29 giugno 2015

Tramonto su Scilla

Foto su gentile concessione di Giuseppe Anoja, Cavaliere dell'Ordine di Malta

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La Costa Viola: Scilla. Ricordando Ulisse, Enea, mostri e sirene

Scilla

Barche a Scilla

Borgo di Chianalea. Scilla

Veduta dal castello. Scilla
Foto su gentile concessione di Giuseppe Anoja, Cavaliere dell'Ordine di Malta

Bagnara, Palmi, Ricadi

Bagnara. Sullo sfondo lo Stretto e la Sicilia

Palmi

Ricadi
Foto su gentile concessione di Giuseppe Anoja. Cavaliere dell'Ordine di Malta

Capo Vaticano




Foto su gentile concessione di Giuseppe Anoja, Cavaliere dell'Ordine di Malta 

Tropea. Tramonto sullo Stromboli


Foto su gentile concessione di Giuseppe Anoja, Cavaliere dell'Ordine di Malta

Dama con coda di pappagallo


Ritagli di acquerello

Fiore tropicale


Acquerello su carta

Albicocche


Acquerello e matita su carta

Annuncio d'estate


23 giugno 2015

To my foreign readers

Life is a struggle against destiny
in a country affected by
endless corruption.
Here one can feel harmless
just like a modern Don Quixote.


La vie est une lutte contre le destin
dans un pays malade
de corruption sans fin.
Ici on peut se sentir désarmé
exactement comme un moderne Don Quichotte.

22 giugno 2015

Sua Altezza...


"Messere", disse il giullare,
"la statura della persona
non si misura in centimetri d'altezza".
Il signore restò così di stucco,
cercava di capire quale fosse il trucco.

La famiglia Bélier: i sogni dell’adolescenza


La famiglia Bélier è una commedia francese che fa emozionare: ridere e commuovere. In primo luogo ci riavvicina a un’età difficile e che si tende volentieri a dimenticare da adulti, la fase dell’adolescenza. Ma la leggerezza con cui viene affrontata questa età di passaggio dal mondo dell’infanzia a quello delle responsabilità della vita adulta è affidata alla bella storia di Paula Bélier, un talento musicale in erba.

Paula in realtà è già grande, è cresciuta presto per via della situazione familiare in cui è nata. Padre, madre e fratello sono sordomuti e Paula è l’unico ponte per comunicare col mondo esterno attraverso il linguaggio dei segni. La famiglia ha una fattoria e produce formaggi. Quando non frequenta il liceo, Paula lavora con i suoi al mercato. Intanto a scuola si prepara il saggio di fine anno e il maestro di canto scopre in lei le qualità vocali di un soprano. È la chiave di volta di un destino.
Si avvicinano le elezioni al nuovo sindaco e il signor Bélier decide di candidarsi mentre Paula si barcamena tra una famiglia dalle aspirazioni politiche e la propria personale ricerca di una strada da percorrere e di un sogno da realizzare: fare un provino a Radio France per trasferirsi a Parigi e studiare canto.
Il film è anche una scoperta piacevole di un repertorio musicale francese da approfondire, la colonna sonora si affida a canzoni che meritano davvero di essere ascoltate e diffuse al pubblico. 
La famiglia Bélier propone tante tematiche legate alla crescita della persona, parla in modo struggente di cosa sia la prima maladie d’amour, di quanto sia importante in una scuola che possa definirsi davvero buona avere la possibilità di imbattersi in insegnanti che sappiano valorizzare uno studente e non fermarsi a trasmettere unicamente un sapere nozionistico che verrà presto dimenticato. 
Infine è anche un canto di gioia di una figlia nata col dono della voce da genitori privati di questi sensi, per ribadire il valore dell’integrazione di quelli comunemente considerati figli di un Dio minore, all’interno della comunità sociale.

