7 dicembre 2013

Notizie lievi#2

Antonello Bulgini, lafet 2010 tecnica mista su tavola 104x132


SABATO 14 DICEMBRE, ORE 11





ANTONELLO BULGINI

Notizie lievi#2



con interventi di:

Marco Bernardi, Luciano Perrotta, Chiara Mu, Enrico Bertelli, Federico Cavallini,

Somyot Hananuntasuk, Valio Tchenkov,



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Extra-moenia

Dario Agati, Liseidy Bueno, Camilla Carè, Jae Hee Cho, Matthew James Hill, Esther Jun, Kelly Lee, Ovidiu Leuce, Leila Mirzakhani, Tiziana Rinaldi, Manuela Violi, Katrina Yu, Zoe Zissovici



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La Colata Room

Chiara Mu

Vendetta





Inaugura sabato 14 dicembre la mostra Notizie Lievi#2, per la cura di Claudio Libero Pisano e Fabrizio Pizzuto, che propone una visione critica del lavoro di Antonello Bulgini (Taranto 1960 – Roma 2011).  Seconda e più ampia proposizione di Notizie Lievi, già esposta al Museo Canonica di Roma la scorsa stagione.

Pittura è la parola che aiuta nella sintesi e svela la sostanza: Bulgini si sente libero di interrogare il medium, analizzandolo in modi mai uguali. Un’analisi che diventa un viaggio a ritroso nelle immagini della storia dell'arte, fatto di spunti e mai di punti fermi. Talvolta una poesia in cui lasciar affiorare esperienze di vita; uno su tutti, quando mescola bisogno di genuinità e senso di responsabilità verso la pittura affidando il tocco finale di una tela (Iafet, 2010) al figlio Tiziano il quale accetta l’onere con il vigore del fresco istinto creativo di un bambino.

Affrontare le responsabilità con ironia rende Bulgini libero nei soggetti, nei mezzi e nelle tecniche. É la combinazione varia di questi elementi a guidare le sue operazioni diventado una sintassi: un percorso con una sua logica interna in cui fanno il loro ingresso visioni e immagini non necessariamente legate alla realtà e slegate dal peso della citazione. Ma invadere lo spazio, citare, giocare o cancellare in un quadro non sono semplici divagazioni, ma un modo per ribadire, partendo piuttosto dall’analisi dei suoi confini, la centralità del problema pittorico.



La ricerca prosegue indagando nella cerchia delle persone che hanno con lui diviso pensieri e collaborazioni a Roma, Livorno e Berlino, luoghi dove ha vissuto e lavorato. Gli ospiti sono Marco Bernardi, Luciano Perrotta, Chiara Mu, Federico Cavallini, Enrico Bertelli, Valio Tchenkov e Somyot Hananuntasuk. Le tre città rappresentano diversi universi visivi, “campi” in cui la libertà nel confronto ha incontrato la sua esperienza professionale e umana. Si è cercato di individuare una maniera di ragionare (cui apparteneva parzialmente lo stesso Antonello), che non si trova esattamente nell'astrazione e nemmeno nel figurativo. Gli elementi vengono presi e portati a nuovo contenuto; particolare attenzione è data al materico e al mentale, talvolta al caso, dove costante è il senso libero dell’inserto.



In questa mostra, non commemorativa ma che intende proseguire quel dialogo che è stato così centrale nell’esperienza di Antonello, è presente anche il contributo del fratello Alessandro Bulgini, riprendendo le fila di un progetto comune mai realizzato: il ricordo va a uno degli ultimi intensi ricordi, al modo in cui Alessandro “accarezzava” con lo sguardo e con la mente i suoi lavori.



Extra-moenia, è un progetto di Luana Perilli che coinvolge sette studenti della Cornell University e sei studenti dell’Accademia di Belle arti di Roma che hanno lavorato a stretto contatto per realizzare dei progetti da esporre al CIAC. 

L'esperienza di trovarsi "fuori dalle mura" racchiude tanto l'idea del viaggio e dello studio all'estero quanto l'esperienza dell'altro da se e quindi della ridefinizione di un confine personale attraverso il confronto e il dialogo. La pratica artistica è quindi interpretata come uno sforzo di individuazione e spostamento del proprio orizzonte culturale, linguistico e personale.

Per le sue caratteristiche il CIAC, museo anch’esso “fuori le mura”, rappresenta la sede ideale per un'esperienza di questo tipo, a cavallo tra la sperimentazione, il workshop e la mostra.



La Colata  è stato per secoli il luogo dove veniva raccolta la cenere del castello e qui, attraverso un intenso lavoro manual, veniva trasformata in sapone. Vendetta, di Chiara Mu, nasce dal desiderio  di voler riportare l'attenzione sull’identità originaria e collettiva del luogo; permettere alla dimensione "inconscia" dello stesso di ri-emergere, vendicando ogni utilizzo avulso da questa trama, fatta di cenere, sapone e memoria. L’artista raccoglierà quanta più cenere possibile dalle case degli abitanti del paese e procederà alla sua trasformazione, permettendo così al luogo di svelare nuovamente se stesso. 

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