28 ottobre 2013

PLUM CAKE ALLO YOGURT



Ecco di seguito un’altra recente ricetta dal sapore light, a base di yogurt, sfornata per una soffice colazione o una gustosa merenda.

INGREDIENTI
400 g di yogurt magro
400 g di farina
3 uova
80 g di burro
80 g di zucchero
100 ml di latte
1 bustina di lievito per dolci

Amalgamare il composto e infornare nel forno preriscaldato a 200° per 30 minuti.

26 ottobre 2013

Margherita Serra. Secret Bodies



MARGHERITA SERRA  SECRET BODIES
La Sculptors Guil Gallery di New York ospita la mostra personale della scultrice “MargheritaSerra Corpi segreti”. Il tema del corsetto trova espressione in una serie di originali reinterpretazioni scultoree, frutto di un’attenta e profonda curiosità verso un oggetto appartenente alla tradizione e al tempo stesso sempre attuale, in cui convivono splendidamente passato e presente.Inserti, solchi e zigrinature caratterizzano le sculture della Serra. Lo studio approfondito delle decorazioni e delle forme dimostra come la formazione e il lavoro di architetto abbiano impresso nell’artista, una tendenza all’ordine e alla simmetria.

LOCATION
Sculptors Guild Gallery - New York
111 Front Street, #256 DUMBO, Brooklyn, NY 11201 USA

SHOW DATES
november 2 - december 13, 2013

TITOLO ESPOSIZIONE
Margherita Serra Secret Bodies

INAUGURAZIONE
Sabato, Novembre 2, 2013 6 - 9 pm

ORARI
mercoledì, venerdì e sabato 3 - 6 pm - martedì e giovedì 11 - 5 pm

ENGLISH VERSION
           
MARGHERITA SERRA  SECRET BODIES
The Sculptors Guild Gallery in New York is hosting sculptress Margherita Serra’s personal exhibition, “Secret Bodies”.
The theme of the corset and its expression through a series of original plastic reinterpretations, the outcome of a careful and intense curiosity towards an object emerging from tradition, but still timeless, in which past and present are admirably interwoven.
Inserts, seams and knurls are a distinctive feature in Serra’s sculptures. The thorough investigation of decorations and shapes demonstrates how the professional background as an architect has impressed on the artist’s penchant for order and symmetry.

LOCATION
Sculptors Guild Gallery - New York
111 Front Street, #256 DUMBO, Brooklyn, NY 11201 USA

