29 settembre 2015

Goethe: giornata delle famiglie al Museo


Casa di Goethe
Museo | Biblioteca | Foyer italo-tedesco
Via del Corso 18 (Piazza del Popolo) | 00186 Roma | Tel. 0632650412
 www.casadigoethe.it


Domenica 4 ottobre 2015

10.00-18.00

La Casa di Goethe partecipa alla Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo
INGRESSO LIBERO

Visite guidate gratuite per famiglie 
(con bambini 8-14 anni)

ore 11.00/13.00/15.00/17.00

La Chanson de Roland e la letteratura in volgare nel sud della Francia





















Alla Casa delle Traduzioni martedì 29 settembre ore 17,30-19

Casa delle traduzioni, via degli Avignonesi 32, Roma
La Chanson de Roland
Intervengono il curatore Massimo Giannotta e  Aldo Mastropasqua


La Chanson de Roland, sbocciata nel nord della Francia, inaugura la fioritura di una letteratura d’arte in ‘volgare’ che, pur con radici nella tradizione letteraria medio-latina, e in quella di una letteratura popolare destinata alla recitazione e alla declamazione dei joculatores (interpreti-poeti), instaura un genere nuovo, trovando vasta e importante diffusione e testimonianze in molte altre nascenti letterature nazionali europee. È elemento e testimonianza della civiltà cavalleresca che, in tempi successivi, confluì con il lavoro del movimento letterario trobadorico, fiorito nel sud, in Provenza, nell’esperienza narrativa romanzo cortese.
Il lavoro effettuato in questa traduzione ha cercato di rimettere al centro il ritmo della poesia, elemento importante e di aiuto alla memoria nella lettura o recitazione orale diffusa in un periodo in cui quella individuale non era troppo praticata.

Aldo Mastropasqua ha svolto attività didattica e di ricerca sulla Letteratura italiana dal Settecento al Novecento all’Università di Studi “La Sapienza”, collaborando con docenti come Carlo Salinari, Carlo Muscetta e Giuliano Manacorda. In ruolo dal 1981 come ricercatore universitario confermato, prima presso il Dipartimento di Italianistica (Facoltà di Lettere e Filosofia) poi, dal 1996, presso il Dipartimento di Studi Filologici, Linguistici e Letterari (Facoltà di Scienze Umanistiche), attualmente afferisce al Dipartimento di Studi Americani Europei e Interculturali. Ha costantemente svolto corsi e seminari e si è occupato di alcuni tra i maggiori poeti e romanzieri del Novecento letterario italiano, con particolare riferimento alle linee di ricerca sperimentali e d’avanguardia, ma anche di argomenti di teoria della letteratura e di storia della critica letteraria. È tra i fondatori e i collaboratori dell’Archivio del Novecento e fa parte del suo Consiglio scientifico.

Massimo Giannotta Scrittore, critico, traduttore, si occupa di editoria, di teatro e di televisione. Redattore della rivista on-line Le reti di Dedalus, collabora con diverse case editrici e riviste. Ha seguito alcuni settori del Sindacato Nazionale Scrittori. È fondatore dell’ Associazione culturale La città e le stelle. Ha diretto la collana di letteratura marinaresca Il Narvalo per l’editore IRECO. Ha curato la traduzione di opere letterarie da varie lingue, dall’inglese: Coleridge S. T., La ballata del vecchio marinaio; London J., Fantasmi a Capo Horn; Poe, E. A. Storie di Mare; Gray T., Elegia e altre poesie; Immutato ma irriconoscibile, antologia di poesia fiamminga. Dal giapponese: Takano, K. L’anima dell’acqua e di Autori vari, Sei budda di pietra e Vertigine, antologie di poesia giapponese contemporanea. Come autore ha firmato molte opere: l’ultimo suo lavoro è Protocolli di autodifesa del 2014. Vive e lavora a Roma.

