12 ottobre 2013

Museo e giovani adulti



CONVEGNO INTERNAZIONALE
Il ruolo del museo nella formazione dei giovani adulti: atteggiamenti, motivazioni, emozioni e processi di apprendimento.

Galleria nazionale d’arte moderna, Roma

Due giorni dedicati a un convegno internazionale hanno proposto i risultati di ricerche e approfondimenti inerenti al ruolo del museo nella formazione di giovani adulti, per analizzare gli atteggiamenti, i processi di apprendimento e le emozioni suscitate dall'incontro con l'arte. Un convegno promosso dal Dipartimento di Scienze della Formazione e dal laboratorio di Psicologia sperimentale dell’Università Roma Tre in partnership con la Galleria nazionale d’arte moderna. Il convegno ha avuto come obiettivo l’approfondimento del ruolo del museo quale spazio formativo. In particolare, con lo sforzo unanime di diversi studiosi, si intende svolgere uno studio a livello internazionale basato su una considerazione empirica dell’interazione individuo-museo e della funzione educativo-formativa del medesimo.

Maria Mercede Ligozzi ha presentato le ricerche sul pubblico e le attività svolte dall’Osservatorio sui visitatori della GNAM, istituito nel 2005 sulla base di orientamenti internazionali e basato su un monitoraggio continuo. La fruizione del museo si collega al concetto di ricezione e partecipazione. Alcune ricerche e indagini sul rapporto tra pubblico e arte sono state esposte e i relativi risultati hanno evidenziato che il pubblico ha un alto livello di istruzione, prevalentemente femminile con formazione umanistico-letteraria e artistica. Si registra anche un livello elevato di emozioni positive da un raffronto con le opere di Canova e Burri. Infine il pubblico manifesta un alto gradimento per la continuità delle opere tra XIX e XX secolo. La relatrice sottolinea come siano emersi in questi lavori significati altri del museo come centro vitale e luogo di conoscenza. Come sosteneva Lukacs “L’esperienza estetica permette un’esperienza altra rispetto alla vita ordinaria”.
Altre ricerche sono state condotte presso il pubblico del Caffè delle Arti. La connotazione è di sicuro diversa da quella dei caffè della seconda metà del Novecento, tuttavia il caffè rimane un polo di attrazione.
Un’altra indagine ha riguardato i percorsi, in particolare l’ala della seconda metà dell’Ottocento dove è stato evidenziato come i visitatori abbiano rivelato scarsa attrazione, percorrendo la sala secondo la classica passeggiata museale e sostandovi relativamente poco (tempo di percorrenza 14 minuti circa).
L'ultima ricerca su teenager e museo ha segnalato la disponibilità tra teenagers (70%) a visitare un museo nel caso di eventi come concerti, aperitivi, in orario notturno. 

L’intervento di Lorenzo Cantatore è stato un doveroso omaggio a Palma Bucarelli, il cui ruolo come sovrintendente della GNAM è inevitabilmente congiunto alla modernizzazione del museo in Italia e alla storia della didattica museale. Prima donna a dirigere un museo in Italia, Palma Bucarelli aveva intuito la necessità del contatto diretto con gli artisti e il pubblico. Sono gli anni (1945-’46) in cui si diffondono le nuove idee del pragmatismo americano di cui la Bucarelli fu un entusiasta sostenitrice. Altrettanto importane per l’apertura del museo sul piano didattico la contemporaneità delle idee di Venturi sulla necessità di chiarire e far conoscere attraverso il museo e diffondere l’arte astratta tra il grande pubblico. Di Venturi Bucarelli ha sempre ricordato il deciso impegno d’azione e il concetto di museo come scuola. Si afferma allora il modello del museo come centro di incontro e scambio culturale, punto di riferimento per tutti i cittadini.
Della Bucarelli si ricorda l’affabilità e il saper mantenere i giusti contatti con i politici che contano. Ottenne ingenti somme di finanziamento che le permisero di organizzare mostre e investire in un modello museale attivo anche in attività di ricerca e divulgazione. La cultura per la Bucarelli è educazione e bisogna fare del museo un produttore di cultura.

Martina De Luca ha esposto una relazione su giovani e museo. La ricerca è partita da un problema relativo a scuola e museo. In che modo una visita guidata favorisce la fruizione e l’apprendimento dei giovani visitatori?
La prima fase è stata un’analisi alla domanda e alla raccolta dei dati sull’uso del museo da parte delle scuole, somministrando questionari anche ai docenti sull’uso del museo come risorsa educativa. I risultati hanno riportato alti indici di frequentazione della GNAM da parte di scuole fuori città con studenti appartenenti soprattutto alle superiori. In genere le visite vengono condotte dall’insegnante con interesse maggiore nella collezione permanente. Il museo è molto utilizzato dai docenti (almeno una volta l’anno), per approfondire gli argomenti tramite visite guidate. Un altro questionario è stato somministrato agli studenti prima dopo e a distanza di 15 giorni dalla visita. La scuola è spesso il primo o l’unico mezzo con cui un ragazzo si avvicina a un museo. Allo stesso tempo c’è una certa diffidenza verso l’arte contemporanea. Gli aspetti critici relativi a una visita sono: l’episodicità e l’inappropriata preparazione del docente.
Ne scaturisce la necessità di creare modelli innovativi, ripensare il rapporto scuola- museo cercando di dare spazio ad attività in partenariato, affinché i docenti delle singole discipline possano trovare rimandi e suggestioni utili alla singola disciplina. Questo comporta anche un coinvolgimento degli studenti nella vita del museo.

I ricercatori ungheresi che hanno presentato le corrispettive ricerche presso gli studenti universitari ungheresi hanno sottolineato il ruolo della percezione del museo e dell'impatto emotivo. Se si va al museo si comincia ad apprendere gradualmente. Dai dati risulta che non vi sono differenze in conoscenza ed emozioni tra arte antica e moderna. Le ricerche sono state condotte evitando la classificazione classica di museofilo e museofobico. In base ai risultati c’è da riflettere su una nuova direzione per l’arte che permette di avvicinarsi ad essa pur non essendo degli esperti. Una questione di marketing dell’arte e di istruzione. C’è infine la sfida digitale: come rendere l’arte social?

Il lavoro presentato da Stefano Mastandrea è il frutto di un progetto di ricerca finanziato dall'Università Roma Tre sul ruolo del museo tra un pubblico giovane coinvolgendo ricercatori di diversi paesi per approfondirne gli aspetti pedagogici e psicologici. È stato confermato che il museo non è un luogo attraente per questa fascia di pubblico (18-27 anni). Tra le motivazioni che spingono a visitare un museo c’è il piacere e l’arricchimento culturale. Svolge un ruolo importante la dimensione estetico-emozionale: il godimento. Invece tra le motivazioni per non visitare un museo ci sono la mancanza di tempo, di opportunità, di compagnia o interesse.
Cambiano le reazioni nel tipo di museo che si visita. Prevale una costellazione emotiva più variegata nei musei di arte moderna (benessere, divertimento, malinconia), rispetto a quelli di arte antica.
In conclusione l'educazioni artistica non è predittiva di un comportamento futuro, invece tra le modalità di visita che si conserva a lungo periodo c’è quella con i genitori la quale si perpetua come modello.
Appare evidente che il piacere rivesta un ruolo centrale nella fruizione museale da parte di giovani visitatori e nuovi campi di applicazione e stimoli vadano ricercati e testati in questo territorio.

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