SHOW DATES
november 2 - december 13, 2013

TITLE
Margherita Serra Secret Bodies

OPENING DAY
Saturday, November 2, 2013 6 - 9 pm

TIME
wednesday, friday and saturday 3 - 6 pm - tuesdays and thursdays 11 - 5 pm
         

25 ottobre 2013

Gemme dell'impressionismo all'Ara Pacis



Gemme dell’Impressionismo
Dipinti della National Gallery of Art di Washington

Museo dell’Ara Pacis
23 Ottobre 2013-23 Febbraio 2014

A cura di Mary Morton

Si tiene all’Ara Pacis una mostra che espone 68 preziosi capolavori di quello che è stato il movimento impressionista, custoditi presso la National Gallery of Art di Washington, museo nato nel 1937 in seguito all’importante lascito di Andrew W. Mellon e dei suoi eredi, Ailsa e Paul, con l’aggiunta di posteriori donazioni da parte di altri mecenati.
I dipinti esemplificano l’innovazione nella pennellata e nella composizione del colore operata dai rappresentanti del movimento impressionista. Sono i loro, gli anni in cui Parigi diventa capitale europea delle arti. I Grand Travaux diretti da Haussmann trasformano la città, aprono boulevards, avenues e promenades arricchite da vetrine e cafè, mentre i Salons ospitano esposizioni d’arte sotto le direttive accademiche. Non dimentichiamo l’importanza degli studi coevi sulla scomposizione della luce di Chevreul e le nuove invenzioni come il tubo metallico per i colori ad olio, il cavalletto portatile, l’introduzione di nuovi pigmenti come il blu di Prussia, il blu cobalto, il verde veronese, l’uso diffuso del pastello e delle carte giapponesi e l’importante nascita della fotografia nel 1839. Degas in particolare adoperò la fotografia per studiare posizioni e atteggiamenti nei ritratti, Monet invece fece costruire una camera oscura nella sua casa di Giverny.
La mostra si articola in cinque sezioni: La pittura en plein air, Ritratti e autoritratti, Donne amiche modelle, La natura morta, Vuillard e Bonard: l’eredità dell’impressionismo.
Viene ripercorsa la nascita dell’impressionismo a partire dalla mostra del 15 giugno 1874 nello studio del fotografo Nadar, progettata da Renoir: Société anonyme des Artistes, Peintres, Sculpteurs, Graveurs. L’appellativo impressionista fu dato dal critico Leroy commentando un’opera di Monet “Impression. Soleil levant” e paragonandola a una carta da parati. Il termine veniva anche adoperato per gli schizzi e le note coloristiche preparatorie per la pittura. Assunse poi altri significati quando scienziati e filosofi positivisti si dedicarono allo studio della percezione del colore. Altri epiteti degli impressionisti furono: gli indipendenti o gli intransigenti. Il loro luogo di ritrovo divenne il café Nouvelle Athenes a Montmartre e uno dei loro maggiori sostenitori fu il mercante d’arte Paul Durand-Ruel che ne firmò il successo americano nonostante la tiepida accoglienza di pubblico e critica in Europa.
Dopo la guerra franco-prussiana e la Comune di Parigi (1870-71) vi fu un periodo felice per gli impressionisti che seguirono Monet ad Argenteuil facendone un centro di ritrovo creativo. Monet vi dipinse 170 paesaggi. A casa sua si ritrovarono Renoir, Manet e Sisley. Venivano affrontati temi analoghi: la vita quotidiana sulla riva della Senna, la mutevolezza della natura. La pittura en plein air, di cui un precursore fu l’artista Pierre-Henri de Valenciennes con il suo trattato “Elementi di prospettiva pratica” (1800), trovava fondamento nello studio e nella resa degli effetti di luce. Si diffuse l’uso di vere e proprie cassette di colori “da campagna” con annessi parasoli, ombrellini e sedie.
Il ritratto e l’autoritratto furono influenzati dalle tecniche fotografiche e dal nuovo ruolo dell’artista nella società, come pure dal gusto dei nuovi committenti borghesi. Degas si dedicò molto a questo genere cercando di cogliere in particolare il carattere del personaggio, memore dell’insegnamento rinascimentale italiano. C’è in mostra un autoritratto di Degas, uno di Gaugin e un ritratto di Monet ad opera di Renoir.
La sezione Donne, amiche, modelle propone dipinti femminili dell’epoca, i soggetti sono donne vere e credibili calate nel mondo reale e immerse nei rituali della loro quotidianità: mentre si preparano per un ricevimento, passeggiano in riva al mare o si incontrano in sale da ballo o cafè. Colleghe, pittrici, come pure amiche, consorti, lavandaie, prostitute, sartine e modelle oppure ballerine, venivano raffigurate in azioni abituali o senza veli come la celebre Olympia di Manet o le sensuali figure di Renoir. Non dimentichiamo singoli momenti come il risveglio, la toilette, la preparazione allo specchio e alle sbarre delle ballerine di Degas.
Ricordata tra i grandi artisti del movimento vi è una pittrice come Berthe Morisot, che dimostrò molto presto inclinazioni artistiche insieme alla sorella Edma. Unita da profonda amicizia a Manet, ne sposò il fratello. Fu indirizzata da Corot a lavorare ad una pittura “sul motivo”, a contatto con la natura. Nel salotto di casa sua si incontravano artisti, poeti e musicisti. Manet la ritrasse ne Il balcone.
La natura morta invece presenta quello che è stato il terreno di sperimentazione di Cézanne, un campo di studio relativo alla percezione del reale e alla sua rappresentazione che aprirà la strada all’esperienza cubista. Ecco natura morte con brocche di latte e frutta di Cézanne o quelle con uva e garofano di Fantin-Latour, oppure la Natura morta con ostriche di Monet.
L’eredità del movimento impressionista verrà raccolta da Bonnard e Vuillard e dai cosiddetti Nabis (in ebraico “Profeti”), i quali prediligeranno una pittura decorativa ricca di arabeschi, rifacendosi all’arte giapponese, ai mosaici bizantini, alla pittura egiziana e alle vetrate medievali, fedeli a una versione mistica nella loro composizione.
Gli impressionisti furono apprezzati anche da poeti come Valery e Baudelaire. Quest’ultimo dedicò diversi scritti a Boudin, precursore del movimento e maestro di Monet. Baudelaire fu colpito dalla mutevolezza delle sue nuovole. Boudin fu anche il primo a dare legittimità pittorica a soggetti di vita mondana e balneare. Così scriveva a proposito: “non è il particolare che deve colpire l’osservatore, ma l’insieme del quadro”.
Il movimento impressionista parigino ha avuto un importante e notevole successo a posteriori, diventando un riconosciuto e ricco momento della storia dell’arte ad opera di maestri indiscussi della scomposizione della luce. 