18 settembre 2015

London Design Festival

Envy_Douglas Gordon


Douglas Gordon

The first in a series of limited edition books featuring a different artist for each of the deadly sins. Published in an edition of 25 copies by Seven Sins Press we are in the process of creating the first in this series of amazing books.
This work comprises of 360 monoprinted works bound into seven books. The books are bound in calfskin that has been printed and worked with the artist's inked hands. The books are housed in a very special leather slipcase with inlaid words on all sides, and an outer case covered in heat sensitive material.
The London Design Festival kicks off this Saturday with a week of events held across London. Book Works Studio opens its doors on Saturday 19th, Saturday 26th and 27th September to the public to come in and have a look at some of the things we are currently working on and to see some of our past projects including the automatic flick book.
On Tuesday 22nd September there will be a late night opening featuring live demonstrations of bookbinding and boxmaking in conjunction with the Shoreditch Design Triangle.

http://www.londondesignfestival.com/events

Book Works
19 Holywell Row, London
EC2A 4JB
For further information contact JAN@BOOKWORKS.ORG.UK
www.bookworks.org.uk/studio

14 settembre 2015

Lady Hamilton


Lady Hamilton: Eros e attitude
Culto della bellezza e antichità classica nell'epoca di Goethe

Lady Hamilton: Eros und Attitüde
Schönheitskult und Antikenrezeption in der Goethezeit

Curatore | Kurator: Dieter Richter

Interverranno
Es sprechen

Maria Gazzetti
Direttrice della Casa di Goethe | Leiterin der Casa di Goethe

Susanne Wasum-Rainer
Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania
Botschafterin der Bundesrepublik Deutschland

Dieter Richter
Curatore | Kurator

11 settembre 2015

Spaghetti alla chitarra e fantasia di funghi

INGREDIENTI 
(per 4 persone)
500 g di spaghetti alla chitarra
Fantasia di funghi (300 g): champignon, pioppino, pleures
2 carote
4 Pomodori di Pachino
Un peperoncino
Una foglia di alloro
Aglio, sale e pepe

Condimenti
Olio extravergine di oliva
Mezzo limone
Vino bianco o rosso

PREPARAZIONE
Lavare i funghi sotto acqua abbondante, tagliarli a cubetti e versare il succo di 1/3 di limone perché non anneriscano. Soffriggere, per pochi secondi, uno spicchio di aglio e un peperoncino all'interno di una padella ampia e antiaderente con un filo di olio. Versare i funghi e unire le carote tagliate a punta di matita (è un tipo di taglio che mi riesce facilmente...), una foglia di alloro e coprire con un coperchio facendo cuocere a fuoco lento per 8 minuti. Cuocere la pasta - indicherei una pasta lavorata con il Metodo Lenta Lavorazione che ha un'eccezionale tenuta di cottura. 
Scolare la pasta non completamente, usare un pò dell'acqua di cottura e versare il tutto nella padella saltando gli spaghetti alla chitarra con la fantasia di funghi e un mix di formaggi. Salare, pepare e sfumare con il vino, mantecando il tutto per pochi minuti.

Tempo di preparazione: 20 minuti circa.

Insalata di indivia all'arancia

L'insalata belga che ho scoperto nei supermercati nostrani si presta ad essere un piatto unico e veloce, per consumare una porzione di verdura giornaliera. Può fare da secondo, oppure essere un pasto singolo accompagnato da pane di qualsiasi tipo. Si può preparare a pranzo se il tempo a disposizione e la voglia di cucinare sono pochi oppure la sera, per portare in tavola cibi sani, leggeri e nutrienti.

INGREDIENTI
Indivia belga
Noci sgusciate 
Olive nere
Carote 
Scaglie di grana padano, oppure parmigiano reggiano o pecorino
Per arricchire l'insalata scegliere tra:
1. uovo sodo tagliato a rondelle 
2. fettina di pollo o tacchino cotta precedentemente a vapore e tagliata a strisce
3. pesce azzurro: impanato e fritto in olio di girasole oppure cotto a vapore

Condimenti:
La spremuta filtrata di un'arancia (Tarocco siciliano) - Olio extravergine di oliva - Sale e pepe - Aceto balsamico di Modena oppure Aceto di vino bianco

Praline al cocco

Questa è una ricetta adatta al clima mite e settembrino, per non rinunciare in modo drastico alla piacevolezza del ritmo estivo e vacanziero e concedersi un dolce in qualsiasi momento della giornata. A colazione o magari a fine pasto per premiarsi dopo una giornata di studio o lavoro o, se volete, anche di totale nullafacenza. A volte bisogna pur concedersi delle pause di... ozio e non farsi fagocitare da ritmi frenetici. Per ricaricarsi e magari trovare ispirazione per fare qualcos'altro.
La ricetta delle praline al cocco mi è stata gentilmente passata da Margherita, più amica che collega, in quale occasione riguarda il privato e crediamo non sia di vostro interesse.
Non avendo però tutti gli ingredienti a disposizione in credenza, ho modificato la ricetta originale. Ecco di seguito quello che ne è venuto fuori...

