26 settembre 2013

Prorogata fino al 3 novembre alle Procuratie Vecchie

Nell’acqua capisco

Evento collaterale alla 55.  Esposizione Internazionale d’Arte
la Biennale di Venezia

La mostra sarà prorogata a domenica 3 novembre nella sede delle Procuratie del Sansovino in Piazza San Marco, mentre la sede dell’Ateneo Veneto chiuderà come previsto il 29 settembre.
Orario 10.30 – 18.30. Chiuso il lunedì. Ingresso libero.

Nell’acqua capisco, a cura di Claudio Libero Pisano da un progetto elaborato con Lea Mattarella, è una mostra realizzata da The Hart Foundation in collaborazione con il CIAC di Gennazzano che ha come protagonista assoluto l’elemento liquido, inteso come veicolo di relazioni, comunicazioni, sentimenti e aspirazioni che passano attraverso di esso per ottenere un riscontro o uno stato d’animo.

La scelta dei 17 artisti invitati ha seguito il criterio di trovare un giusto equilibrio tra artisti affermati dal curriculum internazionalmente riconosciuto e giovani artisti che nonostante siano all’inizio del loro percorso, hanno già una poetica matura. Nell’acqua capisco presenta opere di: Gregorio Botta, Simone Cametti, Paolo Canevari, Davide D’Elia, Alberto Di Fabio, Bruna Esposito, Andrea Galvani, Laurel Holloman, Regina José Galindo, Donatella Landi, Marina Paris, Simone Pellegrini, Gioacchino Pontrelli, Annie Ratti, Barbara Salvucci, Donatella Spaziani, Francesco Vaccaro.

16 settembre 2013

Orte. Chiesa di Sant'Antonio

Un sabato del villaggio presso il lago di Bolsena

Cattedrale di Santa Margherita


Fare una gita nel fine settimana a Montefiascone è come vivere l'atmosfera di un sabato del villaggio di leopardiana memoria. Soprattutto se la località è di ridotte dimensioni, tale da renderla percorribile in poco tempo e passeggiando per le sue vie sotto un cielo sereno di una giornata dal clima mite, caratteristico del mese di settembre.
Adagiata in alto, su colline, Montefiascone si associa ai suoi vini tipici, quasi la sua toponomastica l’abbia voluta destinata a distinguersi per questo già dal suo passato medievale quando convinse il cavaliere Dufuc, membro di una spedizione imperiale, della presenza di vini pregiati imperdibili segnalati dal suo fedele servitore Martino con la scritta latina Est, vale a dire c’è, presso le locande visitate al loro passaggio.
Spicca nel paesaggio, tra le attrattive, la cupola della Cattedrale di Santa Margherita, progettata da Carlo Fontana, che la mia guida suggerisce sia seconda per grandezza solo a quella di San Pietro.
La Rocca dei Papi invece è una fortezza che ha visto l’intervento per ammodernamenti da parte di Giuliano da Sangallo il Vecchio.
L'aspetto più caratteristico di questo minuscolo borgo è comunque la presenza di belvedere che danno direttamente su splendidi panorami del lago di Bolsena, di origine vulcanica. È qui possibile incontrare persone che conversano amabilmente e salutano con cortesi accenni, dimentiche e lontane dai ritmi frenetici, immerse in una dimensione in cui tutto sembra essere sospeso per riprendere solo in un secondo tempo.

12 settembre 2013

Iginio De Luca. Lavami

Iginio De Luca, Poiezione laser della scritta "Lavami" sulla cupola di San Pietro, Roma, venerdì 5 novembre 2010, ore 22.00