23 ottobre 2013

Un concerto di musica classica atipico






L’Accademia Filarmonica Romana presenta

PAGAGNINI

dal 22 al 27 ottobre

In scena un quartetto d’archi. I musicisti vestiti in frac, eleganti e raffinati. Cominciano a suonare, seri e composti. Sembra l’inizio di un normale concerto di musica da camera. Ma l’armonia degli strumenti s’intoppa: i violinisti sobbalzano a tempo, il violoncellista impugna le nacchere… Prende vita così una divertente e travolgente caricatura dei riti e dei cliché della grande “classica”. Un sorprendente e sfrontato “dis-concerto” per un pubblico di tutte le età.

Per le repliche del 22, 23 e 24 ottobre

Ridotti al 30% in tutti i settori

Poltronissima € 24 (ANZICHE’ 33 €)

Poltrona e I balconata € 20 (ANZICHE’28)

Fino ad esaurimento posti disponibili

E per le pomeridiane di SABATO 26 e di DOMENICA 27 OTTOBRE SPECIALE “BAMBINI SI CAMBIA MUSICA” TUTTI I BAMBINI (4 – 14 anni) 10 € e … per gli adulti accompagnatori 14 € (50% di sconto)

Promozione valida fino ad esaurimento posti disponibili

INFO E PRENOTAZIONI

Ufficio Promozione 06 32 01 752– promozione@filarmonicaromana.org

21 ottobre 2013

Il francobollo in mostra

IX Salone Internazionale del francobollo
Palazzo dei Congressi, Roma

Non sono una collezionista di francobolli né tantomeno un’esperta, ma ho apprezzato e visitato con interesse la mostra di filatelia che si tiene a Roma a Palazzo dei Congressi fino al 18 novembre.
La mostra vuole essere una illustrazione della composizione dei francobolli: ho scoperto che un francobollo si distingue nei dentelli che circondano la vignetta o immagine, riporta l’anno, il valore facciale e lo stato di emissione, nonché l’autore o disegnatore (i bozzettisti sono gli artisti che lavorano presso il centro filatelico e concorrono alla realizzazione dei francobolli). Non esiste un'unica dimensione e forma, anche se quella più usata per il francobollo italiano è il rettangolo.
I francobolli si distinguono per famiglie, serie e collezioni. I francobolli ordinari riprendono temi e motivi di interesse comune, come il lavoro, il folclore, lo sport italiano, le regioni, le tradizioni e i costumi, la donna nell’arte tanto per fare degli esempi. Quelli commemorativi invece ricordano un personaggio illustre che si è particolarmente distinto in un campo, un'emissione recente ha riguardato il grande compositore Giuseppe Verdi. I francobolli celebrativi festeggiano giornate ed eventi epocali come l'istituzione dell’Unione Europea o la tutela dell’ambiente.
Quanto alla loro fabbricazione, i francobolli non si stampano uno per uno, ma uniti, su bobine di carta e poi tagliati in fogli.
Come in pittura, anche in filatelia esistono la coppia, il dittico, il trittico che prendono nome dalla diversa disposizione.
In pochi sapranno che i francobolli affrancati e usati sono stati annullati dal timbro postale e vengono per questo denominati annulli postali. Alcuni, su speciali cartoline, sono rari e particolarmente pregiati per i collezionisti. L’annullo riporta scritte e numeri che si riferiscono al luogo e alla data di spedizione.
In mostra la infinita varietà filatelica propone un viaggio nel nostro patrimonio artistico, naturalistico e paesaggistico, così come nella storia del nostro Paese: si spazia da immagine su uomo e universo, per approdare tra frecce tricolori e velivoli, attraverso il racconto delle stagioni alla scoperta di nuove terre da parte di famosi e importanti navigatori. Molto documentata la sezione dedicata a un evento come l'universiade, una manifestazione sportiva ispirata ai giochi olimpici che coinvolge studenti universitari di tutto il mondo, senza trascurare naturalmente eventi sportivi come i giochi del Mediterraneo e quelli olimpici.
Nell’era della posta elettronica l'emissione di francobolli rappresenta il protrarsi di una testimonianza dal valore sociale e storico della nostra identità, come pure un micro-racconto immaginario di tradizioni, usi e costumi nazionali.

