17 dicembre 2014

Sul ritratto

Libri in Corsini

L’immagine che siamo.
Ritratto e soggettività nell’estetica contemporanea
a cura di Maria Giuseppina Di Monte, Michele Di Monte, Henri de Riedmatten, Carocci editore, Roma 2014


Galleria Nazionale d'Arte Antica di
Palazzo Corsini

Via della Lungara, 10 - Roma

Giovedì 18 dicembre 2014, ore 17.30


Interverranno

la Soprintendente Daniela Porro; il direttore della Galleria Giorgio Leone;
Augusto Gentili, già professore di Storia dell’Arte Moderna all’Università Ca’ Foscari di Venezia; Marco Ruffini, professore di Storia della Critica d’Arte alla Sapienza Università di Roma

         La Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma, diretta da Daniela Porro, è lieta di invitare il pubblico alla presentazione del volume “L’immagine che siamo. Ritratto e soggettività nell’estetica contemporanea”, a cura di Maria Giuseppina Di Monte, Michele Di Monte e Henri de Riedmatten, all'interno dell'iniziativa “Libri in Corsini” organizzata da Giorgio Leone, direttore della Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Corsini, con la collaborazione di Silvia Pedone, il giorno 18 dicembre 2014, alle ore 17.30.

         Il volume affronta, secondo angolature diverse e complementari, il tema del ritratto nei suoi problematici rapporti tra tradizione e attualità, e cerca di rimettere in discussione alcune questioni chiave. In che misura il ritratto è veramente “specchio dell’anima”, come ripete un adagio comune? E se invece, al contrario, è solo una maschera, come funziona il dispositivo di credenze che la sua finzione teatrale mette in scena? Che ne è, oggi, del genere ritrattistico? In cosa consiste la reale visibilità di quell’“immagine” che sembra ancora ossessivamente ambita e ricercata, di quell’immagine che siamo, o che crediamo di essere?

21 novembre 2014


Maestri dell'astronomia




Cristoforo Clavio, Galileo Galilei e Angelo Secchi.
Testimonianze documentarie e strumenti scientifici

 c/o Fondazione Sorgente Group
da 17 novembre 2014 al 13 febbraio 2015
Via del Tritone, 134 – Roma

(Roma) – La Fondazione Sorgente Group, presso lo Spazio Espositivo di Via del Tritone 134 a Roma, ospita la Mostra "Magistri astronomiae dal XVI al XIX secolo: Cristoforo Clavio, Galileo Galilei e Angelo Secchi. Testimonianze documentarie e strumenti scientifici”, inaugurata lo scorso  14 novembre 2014 e aperta fino al 13 febbraio 2015.

Il confronto scientifico tra Clavio e Galilei attraverso le lettere autografe dei due studiosi, i disegni, le mappe stellari che trovano compimento nei globi celesti, le figure geometriche, i calcoli matematici, gli elementi di misura, gli strumenti scientifici del XVI e XVII secolo, la grande rivoluzione resa possibile con l'introduzione del cannocchiale, immergeranno il visitatore nel mondo dell'analisi scientifica e astronomica in un'epoca ricca di nuovi entusiasmi e feconda di menti illustri, epoca in cui sono state poste le basi per le grandi scoperte scientifiche e astronomiche degli ultimi 4 secoli. Il percorso storico arriverà fino all'astronomo gesuita P. Angelo Secchi, direttore dell'Osservatorio del Collegio Romano e padre dell'astrofisica per i suoi studi pionieristici di spettroscopia applicata ai corpi celesti e per la prima classificazione spettrale delle stelle. Tutto questo testimonia il ruolo di primo piano della Compagnia di Gesù nel favorire la crescita e la diffusione del sapere.

Manoscritti appartenenti all'Archivio storico della Pontificia Università Gregoriana recentemente restaurati grazie al finanziamento della Fondazione Sorgente Group, gli strumenti scientifici del Museo Astronomico e Copernicano dell'INAF-Osservatorio Astronomico di Roma, il globo celeste della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma sono le opere inserite nel percorso storico della Mostra e che sarà possibile ammirare.

