21 ottobre 2013

La libertà di coppia



Anni felici racconta le vicende familiari di Guido e Serena, e con loro, sullo sfondo, dei due figli Dario e Paolo. La storia rievoca quella personale del regista, Daniele Luchetti, e ne è un omaggio tardivo o una parziale eco autobiografica.
Sono gli anni Settanta quelli del referendum sul divorzio e delle prime istanze femministe nel nostro Paese, come pure gli “anni di piombo”, della rivendicazione della libertà dei costumi e delle tendenze conservatrici piccolo-borghesi.
Guido è un artista concettuale e d'avanguardia divenuto tale più per cavalcare l’onda prevalente che per autentica vocazione. Tiene lezioni sull’arte, memore degli insegnamenti di Manzoni, e tenta la difficile strada dell'affermazione nei centri culturali di Roma e Milano attraverso la creazione di sculture e performance nelle gallerie che dettano le direzioni maggiori nel mercato dell'arte del suo tempo. La sua produzione, caratterizzata da riproduzioni di busti di modelle, implica spesso nella loro realizzazione un coinvolgimento più che emotivo, fisico e, come diretta conseguenza, il sussistere di rapporti extraconiugali che la moglie Serena stenta a sospettare. Il film, infatti, propone come motivo conduttore e predominante la licenza dell'amore libero entro la coppia di Guido e Serena, riservata soprattutto alla figura del marito. In particolare si solleva un dilemma su quella che appare come una inevitabile necessità nella vita dell'artista, per antonomasia libero da schemi familiari classici e stereotipati. La coppia però entrerà in crisi quando la moglie Serena manifesta a sua volta la scelta di sperimentare novità in tema sessuale e di coppia. Le scelte di Serena e Guido sono letteralmente filmate dal figlio regista in erba che insieme al fratello vive di riflesso in un contesto familiare atipico in anni che la voce narrante definisce comunque scanditi da episodi e momenti felici.

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