26 maggio 2013

La seconda vita degli oggetti nell'arte di De Groot


RAPHAËLLE DE GROOT
La réserve
22 maggio - 12 luglio 2013
inaugurazione mercoledì 22 maggio 2013 dalle 18.00 alle 20.00

L’artista quebecchese – in concomitanza alla sua partecipazione nella 55 Biennale di Venezia con un’inedita performance curata da Louise Déry, direttrice della Galleria de l’UQAM a Montréal – presenta una nuova serie di lavori, dopo la precedente personale Il volto interiore (2007).
Recentemente l’artista è stata selezionata per la prestigiosa BiennaleOnLine 2013 da un team di curatori internazionali tra cui Daniel Birnbaum, Nancy Spector, Jan Hoet, Hans Ulrich Obrist, Iara Boubnova, Lorenzo Benedetti, Vincenzo De Bellis e Joseé Drouin-Brisebois. Premiata inoltre nel 2012 col prestigioso premio artistico Sobey, il suo lavoro è incentrato intorno al concetto di archiviazione ed è legato a vari contesti di ricerca che si sviluppano nel corso di incontri con persone e comunità, spesso chiamate a partecipare attivamente.
Le opere di de Groot prendono la forma di azioni, oggetti, immagini e documentazione. Un aspetto centrale nella sua ricerca sono le performance che esplorano le modalità in cui l’arte viene creata e percepita attraverso la messa in scena di alcune costrizioni – come ad esempio la cecità, abiti limitanti o la soppressione della faccia – che creano una condizione di espropriazione e perdita: perdita di riferimenti, perdita di controllo e dell’immagine di sé.
Dal 2009, Raphaëlle de Groot lavora sul progetto Le poids des objets (Il peso degli oggetti) che ruota intorno ad una collezione di circa 1780 oggetti che ha raccolto in un certo numero di comunità in Canada e altrove (Stati Uniti, Messico, Italia). Durante mostre, viaggi e residenze l'artista offre alle persone che lo desiderano la possibilità di donare oggetti ormai obsoleti, inutili, conservati in fondo a un armadio. De Groot offre quindi una seconda vita a queste tracce quotidiane dando loro un posto nelle sue opere. Questi oggetti comuni, vittime del disinteresse e del rifiuto, paradossalmente contengono in sé l’attaccamento e le emozioni dei loro proprietari. Diventando custode di questi oggetti, l’artista narra la loro storia e ne garantisce la conservazione materiale e il loro divenire simbolici. Infatti, al di là della loro funzione fisica originale, questi oggetti raggiungono una forte dimensione simbolica perché tornano ad una seconda vita e vengono riassegnati. Gli oggetti divengono gradualmente dei compagni, in qualche modo si umanizzano e farli sfuggire all’inerzia è un punto focale della ricerca dell’artista.
La réserve, che dà il titolo alla mostra, è il nuovo video dell’artista presentato per la prima volta al pubblico.
In questo lavoro sono collegati diversi spazi che evocano luoghi dimenticati: un deposito museale, un magazzino, un tetto. L'artista raffigura il movimento di un personaggio che indossa un mantello reversibile con diverse tasche; il mantello rappresenta una forma di abitazione transitoria per una collezione di oggetti che il personaggio trasporta da un luogo ad un altro.
La mostra si avvale del contributo della Délégation du Québec à Rome/Delegazione del Québec a Roma.

Raphaëlle de Groot è nata nel 1974 a Montréal (Canada), dove vive e lavora. Ha collaborato con importanti realtà come il Centre d’histoire de Montréal, la Cittadellarte-Fondazione Pistoletto (Biella, Italia), la Leeds City Art Gallery (Inghilterra), il Centre d’art contemporain Le Quartier (Quimper, Francia), la Southern Alberta Art Gallery (Lethbridge). Vincitrice del Sobey Art Award nel 2012, presenterà alla 55. Biennale di Venezia una performance inedita a cura di Louse Déry. È una delle artiste selezionate per la Biennale Online 2013. È rappresentata in Canada dalla Galleria dell’UQAM, e in Italia dalla Z2O Galleria | Sara Zanin a Roma.