Visite scolastiche
La mostra sarà aperta per le scuole il martedì ed il giovedì con tre orari di ingresso: 10:30 - 11:30 - 12:30 per gruppi di massimo 25 studenti per ogni turno. La visita guidata ha una durata di 45 minuti circa. Il contributo organizzativo per la guida è di € 5,00 a studente,

Visite pubbliche
Per il pubblico la mostra sarà aperta il martedì pomeriggio alle ore 18:00, prenotazione obbligatoria per gruppi di massimo 25 persone. La visita guidata ha una durata di 45 minuti circa. Il contributo organizzativo per la guida è di € 8,00 a persona,


L’ingresso alla Mostra è gratuito e l’onere corrisposto sarà solo quello necessario per la guida.

7 giugno 2014

DAVE KINSEY PRINT SHOW


MONDO BIZZARRO GALLERY
Piattaforma per le arti ipercontemporanee

via degli Equi 18 A, Roma

 BLACK MARKET

DAVE KINSEY PRINT SHOW
7 giugno - 3 luglio 2014


Chi è Dave Kinsey

Nato a Pittsburgh 43 anni fa, Dave Kinsey rappresenta un unicum nel panorama dell'arte contemporanea. Citato nel 2012 dalla prestigiosa rivista Complex tra i 100 artisti più influenti del decennio, e successivamente selezionato dalla Kenwood Foundation per la 33a edizione dei loro Vineyard Artist Series (una selezione che ha incluso, negli anni, artisti come Pablo Picasso, Alexander Calder e Paul Klee); Kinsey ha lavorato nel solco degli urban artist della sua generazione, introducendo però un suo originale punto di vista pienamente pittorico. Così, seppure anch'egli innervato nella ormai tradizionale ambiguità che lo vede contemporaneamente graphic designer, ideatore di campagne pubblicitarie virali e di guerrilla marketing, imprenditore e gallerista, Dave Kinsey ha saputo cogliere nel suo lavoro l'eco di una tradizione romantica, che lo accomuna ad artisti come William Morris e alla tradizione dell'Arts and Crafts.


La mostra

Nel 1997 Dave Kinsey fonda un'originale agenzia di comunicazione e design, la BLK/MRK (Black Market) assieme ai soci Shepard Fairey e Phillip DeWolff. L'esperienza dura (relativamente) poco e termina nel 2003 quando ognuno va per la sua strada. Kinsey resta invece alla BLK/MRK che diventa la sua agenzia. Da lì inizia un'avventura creativa che si compone di urban art, di grandi tele indoor e di una vasta produzione di stampe, che diventano uno dei suoi tratti distintivi, seppure il lavoro di Kinsey non è assimilabile alla poster art di Fairey, ma tradisce un percorso personale e visionario.


Il 7 giugno Mondo Bizzarro Gallery inaugura il primo print show mai fatto in Italia dedicato alle stampe a edizione limitata di Dave Kinsey e che ne ripercorrono idealmente la carriera. Un'occasione per scoprire uno degli aspetti più rilevanti nel lavoro dell'artista americano, tra i talenti notevoli della sua generazione.

Il curriculum (selezione delle personali)
2001 Magda Danysz Gallery, Paris, France, "Message From The Soul"
2003 BLK/MRKT Gallery, Los Angeles, CA "80% Post-Consumer Grade"
2006 ALICE Gallery, Brussels, Belgium, "Environmentalistic II"
2006 Stolenspace, London, England, "Environmethodology"
2008 Lazarides Gallery, Newcastle, England, "Holy Sh*t"
2010 Joshua Liner Gallery, New York, NY, "New Works"
2012 FFDG Gallery, San Francisco, CA, "Lost for Words"
2012 Joshua Liner Gallery, New York, NY, "Everything at Once"

