30 dicembre 2015

Gli scrigni di Museo Canonica

Museo Pietro Canonica, Villa Borghese
Via Pietro Canonica 2, Roma
Ingresso gratuito
www.museocanonica.it

Nello Scrigno dell’Artista
12 dicembre 2015-17 gennaio 2016

Il Museo Pietro Canonica è a metà tra un museo, con le sue sale espositive, e un appartamento d’artista, o meglio il suo atelier. Raccoglie e custodisce i busti, i modelli e alcune sculture di Pietro Canonica (1869-1959), scultore laborioso e attivo per molte case reali europee, tra Otto e Novecento, e amico del presidente Luigi Einaudi.
La casa-fortezza nel cuore di Villa Borghese include manufatti e arredi preziosi, una biblioteca, e oggetti solitamente conservati nelle stanze private che sono stati valorizzati all’interno di un allestimento tale da dargli una valenza espositiva centrale.

La mostra in corso propone cinque scrigni, che si offrono al pubblico come scrigni di Pandora, presentati nella Sala del Camino e affiancati da mobili d’epoca che risalgono a una tipologia, funzione o manifattura simile.
Si parte con “Gli arredi della sposa” che include il cofanetto di Isabella di Saluzzo (XV secolo), con decorazione in stile gotico internazionale, in parallelo a cinque cassoni nuziali. Segue “Il decoro piatto a traforo”: un cofanetto simile a un piccolo forziere con decori in ferro battuto traforato a motivi vegetali insieme a un portamusica di ugual fattura. Il terzo percorso “Intarsi preziosi” presenta uno stipetto in ebano e avorio  avente sei cassetti in avorio inciso a cui si lega un cassettone intarsiato.
Il quarto percorso – “Piccole Architettura” – contiene uno stipo monetiere del XIX secolo, le cui raffigurazioni su cartine dipinte si rifanno agli stipi fiorentini, insieme a una libreria.
Il percorso finale “Bon Voyage” è dedicato a un cofanetto da viaggio del XX secolo decorato a motivi floreali, insieme ad accessori da viaggio e a un grande baule adoperati dallo scultore nei suoi frequenti viaggi.

La bellezza delle sculture, la splendida manifattura degli arredi e l’atmosfera resa misteriosa da ciascuno dei cinque percorsi rende la casa museo un luogo di interesse per scoprire dove e come lo sculture arricchiva il suo bagaglio umano per creare opere così apprezzate.

22 dicembre 2015

La Camera turca di Villa Medici

Villa Medici_Camera turca. Crediti fotografici Mauro Coen

Villa Medici e Scuderie del Quirinale: l'arte di Balthus in scena a Roma


Balthus
La Chambre turque
1963-1966
casein and tempera on canvas / caséine et tempera sur toile / caseina e tempera su tela
180 x 210 cm
Paris, Centre Pompidou
painting / œuvre / opera © Balthus
© MONDADORI PORTFOLIO/Leemage/Photo Josse
(Villa Medici)



Scuderie del Quirinale, La retrospettiva

Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, L’atelier

24 ottobre 2015 – 31 gennaio 2016
a cura di Cécile Debray


Le Scuderie del Quirinale, con Electa, e l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici presenta­no, dal 24 ottobre 2015 al 31 gennaio 2016, la mostra Balthus, una grande retrospettiva orga­nizzata a quindici anni dalla morte del pittore e dall’ultima esposizione che gli è stata dedicata in Italia. La mostra sarà in seguito al Kunstforum di Vienna dal 17 febbraio al 19 giugno 2016, prima monografica dell’artista in Austria.

Curata da Cécile Debray, conservatrice al Museo Nazionale d’Arte Moderna Centre Pompidou, con la collaborazione di Matteo Lafranconi per la sezione alle Scuderie del Quirinale a Roma e di Evelyn Benesch per Vienna, la mostra riunisce più di duecento opere: quadri provenienti da importanti musei e da collezioni private prestigiose, ma anche un’ampia selezione di disegni e di fotografie. L’esposizione ripercorre la carriera di Balthus proponendo nuovi spunti di rifles­sione sul lavoro di uno dei più originali artisti del Novecento.
Balthus è profondamente legato all’Italia. Il suo primo viaggio nel nostro paese, nel 1926, rap­presenta uno spartiacque per la sua vocazione artistica. Folgorato dalla scoperta dei maestri del Rinascimento toscano, in particolare di Piero della Francesca, Balthus ne eredita la chiarezza formale, la capacità narrativa, il senso della composizione. È proprio da questa tradizione – inte­grata dalla conoscenza dei movimenti italiani del Realismo magico e della Metafisica, oltre che dalla Nuova Oggettività tedesca – che trae origine quell’atmosfera sospesa ed enigmatica che è caratteristica distintiva delle sue opere, in particolare dei capolavori degli anni Trenta.
Il legame con l’Italia si rafforza a partire dal 1961, quando viene nominato direttore dell’Accade­mia di Francia a Roma. Rimane a Villa Medici fino al 1977, e qui sviluppa una nuova pratica del disegno e della pittura, traendo ispirazione dalle tecniche del passato per reinventare la propria. In questo periodo intraprende degli importanti lavori di restauro di Villa Medici, che ancora oggi caratterizzano gli spazi interni del palazzo e i giardini.
Alle Scuderie del Quirinale la mostra presenta circa centocinquanta opere, riunendo capolavori appartenenti a tutte le fasi della carriera di Balthus, in un percorso cronologico che si sviluppa attorno ad alcuni temi centrali: l’eredità rinascimentale, l’infanzia, l’influenza di opere letterarie come Cime tempestose di Emily Brontë e Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll; l’importanza degli scambi con Antonin Artaud, André Derain, Alberto Giacometti o con suo fratello Pierre Klossowski. Saranno esposte opere chiave, come La toilette de Cathy (1933), Le Roi des chats (1935), Les enfants Blanchard (1937), La Patience (1946-48), La Chambre (1952-54), Le Rêve II (1956-57), La Phalène (1959), Les Joueurs de cartes (1968-73), Le Peintre et son modèle (1980-81). Eccezionale il prestito del primo grande capolavoro di Balthus, La Rue (1933) dal MoMA, presentato per la prima volta a fianco alla prima versione del dipinto, realiz­zata dall’artista nel 1929.
A Villa Medici l’esposizione si focalizza invece sul processo di lavoro dell’artista durante il perio­do romano e negli anni successivi. Attraverso più di cinquanta opere tra dipinti, disegni e foto­grafie, i visitatori hanno l’opportunità di scoprire gli aspetti meno noti dell’universo creativo di Balthus, nella cornice unica di Villa Medici che per sedici anni è stata il suo laboratorio artistico. La mostra propone diversi capolavori, tra cui La Chambre turque (1963-66), eccezionalmente prestato dal Centre Pompidou ed esposto poco lontano dalla stanza che raffigura, Japonaise à la table rouge (1967-76) e Nu de profil (1973-77). Questi celebri dipinti sono accompagnati da una selezione di schizzi, fotografie e disegni preparatori che permette di ripercorrere le diverse fasi di lavoro. Il percorso non si limita alle sale d’esposizione ma include alcuni dei luoghi più emblematici di Villa Medici, reinventati da Balthus attraverso un metodo inedito di applicazione del colore. Inoltre la camera turca, raffigurata nell’omonimo quadro, è per la prima volta acces­sibile al pubblico.
A Vienna la mostra, che inaugura a febbraio 2016, mette invece in particolare evidenza i legami tra Balthus e la cultura germanica, rivelando l’influenza decisiva del pensiero mitteleuropeo sul lavoro del pittore.
L’esposizione è accompagnata da un importante catalogo, pubblicato da Electa, che comprende diversi saggi firmati da specialisti internazionali dell’opera di Balthus.