Z2O Galleria l Sara Zanin
Z2O Galleria l Sara Zanin via della Vetrina 21, 00186 Roma T. +39 06 70452261
www.z2ogalleria.it info@z2ogalleria.it

25 maggio 2013

Bambini artisti in erba


 L a b o r a r s
 Laboratorio Immagine ed Arte
Via Cupra, 34/ b - 00157 Roma

Gabriella Ferri
Centro Culturale
Largo Bertramelli - Angolo via Galantara - V Municipio
Mostra di fine anno e performance degli allievi di “GiocArteBambini”
dal  26 al 31 maggio 2013
Inaugurazione Domenica 26 Maggio ore 17,00

La mostra finale di GiocArteBambini viene ospitata quest’anno nelle sale del nuovo Centro Culturale Gabriella Ferri al Tiburtino. In mostra, gli elaborati più significativi, prodotti dai Laboratori ideati dall’artista Sabrina Carletti, specializzata in didattica generale e museale.
Il percorso espositivo documenta l’attività svolta da settembre a maggio ed è suddiviso in diverse sezioni tematiche: “Incontri con l’Arte Contemporanea - La linea e gli artisti” ; “Superfici”;  “Da Il gioco di Alfa e Beta -  Carta in Libro”;  “Riciclarte - Oggetti in 3D e non solo”; i lavori di gruppo come “Segni in Musica”; l’Installazione “Percorso Odoroso”, realizzato con le carte fatte a mano; il “Mosaico dei marmi colorati” - formelle di cartone a decorazione geometrica, dipinte ed eseguite dai bambini dopo aver visitato la Basilica di San Lorenzo Fuori le Mura; e ancora, durante l’inaugurazione, i giovani artisti dipingeranno dal vivo dando vita alla performance “Segni in Musica”.
L’intento è quello di coinvolgere il pubblico e far conoscere le nostre attività, oggi arricchite nell’offerta anche grazie a nuove collaborazioni come quella con la storica dell’arte Laura Turco Liveri, che presenterà Laboratori per bambini e adulti dedicati, in forma giocosa, al Teatro, alla Critica e alla Storia dell’Arte e rivolti, come sempre, a tutti i “bambini … da 0 a 99 anni”.
A richiesta Mercoledì 29, gli operatori Laborars saranno a disposizione per un laboratorio gratuito.

INFO:3495574972, mail. Laborars@libero.it
    www.sabrinacarletti.com (sezione didattica in aggiornamento)

L’Associazione Culturale Laborars  è attiva dal 2003, promuove iniziative dedicate all’Arte Contemporanea e percorsi inerenti l’Educazione all’Immagine.  Nasce come studio d’artista e spazio per la diffusione della didattica ispirata liberamente al metodo “Giocare con l’Arte” di Bruno Munari. Da tempo collabora con le scuole e altre Associazioni come Libra, Laboratorio E.L e si avvale della collaborazione di  docenti di diverse discipline artistiche e artisti attivi nella pittura, nelle arti applicate e nel settore della grafica d'arte.

20 maggio 2013

In water, I understand


Bruna Esposito, Perle Rare (dettagli), 2004/2013, stampe digitali, carta, alluminio, legno, ottone, dimensione versatile, courtesy l’artista (foto: Agostino Osio)

In water, I understand


Collateral event at the 55th International Art Exhibition
 la Biennale di Venezia

Venice,  Ateneo Veneto and Procuratie Vecchie
29th May – 29th September 2013

from a project by
Lea Mattarella and Claudio Libero Pisano

curator
Claudio Libero Pisano

Artists exhibition
Gregorio Botta, Simone Cametti, Paolo Canevari, Davide D’Elia, Alberto Di Fabio, Bruna Esposito, Andrea Galvani, Laurel Holloman, Regina José Galindo, Donatella Landi, Marina Paris, Simone Pellegrini, Gioacchino Pontrelli, Annie Ratti, Barbara Salvucci, Donatella Spaziani, Francesco Vaccaro

In collaboration with CIAC, the Hart Foundation is presenting Nell’Acqua Capisco (‘In water, I understand’), an exhibition project offered at the prestigious venues of the Ateneo Veneto and the Procuratie by Sansovino in Saint Mark’s Square, Venice, from 29th May to 29th September. The central feature of the exhibition is the liquid element, understood as the vehicle conveying relations, communication, feelings and aspirations that run through it to obtain a response or mood. Water is the suspended zone, the bridge towards landscapes of the mind in which to seek answers. History, mythology and art itself have depicted water in its most arcane meaning. In water, one loses oneself in the attempt to seek answers. But water has also been depicted as a place in which to suspend everything, in which every thought and aspiration finds a response. At times, messages of horror and violence too can emerge from water.

The works on show in the exhibition all have this element as their common denominator; in its unmistakable sounds are expressed the need for contact and communication in humankind. States of awkwardness are concealed in its sounds. And by contrast, one immerses oneself in water to recover all that there is out of it. Water is described as an element of sharing, an interpreter of inclusive messages and a circular element, one of breath and death. All the works presented create an at times joyful, often painful but always reflexive dialogue.