INGREDIENTI
Una tazza di cocco essiccato in scaglie di origine biologica.
Due cucchiai di zucchero raffinato oppure, se preferite, 1 e 1/2 di fruttosio. 
Un vasetto di ricotta da 120 g 

Lasciare da parte un pò di cocco essiccato, circa mezza tazzina da caffè per spolverizzarlo sulle praline a fine impasto. Amalgamare ricotta e zucchero per ottenere un composto semidenso. Preparare poi le praline su cui spargere il cocco messo da parte per la decorazione. Come variante, se preferite il cioccolato, potete incorporare un cucchiaio di cioccolato in polvere - dolce o amaro (in base al vostro gusto). 
Per le dosi qui indicate la resa è di un vassoio del diametro di circa 20 cm. Si consiglia la preparazione la sera prima e di conservare le praline in frigo, ai ripiani alti.

Tempo di preparazione: 10 minuti.

Il blog di Margherita è http://apprendistamamma.blogspot.it/

MICHELE GUIDO and HIDETOSHI NAGASAWA

Michele Guido _ rgbn_ 10.09.2010_03.09_ esagono_ grammichele_ 2010/2013. Courtesy  Z2O Galleria l Sara Zanin

MICHELE GUIDO and HIDETOSHI NAGASAWA
EntreNous _02 the treasure of atreo garden project_2015


September 21st – November 7th 2015
Opening Monday September 21st 2015, h. 6.30 pm

Z2O Galleria l Sara Zanin| via della Vetrina 21, 00186 Rome 

The treasure of atreo garden project_2015 is the second step of a series of exhibitions that involves artists of different generations, within the same gallery space. The project encourages the careful examination of the practical, poetical and stylistic consonances and dissonances, in order to highlight not only the similarities but also the uniqueness of each artist practice.
The relationship between nature and architecture is driven by the capacity of the human intellect to elaborate the real through the filter of the senses and take it to a scientific reason. In this way, the complexity of the universe is apparently measured and contained into a plane or three-dimensional space, dominated by perspectical lines and mathematical ratio which produce the illusion to understand and control the entire sensible universe.
Behind every illusion, remains the awareness that the nature keeps a secret that escape every law or logic, that let be contemplate in an air of mistery. To approach the sensible universe means to prepare to receive also this vagueness in order to make it fruitful. The suspension, the contemplation and the meditation are complementary aspects to the scientific process that allow to go nearer to the natural universe.
The artistic research of Michele Guido and Hidetoshi Nagasawa intervenes in this main phase of contemplation, the crossroad between the nature and the digressions of the architecture draws the boundaries of a shade that, through art, can worm out the most mysterious aspect of the real. The two artists give up the demand to reduce the space into a reason-vision exclusively scientific, they instead welcome the emotional nature to translate it into an incipit and modus operandi of an artistic practice that approaches the nature in a more mimetic praxis, liberated by every intellectual prejudice.

Michele Guido e Hidetoshi Nagasawa. EntreNous


01_Michele Guido: vsm_05.08.14_01.10 _andricus quercuscalicis project_2014 

MICHELE GUIDO e HIDETOSHI NAGASAWA

EntreNous _02 il tesoro di atreo garden project_2015


21 settembre – 7 novembre 2015
Opening Lunedì 21settembre 2015, ore 18.30
z2o Sara Zanin Gallery, via della Vetrina 21, Roma



Il tesoro di atreo garden project_2015 è la seconda di un ciclo di mostre che vede coinvolti artisti di differenti generazioni all’interno di uno spazio condiviso. Il progetto espositivo sollecita un’attenta disamina delle consonanze e dissonanze di pratiche, poetiche e linguaggi, condizione favorevole al disvelamento non solo di possibili affinità ma, e soprattutto, della specificità e unicità di ogni singolo percorso artistico presentato.

Il rapporto tra natura e architettura è governato dalla capacità dell’intelletto umano di rielaborare il reale attraverso il filtro dei sensi e di riportarlo ad una ragione scientifica, sia essa logica, matematica o geometrica. In questo modo la complessità dell’infinitamente grande viene apparentemente misurata e contenuta in uno spazio piano o tridimensionale dominato da linee prospettiche e da rapporti matematici che producono nell’uomo l’illusione di comprendere e controllare l’intero universo sensibile.
Permane, dietro ad ogni vacua illusione, la consapevolezza che la natura conserva un segreto che sfugge ad ogni logica o legge, che si lascia contemplare in un affascinante alone di misteriosità.
Accostarsi all’universo sensibile significa predisporsi ad accogliere anche questo grado di indeterminatezza per renderlo generativo e fecondo. La sospensione, la contemplazione e la meditazione sono aspetti complementari al processo scientifico e al calcolo matematico che permettono di accostarsi il più possibile all’universo naturale.
E’ in questa precipua fase di contemplazione che interviene la ricerca artistica di Michele Guido e Hidetoshi Nagasawa, nel crocevia tra le rotte della natura e le divagazioni dell’architettura si disegnano i confini di una zona d’ombra che riesce a carpire, attraverso l’arte, il lato più misterioso del reale.