Plum cake con cuore di mela





PLUM CAKE CON CUORE DI MELA
In questi giorni per la consueta spesa autunnale ho fatto il pieno di verdura e frutta, acquistando in particolare le immancabili mele di cui sono un’appassionata consumatrice e che hanno inondato la cucina con un inconfondibile e gradevole profumo. È mia abitudine inaugurare ogni stagione con un dolce, frutto di miei esperimenti fantasiosi ai fornelli. Ecco gli ingredienti e il risultato di questo nuovo autunno: un plum cake dalle pareti soffici, ammorbidito con burro e latte e arricchito nel centro con una mela renetta e una spruzzata di vaniglia e cannella per una colazione mattutina dall’aroma pieno di gusto.

INGREDIENTI
300 gr di farina
50 gr di zucchero di canna
3 uova intere
80 gr di burro
½ bicchiere di latte
Essenza di vaniglia
Cannella
1 mela golden tagliata a strisce sottili
1 bustina di lievito per dolci

Tempo di cottura: 30 minuti circa nel forno preriscaldato a 200°.

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Plum cake zenzero e cannella

La libertà di coppia



Anni felici racconta le vicende familiari di Guido e Serena, e con loro, sullo sfondo, dei due figli Dario e Paolo. La storia rievoca quella personale del regista, Daniele Luchetti, e ne è un omaggio tardivo o una parziale eco autobiografica.
Sono gli anni Settanta quelli del referendum sul divorzio e delle prime istanze femministe nel nostro Paese, come pure gli “anni di piombo”, della rivendicazione della libertà dei costumi e delle tendenze conservatrici piccolo-borghesi.
Guido è un artista concettuale e d'avanguardia divenuto tale più per cavalcare l’onda prevalente che per autentica vocazione. Tiene lezioni sull’arte, memore degli insegnamenti di Manzoni, e tenta la difficile strada dell'affermazione nei centri culturali di Roma e Milano attraverso la creazione di sculture e performance nelle gallerie che dettano le direzioni maggiori nel mercato dell'arte del suo tempo. La sua produzione, caratterizzata da riproduzioni di busti di modelle, implica spesso nella loro realizzazione un coinvolgimento più che emotivo, fisico e, come diretta conseguenza, il sussistere di rapporti extraconiugali che la moglie Serena stenta a sospettare. Il film, infatti, propone come motivo conduttore e predominante la licenza dell'amore libero entro la coppia di Guido e Serena, riservata soprattutto alla figura del marito. In particolare si solleva un dilemma su quella che appare come una inevitabile necessità nella vita dell'artista, per antonomasia libero da schemi familiari classici e stereotipati. La coppia però entrerà in crisi quando la moglie Serena manifesta a sua volta la scelta di sperimentare novità in tema sessuale e di coppia. Le scelte di Serena e Guido sono letteralmente filmate dal figlio regista in erba che insieme al fratello vive di riflesso in un contesto familiare atipico in anni che la voce narrante definisce comunque scanditi da episodi e momenti felici.

