda fondamentale: in che modo può essere costruita la nostra società? E soprattutto, oggi, come meglio può essere finanziato il nostro sistema sociale? Come può essere pensato per tutelare i bisogni dei cittadini?
La mostra sarà organizzata sul modello del work in progress, in modo che il materiale prodotto da ogni attività di ricerca (audio, video, foto, documenti), sarà poi interpretato dall’artista di riferimento. Al momento hanno aderito al progetto: Lorenzo Romito (CO.CO.ME.RO. Confederazione delle Comunità Metropolitane Romane), Francesco Careri (Laboratorio Arti Civiche), Elena Antonelli (Servizi Sociali), Massimiliano Fiorucci (Immigrazione), Amalia Lavinia Rizzo (Scuola), U.S.B. (Unione Sindacale di Base) e l’artista Matteo Fraterno.
Sabato 20 aprile verranno presentate tre mappe di Aldo Innocenzi, una ricognizione topografica della povertà.

Con la mostra fotografica dell’artista greco Konstantinos Ignatiadis, il Comune di Genazzano apre uno spazio stabile nel Castello Colonna, dove verranno ospitati artisti del Mediterraneo e del mondo lusofono della rete di Paesi aderenti al progetto del Festival e dei Centrum “Sete Sóis Sete Luas”, alla quale Genazzano partecipa dal 2010 ospitando prestigiosi musicisti rappresentativi delle diverse culture musicali dei dodici Paesi della rete SSSL.
La mostra Ephemeride presenta una serie di scatti fotografici dell’artista realizzati a partire dal 1993 e dedicati al tema del ritratto. Ignatiadis dal 1986 al 1992 è stato il fotografo ufficiale del Centro Georges Pompidou M.N.A.M. a Parigi, dal ‘93 al ‘96 il fotografo del Museo Louvre di Parigi. Sue foto sono presenti in importanti collezioni pubbliche di diversi Paesi.

Adelaide Cioni (Catania, 1976), è l’artista chiamata a lavorare in questa occasione nella Colata Room, uno spazio aperto nel cortile del castello anticamente usato per colare la cenere del bucato. In questi anni il piccolo vano, distrutto da un incendio negli anni ’70 e mai restaurato, è stato destinato alle installazioni di artisti emergenti.
Bacchelli 5 è un lavoro sulla memoria dell’abitare, su un’idea di casa intesa come teatro degli oggetti dove si vive in uno stato di credulità a mezza strada fra gioco e magia. L’installazione – composta di disegni, proiezioni analogiche, elementi naturali e tridimensionali – si riferisce a una casa vera dove l’artista ha abitato per buona parte della sua vita; quando l’ha lasciata ha disegnato e registrato un dettaglio per ogni ambiente così da ricostruire in futuro una mappa affettiva.

 Artisti
Alessandro Sarra, Aldo Innocenzi - Stalker/On, Konstantinos Ignatiadis, Adelaide Cioni

A cura di
Claudio Libero Pisano

La mostra del fotografo greco Konstantinos Ignatiadis è prodotta dall’Associazione Culturale Sete Sóis Sete Luas

Periodo
20 aprile – 23 giugno

Orari
sabato – domenica
10.00 – 13.00
16.00 – 19.00

Ingresso gratuito