Gli artisti abbandonano la pretesa di ridurre lo spazio ad una ragione-visione esclusivamente scientifica, accolgono quel grado di poeticità ed emotività per tradurlo nell’incipit e modus operandi di una ricerca artistica che si accosta alla natura in una prassi più mimetica che interpretativa, liberata da qualsivoglia pregiudizio intellettuale.

Z2O Galleria l Sara Zanin| via della Vetrina 21, 00186 Roma | T. +39 06 70452261 | www.z2ogalleria.it | info@z2ogalleria.it
Orario di apertura: da martedì a sabato 11:00 - 19:00 (o su appuntamento)

English version

JAMES BIDGOOD & JOHN MAYBURY

Courtesy Galleria LORCAN O'NEILL Roma



A Special Presentation of Photographs by


JAMES BIDGOOD & JOHN MAYBURY

Friday 11 September 2015   18:00 – 19:30

Before making the extraordinarily influential film Pink Narcissus in the mid-1960s, which revolutionized erotic imagery, James Bidgood made a series of photographs setting young male models in elaborate “underwater” sets constructed in his New York tenement apartment. These early and now rare vintage images were developed and printed at a local drugstore and were advertised for sale in men’s physique magazines in the 1960s. Bidgood, who lives in New York, has released the last of these colour vintage prints for a special presentation in Rome.

Alongside the Bidgood prints, the avantgarde British filmmaker John Maybury will show recent black and white photographs taken of the performer Arthur Gillet among the ruins of the ancient Greek Temple of Segesta in Sicily.

GALLERIA LORCAN O’NEILL ROMA
VICOLO DEI CATINARI 3   ROME 00186   ITALY  
+39 06 6889-2980  mail@lorcanoneill.com
La Galleria è aperta mart-sab 11:00-19:00 / 
The Gallery is open Tue-Sat 11am-7pm

7 settembre 2015

Metternich e l'imposta di bollo sull'aria

Abbiamo lasciato Metternich per un po’ di tempo al suo silente lavoro per supportare la tranquillità del re lillipuziano che, ora, aveva designato il suo delfino. Quest’ultimo aveva una nutrita schiera di educatori che lo formavano al ruolo che avrebbe di lì a poco ereditato. Intanto presenziava incontri e appariva in pubblico, dimostrando alcune affinità col prozio ma un’origine diversa, poiché non era della stirpe di Lilliput, ma discendeva dal ramo cadetto di una stirpe comunque apparentata alla sua. Solare, sorridente, comunicativo, piaceva al popolo che aveva, tuttavia, sempre qualcosa di cui lagnarsi. Una parte, infatti, dimostrava in svariate occasioni, un certo malcontento, dettato, forse, dalle tasse sulle derrate alimentari introdotte anni fa da Metternich e dai tagli che aveva ritenuto necessari in diversi settori.

Metternich aveva i consueti grattacapi e non poteva, anzi, non voleva turbare la tranquillità del re lillipuziano. Così come ministro dell’Economia passava le sue giornate alla scrivania. Anche questa volta, purtroppo, i conti non tornavano. Di buon’ora leggeva la rassegna stampa e non tralasciava, meticoloso com’era, di considerare il parere di locali e stranieri. Un articolo, in particolare, riportava il parere di un turista, che di passaggio nella capitale disse al giornalista: “l’economia è a terra, si stampano banconote ma la crisi investe l’intero continente, non solo quello europeo, ma anche gli altri”. Parere di un passante che tra l’altro si era espresso non in francese, la lingua ufficiale, ma in un inglese che il giornalista aveva tradotto e affidato alla stampa. La stampa poi, si disse Metternich, è da prendere con le pinze, ci vorrebbe un intero giorno per distinguere tra giornalismo filo-governativo, allarmista, attendibile, di denuncia, veritiero, locale ed estero (uno sguardo al mondo che ci guarda è doveroso, la veduta d’insieme anche e che i giornalisti facciano il loro mestiere più che legittimo). Sospirò, bisogna ascoltare attivamente i dubbi e i pareri di tutti e poi deciderò in base al ruolo che mi compete.

