15 aprile 2014

Letture in clandestinità: L'eleganza del riccio



Ero a digiuno di scorpacciate letterarie  da lungo tempo e ho girovagato diverse volte tra gli scaffali di varie librerie del centro alla ricerca di un libro che potesse risultare di facile fruizione, senza una meta ben precisa ma semplicemente mossa da una certa voracità da bibliofila.
In prima luogo L'eleganza del riccio di Muriel Barbery mi ha attratta per l'ariosità dello stampato che non affatica la vista e favorisce un ritmo spedito nel leggere, quasi a voler divorare le pagine, oltre che per la curiosità sollevata dalla dichiarata appetibilità della lettura che, come dichiara la quarta di copertina, si è valsa della traduzione del medesimo in ben 39 lingue.
Al centro della narrazione ci sono due personaggi che hanno in apparenza poco in comune, a parte vivere allo stesso indirizzo, in rue de Grenelle numero 7, in un ricco stabile abitato da ricchi. Proprio questo luogo sarà la scena principe dell’alternarsi di vicende, ben poche in realtà, che coinvolgono la portinaia Renée e la dodicenne Paloma. In sordina ci sono personaggi minori, come la domestica portoghese Manuela, che l'autrice definisce aristocratica, nei modi come nell’indole, capaci di intrattenersi con la portinaia in discorsi che sfiorano il filosofico.
L'eleganza del riccio è infatti un racconto sull’amicizia e la solidarietà che supera la differenza di classe e le differenze anagrafiche, non abbandonandosi ai cliché e ai luoghi comuni che inscatolano persone e cose in approssimazioni e classificazioni di categoria, legate ad appartenenza sociale, origini, percorsi di vita. Renée potrebbe sembrare la classica portinaia cinquantenne, incolta e dall’aspetto sciatto e trascurato, mentre Paloma è una figlia, talvolta capricciosa e ribelle, della classe agiata, futura ricca in quanto figlia di genitori benestanti. Tuttavia la sintonia tra le due sboccia comunque, scoprendo in Renée una lettrice clandestina di libri di ogni genere, fine esteta conoscitrice di Mozart, Tolstoj e Vermeer, mentre la piccola Paloma, aspirante al suicidio, dovrà ricredersi sulle sue aspirazioni da adolescente e riconoscere come la bellezza e l'arte si insidiano in attimi e luoghi dell'esistenza a cui destinare lo scopo di ogni sua ricerca di senso e significato. Naturalmente la scoperta dell'alter ego di Renée e la maturazione di Paloma per essere smascherati avranno bisogno di un intervento esterno, quello del nuovo inquilino giapponese Ozu, in grado di trasmettere messaggi raffinati sulla bellezza e l'armonia della cultura che rappresenta come pure di legare a sé in modo naturale e sincero le due protagoniste.