BALTHUS
La retrospettiva – Scuderie del Quirinale

L’atelier – Villa Medici

sede Roma, Scuderie del Quirinale
Via XXIV Maggio 16, Roma
www.scuderiequirinale.it

Accademia di Francia a Roma – Villa Medici
Viale Trinità dei Monti 1, Roma
www.villamedici.it

date al pubblico 24 ottobre 2015 – 31 gennaio 2016
mostra a cura di Cécile Debray
 
patronato Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana

promossa da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura e allo Sport

Ministère de la Culture et de la Communication

organizzata da Azienda Speciale Palaexpo – Scuderie del Quirinale con Electa

Accademia di Francia a Roma – Villa Medici

in collaborazione con Bank Austria Kunstforum Wien
catalogo Electa

orari Scuderie del Quirinale
dalle 10.00 alle 20.00 da domenica a giovedì
dalle 10.00 alle 22.30 venerdì e sabato
(ultimo ingresso un’ora prima dell’orario di chiusura)

Villa Medici
dalle 10.00 alle 19.00 da martedì a domenica
(ultimo ingresso alle 18.30)
chiuso il lunedì

biglietti
Scuderie del Quirinale 12 euro intero; 9.50 ridotto
Villa Medici 12 euro intero; 6 euro ridotto. Biglietto valido per l’ingresso alla mostra e la visita di Villa Medici.

Oltre alle riduzioni abituali, chi si recherà in una delle due sedi espositive con il biglietto della mostra Balthus emesso nell’altra sede, beneficerà dell’ingresso ridotto.

19 dicembre 2015

Jingle Books a Museo Palazzo Asmundo


In occasione di JINGLE BOOKS, festa del libro e delle arti, che si terrà a Palazzo Asmundo dal 18 al 20 dicembre, Glifo Edizioni presenterà la nuova Betulla / Silvestro Nicolaci, libretto d’artista per appunti. Un incontro con l'autore delle illustrazioni Silvestro Nicolaci, illustratore e fumettista, insegnante della Scuola del Fumetto di Palermo, e un introduzione musicale con chitarra (Lorenzo Passalacqua) e tromba (Andrea Bisanti).

BETULLA è una collana di libretti d’artista, interamente realizzati con carta e cartoncino riciclati certificati FSC, multilingua (italiano, inglese, spagnolo, francese, tedesco) dedicati all’annotazione e al rapporto fra disegno e parola.

Betulla valorizza la naturale propensione ad annotare su carta un pensiero, un appuntamento, una fantasia, un’idea, una paura, e invita a interagire con le sue pagine, a volte bianche o a righe, altre volte popolate da parole, disegni e illustrazioni di un artista sempre diverso. Betulla accoglie la trama accennata di un racconto che ognuno potrà continuare, o cancellare e riscrivere, per dare vita a un particolarissimo taccuino senza tempo.


JINGLE BOOKS, Festa del libro e delle arti

Domenica 20 dicembre ore 19:00
Palazzo Asmundo, via Pietro Novelli 3, Palermo

JINGLE BOOKS, Festa del libro e delle arti, è organizzata dalla rete di editori palermitani Editori allo scoperto e da Terradamare | Cooperativa Turistica a Palermo. Un intero week end dedicato al libro e alla bellezza. Si svolgeranno infatti negli splendidi saloni del settecentesco Museo Palazzo Asmundo – la più bella finestra sulla Cattedrale di Palermo – tre giorni di presentazioni, incontri, esposizioni d’arte, percorsi guidati e musica.

11 editori allo scoperto (Glifo Edizioni, il Palindromo, Corrimano Edizioni, Apertura a Strappo, 21 Editore, Torri Del Vento Edizioni, ZAP Edizioni, Ducezio Edizioni, Edizioni LEIMA, Istituto Poligrafico Europeo - Casa Editrice, Navarra Editore) e 4 case editrici amiche (VerbaVolant Edizioni, rueBallu Edizioni, Edizioni Henry Beyle, SIME Books), insieme con TerradaMare vi invitano a scoprire un luogo meraviglioso nel cuore della città. 

L'accesso al Museo, per l'occasione, sarà gratuito.
Orari: venerdì 18 dicembre 16:00-22:00, sabato 19 e domenica 20 dicembre 10:00-22:00.

17 dicembre 2015

Opere d'arte in carta coreana

Bagliori di Hanji

21 Novembre 2015-17 Gennaio 2016
Complesso del Vittoriano – Sala Zanardelli



Bagliori di Hanji è una mostra visitabile e gratuita presso il Complesso del Vittoriano – Sala Zanardelli – fino al prossimo 17 gennaio 2016. Accanto alla mostra degli Impressionisti, i quali, è risaputo, furono poco affini alle accademie e ottennero freddi apprezzamenti alle esposizioni, si può cogliere l’occasione per scoprire in un breve e suggestivo percorso, l’uso moderno della carta Hanji fabbricata in Corea dal dak, il gelso della carta, da ben quattro generazioni secondo il metodo e una tradizione che risale all’«officina artigiana della famiglia Jang». 

Ripercorrendo la storia di questa carta morbida ma duratura, si può scoprire il suo uso nella creazione di tavolini portatili da pranzo, abbelliti in vario modo secondo l’importanza dell’ospite. Inoltre la carta Hanji è stata adottata da artisti contemporanei che hanno valorizzata la molteplice applicazione di questo materiale della tradizione coreana sia per dar forma a installazioni, colonne di luce scandite da una luminosità soffusa e da motivi geometrici che ordiscono ricami, oppure, cedendo alla realizzazione di articoli dichiaratamente da shopping come portafogli, cravatte e persino sciarpe.
La carta Hanji mantiene un legame con la storia e la tradizione artigianale che non disdegna la coesistenza, nell’arredamento delle abitazioni e nel vestiario, di una versione moderna e ancora attuale di questa materia, nonostante l’indubbio progresso dell’epoca digitale.

Ingresso gratuito

London. Future Library Publishing Fair



Saturday 19 December 2015, 2-7pm
Open School East
43 De Beauvoir Rd
London N1 5SQ

FUTURE LIBRARY PUBLISHING FAIR, HOSTED BY OOMK SATURDAY 19 DECEMBER, 2PM-7PM AT OSE, MAIN HALL
As part of their artists’ residency with Book Works at Open School East, OOMK collective are hosting a Future Library Publishing Fair, featuring zines, artists’ books and small press publications from over 40 exhibitors. There will be published work for sale, and a growing collection of donated zines and artists’ books on display. All exhibitors are donating a book or zine to the OSE Future Library.
Music will be played live by BIG JOANIE 
Food and drink provided by BARBEDOUN

Exhibitors:
OOMK, Book Works, OSE, Abondance Matanda, Ameena Khan, Authorrising, Backwards Burd, Banner Repeater, Brigid Deacon, British Values, Centrala UK, Chloe Spicer, Clod Magazine, Cool Schmool Zines, Crowd Talks, Daniel Wilkinson, Decadence Comics, Different Skies, Girls Club, Inland Editions, Jacob Lewis, Ladette Space, London Centre for Book Arts, Mark Pawson, Numbi, PaperWork Magazine, Publication Studio London, Reena Makwana, ROADFEMME, Rudy Loewe, SALT, Samra Said, Spiralbound, STRIKE!, Sorryyoufeeluncomfortable, Tiny Pencil and Amber Hsu, Typical Girls Magazine, Vampire Sushi Distro, Ione Gamble, Lindsay Draws / Riso Print Club at Common House, AND Publishing, Odd One Out, Other Asias, John Lawrence
+ A FREE communal table for people with one-off zines to sell: Bring your zines on the day!

For more information please contact: 
OOMK
OOMKZINE@GMAIL.COM
Or
Lizzie Homersham
LIZZIE@BOOKWORKS.ORG.UK
WWW.BOOKWORKS.ORG.UK

OOMK’s residency is funded by Arts Council England’s Grants for the Arts.

16 dicembre 2015

Rome Street Art


Al Museo Carlo Bilotti, già Aranciera di Villa Borghese, lo spazio espositivo fa da cornice a un insieme di manifestazioni concrete della Street Art, realizzata da artisti quasi anonimi che ha preso piede, a pieno titolo, come forma di raffigurazione e rappresentazione popolare. Un farsi museo a cielo aperto, secondo una prospettiva non del tutto nuova a una città come Roma.