Le risoluzioni successive, maturate nella seconda parte della giornata, furono di ponderare una nuova tassa: sull’aria che si respira perché sul resto degli elementi - acqua, terra, fuoco - esistevano già le rispettive imposte. Certo sapeva che c’erano delle aree insalubri, dove l’imposta sull’aria non sarebbe stata valida, creando zone ad aria limitata.
Era stato informato da fonti ministeriali che in alcuni sobborghi cittadini o nella stessa arteria principale di alcune città, per esempio, fare una semplice passeggiata corrispondeva a fumare un certa quantità di tabacco, volenti o nolenti, mentre si visitano le attrattive, si fanno acquisti nei boulevards, le famiglie escono di domenica insieme ai loro bambini.

Nel tardo pomeriggio, l’ordine del giorno prevedeva di scrivere a un consulente esterno, di nome Giorgio Vasari. Intendeva coinvolgere in un governo sovranazionale degli esperti appartenenti a una categoria a cui non aveva ancora pensato: gli artisti. Non aveva in grande simpatia la penisola italiana e i suoi tanti e frammentati staterelli, per lui era e restava una propaggine geografica dell’impero. Voleva, questa volta superare e mettere da parte il pregiudizio, chiedendo al Vasari quali fossero gli artisti più dotati e quotati per coinvolgerli in una squadra di governo temporaneo. 
Dopodiché non gli rimaneva che aspettare la risposta del Vasari, che degli artisti e delle loro vite era un conoscitore di pregio.



Da continuare…

1 settembre 2015

La Fondazione per e con il Sud



Intervista a Daniela Castagno
Responsabile Ufficio Attività Istituzionali della Fondazione CON IL SUD

Fondazione CON IL SUD
, Via del Corso 267, Roma

La Fondazione CON IL SUD – ente no profit nato nel 2006 come fondazione per e con il Sud – è una fondazione nata per favorire interventi “esemplari” in aree specifiche per la valorizzazione dei giovani talenti e dei beni comuni del territorio meridionale del Paese.
Sostiene, infatti, da diversi anni a questa parte, progetti che, per qualità, possano essere esempi di riferimento per lo sviluppo del capitale sociale del Mezzogiorno.

1.    Che cosa è Fondazione CON IL SUD, quali i suoi scopi e come è nata l’idea della Fondazione?
La Fondazione CON IL SUD è un esempio unico in Europa perché nasce da un’alleanza di forze di origine bancaria e non, il volontariato e il terzo settore (enti pubblici, università, operatori privati e parti sociali).  È quindi un organismo che ha due anime non contrapposte: erogatori e beneficiari. Siamo all’ottavo anno di attività - la Fondazione nasce nel 2006. L’obiettivo è creare nel Mezzogiorno condizioni di infrastrutturazione sociale. Le premesse per rafforzare forme di coesione sociale e benessere condiviso. 
Le aree di intervento sono:
  • l’educazione dei giovani alla legalità e alla convivenza civile,
  • lo sviluppo di capitale umano di eccellenza (per esempio ricercatori universitari),
  •  il bene comune (curare e valorizzare i beni culturali e ambientali confiscati alla mafia, o, in generale, favorire la riappropriazione degli spazi fisici da parte dei cittadini),
  •  i servizi socio-sanitari (per lo sviluppo, la qualificazione e l’innovazione),
  •  welfare locale, la mediazione culturale e l’accoglienza degli immigrati.
2.     Che cosa intende la Fondazione per cultura del “bene comune”?
Il “bene comune” è un concetto articolato e un elemento trasversale a ogni progetto. La cultura del “bene comune” ha lo scopo di responsabilizzare il cittadino nei confronti della comunità di appartenenza, tramite un’azione orientata e obiettivi rilevanti per il territorio.
A metà ottobre di quest’anno saremo a Palermo con un evento specifico. Ogni anno è dedicato un evento al bene comune, che si tratti della manutenzione delle scuole, dei parchi, o di beni confiscati, per esempio.