16 ottobre 2013

L'arte sul rapporto tra uomo e natura

AB ORIGINE

opening venerdì 27 settembre 2013 ore 18.00 - 21.00
27 settembre - 16 novembre 2013


Z2O Galleria | Sara Zanin inaugura la nuova stagione espositiva con Ab Origine, mostra collettiva che presenta le opere di Amy Cheung, Alessia De Montis, Tamara Repetto, Elisa Strinna e Anna Tuori.


La locuzione latina ab origine - letteralmente «dall'origine» - diventa chiave di lettura metaforica per analizzare le ricerche delle artiste in mostra, tra loro diverse ma tutte caratterizzate da un forte potere evocativo e una grande capacità immaginifica. Sono percorsi 'a ritroso' che cercano di indagare in maniera percettiva, mentale e culturale il rapporto tra dimensione umana e naturale, rintracciandone possibili continuità, sovrapposizioni, discrasie.

12 ottobre 2013

Museo e giovani adulti



CONVEGNO INTERNAZIONALE
Il ruolo del museo nella formazione dei giovani adulti: atteggiamenti, motivazioni, emozioni e processi di apprendimento.

Galleria nazionale d’arte moderna, Roma

Due giorni dedicati a un convegno internazionale hanno proposto i risultati di ricerche e approfondimenti inerenti al ruolo del museo nella formazione di giovani adulti, per analizzare gli atteggiamenti, i processi di apprendimento e le emozioni suscitate dall'incontro con l'arte. Un convegno promosso dal Dipartimento di Scienze della Formazione e dal laboratorio di Psicologia sperimentale dell’Università Roma Tre in partnership con la Galleria nazionale d’arte moderna. Il convegno ha avuto come obiettivo l’approfondimento del ruolo del museo quale spazio formativo. In particolare, con lo sforzo unanime di diversi studiosi, si intende svolgere uno studio a livello internazionale basato su una considerazione empirica dell’interazione individuo-museo e della funzione educativo-formativa del medesimo.

Maria Mercede Ligozzi ha presentato le ricerche sul pubblico e le attività svolte dall’Osservatorio sui visitatori della GNAM, istituito nel 2005 sulla base di orientamenti internazionali e basato su un monitoraggio continuo. La fruizione del museo si collega al concetto di ricezione e partecipazione. Alcune ricerche e indagini sul rapporto tra pubblico e arte sono state esposte e i relativi risultati hanno evidenziato che il pubblico ha un alto livello di istruzione, prevalentemente femminile con formazione umanistico-letteraria e artistica. Si registra anche un livello elevato di emozioni positive da un raffronto con le opere di Canova e Burri. Infine il pubblico manifesta un alto gradimento per la continuità delle opere tra XIX e XX secolo. La relatrice sottolinea come siano emersi in questi lavori significati altri del museo come centro vitale e luogo di conoscenza. Come sosteneva Lukacs “L’esperienza estetica permette un’esperienza altra rispetto alla vita ordinaria”.
Altre ricerche sono state condotte presso il pubblico del Caffè delle Arti. La connotazione è di sicuro diversa da quella dei caffè della seconda metà del Novecento, tuttavia il caffè rimane un polo di attrazione.
Un’altra indagine ha riguardato i percorsi, in particolare l’ala della seconda metà dell’Ottocento dove è stato evidenziato come i visitatori abbiano rivelato scarsa attrazione, percorrendo la sala secondo la classica passeggiata museale e sostandovi relativamente poco (tempo di percorrenza 14 minuti circa).
L'ultima ricerca su teenager e museo ha segnalato la disponibilità tra teenagers (70%) a visitare un museo nel caso di eventi come concerti, aperitivi, in orario notturno. 

