9 marzo 2015

L'intima vita delle cose in Giorgio Morandi

Giorgio Morandi 1890-1964
Roma, Complesso del Vittoriano
28 Febbraio-21 Giugno 2015


L’ampia rassegna dedicata all’artista bolognese (1890-1964), visitabile presso il Complesso del Vittoriano fino giugno, ospita un centinaio di opere tra disegni, acquerelli, oli e incisioni. Tutte tecniche in cui Morandi eccelleva, dando prova con la sua vasta produzione di essere uno dei maggiori artisti del suo tempo nel panorama locale e internazionale del Novecento.

Una mostra articolata sui grandi temi in cui si è cimentato l’artista: fiori, nature morte e paesaggi.  L’aspetto più peculiare di Morandi è la dedizione con cui si è applicato nel ritrarre la vita e quasi, a mio dire, il suono misterioso degli oggetti perché nel ricorrente ripetersi di imbuti, bricchi, vasi, bottiglie e oggetti da cucina, come pure nella rappresentazione di conchiglie da cui sembra quasi scaturire l’eco delle onde del mare, in tutto questo,  Morandi non scade mai nella monotonia, né sul piano cromatico, né tanto meno in una banale, scontata, piatta e realistica riproduzione.

Il suo appare come un universo poetico, spesso dominato dall’aspirazione alla sintesi e a un’essenzialità compositiva raggiunta su un piano astratto e rarefatto di forme e colori, con un chiaro ed evidente richiamo alla geometria dei volumi che già Cézanne aveva teorizzato e ravvisato in ogni aspetto del mondo fenomenico che non è tale e quale come appare alla nostra retina ma ben diverso e caratterizzato da un tripudio di coni, cilindri, sfere, cubi. Morandi pose alla base di quelle che chiamava variazioni sul tema, la costante ricerca dell’essenza delle cose perché nell’estrema e umile semplicità di un oggetto si tocca il fondo e si rintraccia appunto quella che lui stesso definiva l’essenza delle cose, animate da un significato del tutto nuovo che sfugge alla cruda percezione e alla mera apparenza.

Personalità riservata e lontana da specifiche appartenenze a correnti o gruppi intellettuali suoi contemporanei, Morandi visse coltivando la sua personale ricerca espressiva tra la casa di via Fondazza a Bologna e quella sull’Appennino, a Grizzana, i cui paesaggi furono spesso rappresentati dall’artista. Maestro di disegno alle elementari, ottenne la cattedra di Incisione all’Accademia di Belle Arti per gli esiti raggiunti in questa tecnica pittorica. Riconobbe e studiò la pittura toscana, in particolar modo Masaccio e Giotto, e non fu lontano dallo stile dei maestri del passato come Renoir per i suoi fiori, Corot e Cézanne tra gli altri.

Se dovessi dare delle motivazioni per vedere dal vivo delle opere di Giorgio Morandi, ci sarebbe senza dubbio l’originalità dello stile di questo artista, e il fatto che non ci si stanca mai di ammirare una sua opera quasi si venisse rapiti con un semplice sguardo da opere che, anche in un raccolto e piccolo formato, non smettono mai di trasmettere una intrinseca personalità delle cose rappresentate, animate da richiami a motivi e temi quotidiani che li rendono partecipi di un sentire intimo e tutt'ora vivo.

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