20 giugno 2015

L'Italia fascista raccontata da Thomas Mann e Luchino Visconti



Casa di Goethe a FORTE DEI MARMI (LU)

venerdì 26 giugno 2015
ore 17.00

Hotel Regina
(dove Thomas Mann soggiornò nell'estate del 1926)

Mario e il mago

Lettura scenica con Cristian Giammarini &Giorgio Lupano

INTRODUCE Elisabeth Galvan, curatrice della mostra 
"Mario e il mago. Thomas Mann e Luchino Visconti raccontano l'Italia fascista"
Nel 1926 Thomas Mann, la moglie Katia e i figli più piccoli – Elisabeth e Michael – trascorsero le vacanze a Forte dei Marmi, alla Pensione Regina (oggi Hotel Regina).
Tre anni più tardi, nell'agosto del 1929, Mann scrisse una parte consistente del racconto Mario e il mago durante una vacanza sul Mar Baltico. La novella, metafora del clima contemporaneo, ci parla dell’orgoglio nazionalistico di cui rigurgitava ogni angolo di spiaggia, del moralismo a buon mercato del borghese di turno. 
È la storia di uno spettacolino di provincia dove Cipolla "il mago", ipnotizzatore non dichiarato, manipola gli spettatori in un crescendo di autocompiacimento, anche verbale, fino alla rottura finale.

La lettura è una produzione Casa di Goethe in occasione della mostra 
"Mario e il mago. Thomas Mann e Luchino Visconti raccontano l'Italia fascista".

Quasimodo: il poeta di Modica

















Ed è subito sera

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.


Salvatore Quasimodo, ED È SUBITO SERA, Oscar Mondadori

La Sicilia, terra del mito, ha regalato grandi autori alla letteratura mondiale. La lista è lunga e c'è davvero l'imbarazzo della scelta. Una lettura che si concilia con luoghi affollati, accalcati su un mezzo pubblico, o nella tranquillità di un fine settimana al mare è quella di una bella raccolta di poesia ermetica. Di Quasimodo (Modica 1901, Napoli 1968), premio Nobel per la Letteratura nel 1959, mi ha colpito il percorso professionale e umano, oltre a una poesia che unisce alla purezza delle parole la fascinazione di luoghi e racconti dell'anima che solo un grande poeta e un grande uomo sanno esprimere.
Figlio di un capostazione, si trasferisce a Roma per studiare ingegneria al Politecnico ma non conseguirà mai il titolo perché la vocazione letteraria diventa nel tempo maggiore di qualsiasi altro orientamento. A Roma lavora come disegnatore, commesso in un negozio di ferramenta, in un grande magazzino. Intanto entra in contatto con scrittori, conosce Montale. Approfondisce gli studi di latino e greco. Per lavoro viene trasferito in varie città italiane tra cui Imperia e Milano. In Valtellina ha un capoufficio che "non sopportava i poeti" (p. VI, La vita in Salvatore Quasimodo, ED È SUBITO SERA, Oscar Mondadori). Traduce classici greci e latini e anche Shakespeare. Le sue poesie conoscono fama internazionale, con traduzioni in finlandese, arabo, greco e sloveno. 

18 giugno 2015

L'artefice aggiunto. Riflessioni sulla traduzione letteraria in Italia


L’artefice aggiunto. Riflessioni sulla traduzione letteraria in Italia: 1900-1975

martedì 23 giugno ore 17,30-19

Casa delle Traduzioni, Via degli Avignonesi, 32 00187 Roma

I Translation Studies, nati come disciplina accademica negli anni settanta, hanno richiamato l’attenzione su un’attività umana spesso trascurata eppure tra le più complesse, importanti e decisive per il dialogo fra civiltà, la comprensione dell’altro e la conoscenza di sé. Questi recenti studi hanno spesso colpevolmente dimenticato l’apporto fondamentale dato alla teoria della traduzione dalla cultura italiana nel Novecento con filosofi, linguisti, critici, filologi, storici della lingua, poeti, traduttori professionisti, traduttori-scrittori, editori fra cui Croce, Borgese, Betti, Terracini, Poggioli, Folena, Mattioli, Calvino, Bianciardi, Pivano e molti altri.  L’artefice aggiunto: Riflessioni sulla traduzione in Italia 1900-1975 (Longo, Ravenna 2015) offre un sistematico caleidoscopio di considerazioni sul tradurre che mostrano la ricchezza e la specificità dell’apporto italiano alla traduttologia e la singolarità di una riflessione attraverso la quale si può leggere in filigrana la storia dinamica e vivace di una cultura e di una tradizione letteraria.