L’intervento di Lorenzo Cantatore è stato un doveroso omaggio a Palma Bucarelli, il cui ruolo come sovrintendente della GNAM è inevitabilmente congiunto alla modernizzazione del museo in Italia e alla storia della didattica museale. Prima donna a dirigere un museo in Italia, Palma Bucarelli aveva intuito la necessità del contatto diretto con gli artisti e il pubblico. Sono gli anni (1945-’46) in cui si diffondono le nuove idee del pragmatismo americano di cui la Bucarelli fu un entusiasta sostenitrice. Altrettanto importane per l’apertura del museo sul piano didattico la contemporaneità delle idee di Venturi sulla necessità di chiarire e far conoscere attraverso il museo e diffondere l’arte astratta tra il grande pubblico. Di Venturi Bucarelli ha sempre ricordato il deciso impegno d’azione e il concetto di museo come scuola. Si afferma allora il modello del museo come centro di incontro e scambio culturale, punto di riferimento per tutti i cittadini.
Della Bucarelli si ricorda l’affabilità e il saper mantenere i giusti contatti con i politici che contano. Ottenne ingenti somme di finanziamento che le permisero di organizzare mostre e investire in un modello museale attivo anche in attività di ricerca e divulgazione. La cultura per la Bucarelli è educazione e bisogna fare del museo un produttore di cultura.

Martina De Luca ha esposto una relazione su giovani e museo. La ricerca è partita da un problema relativo a scuola e museo. In che modo una visita guidata favorisce la fruizione e l’apprendimento dei giovani visitatori?
La prima fase è stata un’analisi alla domanda e alla raccolta dei dati sull’uso del museo da parte delle scuole, somministrando questionari anche ai docenti sull’uso del museo come risorsa educativa. I risultati hanno riportato alti indici di frequentazione della GNAM da parte di scuole fuori città con studenti appartenenti soprattutto alle superiori. In genere le visite vengono condotte dall’insegnante con interesse maggiore nella collezione permanente. Il museo è molto utilizzato dai docenti (almeno una volta l’anno), per approfondire gli argomenti tramite visite guidate. Un altro questionario è stato somministrato agli studenti prima dopo e a distanza di 15 giorni dalla visita. La scuola è spesso il primo o l’unico mezzo con cui un ragazzo si avvicina a un museo. Allo stesso tempo c’è una certa diffidenza verso l’arte contemporanea. Gli aspetti critici relativi a una visita sono: l’episodicità e l’inappropriata preparazione del docente.
Ne scaturisce la necessità di creare modelli innovativi, ripensare il rapporto scuola- museo cercando di dare spazio ad attività in partenariato, affinché i docenti delle singole discipline possano trovare rimandi e suggestioni utili alla singola disciplina. Questo comporta anche un coinvolgimento degli studenti nella vita del museo.

I ricercatori ungheresi che hanno presentato le corrispettive ricerche presso gli studenti universitari ungheresi hanno sottolineato il ruolo della percezione del museo e dell'impatto emotivo. Se si va al museo si comincia ad apprendere gradualmente. Dai dati risulta che non vi sono differenze in conoscenza ed emozioni tra arte antica e moderna. Le ricerche sono state condotte evitando la classificazione classica di museofilo e museofobico. In base ai risultati c’è da riflettere su una nuova direzione per l’arte che permette di avvicinarsi ad essa pur non essendo degli esperti. Una questione di marketing dell’arte e di istruzione. C’è infine la sfida digitale: come rendere l’arte social?

Il lavoro presentato da Stefano Mastandrea è il frutto di un progetto di ricerca finanziato dall'Università Roma Tre sul ruolo del museo tra un pubblico giovane coinvolgendo ricercatori di diversi paesi per approfondirne gli aspetti pedagogici e psicologici. È stato confermato che il museo non è un luogo attraente per questa fascia di pubblico (18-27 anni). Tra le motivazioni che spingono a visitare un museo c’è il piacere e l’arricchimento culturale. Svolge un ruolo importante la dimensione estetico-emozionale: il godimento. Invece tra le motivazioni per non visitare un museo ci sono la mancanza di tempo, di opportunità, di compagnia o interesse.
Cambiano le reazioni nel tipo di museo che si visita. Prevale una costellazione emotiva più variegata nei musei di arte moderna (benessere, divertimento, malinconia), rispetto a quelli di arte antica.
In conclusione l'educazioni artistica non è predittiva di un comportamento futuro, invece tra le modalità di visita che si conserva a lungo periodo c’è quella con i genitori la quale si perpetua come modello.
Appare evidente che il piacere rivesta un ruolo centrale nella fruizione museale da parte di giovani visitatori e nuovi campi di applicazione e stimoli vadano ricercati e testati in questo territorio.

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