26 marzo 2015

Il dimenticato Ottocento




Artisti dell’800
Temi e Riscoperte
Galleria d’Arte Moderna
Via Francesco Crispi 24, Roma
Fino al 14 Giugno 2015


La Galleria d’Arte Moderna custodisce opere rappresentative delle tendenze artistiche post risorgimentali e del Novecento attive nella Capitale, per un complessivo di ben tremila facenti parte della attuale Collezione di via Crispi, all’interno dell’antico monastero delle Carmelitane Scalze. Il primo nucleo di questo museo venne inaugurato a Palazzo Caffarelli in Campidoglio e nel 1931 venne trasformato in Galleria Mussolini. Vasta è la presenza di capolavori degli anni Trenta: De Chirico, Mafai, Severini, Morandi, Capogrossi, Afro, Carrà, Sironi, Manzù tra i tanti artisti ospitati.
Ad apertura del percorso museale ci si imbatte nella Cleopatra di Girolamo Masini che riprende un personaggio emblematico e seducente tipico dell’arte e della letteratura di fine Ottocento. Cleopatra, imponente nelle fattezze, assume una posa meditabonda e malinconica, accasciata sul dorso di un leone, descritta nel dettaglio delle pieghe della gonna, dei sandali, dei monili e del cesto di frutta con l’aspide poggiato di fianco che nella riproduzione omaggia lo stile caravaggesco.
Tra le altre sculture ritroviamo la Bagnante di Marini, gli Amanti di Primi e il Pescatore di anguilla di Basaldella, a sorpresa poi si possono incontrare un Busto di Signora di Rodin e sculture di Naiadi di Mario Rutelli simili a quelle destinate alla fontana realizzata per piazza della Repubblica. 
Uno spazio apposito è riservato allo scultore napoletano Vincenzo Gemito (1852-1929), autodidatta verista dalla vita travagliata e turbolenta (si ammalò di sifilide a Parigi e rientrato in Italia dopo l’internamento in manicomio, visse per venti anni chiuso nella sua stanza). Di Gemito, che trovava i suoi modelli nei vicoli del centro partenopeo e prediligeva materiali plasmabili come cera, terracotta e bronzo, si possono ammirare i ritratti della moglie Anna, modella di cui è anche presente un ritratto del pittore Morelli, e il busto di Verdi oltre a una sezione su alcuni busti, studi e bozzetti per una statua equestre di Alessandro Magno.
La mostra Artisti dell’800 è invece interamente dedicata agli artisti di un periodo storico ricco di fermenti e caratterizzato da profondi cambiamenti sociali ed economici che segnano l’inizio di una nuova epoca. Le opere documentano il periodo che va dalla seconda metà dell’800 agli anni Venti del secolo successivo. Il percorso si articola in sei sezioni tematiche. La prima L’arte a Roma contiene esempi della pittura del paesaggio, le opere di Nino Costa come Alla fonte – La ninfa del bosco, ispirano la pittura simbolista di Giulio Aristide Sartorio di cui è ospite in sala Le vergini savie e le vergini stolte. Un capolavoro dimenticato che occupa un’intera parete è La Passeggiata al Pincio di Leroux.
A seguire Visione e sentimento del Nord e Atmosfere meridionali dove spicca Il Tasso presso sua sorella a Sorrento di Altamura. Queste sezioni hanno in comune con la prima l’appartenenza alla poetica del vero e il passaggio verso il Decorativismo e le correnti simboliste.
Si procede con l’interessante sezione del Ritratto che si richiama alla tradizione nello scopo di definire il ruolo sociale e il ceto di appartenenza, ma cerca anche di cogliere la fisionomia e lo stato d’animo del personaggio sotto l’influenza della nascente fotografia. Affascinanti sono i ritratti di donne, signore borghesi e fanciulle, da segnalare un Ritratto di Fattori di Guglielmo Micheli.
La quinta sezione Classicismo e richiamo all’antico racchiude opere che traggono ispirazione dall’antichità: dalle vedute di rovine romane alle scene storiche e neopompeiane. L’ultima sezione Intimismo, quotidianità, scene di vita popolare è la più varia per soggetti e momenti di vita rappresentati, trae spunto dai rapporti umani, da stati di solitudine, abitudini di vita, lavoro e ha uno sguardo sulle scene di vita quotidiana e popolare dal taglio intimistico di origini caravaggesche e debitore dell’arte fiamminga e olandese del Seicento. Qui si passa da Il Bacio di Ferraresi alla Indovina del medesimo, per continuare con La moglie al sole di Moggioli agli abbracci teneri e avvolgenti delle Maternità – donna con bambino di Chiesa e Affetti – Maternità di Gaudenzi.
Artisti dell’800 è una mostra che si rivela un vero e proprio dialogo, a più voci, tra artisti italiani ed europei che nella rappresentazione di una veduta, in un piccolo scorcio di mondo, nella descrizione dei tratti di un personaggio, offrono al visitatore un panorama dell’arte romana di un altro tempo, di un secolo trascurato, talvolta ripudiato e poco studiato, di cui è invece piacevole e stimolante riscoprirne i temi della narrazione e gli oggetti del racconto storico-artistico.

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