La strada come nuovo museo, i muri non imbrattati ma forme di tele, segnano un passo importante di giovani artisti che si esprimono con richiami contemporanei e attuali, adoperando simboli, tracciando volti noti, icone, immagini di fumetti, colori che stridono con un ambiente circostante talvolta sinonimo di degrado. Oggi, come sottolinea la mostra in corso, sono tanti i quartieri dove è possibile osservare questa forma di riqualificazione realizzata dalla street art, dal Foro Italico a San Basilio solo per citarne alcuni. In quasi ogni quartiere è possibile incontrare un’opera di Street art, la mostra racconta e disegna una mappa topografica per ammirare, in luoghi inusuali rispetto al classico museo, un’espressione altrettanto originale di arte.
La mostra affianca la collezione permanente dell’accogliente museo che propone all'esterno una scultura di De Chirico – Ettore e Andromaca – e all’interno racchiude preziosi e inaspettati dipinti nella permanente, tra cui molti oli di De Chirico e un Andy Worhol – Madre e figlia.

Ingresso gratuito

14 dicembre 2015

Letture da Susan Sontag, epistolari e romanzi















Casa di Goethe
 Museo | Biblioteca | Foyer italo-tedesco
Via del Corso 18 (Piazza del Popolo) | 00186 Roma | Tel. 0632650412
 www.casadigoethe.it

Sabato 19 dicembre 2015, ore 17.00

L'amante del Vulcano
Lady Hamilton - epistolari e romanzi
Con Massimiliano VADO e Marta ZOFFOLI

Lettura scenica a cura di M. Vado

Il filo narrante della lettura è la biografia romanzata di Susan SONTAG
L’amante del Vulcano del 1992 e le lettere originali dei protagonisti.
 Scelta testi: Dorothee Hock

Ingresso unico: € 5,00
(visita guidata, lettura e aperitivo)
Ingresso fino ad esaurimento posti

11 dicembre 2015

Peter Brook e il mondo di Shakespeare: la qualità del perdono

Alla Casa delle Traduzioni giovedì 17 dicembre 2015 ore 17.30 - 19.00


La qualità del perdono. Un affascinante viaggio nel mondo di Shakespeare, sotto la guida di Peter Brook


Intervengono Pino Tierno e Maddalena Pennacchia


Le regie di Peter Brook hanno trasformato, nel corso degli ultimi decenni, il modo di concepire Shakespeare e il suo teatro. Le illuminazioni del grande maestro inglese hanno rischiarato e reso palpitanti moltissime delle pagine scritte dal più grande drammaturgo di tutti i tempi. Da Re Giovanni del 1945 fino al suo ultimo Amleto in francese, Brook non ha mai smesso di scandagliare le profondità del genio di Stratford. Le sue esperienze di lavoro e di passione, maturate in oltre un cinquantennio, si ritrovano distillate nelle straordinarie riflessioni proposte in questo volume, piccolo solo nel formato, curato e tradotto in italiano da Pino Tierno. Il doloroso quanto necessario conflitto fra opposti è alla base dell’opera del Bardo. Fino ad arrivare a La tempesta, dove la qualità della misericordia, del perdono sembra trascendere e vivificare ogni nostra possibilità di comprensione.

Peter Brook è unanimemente considerato uno dei più importanti registi teatrali del mondo. Nella sua eccezionale carriera spiccano le regie di Tito Andronico (1955) con Laurence Olivier e Vivien Leigh, Re Lear (1962) con Paul Scofield; poi di Marat/Sade (1964) e di Sogno di una notte di mezza estate (1970) con la Royal Shakespeare Company. Dopo il suo trasferimentoa Parigi e la nascita del Centre International de Créations Théâtrales presso il Théâtre Des Bouffes Du Nord, ha diretto una serie di produzioni ai confini del teatro, quali La Conferenza degli uccelli (1976), Ik (1975), Mahabharata (1985) e La tragedia di Amleto (2000).

Maddalena Pennacchia è Professore Associato di Letteratura inglese a Roma Tre. Fa parte della Commissione Didattica come Responsabile dei Corsi di Lingue e Culture Straniere e di Letterature e Traduzione Interculturale. E’ vice-coordinatore del Dottorato in Lingue Letterature e Culture Straniere (percorso culturale e letterario). Fa parte del Consiglio del Master in Linguaggi del turismo e comunicazione interculturale, dove è anche membro della Commissione Scientifica. Ha scritto tre monografie e numerosi saggi pubblicati in riviste e volumi nazionali e internazionali. Si interessa di intermedialità letteraria, adattamento filmico della letteratura, la biopic, Shakespeare e Jane Austen al cinema e in televisione, turismi letterari, geologia e letteratura nel periodo early modern, le rappresentazioni audiovisive dello Shakespeare romano, Childrens’ literature.

Pino Tierno si è laureato all’Istituto Orientale di Napoli in Lingue e letterature straniere moderne, con una tesi sul teatro di Beaumarchais. Ha tradotto oltre cinquanta opere teatrali dall’inglese, dallo spagnolo e dal francese. Ha tradotto e curato vari libri fra i quali L’attore e il bersaglio, manuale per attori del regista inglese Declan Donnellan, “L’ABC del teatro” di José Luis Alonso De Santos, L’arte del teatro di Sarah Bernhardt. Collabora con la rivista specializzata Hystrio, per la quale scrive articoli e dossiers sulla drammaturgia nazionale e internazionale e con l’agenzia letteraria Tablas, che gestisce i diritti di innumerevoli autori italiani e stranieri. È direttore artistico del festival di drammaturgia internazionale contemporanea ‘In altre parole’ che si tiene a Roma ogni anno dal 2006.

10 dicembre 2015

Le coordinate letterali di Ernest Hemingway

Alla Casa delle Traduzioni martedì 15 dicembre 2015 ore 17.30 - 19.00

Piero Ambrogio Pozzi
Hemingway parallelo: quando l’amore fa scrivere libri

Ritraducendo le ultime opere di Ernest Hemingway  Piero Ambrogio Pozzi  ci svela la sua esistenza parallela: una dimensione fantastica, scrigno di sentimenti, aspirazioni e illusioni. Sarà un viaggio in alcune delle dediche mimetizzate nei testi hemingwayani, tutte riservate al suo amore italiano, Adriana Ivancich, tranne una, per Marlene Dietrich. Nessuna delle dediche ad Adriana era stata finora scoperta, mentre quella a Marlene, ad alta tensione erotica, è stata sempre riferita ad Adriana, suscitando malignità che hanno avvelenato la sua vita e ancora ne avvelenano il ricordo. Le ritraduzioni di Across the River and Into the Trees e di The Old Man and the Sea sono alla base dell’e-book  Il Fiume, la Laguna e l’Isola Lontana. Dal saggio si citeranno i passi relativi alle radici dannunziane di Across the River.

Piero Ambrogio Pozzi, traduttore freelance, è nato a Milano nel 1944. Attualmente si dedica alla trascrizione e alla traduzione dell’opera poetica di Jeffrey Rudick e di Emily Holmes Coleman, della quale ha tradotto il romanzo The Shutter of Snow (Il manto di neve, Robin, 2008). Ha scritto e pubblicato come e-book un saggio sulla storia di Hemingway e Adriana Ivancich intitolato Il Fiume, la Laguna e l’Isola Lontana, Dragomanni, 2014. Ha ricevuto il Premio Città di Forlì per la traduzione di poesia nel 2005 e nel 2010 e ha scritto per l’Enciclopedia delle Donne online (voci su Emily Holmes Coleman, Adriana Ivancich Biaggini, Peggy Guggenheim, Fernanda Pivano). È moderatore dei gruppi di discussione per traduttori [it-en] di Biblit e ha gestito Biblit-Lab, un laboratorio online per la traduzione di poesia.

