10 marzo 2015

Il racconto di Kaarina Kaikkonen: mosaici e frammenti del quotidiano



KAARINA KAIKKONEN


28 marzo – 16 maggio 2015
opening: SABATO 28 MARZO 2015, h. 18.00-20.30
z2o Sara Zanin Gallery, Via della Vetrina 21, Roma




Presso z2o Sara Zanin Gallery si terrà a breve la terza personale dell’artista finlandese Kaarina Kaikkonen.  
L’alfabeto di Kaarina Kaikkonen si alimenta di frammenti di esistenze e storie quotidiane che, come piccoli tasselli di un mosaico corale, si legano e stratificano costituendosi in un linguaggio individuale ma universalmente riconoscibile.          
Questi frammenti non sono altro che abiti e oggetti quotidiani in disuso, recanti le vivide tracce della vita che li ha preceduti, testimoni silenti di una storia o moniti alla memoria. Camicie, scarpe, giacche e posate, come monumenti di esistenze passate, divengono depositari di valori storici, sociali, etici e politici in dialogo con il luogo nel quale si trovano a rivivere.         
All’apparenza fragile e lieve, come può esserlo solo un pezzo di stoffa lasciato libero al vento, l’opera di Kaarina Kaikkonen è invece appesantita, irrigidita e inamidata conquistandosi, nel tempo e nello spazio, una propria valenza di monumento persistente e tenace.        
L’abito come sensibile pellicola che separa e, allo stesso tempo, relaziona l’essere umano con l’ambiente che lo circonda, propagazione dell’identità dell’individuo nella società. Come spiega l’artista, l’indumento conserva i segreti che le persone si portano dentro, farne materia prima per le opere è un modo per coinvolgere segmenti di vita dei singoli individui nella propria arte, sublimandola in corale ed universale. L’opera è concepita attraverso una sensibile predisposizione dell’artista all’ascolto del luogo, alla sua storia e al tessuto sociale che lo anima. Le modalità di lavoro dell’artista ne sono la premessa: il coinvolgimento e l’intervento delle persone del posto, chiamate a donare i propri abiti dismessi o a collaborare alla realizzazione delle installazioni, sono i dispositivi attivatori di dinamiche relazionali e partecipative volte a ristabilire una condizione di coesione e senso di appartenenza del singolo individuo nel contesto sociale.
Lo sconfinamento della scultura nell’installazione e, sua volta, nello spazio architettonico o nella natura, è l’esito del legame profondo che viene a costituirsi tra l’arte, la vita, la geografia e la storia, in un sodalizio non solo estetico ma etico.      
La stessa forma estetica delle opere dell’artista, solitamente connotata da un struttura modulare nella quale ciascun elemento è connesso all’altro, in un complessivo legarsi e sovrapporsi, crea un tessuto metaforicamente sociale, nel quale il singolo individuo si unisce all’altro per costituire una comunità, a sua volta individuata da un luogo, da una storia e da una cultura. 
Il grande potere di immediatezza delle opere di Kaarina Kaikkonen risiede proprio nel loro valore antropologico, ovvero di saper raccontare una storia, di lasciarsi leggere senza l’aiuto di una didascalia, poiché i paesaggi e le geografie composte dall’artista non sono altro che paesaggi di persone con le loro geografie interiori.

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