16 aprile 2015

Kaarina Kaikkonen dentro l'anima dell'indumento


Z20 Sara Zanin Gallery, Via della Vetrina 21, Roma
Fino al 16 Maggio 2015


L’arte di Kaarina Kaikkonen (nata a Iisalmi, Finlandia, nel 1952, vive e lavora ad Helsinki) è imprescindibile dall’immaginario che alimenta le sue creazioni. La sua creatività cerca ispirazione in oggetti, camicie, giacche, abiti in disuso la cui appartenenza a persone vere li rende partecipi di un vissuto, di un racconto che sappia veicolare un messaggio e farsi storia. I sopralluoghi dell’artista seguono un iter ben preciso, perché l’artista con un’aurea sensitiva interpreta il posto in cui lavora, ricerca i nodi e i legami all’interno di una collettività, ai cui membri richiede la collaborazione attraverso la donazione di abiti dismessi che l’artista taglia, assembla, ricuce, annoda, sovrappone per strati, uno ad uno, a voler riprodurre quella stessa struttura che anima il tessuto sociale e dentro cui l’individuo agisce e intesse le sue relazioni.
Le tre sale della galleria ospitano opere ricavate da camicie e giacche d’uomo e vestiti da bambino, frammenti di vita che con un linguaggio innovativo parlano di memoria ed esperienze. L’indumento è il protagonista di ogni scena per il ruolo e il significato che comporta indossare un vestito, di valenza e status sociale, ma anche per il suo farsi metafora di racconto, custode della vita trascorsa, diario-confessione della vita intima di chi lo porta. Kaarina Kaikkonen, e le sue opere lo dimostrano, è consapevole che non è l’attuale connotazione fisica a caratterizzare e animare l’indumento, bensì l’averlo indossato e vissuto che lo rende simbolo di una presenza che si fa estensione personale entro un determinato ambiente fino a diventare forma e manifestazione del proprio modo di essere.

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