Biscotti decorativi



Questa ricetta è molto semplice, richiede pochi ingredienti, ed è un passatempo per creare dolci biscotti in vista delle prossime festività del mese di dicembre. Volendo si possono adoperare anche per guarnire l'albero, al posto delle solite decorazioni, ammuffite magari nelle scatole e diventate un pò kitsch... Insomma un esperimento che può far gola a chiunque, lasciando naturalmente in forma e integro il vostro albero natalizio.

INGREDIENTI
80 g di farina
50 g di burro
50 g di zucchero a velo

Secondo le indicazioni del mio ricettario sperimentale si procede sciogliendo il burro in un tegame, a fuoco lento. Si incorpora la farina setacciata, lo zucchero a velo e il burro raffreddato fino a ottenere un impasto simile alla pasta frolla. Si stende l'impasto, dopo averlo fatto riposare in frigo 10/15 minuti, e si adoperano le formine per ricavare i biscotti. In mancanza di queste, anche l'orlo di tazze e bicchieri sono adatti allo scopo.
Aiutarsi con una paletta per trasferire i biscotti su una teglia rivestita con carta da forno e imburrata. La cottura è relativamente breve, circa 5/10 minuti, dipende dallo spessore dei biscotti e dalla temperatura del forno. 
Ricordarsi di preriscaldare il forno. Temperatura ideale: 180°.

Omaggio a Pasolini


Martedì 15 dicembre 2015 – ore 17.00
Sala Crociera – Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte - MIBACT
Via del Collegio Romano 27 - Roma
Ingresso libero

ENECEDETE produzioni
in collaborazione
Commissione tecnico scientifica per le celebrazioni del 40° anniversario della scomparsa di Pier Paolo Pasolini
Direzione Generale per le Biblioteche e Istituti Culturali MIBACT presentano

PASOLINI REVISITED

Pier Paolo Pasolini un maestro della letteratura e del cinema italiano del 20° secolo, era prima di tutto un poeta. La poesia è il fulcro della multi-faced eredità artistica di Pasolini. Come disse una volta: “Ho scritto la poesia in forma di cinema”, sostenendo che ha iniziato a scrivere poesie all’età di sette anni e non ha mai smesso.
Lo spettacolo ha lo scopo di fornire al pubblico un campione del materiale letterario tra cui poesie, dialoghi di alcune sceneggiature cinematografiche e testi teatrali.
PASOLINI RIVISITED è stato creato per celebrare il 40ennio dalla morte del poeta, è una performance che esplora l’eredità di Pasolini nel cinema, nella letteratura e nel teatro attraverso una vetrina delle sue opere seminali e letture della sua poesia.
Il tutto interconnesso con un video di testimonianze, fotografie, spezzoni di film e materiale video di archivio della Teche RAI realizzato per l’occasione da Francesco Giannetti. Tre voci daranno vita a questo omaggio a Pasolini, Nestor Saied, Matilde Dondena e Daniele Giulietti. Lo spettacolo è prodotto dalla ENECEDETE Associazione culturale di Roma.
Lo spettacolo forma parte delle manifestazioni della Commissione tecnico scientifica per le celebrazioni del 40° anniversario della scomparsa di Pier Paolo Pasolini presieduta da Dacia Maraini in collaborazione con la Direzione Generale delle Biblioteche e l’ Istituti Culturali MIBACT.

9 dicembre 2015

La torre di Babele: Lost in Translation



Casa delle Traduzioni giovedì 10 dicembre ore 17,30-19
Via degli Avignonesi 32, Roma
 
Un piccolo antidoto alla Torre di Babele

Presentazione di Lost in Translation di E. F. Sanders, Marcos y Marcos, 2015
 
Intervengono la traduttrice del libro Ilaria Piperno
Federica Lippi  e Daniele Petruccioli
 
Il traduttore sa che affronterà l’intraducibile nel corso del proprio lavoro, come uno spettro ma anche un amico, con cui si è consapevoli di dover dialogare e fare i conti, vis à vis. In Lost in Translation l’illustratrice americana Ella Frances Sanders ha raccolto e illustrato cinquanta parole intraducibili da lingue di tutti i continenti, invitando a vedere nella molteplicità linguistica e nell’intraducibilità di verbi, aggettivi, sostantivi una sorta di piccolo “antidoto” alla Torre di Babele. Alcuni esempi? Se mai voleste indicare la durata media del tempo necessario a mangiare una banana, il malese vi offre un sostantivo, pisan zapra, che indica proprio questo; il giapponese viene in aiuto con tsundoku, il vocabolo che indica la pila di libri comprati e non letti, lo yiddish con trepverter, la risposta pronta e sagace che viene in mente sempre troppo tardi. I testi e le illustrazioni di Lost in Translation rendono evidente la diversità delle lingue, ma illuminano al contempo la contiguità degli esseri umani. Come scrive l’autrice nella sua Introduzione “per quanto ci piaccia distinguerci dagli altri, sentirci individui insostituibili ed esaltare l’espressione, la libertà e le esperienze che sono uniche per ognuno di noi, siamo tutti fatti della stessa pasta. […] Se nella vostra lingua madre ci sono piccole ma importanti lacune, niente paura: potete ricorrere ad altre lingue per definire il vostro stato d’animo. Queste pagine sono il vostro punto di partenza” . 
 
Federica Lippi (Roma, 1979) laureata in Storia del cinema con una tesi su Hayao Miyazaki, parallelamente all'università ha portato avanti lo studio della lingua giapponese. Lavora all'Istituto Giapponese di Cultura di Roma e traduce manga dal 2007 per le maggiori case editrici italiane. Ha collaborato con studi editoriali, associazioni e riviste di settore, e suoi contributi appaiono su saggi e siti dedicati al cinema e ai fumetti. È autrice della monografia Mitsuru Adachi - L'espressione del quotidiano (Iacobelli, 2011) sull'omonimo fumettista, e co-autrice di Keep calm e guarda un film (Newton Compton, 2015).
 
Daniele Petruccioli è nato e vive a Roma. Lavora come traduttore, scout  ed editor freelance. Tiene regolarmente laboratori di traduzione e insegna traduzione dal portoghese all’Università di Roma “Tor   Vergata”. Fra i suoi  autori:   Dulce   Maria   Cardoso,   Alain Mabanckou, Will Self, Luandino Vieira. Nel 2010 ha vinto il premio “Luciano Bianciardi” per la traduzione del romanzo Lettere di Mark Dunn (Voland 2008).
 
Ilaria Piperno è nata a Roma, dove vive. Dal 2005 traduce narrativa e saggistica, collaborando con diversi editori anche come scout, lettrice e foreign rights manager. Ha tradotto, fra gli altri, I. Némirovsky (La sinfonia di Parigi e altri racconti, Elliot 2012), J.F. Gayraud (Divorati dalla mafia, Elliot 2010) e l’autobiografia di Jella Lepman (La strada di Jella. Prima fermata Monaco, Sinnos 2009), fondatrice di IBBY - The International Board on Books for Young People. Ha preso parte all’antologia Uccelli di fango (I Dragomanni 2012) a cura della Casa delle Traduzioni di Roma e collabora stabilmente con la Rassegna bibliografica novecentesca di «Studi francesi». Lost in translation di E. F. Sanders è la sua ultima traduzione.

6 ottobre 2015

Shay Frisch_campo 54338 B-N (part) - 1

L'albero della Cuccagna. Nutrimenti dell'arte

Marina Paris, Domestic Space_18, 2009 - 1


Sabato 10 ottobre
ore 11.30


Shay Frisch
campo 54338 B/N

Lalbero della Cuccagna - Nutrimenti dellarte

A cura di
Achille Bonito Oliva

Un grande progetto espositivo diffuso su tutto il territorio italiano, nelle sedi delle istituzioni museali e delle fondazioni più importanti del paese, con il patrocinio di EXPO 2015 e la collaborazione del Programma sperimentale per la cultura Sensi Contemporanei dell’Agenzia per la Coesione Territoriale e del MiBACT.

e

Dodici stanze

A cura di
Claudio Libero Pisano

Stefania Galegati Shines, Massimo Giorgi, Arash Irandust, Marta Mancini, Marina Paris, Simone Pontecorvo, Gioacchino Pontrelli, Marco Raparelli, Alessandro Sarra, Donatella Spaziani, Ivana Spinelli, Delphine Valli

Achille Bonito Oliva chiama a raccolta quaranta artisti di fama internazionale per realizzare opere ispirate al tema arcaico dell'albero della Cuccagna, simbolo dell’abbondanza e luogo del divertimento; monito dell'arte sui temi dell'alimentazione e sulle sue implicazioni sociali.