CIAC: Eugenio Giliberti, Iginio De Luca, Fabio Giorgi Alberti

Eugenio Giliberti, Stanza della potatura, 2013



Sabato 28 settembre, ore 11.00


EUGENIO GILIBERTI

Ho le mani impegnate sto pensando

a cura di Claudio Libero Pisano


IGINIO DE LUCA

Azioni

a cura di Laura Mocci


La Colata Room

FABIO GIORGI ALBERTI

A Here in another Now


Oltre venti anni di opere di Eugenio Giliberti (Napoli, 1954), costituiscono una imponente personale allestita negli spazi del CIAC nel Castello Colonna di Genazzano: luogo che, che con i suoi numerosi vani divisi su tre livelli, attraversa mille anni di storia e vanta una frequentazione ormai più che trentennale con l’arte contemporanea.
In quest’ottica l’opera di Giliberti risulta del tutto pertinente, vivendo quest’occasione come un modo per costruire un suo percorso all’interno delle sale, tessendo attentamente i fili tra opera-artista-luogo. Giliberti fa propria questa consuetudine anche nella pratica quotidiana: il suo è un lavoro fortemente intriso di una scienza dei materiali che mutua dai suoi ambienti di vita e lavoro: i legni levigati e trattati con cui realizza, a partire dal 1987, i Moduli, unità che è libero di ricombinare ogni volta adattandole a contesti differenti. Oppure gli alberi della sua terra, le Selve del Balzo, una masseria immersa nella campagna avellinese per l’artista fonte di un confronto quotidiano: il diametro degli arbusti, i meli dei poderi, di cui ha fermato il ricordo del loro mutare in veri e propri ritratti. Una traccia del passaggio di Giacomo Leopardi nella strada della sua casa di Napoli è lo spunto per un viaggio di erudizione e ricerca, poi tradotto in un prodotto artistico.
Ancora prova della comunione di Giliberti con le terre da lui battute sono i modellini in scala dei luoghi che hanno ospitato le sue opere nel corso degli anni; realizzati in plastilina o in cera pigmentata e presentati in questa occasione come un’unica installazione.

L’opera dell’artista diviene così il frutto di una speculazione in atto del luogo che attraversa, facendolo in questo modo proprio. Così i modelli di palazzi e fortezze non sono souvenir di spazi visitati, ma sintesi concise di un lavoro svolto in uno spazio preciso con i suoi irripetibili stimoli.

Iginio De Luca (Formia, 1966), con “Azioni”, a cura di Laura Mocci, presenta per la prima volta al pubblico i video dei suoi blitz urbani corredati da 12 scatti di grande formato.
Si tratta di interventi in spazi pubblici attraverso cui l’artista tira le somme dello scenario politico e sociale degli anni zero, con uno sguardo lucido e ironico. Roma è spesso al centro della sua attenzione, come città ancora gravata dal peso della sua storia: l’occhio dell’artista registra così immagini, spunti e cronache dal quotidiano, poi tradotte nelle azioni che ambienta nei salotti buoni di oggi, e cioè spazi aperti, palazzi istituzionali e pubbliche piazze.
Per far questo si serve del video, della sua velocità di azione e dell’effetto di spettacolarità che segue. Ma nel suo lavoro è presente anche la traccia delle antiche pasquinate, manifestazioni popolari e anonime del diniego verso il potere. Iginio De Luca mutua da quest’ultime il sarcasmo che sempre le ha contraddistinte, traducendo la parola scritta in immagini che durano il tempo di pochi secondi, ma non per questo sono meno incisive.

Fabio Giorgi Alberti (Leiden, 1980), è l’artista chiamato questa volta al confronto con la Colata Room, un piccolo ambiente affacciato sul cortile del Castello che un incendio ha reso refrattario verso qualsiasi tentativo di restauro. Con “A Here in another Now” parte dalla mappatura dello spazio, che realizza attraverso scatti in scala 1:1 dell’ambiente per poi ricostruire e strutturare lo stesso spazio con l’uso delle medesime foto. Un ambiente riconvertito in altro, in una nuova entità abitabile ma a partire dalle sue stesse caratteristiche.

Fino al 6 ottobre nella sala Martino V inferiore sarà possibile visitare la mostra "Sensazioni dal Nord" con quaranta opere, dipinti e grafiche di artisti diversamente abili della Scuola Kaarisilta, in Finlandia.

Nel corso dell’inaugurazione sarà presentato il catalogo della mostra di Eugenio Giliberti, edito da Orlando Edizioni, con testi di Claudio Libero Pisano, Bruno Corà e Angela Tecce.