Presenterà il volume Massimo Fusillo, in dialogo con i curatori del volume Angela Albanese e Franco Nasi.

Angela Albanese è dottore di ricerca in lingue e culture comparate. Fra le sue pubblicazioni più recenti sulla teoria della traduzione: Teoria e pratica del tradurre in Benedetto Croce (2012); Metamorfosi del Cunto di Basile. Traduzioni, riscritture, adattamenti (2012); I dilemmi del traduttore di nonsense (ed. con Franco Nasi, 2012).

Franco Nasi, saggista e traduttore, insegna Teoria della traduzione all’Università di Modena e Reggio Emilia. Fra le sue pubblicazioni sulla traduzione: Poetiche in transito (2004), La malinconia del traduttore (2008), Specchi comunicanti (2010), Traduzioni estreme (in uscita 2015). Ha tradotto numerosi poeti fra cui Billy Collins e Roger McGough.

16 giugno 2015

Umori e nuvole


Le nuvole si deformano,
attraversando il cielo,
di attimo in attimo
assumono sembianze cangianti.
Come i sentimenti.
Come gli umori.

La danza della Vergine scalza


Mentre nel palazzo l'atavico vizio stupra l'onestà,
e si baratta il giusto con l'omertoso soldo,
la Vergine scalza,
portando tra le braccia il figlio,
memore del contemporaneo e religioso scalpore,
sollevata in punta di piedi,

incede a passi di danza
sotto lo sguardo attonito di luridi pellegrini erranti.


La Madonna dei Pellegrini si trova nel cuore di Roma, custodita nella Basilica di S. Agostino in Campo Marzio. Uno, fra i tanti lasciti, del genio caravaggesco, incompreso da prelati e credenti del tempo per le scelte e il modo in cui vennero raffigurati i protagonisti.



Attese


I ritardi non si possono contare con le lancette dell'orologio.
Un minuto può sfidare l'infinito,
un'ora durare un battito delle tue ciglia,
giornate che hanno il metro della corsa
scandiscono settimane distratte, 
un mese può trascorrere ed essere presto dimenticato,
mentre gli anni che passano, 
si contraggono e si dilatano al ritmo incessante della vita.
A nessuno, in verità, è dato conoscere quale sarà il suo tempo.

Fili d'erba


Cammino
accarezzando fili d'erba,
come fossero capelli,
moltiplicati, sotto il plauso del vento, 
su campi sterminati di gioia.

15 giugno 2015

Casa di Goethe: gli alberi di Roma

Peter Birmann. Veduta San Giovanni. Courtesy Casa di Goethe

Dentro l'opera con Claudia

Mercoledì 17 giugno 2015

ore 18.00 

Apertura straordinaria
con visita alla mostra „Il cielo sopra Roma“ con Claudia Nordhoff e approfondimento tematico

Jakob Philipp Hackert, Johann August Nahl il giovane e Peter Birmann: tre amici artisti e gli alberi di Roma

Su appuntamento | biglietto 3,00 Euro
Per prenotazioni: gioni@casadigoethe oppure 06 32650412


Claudia Nordhoff  è studiosa e specialista del paesaggista Jakob Philipp Hackert (1737-1807), al quale ha dedicato numerose pubblicazioni (ultimamente una edizione critica delle sue lettere, Jakob Philipp Hackert, Briefe, 1761-1806, Hainholz-Verlag, Gottinga, 2012). Collabora da molti anni alla Casa di Goethe.

10 giugno 2015

Auditorium: Giornata Mondiale dell’Ambiente delle Nazioni Unite

Venerdì 12 giugno dalle 11 alle 12.30, a Roma, presso l'Auditorium del Ministero dell'Ambiente in Via Cristoforo Colombo 44Earth Day Italia organizza  un incontro a chiusura delle celebrazioni per la 43a Giornata Mondiale dell’Ambiente delle Nazioni Unite.
Titolo della mattinata, che sarà occasione per riflettere sulle principali tematiche ambientali che riguardano la nostra vita quotidiana, è "Istituzioni, Imprese e Società Civile verso un impegno condiviso per la Sostenibilità". Nel corso dell’evento sarà conferito il premio giornalistico "Reporter per la Terra 2015" con mostra delle foto in concorso e di quelle premiate.