Il CIAC è lieto di partecipare a questo importante progetto con la monumentale installazione di Shay Frisch.

L’artista rielabora il tema della mostra creando una spettacolare opera nella sala più imponente del Castello Colonna, sede del CIAC. Il Salone degli Armigeri ospita oltre cinquantamila adattatori elettrici che formano il suo personale albero della Cuccagna. Un enorme campo denso di elettricità che si estende nello spazio diffondendo la sua energia.
Shay Frisch mescola sapientemente il gioco e la sfida della tradizione, recupera il fine ultimo dell’arrampicarsi verso la meta e si concentra sullo spostamento di visione; trasferendo la prospettiva di osservazione verso l’alto. Lo spettatore è portato a guardare l’ambiente a testa in su per cercare il punto finale dell’opera, una scelta che modifica la percezione architettonica della maestosa sala. Lo sguardo, seguendo il percorso di campo 54338 B/N, scopre l’imponente soffitto a cassettoni, cogliendo così in pieno l’obiettivo primario dell’albero della Cuccagna: recuperare il tesoro.

La mostra Dodici stanze è concepita sul coinvolgimento diretto degli artisti nell’occupare consapevolmente i particolari spazi del castello. A loro è stato chiesto di scegliere lo spazio espositivo e collocare le loro opere in un contesto protetto. Dodici ambienti per dodici artisti le cui opere stabiliranno una relazione responsabile con il luogo prescelto. Le opere sono state selezionate anche in relazione alla capacità di sostenere il dialogo con l’architettura storica del castello, per una mostra dove il museo non è solo contenitore ma, al pari delle opere, protagonista assoluto.

Periodo
10 ottobre – 22 novembre

Ingresso
gratuito

Opening
sabato 10 ottobre  2015, ore 11.30

Sede
CIAC – Centro Internazionale per l’Arte Contemporanea, Castello Colonna
P.za San Nicola, 4
00030 Genazzano, Roma
info@ciacmuseum.com

1 ottobre 2015

Equinozio d'autunno: torta al cioccolato

Con l'arrivo dell'autunno una torta al cioccolato può aiutarci a carburare, per affrontare meglio gli impegni della giornata o concedersi una pausa culinaria. Di seguito la ricetta sperimentale che si può realizzare come un gioco da dilettanti.

INGREDIENTI
2 uova intere
125 gr di farina + 2 cucchiai di frumina
80 gr di zucchero
100 gr di margarina vegetale
Una tazza di latte
75 gr di cioccolato fondente
Una bustina di lievito vanigliato
Cannella
Un cucchiaino di liquore Porto

PREPARAZIONE
Sciogliere il burro e il cioccolato a fuoco lento. Sbattere le uova incorporando gradualmente zucchero, farina, frumina e lievito vanigliato (possibilmente con un setaccio). Versare la margarina e il cioccolato raffreddati, il latte, aggiungere una spolverata di cannella e infine il liquore.
Il composto va cotto in un tegame di 20 cm di diametro.

Tempo di cottura nel forno preriscaldato a 180°: 30 minuti.

29 settembre 2015

Goethe: giornata delle famiglie al Museo


Casa di Goethe
Museo | Biblioteca | Foyer italo-tedesco
Via del Corso 18 (Piazza del Popolo) | 00186 Roma | Tel. 0632650412
 www.casadigoethe.it


Domenica 4 ottobre 2015

10.00-18.00

La Casa di Goethe partecipa alla Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo
INGRESSO LIBERO

Visite guidate gratuite per famiglie 
(con bambini 8-14 anni)

ore 11.00/13.00/15.00/17.00

La Chanson de Roland e la letteratura in volgare nel sud della Francia





















Alla Casa delle Traduzioni martedì 29 settembre ore 17,30-19

Casa delle traduzioni, via degli Avignonesi 32, Roma
La Chanson de Roland
Intervengono il curatore Massimo Giannotta e  Aldo Mastropasqua


La Chanson de Roland, sbocciata nel nord della Francia, inaugura la fioritura di una letteratura d’arte in ‘volgare’ che, pur con radici nella tradizione letteraria medio-latina, e in quella di una letteratura popolare destinata alla recitazione e alla declamazione dei joculatores (interpreti-poeti), instaura un genere nuovo, trovando vasta e importante diffusione e testimonianze in molte altre nascenti letterature nazionali europee. È elemento e testimonianza della civiltà cavalleresca che, in tempi successivi, confluì con il lavoro del movimento letterario trobadorico, fiorito nel sud, in Provenza, nell’esperienza narrativa romanzo cortese.
Il lavoro effettuato in questa traduzione ha cercato di rimettere al centro il ritmo della poesia, elemento importante e di aiuto alla memoria nella lettura o recitazione orale diffusa in un periodo in cui quella individuale non era troppo praticata.

Aldo Mastropasqua ha svolto attività didattica e di ricerca sulla Letteratura italiana dal Settecento al Novecento all’Università di Studi “La Sapienza”, collaborando con docenti come Carlo Salinari, Carlo Muscetta e Giuliano Manacorda. In ruolo dal 1981 come ricercatore universitario confermato, prima presso il Dipartimento di Italianistica (Facoltà di Lettere e Filosofia) poi, dal 1996, presso il Dipartimento di Studi Filologici, Linguistici e Letterari (Facoltà di Scienze Umanistiche), attualmente afferisce al Dipartimento di Studi Americani Europei e Interculturali. Ha costantemente svolto corsi e seminari e si è occupato di alcuni tra i maggiori poeti e romanzieri del Novecento letterario italiano, con particolare riferimento alle linee di ricerca sperimentali e d’avanguardia, ma anche di argomenti di teoria della letteratura e di storia della critica letteraria. È tra i fondatori e i collaboratori dell’Archivio del Novecento e fa parte del suo Consiglio scientifico.

Massimo Giannotta Scrittore, critico, traduttore, si occupa di editoria, di teatro e di televisione. Redattore della rivista on-line Le reti di Dedalus, collabora con diverse case editrici e riviste. Ha seguito alcuni settori del Sindacato Nazionale Scrittori. È fondatore dell’ Associazione culturale La città e le stelle. Ha diretto la collana di letteratura marinaresca Il Narvalo per l’editore IRECO. Ha curato la traduzione di opere letterarie da varie lingue, dall’inglese: Coleridge S. T., La ballata del vecchio marinaio; London J., Fantasmi a Capo Horn; Poe, E. A. Storie di Mare; Gray T., Elegia e altre poesie; Immutato ma irriconoscibile, antologia di poesia fiamminga. Dal giapponese: Takano, K. L’anima dell’acqua e di Autori vari, Sei budda di pietra e Vertigine, antologie di poesia giapponese contemporanea. Come autore ha firmato molte opere: l’ultimo suo lavoro è Protocolli di autodifesa del 2014. Vive e lavora a Roma.