9 maggio 2014

La scuola non serve a niente

La scuola non serve a niente
Andrea Bajani


Ho letto il saggio di Andrea Bajani dopo averlo acquistato in edicola, a distanza di tempo dalla sua uscita con il quotidiano Repubblica. Il titolo mi ha letteralmente fulminata perché volendo essere sinceri mai constatazione mi è parsa più veritiera e concreta a distanza di anni dai miei studi,  a dispetto di tanti discorsi farciti di retorica e idealismo su una presunta utilità dello studio. La constatazione emerge nel corso di un gioco sulla coniazione di nuovi termini che l’autore suole fare alla presenza di ragazzi che visitano il Salone del Libro di Torino. Una ragazza quindicenne propone la suddetta frase e il termine Rinucianesimo per descrivere l’intenzione sua e dei genitori dell’abbandono scolastico. Quanti e da quando, di generazione in generazione, hanno smesso di credere alla scuola come base dell’avanzamento sociale nel nostro Paese? Di fronte a tassi di disoccupazione che non si riscontravano da decenni, chi può ancora sostenere che la scuola permetta di trovare lavoro? Si tratta, argomenta nel suo contributo Marco Lodoli, anche di sancire la fine di un’educazione, quella umanista, che non ha più l’appeal necessario per far breccia nel cuore e nella mente di un adolescente di oggi. Lo scopo sarà trovare nuove forme di didattica, un dialogo tra parti tuttora separate in casa – gli insegnanti da un lato, gli studenti dall’altro – auspicare che la scuola non si riservi d’essere un mero esercizio mnemonico di nozioni, ma parte attiva entro una comunità dove l’istruzione dia a nuove generazioni la possibilità di cambiare il mondo e agli insegnanti trasmetta il ruolo responsabile di questa importante funzione di passaggio e transfert di contenuti. Andare a scuola non per scaldare la sedia, secondo un assunto comune tra gli studenti, ma per appassionarsi al sapere, ritrovando quell’interesse capace di muovere, scuotere e aprire nuove realtà.

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15 aprile 2014

Letture in clandestinità: L'eleganza del riccio



Ero a digiuno di scorpacciate letterarie  da lungo tempo e ho girovagato diverse volte tra gli scaffali di varie librerie del centro alla ricerca di un libro che potesse risultare di facile fruizione, senza una meta ben precisa ma semplicemente mossa da una certa voracità da bibliofila.
In prima luogo L'eleganza del riccio di Muriel Barbery mi ha attratta per l'ariosità dello stampato che non affatica la vista e favorisce un ritmo spedito nel leggere, quasi a voler divorare le pagine, oltre che per la curiosità sollevata dalla dichiarata appetibilità della lettura che, come dichiara la quarta di copertina, si è valsa della traduzione del medesimo in ben 39 lingue.
Al centro della narrazione ci sono due personaggi che hanno in apparenza poco in comune, a parte vivere allo stesso indirizzo, in rue de Grenelle numero 7, in un ricco stabile abitato da ricchi. Proprio questo luogo sarà la scena principe dell’alternarsi di vicende, ben poche in realtà, che coinvolgono la portinaia Renée e la dodicenne Paloma. In sordina ci sono personaggi minori, come la domestica portoghese Manuela, che l'autrice definisce aristocratica, nei modi come nell’indole, capaci di intrattenersi con la portinaia in discorsi che sfiorano il filosofico.
L'eleganza del riccio è infatti un racconto sull’amicizia e la solidarietà che supera la differenza di classe e le differenze anagrafiche, non abbandonandosi ai cliché e ai luoghi comuni che inscatolano persone e cose in approssimazioni e classificazioni di categoria, legate ad appartenenza sociale, origini, percorsi di vita. Renée potrebbe sembrare la classica portinaia cinquantenne, incolta e dall’aspetto sciatto e trascurato, mentre Paloma è una figlia, talvolta capricciosa e ribelle, della classe agiata, futura ricca in quanto figlia di genitori benestanti. Tuttavia la sintonia tra le due sboccia comunque, scoprendo in Renée una lettrice clandestina di libri di ogni genere, fine esteta conoscitrice di Mozart, Tolstoj e Vermeer, mentre la piccola Paloma, aspirante al suicidio, dovrà ricredersi sulle sue aspirazioni da adolescente e riconoscere come la bellezza e l'arte si insidiano in attimi e luoghi dell'esistenza a cui destinare lo scopo di ogni sua ricerca di senso e significato. Naturalmente la scoperta dell'alter ego di Renée e la maturazione di Paloma per essere smascherati avranno bisogno di un intervento esterno, quello del nuovo inquilino giapponese Ozu, in grado di trasmettere messaggi raffinati sulla bellezza e l'armonia della cultura che rappresenta come pure di legare a sé in modo naturale e sincero le due protagoniste.