Prenderanno parte all’incontro (nell’ordine): Barbara Degani - Sottosegretario al Ministro dell'Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare;  Orazio Viele - Direzione Generale Tecnica, Ricerca e Innovazione di Engineering; Pierluigi Sassi - Presidente Earth Day Italia; Roberta Cafarotti - Direttore Scientifico di Earth Day Italia; Pierfrancesco De Robertis - Direttore La Nazione; Mario Morcellini - Prorettore alla Comunicazione Istituzionale de La Sapienza; Flavio Mucciante - Direttore Radio Uno; Marco Tarquinio - Direttore Avvenire; Marcello Masi– Direttore Tg2;  Gian Luca Galletti - Ministro dell'Ambiente della tutela del Territorio e del Mare. 
Si prega di segnalare la propria partecipazione a:

9 giugno 2015

Sulla traduzione: Itinerari fra lingue, letterature e culture



Alla Casa delle Traduzioni giovedì 18 giugno ore 17,30-19

Itinerari fra lingue, letterature e culture



Il libro Sulla traduzione: Itinerari fra lingue, letterature e culture è il risultato di due seminari che hanno avuto luogo all'Università dell'Aquila tra il maggio 2013 e il maggio 2014 e ai quali hanno partecipato docenti e ricercatori di discipline diverse, dalla letteratura all'antropologia, dalla psicoanalisi alla lingua, oltre a traduttori e scrittori e centinaia di studenti. I seminari intendevano dare voce a professionisti provenienti da campi diversi per poter fornire nuovi stimoli alla teoria, alla pratica e alla didattica della traduzione. I curatori Giuliano Rossi e Giuseppe Sofo presentano il libro alla Casa delle Traduzioni insieme a Vincenzo Barca.

Giuliano Rossi ha insegnato Lingua e linguistica francese all’Università dell’Aquila e insegna attualmente all’Università di Chieti-Pescara. Nel 2008 ha conseguito il Dottorato di ricerca in Romanistica presso l’Università degli Studi di Torino. Ha svolto attività di traduttore per la Rivista di Psicoanalisi della SPI. Attualmente si occupa della tradizione francese della Commedia di Dante e della pratica neologica nella storia della lingua francese.

Giuseppe Sofo ha tradotto autori delle Americhe ed europei dall’inglese, dal francese e dal tedesco (tra cui Aimé Césaire, Margaret Fuller ed Edwidge Danticat), e dall’italiano all’inglese. Ha insegnato lingua, traduzione e letteratura francese, e lingua, traduzione e letteratura inglese all’Università dell’Aquila, all’Università di Parma e all’Università di Avignone. Si occupa di letterature caraibiche, teatro e traduzione.

 Vincenzo Barca ha studiato medicina e si è specializzato in psichiatria. Si è quindi laureato in Lingue presso l’Università Sapienza di Roma, e da trent’anni lavora come traduttore letterario. Si è prevalentemente interessato alle letterature africane in portoghese e, più recentemente, alle letterature dell’America latina, di lingua spagnola e portoghese. Traduce anche dal francese.

8 giugno 2015

Come dentro una conchiglia


Sento il fragore delle onde


come dentro una conchiglia

adagiata sulla rena.

3 giugno 2015

El sentimento de la pintura




El sentimento de la pintura
 
Alla Casa delle Traduzioni martedì 16 giugno ore 17,30-19

Laura Mariateresa Durante presenta
El sentimento de la pintura di Ramón Gaya
Intervengono María José Flores Requejo e Julio Pérez Ugena

Il sentimento della pittura raccoglie saggi pubblicati dall’autore su alcune riviste ibero-americane insieme al saggio inedito che presta il nome al libro. Si tratta di scritti che sintetizzano le riflessioni di Ramón Gaya sull’arte e sulla pittura a cui l’autore dedicò la vita. Il suo pensiero estetico è presentato qui per la prima volta in maniera sistematica nelle caratteristiche che lo distinguono. Divergente e coraggiosa, la riflessione di Gaya non teme lo scontro con autori noti e si offre come proposta per comprendere l’arte al di fuori dei classici schemi di pensiero.