18 settembre 2015

London Design Festival

Envy_Douglas Gordon


Douglas Gordon

The first in a series of limited edition books featuring a different artist for each of the deadly sins. Published in an edition of 25 copies by Seven Sins Press we are in the process of creating the first in this series of amazing books.
This work comprises of 360 monoprinted works bound into seven books. The books are bound in calfskin that has been printed and worked with the artist's inked hands. The books are housed in a very special leather slipcase with inlaid words on all sides, and an outer case covered in heat sensitive material.
The London Design Festival kicks off this Saturday with a week of events held across London. Book Works Studio opens its doors on Saturday 19th, Saturday 26th and 27th September to the public to come in and have a look at some of the things we are currently working on and to see some of our past projects including the automatic flick book.
On Tuesday 22nd September there will be a late night opening featuring live demonstrations of bookbinding and boxmaking in conjunction with the Shoreditch Design Triangle.

http://www.londondesignfestival.com/events

Book Works
19 Holywell Row, London
EC2A 4JB
For further information contact JAN@BOOKWORKS.ORG.UK
www.bookworks.org.uk/studio

14 settembre 2015

Lady Hamilton


Lady Hamilton: Eros e attitude
Culto della bellezza e antichità classica nell'epoca di Goethe

Lady Hamilton: Eros und Attitüde
Schönheitskult und Antikenrezeption in der Goethezeit

Curatore | Kurator: Dieter Richter

Interverranno
Es sprechen

Maria Gazzetti
Direttrice della Casa di Goethe | Leiterin der Casa di Goethe

Susanne Wasum-Rainer
Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania
Botschafterin der Bundesrepublik Deutschland

Dieter Richter
Curatore | Kurator

11 settembre 2015

Spaghetti alla chitarra e fantasia di funghi

INGREDIENTI 
(per 4 persone)
500 g di spaghetti alla chitarra
Fantasia di funghi (300 g): champignon, pioppino, pleures
2 carote
4 Pomodori di Pachino
Un peperoncino
Una foglia di alloro
Aglio, sale e pepe

Condimenti
Olio extravergine di oliva
Mezzo limone
Vino bianco o rosso

PREPARAZIONE
Lavare i funghi sotto acqua abbondante, tagliarli a cubetti e versare il succo di 1/3 di limone perché non anneriscano. Soffriggere, per pochi secondi, uno spicchio di aglio e un peperoncino all'interno di una padella ampia e antiaderente con un filo di olio. Versare i funghi e unire le carote tagliate a punta di matita (è un tipo di taglio che mi riesce facilmente...), una foglia di alloro e coprire con un coperchio facendo cuocere a fuoco lento per 8 minuti. Cuocere la pasta - indicherei una pasta lavorata con il Metodo Lenta Lavorazione che ha un'eccezionale tenuta di cottura. 
Scolare la pasta non completamente, usare un pò dell'acqua di cottura e versare il tutto nella padella saltando gli spaghetti alla chitarra con la fantasia di funghi e un mix di formaggi. Salare, pepare e sfumare con il vino, mantecando il tutto per pochi minuti.

Tempo di preparazione: 20 minuti circa.

Insalata di indivia all'arancia

L'insalata belga che ho scoperto nei supermercati nostrani si presta ad essere un piatto unico e veloce, per consumare una porzione di verdura giornaliera. Può fare da secondo, oppure essere un pasto singolo accompagnato da pane di qualsiasi tipo. Si può preparare a pranzo se il tempo a disposizione e la voglia di cucinare sono pochi oppure la sera, per portare in tavola cibi sani, leggeri e nutrienti.

INGREDIENTI
Indivia belga
Noci sgusciate 
Olive nere
Carote 
Scaglie di grana padano, oppure parmigiano reggiano o pecorino
Per arricchire l'insalata scegliere tra:
1. uovo sodo tagliato a rondelle 
2. fettina di pollo o tacchino cotta precedentemente a vapore e tagliata a strisce
3. pesce azzurro: impanato e fritto in olio di girasole oppure cotto a vapore

Condimenti:
La spremuta filtrata di un'arancia (Tarocco siciliano) - Olio extravergine di oliva - Sale e pepe - Aceto balsamico di Modena oppure Aceto di vino bianco

Praline al cocco

Questa è una ricetta adatta al clima mite e settembrino, per non rinunciare in modo drastico alla piacevolezza del ritmo estivo e vacanziero e concedersi un dolce in qualsiasi momento della giornata. A colazione o magari a fine pasto per premiarsi dopo una giornata di studio o lavoro o, se volete, anche di totale nullafacenza. A volte bisogna pur concedersi delle pause di... ozio e non farsi fagocitare da ritmi frenetici. Per ricaricarsi e magari trovare ispirazione per fare qualcos'altro.
La ricetta delle praline al cocco mi è stata gentilmente passata da Margherita, più amica che collega, in quale occasione riguarda il privato e crediamo non sia di vostro interesse.
Non avendo però tutti gli ingredienti a disposizione in credenza, ho modificato la ricetta originale. Ecco di seguito quello che ne è venuto fuori...

INGREDIENTI
Una tazza di cocco essiccato in scaglie di origine biologica.
Due cucchiai di zucchero raffinato oppure, se preferite, 1 e 1/2 di fruttosio. 
Un vasetto di ricotta da 120 g 

Lasciare da parte un pò di cocco essiccato, circa mezza tazzina da caffè per spolverizzarlo sulle praline a fine impasto. Amalgamare ricotta e zucchero per ottenere un composto semidenso. Preparare poi le praline su cui spargere il cocco messo da parte per la decorazione. Come variante, se preferite il cioccolato, potete incorporare un cucchiaio di cioccolato in polvere - dolce o amaro (in base al vostro gusto). 
Per le dosi qui indicate la resa è di un vassoio del diametro di circa 20 cm. Si consiglia la preparazione la sera prima e di conservare le praline in frigo, ai ripiani alti.

Tempo di preparazione: 10 minuti.

Il blog di Margherita è http://apprendistamamma.blogspot.it/

MICHELE GUIDO and HIDETOSHI NAGASAWA

Michele Guido _ rgbn_ 10.09.2010_03.09_ esagono_ grammichele_ 2010/2013. Courtesy  Z2O Galleria l Sara Zanin

MICHELE GUIDO and HIDETOSHI NAGASAWA
EntreNous _02 the treasure of atreo garden project_2015


September 21st – November 7th 2015
Opening Monday September 21st 2015, h. 6.30 pm

Z2O Galleria l Sara Zanin| via della Vetrina 21, 00186 Rome 

The treasure of atreo garden project_2015 is the second step of a series of exhibitions that involves artists of different generations, within the same gallery space. The project encourages the careful examination of the practical, poetical and stylistic consonances and dissonances, in order to highlight not only the similarities but also the uniqueness of each artist practice.
The relationship between nature and architecture is driven by the capacity of the human intellect to elaborate the real through the filter of the senses and take it to a scientific reason. In this way, the complexity of the universe is apparently measured and contained into a plane or three-dimensional space, dominated by perspectical lines and mathematical ratio which produce the illusion to understand and control the entire sensible universe.
Behind every illusion, remains the awareness that the nature keeps a secret that escape every law or logic, that let be contemplate in an air of mistery. To approach the sensible universe means to prepare to receive also this vagueness in order to make it fruitful. The suspension, the contemplation and the meditation are complementary aspects to the scientific process that allow to go nearer to the natural universe.
The artistic research of Michele Guido and Hidetoshi Nagasawa intervenes in this main phase of contemplation, the crossroad between the nature and the digressions of the architecture draws the boundaries of a shade that, through art, can worm out the most mysterious aspect of the real. The two artists give up the demand to reduce the space into a reason-vision exclusively scientific, they instead welcome the emotional nature to translate it into an incipit and modus operandi of an artistic practice that approaches the nature in a more mimetic praxis, liberated by every intellectual prejudice.

Michele Guido e Hidetoshi Nagasawa. EntreNous


01_Michele Guido: vsm_05.08.14_01.10 _andricus quercuscalicis project_2014 

MICHELE GUIDO e HIDETOSHI NAGASAWA

EntreNous _02 il tesoro di atreo garden project_2015


21 settembre – 7 novembre 2015
Opening Lunedì 21settembre 2015, ore 18.30
z2o Sara Zanin Gallery, via della Vetrina 21, Roma



Il tesoro di atreo garden project_2015 è la seconda di un ciclo di mostre che vede coinvolti artisti di differenti generazioni all’interno di uno spazio condiviso. Il progetto espositivo sollecita un’attenta disamina delle consonanze e dissonanze di pratiche, poetiche e linguaggi, condizione favorevole al disvelamento non solo di possibili affinità ma, e soprattutto, della specificità e unicità di ogni singolo percorso artistico presentato.