Periodo

28 settembre – 1 dicembre

Ingresso gratuito

Opening

sabato 28 settembre 2013, ore 11.00


CIAC – Centro Internazionale per l’Arte Contemporanea, Castello Colonna

P.za San Nicola, 4

00030 Genazzano, Roma

9 settembre 2013

Claudia Peill, Kaisu Koivisto. Intersections



Rome, Museo Hendrik Christian Andersen
September 19th 2013 – January 19th 2014
KAISU KOIVISTO/CLAUDIA PEILL
INTERSEZIONI/INTERSECTIONS
Curated by Matilde Amaturo and Maria Giuseppina Di Monte

Opening Wednesday September 18th, 6.30 pm

Intersections is a dialogue in two parts: the fifteen year-long “conversation” between Claudia Peill and Kaisu Koivisto, and the two contemporary artists’ dialogue with Hendrik Christian Andersen.

On this occasion the collaboration between Claudia Peill and Kaisu Koivisto is rooted in and inspired by the encounter with the physical location in which Andersen created his work, the grandeur of his sculptural vision and his plans for a World Centre of Communication.

In Claudia Peill’s work the space evoked by materials, images and bodies undergoes a form of transposition, and all its linguistic ambivalence converges in the combination of photography and painting, a combination that she uses to investigate individual identity, its dualism and the secret self.

Her juxtapositions always generate a form of duality/duplicity: the subjects immortalized in her photographs are translated into pictorial fragments that reverberate through an expanse of lingering memory.

Vestiges of a powerful past and fragments of natural or artificial architectures, details of a gesture, of an action, snatches of life: scenarios that are the result of translating a recognizable situation into something unknown, mysterious and shifting; and also the encounter between past, present and near future.

The intention is not that of focusing on dreamlike worlds, nor of playing visual or perceptual games with optical illusions, nor of treating the poetry of the fragment as a form of nostalgia – as a reference to the remembered past. Her aim is, rather, to create a synergic force capable of drawing in and involving time and space, the material and the immaterial.

Kaisu Koivisto explores the interplay of nature, culture and modern technologies, and investigates the ways in which man perceives and attempts to exploit natural phenomena.

Using recycled waste materials, she creates installations representing animal-like creatures, and in doing so she asks herself: how should we regard animals? What is nature?

Koivisto’s works are aesthetically ambivalent, simultaneously attractive and repulsive, the synthetic and the organic interacting. The rudimentary recycled materials she uses, like steel and leather, allude to the ordinary objects of our everyday lives and to the waste produced by a society of excess.

The worn, torn surfaces of her installations find their counterparts in her photographs of the abandoned ruins of old cold-war nuclear missile bases in Eastern Europe. The metaphysical landscape of empty buildings and moldering military equipment creates a feeling of suspense. The forces of nature are gradually devouring the artificial structures. Koivisto takes inspiration from the way in which the environment changes. Present, past and future are continually shifting.

Intersections is a form of “open-ended dialogue” in which installations, videos, photographs and paintings develop into micro narratives and – caught in the flow of the tales told by each of the Museum’s rooms – occasionally interact with Hendrik Andersen’s own works.

In defining the exhibition project, Claudia Peill and Kaisu Koivisto have influenced one another, interweaving and combining works and ideas, stepping beyond their own limits and crossing their own boundaries.

Despite the fact that their works emerge from very different experiences, both artists underline the ambiguity of their images in terms of both production and perception, offering a multitude of possible interpretations. Their work questions the value and significance of utopia – a form of megalomania, or the great illusory dreams so cherished by Hendrik – subverting and dissecting history and the human soul in equal measure.

Sponsored by the Embassy of Finland, the exhibition has been made possible thanks to the support of the Istitutum Romanum Finlandiae and the Associazione Culturale Anna Marra Contemporanea, Rome.

