23 aprile 2015

Piero Angela racconta perché leggere

Il Museo ci racconta
Museo Napoleonico, Piazza di Ponte Umberto I, 1, Roma


Termina oggi, festa di San Giorgio e Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, l’iniziativa #ioleggoperché, voluta dall’Associazione Italiana Editori e realizzata sull’intero territorio nazionale, consistente in un insieme di incontri ed eventi per la promozione del libro e della lettura in spazi cittadini che sono diventati teatro, a partire da sabato 18 aprile, di un fitto programma destinato all’arte di leggere.
Sabato 18 aprile al Museo Napoleonico, dopo un'interessante visita guidata nella dimora che Giuseppe Primoli, figlio del conte Pietro Primoli e della principessa Carlotta Bonaparte, donò a Roma nel 1927 e che raccoglie opere d’arte, ritratti, busti, biblioteche personali, cimeli napoleonici, c’è perfino un gioco di società regalato a Napoleone durante il soggiorno a Sant’Elena, ed esempi di memorie familiari, come diari, vestiti, pantofole e gioielli dei discendenti Bonaparte, è stato possibile ascoltare un intervento di Piero Angela sul ruolo della lettura. 
Piero Angela ha smesso le vesti del familiare presentatore televisivo e ha conversato amabilmente, con la consueta immediatezza verbale che gli è propria e senza smentire la sua capacità nel comunicare concetti difficili e complessi usando parole semplici e accessibili a chiunque passando da discorsi sull’origine delle stelle, alla natura della luce fino agli accenni alle letture paterne di classici come Tacito. Lo ha fatto con l’affabilità di un uomo dedito alla divulgazione per mestiere e passione e animato da una scintilla di curiosità verso la conoscenza che l’età non sembra affatto scalfire. D’altronde a conferma di questa personalità dai tanti interessi e dall’intelligenza vivace c’è una molteplice e intensa attività intellettuale che non conosce arresto, con all’attivo la pubblicazione di 37 titoli e uno prossimo in uscita. 
Piero Angela si è fatto portavoce, in lungo e in largo, dell’importanza di coltivare il piacere della lettura. A suo dire, ci si può fare un’idea della persona che si ha di fronte da come passa il proprio tempo libero. Se predilige attività di un certo tipo, alcuni tipi di compagnia, o dedicare qualche ora a un buon libro. Leggere, molte ricerche lo provano, rende più intelligenti, dando alla persona risorse e strumenti di interpretazione della realtà, amplia lo specchio del proprio orizzonte, consente di fare esperienza. È per questo che bisognerebbe insegnare molto presto ai bambini a tenere in mano un libro, a esplorarlo.
È risaputo che in Italia, rispetto ad altri paesi dove dalla metropolitana alla spiaggia il libro è una sorta di appendice, si legge poco e il pubblico sia in gran parte femminile. 
Sarebbe necessario trasmettere una consapevolezza maggiore dei benefici della lettura che induce il lettore a essere allo stesso tempo lettore e scrittore perché leggendo si ricrea e ci si immagina quanto è narrato e il libro vive anche più vite e più versioni nell’immaginazione di chi lo legge. Si sviluppano con la lettura capacità creative e si attivano processi cognitivi che la mente sperimenta ogniqualvolta ci si concede alle pagine di un libro, che è un compagno di viaggio da sottolineare, per poi tornarci magari a distanza di tempo a rinverdire concetti e pensieri che ci hanno stimolati, ci hanno fatto riflettere e accompagnato per un tratto del nostro viaggio.
Il divulgatore scientifico ha infine concluso affermando che nell’universo la terra è una parte infinitesimale talmente piccola da essere un punto insignificante vista dal lontano spazio. Gli uomini dovrebbero prendere coscienza della bellezza del posto dove viviamo, dell’unicità dell’esistenza e di quanto ci offre e ci circonda in termini di natura, cultura, arte, mettendo invece da parte le brutture e le nefandezze del mondo di cui l’uomo si fa spesso malaugurato artefice. 

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