The selection of the 17 artists invited was governed by the criterion of finding the right balance between artists with an internationally recognised curriculum and young artists who, despite being at the start of their careers, already offer a mature poetic. The aim of the project is also to measure the evocative and project capacity of different generations focusing on a single curatorial idea. The synergy between the Hart Foundation and the Museo CIAC has made it possible to realise this exhibition in the best possible context, as part of the Collateral Events of the 55th International Art Exhibition.

The exhibition is divided into two major venues, themselves examples of major historical and artistic value: the Ateneo Veneto in Campo San Fantin and the Procuratie in Saint Mark’s Square. They provide the perfect combination for the art they present and the prestige of two locations symbolic of the city.

Period
29th May – 29th September

Opening times
10.30 am – 6.30 pm  closed Monday

Entry free

Inauguration
Wednesday 29th May 2013
Ateneo Veneto 4.30 pm
Procuratie Vecchie 6.30 pm

Catalogue
Orlando edizioni
Design Studio Mjölk

Venues
Venice
Ateneo Veneto, Campo San Fantin 
Procuratie Vecchie, Piazza S. Marco

www.ciacmuseum.com  
www.the-art-foundation.org

Laurel Hollman. Swell

Laurel Holloman, Swell, 2013, olio su tela, 305 x 205 cm (foto: Emanuelle Bazille)

Biennale di Venezia. Nell'acqua capisco




Evento collaterale alla 55.  Esposizione Internazionale d’Arte

la Biennale di Venezia

Venezia,  Ateneo Veneto e Procuratie Vecchie

29 maggio – 29 settembre 2013


Nell’acqua capisco

da un progetto di Lea Mattarella e Claudio Libero Pisano
a cura di Claudio Libero Pisano


Gregorio Botta, Simone Cametti, Paolo Canevari, Davide D’Elia, Alberto Di Fabio, Bruna Esposito, Andrea Galvani, Laurel Holloman, Regina José Galindo, Donatella Landi, Marina Paris, Simone Pellegrini, Gioacchino Pontrelli, Annie Ratti, Barbara Salvucci, Donatella Spaziani, Francesco Vaccaro


The Hart Foundation in collaborazione con CIAC presenta a Venezia dal 29 maggio al 29 settembre nelle prestigiose sedi dell’Ateneo Veneto e delle Procuratie del Sansovino in Piazza San Marco nell’Acqua Capisco,  un progetto espositivo che ha come protagonista assoluto l’elemento liquido, inteso come veicolo di relazioni, comunicazioni, sentimenti e aspirazioni che passano attraverso di esso per ottenere un riscontro o uno stato d’animo. L’acqua è la zona sospesa, il ponte verso paesaggi della mente dove trovare risposte. La storia, la mitologia e l’arte stessa hanno rappresentato l’acqua nella sua accezione più arcana. Nell’acqua ci si perde nel tentativo di cercare risposte. Ma l’acqua è anche stata rappresentata come luogo dove sospendere tutto, dove ogni pensiero e aspirazione trovano risposta. A volte dall’acqua arrivano anche messaggi di orrore e di violenza.

Le opere esposte in mostra hanno tutte in questo elemento il loro tratto comune, nei suoi inconfondibili suoni sono espresse le necessità di relazione e comunicazione dell’uomo. Nel suo fragore c’è il tentativo di nascondere stati di disagio. Nell’acqua, per contrasto, ci si immerge per recuperare tutto ciò che è fuori da essa. L’acqua è raccontata come elemento di condivisione, come interprete di messaggi inclusivi è un elemento circolare, di respiro e di morte. Tutte le opere presentate creano un dialogo, a volte gioioso, spesso doloroso, ma sempre comunque riflessivo.

La scelta dei 17 artisti invitati ha seguito il criterio di trovare un giusto equilibrio tra artisti affermati dal curriculum internazionalmente riconosciuto e giovani artisti che nonostante siano all’inizio del loro percorso, hanno già una poetica matura. L’obiettivo del progetto è anche quello di misurare la capacità evocativa e progettuale di generazioni diverse, raccolte intorno a un’idea curatoriale. La sinergia tra Hart Foundation e il museo CIAC ha consentito la realizzazione di questa iniziativa nel migliore dei contesti auspicabili, nell’ambito degli Eventi Collaterali della 55. Esposizione Internazionale d’Arte.

La mostra divisa in due importanti sedi espositive, di per sé portatrici di importanti valori storici e artistici come l’Ateneo Veneto in Campo San Fantin e le Procuratie in Piazza San Marco, coniuga al meglio la ricerca artistica al prestigio di due luoghi simbolo della città.


Venezia, 14 maggio 2013

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