17 luglio 2015

Il cibo nelle immagini di Carbone

Mario Carbone. Donne che impastano, Sardegna, 1958

Il cibo non è solo un alimento che interessa la sfera gustativo-sensoriale, ma è anche un prodotto ricco di significati sociali, culturali e simbolici legati alla comunicazione, all’identità, alla religione. In questa cornice si collocano le fotografie sul cibo di Mario Carbone.

IL PANE E LA PANIFICAZIONE 
Il pane è un alimento che è stato oggetto di studio sotto molteplici aspetti. Dal punto di vista delle tecniche tradizionali di produzione, a partire dal grano, fino a quelle della panificazione vera e propria, dalle forme agli usi quotidiani e cerimoniali, dai rituali che lo reputano centrale, esemplare quello dell’eucarestia.
Le immagini di Carbone dedicate al pane, realizzate in Sardegna (1958) e in Lucania (1960), mostrano alcuni di questi aspetti. Quelle della Lucania sono state scattate in occasione di un viaggio compiuto insieme a Carlo Levi, per documentare i luoghi dell’esilio dell’intellettuale antifascista torinese raccontati nel libro “Cristo si è fermato ad Eboli”. Le immagini documentano in particolare alcune fasi della lavorazione del pane, compito svolto dalle donne nelle loro abitazioni: l’impasto, la puntatura (il riposo dell’impasto), la spezzatura e formatura, la lievitazione, il trasporto sulla testa delle pagnotte al forno per la cottura.

LA PESCA 
Nel Sud Italia la pesca è un’attività prevalentemente maschile come mostrano le fotografie scattate nel villaggio di pescatori di S. Giovanni di Sinis, nel Golfo di Oristano in Sardegna. Oltre alla piccola pesca praticata in mare con tecniche tradizionali, i pescatori una volta a terra si occupano del pescato sistemandolo in cassette di legno, curano gli attrezzi del mestiere, rammendano le reti, e rimuovono alghe e detriti rimasti impigliati nelle maglie. Gli scatti di Carbone raccontano la piccola pesca tradizionale, attività in profonda crisi, e la cui scomparsa significa non solo perdere una attività che produce reddito e lavoro, ma implica anche la perdita di uno straordinario patrimonio culturale legato ai saperi e alle pratiche tipiche del Mediterraneo sin dalla preistoria.

FESTA DELLE PASSATE 
A Marta (VT) si svolge ogni anno a maggio la Festa delle Passate. È un corteo in costume locale in cui sono rappresentate le diverse categorie (Casenghi, Bifolchi, Villani e Pescatori) in cui era articolata la struttura sociale della piccola comunità agro pastorale e di pescatori in prossimità del lago di Bolsena. Le immagini ritraggono la sfilata dei carri sopra i quali sono allestite scene di vita rurale e lacustre. La meta finale del corteo è il santuario della Madonna del Monte, fuori dal paese, dove vengono compiute le “Passate”, cioè i tre passaggi di ciascuna delle quattro categorie davanti alla effige della Madonna del Monte. Il rituale è un omaggio alla Madonna, ma anche un’affermazione del protagonismo popolare, una specie di performance “museale” della cultura e della società locale.

FESTA DELLA FRUSTICA
Le fotografie di Carbone mostrano il consumo conviviale di cibo, che si affianca alla festa della Frustica. Il cibo è cucinato in base a ricette della tradizione laziale dalle famiglie di Faleria. La festa si svolge a giugno e vede protagonista la Banda musicale omonima, composta da circa settanta elementi. Il nome “Frustica” è dovuto al fatto che i musicisti fanno uso di strumenti tradizionali “rustici”, realizzati con materiali poveri e facilmente reperibili (“bodibu”, “caccavella”, trikballac”, “tamorra”, “forbici”) oltre a strumenti classici come il clarinetto, il filicorno o la tromba.

IMMAGINI DALL’INDIA 
Sono scene di vita quotidiana colte nelle grandi città di Calcutta, Bombay, Madras e New Deli, o in piccoli villaggi o nelle aree rurali percorse da pastori nomadi. Queste fotografie furono fatte durante un viaggio in India nel 1964, compiuto insieme al regista Giuseppe Ferrara per la realizzazione di due film prodotti dall’ENI. Lo sguardo fotografico si posa su piccole botteghe, venditori ambulanti, persone che preparano il cibo per strada, famiglie di pastori in sosta insieme al gregge.
Le foto mostrano una realtà solo in apparenza lontana dalla nostra; ricordano infatti che la povertà e la fame nascono dai profondi dislivelli sociali che, negli stessi anni, riguardavano molti paesi del cosiddetto Terzo Mondo e il meridione d’Italia.

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