Il rapporto tra natura e architettura è governato dalla capacità dell’intelletto umano di rielaborare il reale attraverso il filtro dei sensi e di riportarlo ad una ragione scientifica, sia essa logica, matematica o geometrica. In questo modo la complessità dell’infinitamente grande viene apparentemente misurata e contenuta in uno spazio piano o tridimensionale dominato da linee prospettiche e da rapporti matematici che producono nell’uomo l’illusione di comprendere e controllare l’intero universo sensibile.
Permane, dietro ad ogni vacua illusione, la consapevolezza che la natura conserva un segreto che sfugge ad ogni logica o legge, che si lascia contemplare in un affascinante alone di misteriosità.
Accostarsi all’universo sensibile significa predisporsi ad accogliere anche questo grado di indeterminatezza per renderlo generativo e fecondo. La sospensione, la contemplazione e la meditazione sono aspetti complementari al processo scientifico e al calcolo matematico che permettono di accostarsi il più possibile all’universo naturale.
E’ in questa precipua fase di contemplazione che interviene la ricerca artistica di Michele Guido e Hidetoshi Nagasawa, nel crocevia tra le rotte della natura e le divagazioni dell’architettura si disegnano i confini di una zona d’ombra che riesce a carpire, attraverso l’arte, il lato più misterioso del reale.

Gli artisti abbandonano la pretesa di ridurre lo spazio ad una ragione-visione esclusivamente scientifica, accolgono quel grado di poeticità ed emotività per tradurlo nell’incipit e modus operandi di una ricerca artistica che si accosta alla natura in una prassi più mimetica che interpretativa, liberata da qualsivoglia pregiudizio intellettuale.

Z2O Galleria l Sara Zanin| via della Vetrina 21, 00186 Roma | T. +39 06 70452261 | www.z2ogalleria.it | info@z2ogalleria.it
Orario di apertura: da martedì a sabato 11:00 - 19:00 (o su appuntamento)

English version

JAMES BIDGOOD & JOHN MAYBURY

Courtesy Galleria LORCAN O'NEILL Roma



A Special Presentation of Photographs by


JAMES BIDGOOD & JOHN MAYBURY

Friday 11 September 2015   18:00 – 19:30

Before making the extraordinarily influential film Pink Narcissus in the mid-1960s, which revolutionized erotic imagery, James Bidgood made a series of photographs setting young male models in elaborate “underwater” sets constructed in his New York tenement apartment. These early and now rare vintage images were developed and printed at a local drugstore and were advertised for sale in men’s physique magazines in the 1960s. Bidgood, who lives in New York, has released the last of these colour vintage prints for a special presentation in Rome.

Alongside the Bidgood prints, the avantgarde British filmmaker John Maybury will show recent black and white photographs taken of the performer Arthur Gillet among the ruins of the ancient Greek Temple of Segesta in Sicily.

GALLERIA LORCAN O’NEILL ROMA
VICOLO DEI CATINARI 3   ROME 00186   ITALY  
+39 06 6889-2980  mail@lorcanoneill.com
La Galleria è aperta mart-sab 11:00-19:00 / 
The Gallery is open Tue-Sat 11am-7pm

7 settembre 2015

Metternich e l'imposta di bollo sull'aria

Abbiamo lasciato Metternich per un po’ di tempo al suo silente lavoro per supportare la tranquillità del re lillipuziano che, ora, aveva designato il suo delfino. Quest’ultimo aveva una nutrita schiera di educatori che lo formavano al ruolo che avrebbe di lì a poco ereditato. Intanto presenziava incontri e appariva in pubblico, dimostrando alcune affinità col prozio ma un’origine diversa, poiché non era della stirpe di Lilliput, ma discendeva dal ramo cadetto di una stirpe comunque apparentata alla sua. Solare, sorridente, comunicativo, piaceva al popolo che aveva, tuttavia, sempre qualcosa di cui lagnarsi. Una parte, infatti, dimostrava in svariate occasioni, un certo malcontento, dettato, forse, dalle tasse sulle derrate alimentari introdotte anni fa da Metternich e dai tagli che aveva ritenuto necessari in diversi settori.

Metternich aveva i consueti grattacapi e non poteva, anzi, non voleva turbare la tranquillità del re lillipuziano. Così come ministro dell’Economia passava le sue giornate alla scrivania. Anche questa volta, purtroppo, i conti non tornavano. Di buon’ora leggeva la rassegna stampa e non tralasciava, meticoloso com’era, di considerare il parere di locali e stranieri. Un articolo, in particolare, riportava il parere di un turista, che di passaggio nella capitale disse al giornalista: “l’economia è a terra, si stampano banconote ma la crisi investe l’intero continente, non solo quello europeo, ma anche gli altri”. Parere di un passante che tra l’altro si era espresso non in francese, la lingua ufficiale, ma in un inglese che il giornalista aveva tradotto e affidato alla stampa. La stampa poi, si disse Metternich, è da prendere con le pinze, ci vorrebbe un intero giorno per distinguere tra giornalismo filo-governativo, allarmista, attendibile, di denuncia, veritiero, locale ed estero (uno sguardo al mondo che ci guarda è doveroso, la veduta d’insieme anche e che i giornalisti facciano il loro mestiere più che legittimo). Sospirò, bisogna ascoltare attivamente i dubbi e i pareri di tutti e poi deciderò in base al ruolo che mi compete.

Le risoluzioni successive, maturate nella seconda parte della giornata, furono di ponderare una nuova tassa: sull’aria che si respira perché sul resto degli elementi - acqua, terra, fuoco - esistevano già le rispettive imposte. Certo sapeva che c’erano delle aree insalubri, dove l’imposta sull’aria non sarebbe stata valida, creando zone ad aria limitata.
Era stato informato da fonti ministeriali che in alcuni sobborghi cittadini o nella stessa arteria principale di alcune città, per esempio, fare una semplice passeggiata corrispondeva a fumare un certa quantità di tabacco, volenti o nolenti, mentre si visitano le attrattive, si fanno acquisti nei boulevards, le famiglie escono di domenica insieme ai loro bambini.

Nel tardo pomeriggio, l’ordine del giorno prevedeva di scrivere a un consulente esterno, di nome Giorgio Vasari. Intendeva coinvolgere in un governo sovranazionale degli esperti appartenenti a una categoria a cui non aveva ancora pensato: gli artisti. Non aveva in grande simpatia la penisola italiana e i suoi tanti e frammentati staterelli, per lui era e restava una propaggine geografica dell’impero. Voleva, questa volta superare e mettere da parte il pregiudizio, chiedendo al Vasari quali fossero gli artisti più dotati e quotati per coinvolgerli in una squadra di governo temporaneo. 
Dopodiché non gli rimaneva che aspettare la risposta del Vasari, che degli artisti e delle loro vite era un conoscitore di pregio.



Da continuare…

1 settembre 2015

La Fondazione per e con il Sud



Intervista a Daniela Castagno
Responsabile Ufficio Attività Istituzionali della Fondazione CON IL SUD

Fondazione CON IL SUD
, Via del Corso 267, Roma

La Fondazione CON IL SUD – ente no profit nato nel 2006 come fondazione per e con il Sud – è una fondazione nata per favorire interventi “esemplari” in aree specifiche per la valorizzazione dei giovani talenti e dei beni comuni del territorio meridionale del Paese.
Sostiene, infatti, da diversi anni a questa parte, progetti che, per qualità, possano essere esempi di riferimento per lo sviluppo del capitale sociale del Mezzogiorno.