Ramón Gaya (Murcia,1910-Valencia, 2005) approdò in Italia nel 1956, dopo un lungo esilio messicano iniziato nel 1939 e causato dalla sconfitta della II Repubblica spagnola e dall’inizio della dittatura franchista. Dedicò la vita alla pittura ma fu anche saggista e poeta. È autore anche di Velázquez, pájaro solitario (1969) e Naturalidad del arte y artificialidad de la crítica (1996). La sua attività pittorica ha avuto il riconoscimento, nel 1997, del Premio Nacional de Artes Plásticas e, nel 2002, del Premio Velázquez a las Artes Plásticas. Fin dal 1960 le sue opere sono state esposte nelle gallerie spagnole e internazionali mentre nel 1990 la sua città natale, Murcia, ha inaugurato il Museo Ramón Gaya che contiene più di cinquecento opere. L’opera saggistica, poetica ed epistolare di Gaya è riunita e pubblicata dalla casa editrice Pre-Textos di Valencia.

Laura Mariateresa Durante, ricercatrice presso l’Università Federico II di Napoli. Ha pubblicato La letteratura come esperienza filosofica nel pensiero di María Zambrano. Il periodo romano (1953-1964), Aracne, 2008 e Ramón Gaya. El exilio de un creador, Nuova Cultura, 2013. Di María Zambrano ha tradotto: La Spagna di Galdós. La vita umana salvata dalla storia, Marietti, 2006 e Per l’amore e per la libertà. Scritti sulla filosofia e sull’educazione, Marietti, 2008. Studiosa dell’esilio repubblicano spagnolo e del pensiero in lingua castigliana, ha pubblicato saggi su riviste e volumi italiani e internazionali.

María José Flores Requejo è Professore Associato in Lingua e traduzione spagnola presso il Dipartimento di Scienze Umane (Università degli Studi dell’Aquila). Dirige il CAD di Lingue ed è Vice Direttore del Centro Linguistico di Ateneo. Membro del Collegio di Dottorato in Genere Letterari (Bologna- L'Aquila), è direttrice della collana “Archipiélago” (Edizioni Solfanelli). Si occupa di linguistica contrastiva e della letteratura spagnola dei secoli XIX e XX. È autrice di numerosi volumi, i più recenti dei quali sono: José Manuel Caballero Bonald, Fábula y memoria. Antología poética en verso y prosa, selezione e prologo di María José Flores Requejo (2014). É autrice anche di una diecina di raccolte poetiche edite e “Miembro correspondiente de la Real Academia de Extremadura de las Artes y las Letras”. 


Julio Pérez Ugena è ricercatore di Letteratura Spagnola presso l’Università di Siena. I suoi studi si sono rivolti prevalentemente alla poesia contemporanea (Juan Ramón Jiménez, Emilio Prados, Antonio Gamoneda, José Ángel Valente, tra gli altri). Ha tradotto in spagnolo dei testi di Massimo Cacciari, Paolo D’Angelo e Vincenzo Vitiello.

1 giugno 2015

Il racconto dei racconti: una fiaba sulla natura dei rapporti umani


Il racconto dei racconti di Matteo Garrone è un film che fa bene al cinema italiano e merita a pieno titolo la visione, in questi giorni così assolati da far prevalere la voglia di stare all’aperto rispetto al chiuso di una sala. Un mix di elementi – il nutrito cast internazionale, le ambientazioni, gli effetti speciali, i costumi, le musiche – ne fanno un film godibile sul grande schermo e una trasposizione cinematografica riuscita nelle intenzioni, liberamente adattata, da tre dei 25 racconti di Giambattista Basile. Le fiabe de “Lo Cunto de li Cunti” furono pubblicate postume tra il 1634 e il 1636, e sono un capolavoro del genere. Da riscoprire senza ombra di dubbio e da esportare come prodotto letterario nostrano nel panorama internazionale.

Tre i regni dove si svolge l’azione: Selvaoscura, presso il castello di Donnafugata (Sicilia) che, leggenda vuole, prenda il nome dalla fuga di Bianca di Navarra, vedova di re martino I d’Aragona.

Roccaforte è ambientato nel Castello di Roccascalegna, nei pressi di Chieti, mentre il regno di Altomonte è in Puglia presso Castel del Monte.

