16 aprile 2015

Vincent Van Gogh, A New Way of Seeing


Vincent Van Gogh, A New way of Seeing è uno straordinario documentario di David Bickerstaff, un film, la cui produzione è durata ben due anni, realizzato per celebrare il 125° anniversario della morte di Van Gogh (1853-1890). Girato anche all’interno del Van Gogh Museum di Amsterdam, dove lo spettatore ha la possibilità di compiere un tour virtuale tra i tesori del pittore olandese qui custoditi, il film è stato un evento cinematografico mondiale unico, proiettato in contemporanea nelle sale di Europa, Stati Uniti, Canada, Africa, America Latina, Australia, visibile in un’unica giornata. 

Il documentario si avvale del contributo di storici dell’arte, esperti, critici e curatori del Van Gogh Museum che aggiungono di volta in volta un tassello a quello che vuole essere un ritratto del pittore come pure dell’uomo Van Gogh. È certamente un’impresa complicata spiegare le ragioni per cui un artista che ha conosciuto in vita incomprensione e marginalità, sia diventato a posteriori una leggenda e i suoi capolavori abbiano superato ogni altro record alle vendite all’asta. Viene di fatti seguito un metodo di indagine che spiega come l’apprezzamento di pubblico, occidentale e orientale, verso questo artista non sia riconducibile a un semplice successo finanziario della sua produzione.
Di lui si ricorda la figura emarginata e solitaria nelle comunità dove ha vissuto, facile ai cambiamenti d’umore. 
Il film è anche un racconto dell’esistenza, dei soggiorni  in Gran Bretagna, del ritorno in Olanda dove sulla scia paterna Van Gogh svolse l’incarico di evangelista che presto abbandonò per dedicarsi al disegno e alla pittura prima a Bruxelles, poi all’Aja e ad Anversa, dove non incontrò il favore dei professori dell’Accademia.
Fu a Parigi che assorbì i fermenti delle avanguardie e conobbe nell’atelier di Cormon Toulouse-Lautrec e Bernard e grazie al fratello Theo, che lavorava presso una galleria d’arte, entrò in contatto con impressionisti come Monet, Degas, Pissarro, Renoir, Signac e Gauguin. Ma la vita brulicante di Parigi era troppo per i fragili nervi di Vincent che si risolse a spostarsi a sud, ad Arles, dove soggiornò nella “casa gialla” dove avrebbe voluto creare una comunità di artisti, mossi da comuni intenti. Qui fu raggiunto dal solo Gauguin, per la cui stanza aveva in mente di realizzare una serie di Girasoli che l’artista tanto amava. Il sodalizio durò solo due mesi per evidente incompatibilità caratteriale e Vincent passò in seguito lunghi periodi di internamento nel manicomio di Saint-Remy, continuando senza sosta a disegnare e dipingere. Negli ultimi anni prima del suicidio si trasferì ad Auvers-sur-Oise dove trovò amicizia e protezione nel dottor Gachet. 
Van Gogh dipinse nel breve arco della sua vita circa 450 quadri, 40 autoritratti. Era ossessionato dall’idea di una propria autorealizzazione, con costante applicazione e impegno perseguiva un’arte capace di esprimere il ritmo cangiante delle stagioni, la mutevolezza dei dati atmosferici, gli effetti del vento, della luce sul paesaggio, l’armonia della natura nel pieno della sua vitalità. Non mancò di omaggiare il ritratto che considerava “originale e durevole” perché nelle figure rappresentate in interni domestici, come I mangiatori di patate, o nei contadini dei paesaggi rurali Van Gogh fa della pittura un mezzo di conoscenza, uno strumento di comprensione dell’animo umano, delle sue sofferenze, delle sue fatiche quotidiane. Di certo Van Gogh era un uomo attento alla sofferenza umana, acuito da un’estrema sensibilità verso le persone anche più comuni e dotato di uno spirito di osservazione tale da nutrire un autentica venerazione per la natura. La sua è stata una vicenda esistenziale documentata dall’epistolario che Vincent intrattenne con il caro fratello Theo, una testimonianza della grandezza dell’artista, di chiare e lucide teorie sull’arte, e una dichiarazione delle paure e della solitudine dell’uomo, che visse fino agli ultimi dei suoi giorni nella disperazione di un fallimento che il tempo ha invece di gran lunga smentito ribaltando il giudizio dei suoi contemporanei che non seppero cogliere la portata rivoluzionaria del suo sguardo.

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