1.    Che cosa è Fondazione CON IL SUD, quali i suoi scopi e come è nata l’idea della Fondazione?
La Fondazione CON IL SUD è un esempio unico in Europa perché nasce da un’alleanza di forze di origine bancaria e non, il volontariato e il terzo settore (enti pubblici, università, operatori privati e parti sociali).  È quindi un organismo che ha due anime non contrapposte: erogatori e beneficiari. Siamo all’ottavo anno di attività - la Fondazione nasce nel 2006. L’obiettivo è creare nel Mezzogiorno condizioni di infrastrutturazione sociale. Le premesse per rafforzare forme di coesione sociale e benessere condiviso. 
Le aree di intervento sono:
  • l’educazione dei giovani alla legalità e alla convivenza civile,
  • lo sviluppo di capitale umano di eccellenza (per esempio ricercatori universitari),
  •  il bene comune (curare e valorizzare i beni culturali e ambientali confiscati alla mafia, o, in generale, favorire la riappropriazione degli spazi fisici da parte dei cittadini),
  •  i servizi socio-sanitari (per lo sviluppo, la qualificazione e l’innovazione),
  •  welfare locale, la mediazione culturale e l’accoglienza degli immigrati.
2.     Che cosa intende la Fondazione per cultura del “bene comune”?
Il “bene comune” è un concetto articolato e un elemento trasversale a ogni progetto. La cultura del “bene comune” ha lo scopo di responsabilizzare il cittadino nei confronti della comunità di appartenenza, tramite un’azione orientata e obiettivi rilevanti per il territorio.
A metà ottobre di quest’anno saremo a Palermo con un evento specifico. Ogni anno è dedicato un evento al bene comune, che si tratti della manutenzione delle scuole, dei parchi, o di beni confiscati, per esempio.

3.    Come i progetti finanziati dalla Fondazione possono migliorare le condizioni di vita dei cittadini, specie delle categorie più deboli, laddove questi progetti sono attuati e realizzati.
Il terzo settore, il volontariato e gli enti no profit, sostenuti dalla Fondazione, sono parte attiva e operante sul territorio. Ci affidiamo a queste organizzazioni per avere una lettura dei cittadini, del target di riferimento, dei destinatari dei progetti. Per esempio ragazzi, scuole, famiglie. La Fondazione destina dei finanziamenti, la popolazione ne è la beneficiaria. Spetta alle suddette organizzazioni proporre iniziative che abbiano un impatto. La riconversione di un bene confiscato alla mafia per esempio (dalla creazione di una cooperativa, o di un centro ippico), hanno un richiamo perché sono strumenti attivi e aperti al territorio, e hanno una valenza significativa, oltre che educativa e comunicativa notevole.

4.      I programmi di sostegno al volontariato chi coinvolgono e interessano in primo luogo?
La Fondazione agisce attraverso il terzo settore: c’è un coinvolgimento di cittadini comuni, della popolazione locale. Una modalità di intervento molto recente (da cinque anni a questa parte) è mirata alla promozione di un bando per le associazioni di volontariato e di altre organizzazioni simili che lavorano nello stesso settore. Le parti coinvolte necessitano di strumenti di rafforzamento, poiché non sono professionisti e hanno bisogno, per questo motivo, di un supporto in più. È essenziale fare rete. Insieme.  

5.    Sul sito istituzionale della Fondazione è presente una pagina denominata “Scaffale dei progetti”. Che cosa contiene e che finalità ha?
Il principio è il seguente. Ci sono sei regioni (Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna): finanziamo l’8% dei progetti proposti. Succede che ci siano proposte valide ma che non sono, però, le migliori. Lo Scaffale potrebbe essere un luogo di raccolta di buone idee per potenziali finanziamenti per sostenere iniziative di natura sociale nel Mezzogiorno.

6.      Bandi e iniziative: per partecipare quali sono i requisiti?
Variano da bando a bando. Vengono tenuti in considerazione e valutati in base ai seguenti parametri principali:
  • essere presenti in partenariati (organizzazioni dei territori del Mezzogiorno e del terzo settore),
  • presentare proposte chiare e articolate,
  • dimostrare l’impatto sulla popolazione, la sostenibilità del progetto (in un’ottica di medio e lungo termine) e la sua continuità temporale.
7.    Come si vive in una Fondazione di Comunità, da voi concepita come strumento di infrastruttura, e qual è il ruolo dei singoli cittadini al suo interno. Ricevete un feedback?
Il principio della Fondazione di Comunità è particolarmente diffuso nel Nord Italia e la Fondazione con il Sud ne intende sostenere la creazione anche nel Mezzogiorno. Ogni comunità definisce la modalità di azione perché si basa sui soggetti. Sono fondazioni che si impegnano nella gestione di un patrimonio, raccolgono fondi, attraverso cui si finanziano iniziative – per questa ragione, fondamentali sono la capacità di ascolto e la soddisfazione dei bisogni dei soggetti, poiché le fondazioni aggregano soggetti finanziari e attraggono risorse nella realtà locale. Sono dei percorsi in atto. La nostra Fondazione diventa per loro un partner strategico.
Per esempio, la Fondazione di Comunità San Gennaro nasce da un progetto del 2008, nel quartiere Sanità di Napoli. È un progetto di sei anni, coinvolge organizzazioni di volontariato e artigiane, imprenditori e fondazioni esterne.
La Fondazione di Comunità di Messina nasce per opera di un gruppo di associazioni (coinvolte nel processo TSR: Territori Socialmente Responsabili). Si applicano in questo caso, principi innovativi di finanza etica, in accordo con la Camera delle Ammende, per liberare persone internate nell’ospedale psichiatrico giudiziario per lavorare a un progetto in ambito fotovoltaico.

8.     Che esperienza può fare una ragazza o un ragazzo in una Fondazione di comunità?
Dipende dal background, dall’età. N
el caso di un laureato o una neolaureata può voler significare capirne i meccanismi. Nel sito ci sono i recapiti delle Fondazioni, c’è sempre nella loro distribuzione una competenza geografica e un’attenzione verso le realtà nuove.

9.    Gli immigrati sono parte integrante della cittadinanza del Paese. Come valuta la Fondazione la loro presenza nel contesto sociale attuale? L’integrazione è la strada da percorrere?
Sì, gli immigrati sono parte integrante della cittadinanza del Paese. Motivo per cui la Fondazione ha ritenuto l’integrazione un tema trasversale in ogni bando pubblicato. Per esempio, nell’affrontare la dispersione scolastica se ci sono ragazzi stranieri saranno inclusi nel progetto. Anche nei progetti riguardanti l’ambito sanitario.
L’anno scorso è stato indetto un bando specifico per l’integrazione. I temi: la tratta lavorativa e sessuale e l’attivazione di proposte di lavoro sia in modo autonomo che associativo, articolato in percorsi di formazione, orientamento e creazione di impresa sociale. Siamo all’inizio, i progetti sono stati approvati a marzo. Naturalmente, nel caso dei rifugiati attuali è richiesto un altro approccio.
Queste azioni e progetti di integrazioni investono il Mezzogiorno. Si tratta di una riflessione fatta insieme ad altre Fondazioni europee. L’interlocutore principale è e rimane, sempre, il volontariato del terzo settore.

Per quanto concerne la cultura, essendo la nostra una fondazione privata, abbiamo libero movimento nello svolgere gli scopi prefissi. L’anno scorso abbiamo applicato una modalità innovativa: abbiamo selezionati dei beni (pubblicati nel sito), circa quattordici o quindici beni fisici che sono collocati nel territorio. 
Non solo musei, noi spingiamo sul concetto di riappropriazione. Si è ridato al Mezzogiorno il Castello di Federico II in Sicilia per esempio e altri luoghi di interesse (l'elenco è disponibile sul sito), scegliendo le proposte migliori relative al bando Storico-Artistico e Culturale 2014.

Una volta chiuso ogni bando  e ricevuto le proposte, valutiamo come quanti hanno partecipato, immaginano di riappropriarsi del territorio e realizzare le loro proposte.


Fondazione CON IL SUD
Per ulteriori informazioni il sito di riferimento è:
http://www.fondazioneconilsud.it/