Museo Andersen. Intersezioni

Roma, Museo Hendrik Christian Andersen
19 settembre 2013 – 19 gennaio 2014

KAISU KOIVISTO/CLAUDIA PEILL
INTERSEZIONI/INTERSECTIONS
A cura di Matilde Amaturo e Maria Giuseppina Di Monte

Inaugurazione mercoledi 18 settembre ore 18.30

Intersezioni è un doppio dialogo: il dialogo tra Claudia Peill e Kaisu Koivisto, che abbraccia 15 anni, e il dialogo tra le due artiste contemporanee e Hendrik Christian Andersen. Questa volta la  collaborazione di Claudia Peill e Kaisu Koivisto ha le sue radici nell'incontro con il luogo creativo di Andersen, nella grandiosità del suo progetto scultoreo e nella pianificazione di un Centro Mondiale di Comunicazione.

Nelle opere di Claudia Peill lo spazio, rievocato da materiali o da immagini e corpi, è sottoposto ad un processo di traslazione e l’ambivalenza linguistica converge nell’unione tra fotografia e pittura con cui intende indagare l’identità e la specularità dell’individuo e la segreta coscienza di sé.
Dalle sovrapposizioni emerge sempre una duplicità e soggetti immortalati con la fotografia sono restituiti pittoricamente come frammenti che riecheggiano in uno spazio di sospesa memoria.
Memorie di un passato potente così come frammenti di architetture naturali o artificiali o anche particolari di un gesto o di un'azione, momenti di vita, sono scenari frutto di una trasposizione da una situazione connotabile ad un'altra sconosciuta, misteriosa e mutabile; nonché incontro tra il passato, il presente ed il futuro prossimo.
L'obiettivo non è quello di porre l’attenzione su mondi onirici, né di giocare sull’illusione della visione e della percezione ottica, o riferirsi alla poetica del frammento come nostalgia e memoria del passato. L'intento è piuttosto quello di produrre una forza sinergica che coinvolga tempo e spazio, materiale e immateriale.

Kaisu Koivisto esplora il modo in cui la natura, la cultura e le moderne tecnologie si intrecciano tra loro e si interroga sulle modalità in cui l'uomo tenta di trarne profitto e indaga i fenomeni naturali. Koivisto crea installazioni raffiguranti creature animali riciclando materiali di scarto e si chiede: come possiamo guardare gli animali? Che cosa è la natura?
Nelle sue opere Koivisto descrive un'estetica ambivalente nella simultaneità di attrazione e repulsione così come nella reciprocità tra il sintetico e l'organico. La rudimentalità dei materiali di recupero come l'acciaio e la pelle rimanda all'utilizzo di oggetti ordinari e quotidiani e ai materiali di scarto di una società di eccessi.

Le superfici usurate e strappate delle sue installazioni trovano i loro corrispettivi nelle fotografie delle rovine abbandonate di vecchie basi di missili nucleari della Guerra Fredda nell'Europa Orientale. Il paesaggio metafisico di edifici vuoti e dispositivi militari fatiscenti produce un senso di suspense. Le forze della natura lentamente divorano le strutture artificiali. Koivisto trae ispirazione dal modo in cui l'ambiente cambia. Presente, passato e futuro sono in costante movimento.

Intersezioni è un Dialogo Aperto costituito da installazioni, video proiezioni, fotografie e pittura, che si sviluppano in micro narrazioni e, seguendo il flusso delle storie evocate dalle sale del Museo, si intersecano a volte con le opere dello stesso Hendrik.
Nel processo di definire il loro progetto, le riflessioni e il lavoro di Claudia Peill e Kaisu Koivisto, attraversando a volte i propri confini si intrecciano e si influenzano reciprocamente. Nonostante le opere emergano da esperienze diverse, le artiste sottolineano entrambe il principio dell’ambiguità della definizione e visualizzazione delle immagini, che offre una molteplicità di interpretazioni. Il loro lavoro si interroga sul valore e significato di utopia, magalomania o grandi illusioni, vagheggiati da Hendrik, andando a scardinare tanto la storia come l'intimo umano.

La mostra sotto il patrocinio dell'Ambasciata Finlandese è stata realizzata grazie al sostegno dell'Istitutum Romanum Finlandiae e dell'Associazione Culturale Anna Marra Contemporanea, Roma.

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Castello Aragonese

Castello Aragonese. Le Castella