La suggestione dei posti, la bellezza della fotografia, le scene girate presso le gole dell’Alcantara (Ragusa), o nel bosco di Sasseto, nel Lazio, le scene di nozze nel palazzo Reale di Napoli, o la dimora dell’orco presso le cave di Sovana (Grosseto) e poi ancora Palazzo Vecchio a Firenze, Ariccia, il Castello di Sammezzano e Civita di Bagnoregio, tutti questi luoghi valorizzano e consegnano allo spettatore quanto di meglio il Bel Paese ha da offrire in termini di paesaggio e architettura, di patrimonio insomma. Compiendo un viaggio virtuale.
Quanto alle storie narrate, i personaggi protagonisti sono i reali di questi piccoli regni colti in alterne e dolorose vicissitudini: una regina infelice perché non riesce a generare un discendente, un re ossessionato dal sesso e disposto a far uso del suo potere per concedersi e conquistare qualsiasi donna del regno, una giovane principessa, sognatrice alla lettura della storia di Lancillotto e Ginevra, pronta per essere data in sposa da un padre possessivo e geloso.
Si sviluppa una riflessione sulla natura dei legami affettivi e di sangue, sui risvolti spesso oscuri, tutt'altro che rassicuranti e benevoli, di questi, su come l’amore non sia una fiaba idilliaca nemmeno in una fiaba: il rapporto madre-figlio, quello tra sorelle e fratelli, o tra padre e figlia. Anticipando di gran lunga analisi di ordine psicologico, Basile ha raccontato come il desiderio di maternità talvolta si trasformi in un bisogno estremo ed egoistico di legare a sé, a vita, i propri figli senza mai staccare quel cordone ombelicale che li ha uniti. Una madre pronta a tutto, anche a sacrificare con la morte la persona a lei più vicina pur di soddisfare il proprio desiderio.
Il desiderio, quello sessuale, torna di prepotenza nel re di Roccaforte che esercita l’arte della seduzione con due anziane sorelle del regno fino alla trasformazione di una, non diciamo come, nella futura giovane consorte e destinare l’altra alla morte, presa dall’ambizione di ritrovare la giovinezza perduta che magicamente la sorella ha riavuto in sorte.
La storia della giovane principessa tenuta ostaggio dal padre nell’isolato castello di Altomonte mette in scena la paternità morbosa di un re che non si apre mai al dialogo, ma, autoritario e perentorio, consegna l’unica figlia in matrimonio ad un orco dopo un torneo in base al quale il pretendente avrebbe dovuto indovinare a quale animale appartenesse la pelle scorticata.
Le fiabe si popolano di orchi, draghi, pulci, fate, indovini, saltimbanchi, e sono rimasta stupefatta dalla notevole fantasia di Basile nel creare un campionario di personaggi, nel sondare i caratteri, i sentimenti, il contrasto tra aspirazione e realtà, fino a narrare quanto la natura umana possa spingersi per soddisfare desideri, passioni, creando un vortice di vita e morte incontrollabile in un gioco di equilibri, tra mente, cuore e corpo, che a distanza di secoli gli uomini ancora stentano a trovare.
Nel nutrito staff di questa produzione internazionale non sono mancati artisti, pittori e scultori, come ha ammesso Matteo Garrone intervistato da Finazzer Flory in occasione della IX edizione de Il gioco serio dell’arte, un'iniziativa de il Gioco del Lotto, nella cornice di Palazzo Barberini, lo scorso 28 maggio, non è mancata l’ispirazione ai disegni di Goya, né mancano paralleli in pittura: la Giuditta e Oloferne di Caravaggio conservata nello stesso palazzo e a mio parere nella scena del bosco con la giovane ricoperta dai soli lunghi capelli ramati, un richiamo ai preraffaelliti come sostiene Garrone e una somiglianza stupefacente con Alla fonte – La ninfa del bosco di Nino Costa conservato presso la Galleria di Arte Moderna di Roma. Con un sospiro di sollievo ne Il racconto dei racconti non c'è la solita, logora e banale fiaba del principe che salva la principessa e il consueto prevedibile finale del tutti vissero felici e contenti.