3.    Come i progetti finanziati dalla Fondazione possono migliorare le condizioni di vita dei cittadini, specie delle categorie più deboli, laddove questi progetti sono attuati e realizzati.
Il terzo settore, il volontariato e gli enti no profit, sostenuti dalla Fondazione, sono parte attiva e operante sul territorio. Ci affidiamo a queste organizzazioni per avere una lettura dei cittadini, del target di riferimento, dei destinatari dei progetti. Per esempio ragazzi, scuole, famiglie. La Fondazione destina dei finanziamenti, la popolazione ne è la beneficiaria. Spetta alle suddette organizzazioni proporre iniziative che abbiano un impatto. La riconversione di un bene confiscato alla mafia per esempio (dalla creazione di una cooperativa, o di un centro ippico), hanno un richiamo perché sono strumenti attivi e aperti al territorio, e hanno una valenza significativa, oltre che educativa e comunicativa notevole.

4.      I programmi di sostegno al volontariato chi coinvolgono e interessano in primo luogo?
La Fondazione agisce attraverso il terzo settore: c’è un coinvolgimento di cittadini comuni, della popolazione locale. Una modalità di intervento molto recente (da cinque anni a questa parte) è mirata alla promozione di un bando per le associazioni di volontariato e di altre organizzazioni simili che lavorano nello stesso settore. Le parti coinvolte necessitano di strumenti di rafforzamento, poiché non sono professionisti e hanno bisogno, per questo motivo, di un supporto in più. È essenziale fare rete. Insieme.  

5.    Sul sito istituzionale della Fondazione è presente una pagina denominata “Scaffale dei progetti”. Che cosa contiene e che finalità ha?
Il principio è il seguente. Ci sono sei regioni (Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna): finanziamo l’8% dei progetti proposti. Succede che ci siano proposte valide ma che non sono, però, le migliori. Lo Scaffale potrebbe essere un luogo di raccolta di buone idee per potenziali finanziamenti per sostenere iniziative di natura sociale nel Mezzogiorno.

6.      Bandi e iniziative: per partecipare quali sono i requisiti?
Variano da bando a bando. Vengono tenuti in considerazione e valutati in base ai seguenti parametri principali:
  • essere presenti in partenariati (organizzazioni dei territori del Mezzogiorno e del terzo settore),
  • presentare proposte chiare e articolate,
  • dimostrare l’impatto sulla popolazione, la sostenibilità del progetto (in un’ottica di medio e lungo termine) e la sua continuità temporale.
7.    Come si vive in una Fondazione di Comunità, da voi concepita come strumento di infrastruttura, e qual è il ruolo dei singoli cittadini al suo interno. Ricevete un feedback?
Il principio della Fondazione di Comunità è particolarmente diffuso nel Nord Italia e la Fondazione con il Sud ne intende sostenere la creazione anche nel Mezzogiorno. Ogni comunità definisce la modalità di azione perché si basa sui soggetti. Sono fondazioni che si impegnano nella gestione di un patrimonio, raccolgono fondi, attraverso cui si finanziano iniziative – per questa ragione, fondamentali sono la capacità di ascolto e la soddisfazione dei bisogni dei soggetti, poiché le fondazioni aggregano soggetti finanziari e attraggono risorse nella realtà locale. Sono dei percorsi in atto. La nostra Fondazione diventa per loro un partner strategico.
Per esempio, la Fondazione di Comunità San Gennaro nasce da un progetto del 2008, nel quartiere Sanità di Napoli. È un progetto di sei anni, coinvolge organizzazioni di volontariato e artigiane, imprenditori e fondazioni esterne.
La Fondazione di Comunità di Messina nasce per opera di un gruppo di associazioni (coinvolte nel processo TSR: Territori Socialmente Responsabili). Si applicano in questo caso, principi innovativi di finanza etica, in accordo con la Camera delle Ammende, per liberare persone internate nell’ospedale psichiatrico giudiziario per lavorare a un progetto in ambito fotovoltaico.

8.     Che esperienza può fare una ragazza o un ragazzo in una Fondazione di comunità?
Dipende dal background, dall’età. N
el caso di un laureato o una neolaureata può voler significare capirne i meccanismi. Nel sito ci sono i recapiti delle Fondazioni, c’è sempre nella loro distribuzione una competenza geografica e un’attenzione verso le realtà nuove.

9.    Gli immigrati sono parte integrante della cittadinanza del Paese. Come valuta la Fondazione la loro presenza nel contesto sociale attuale? L’integrazione è la strada da percorrere?
Sì, gli immigrati sono parte integrante della cittadinanza del Paese. Motivo per cui la Fondazione ha ritenuto l’integrazione un tema trasversale in ogni bando pubblicato. Per esempio, nell’affrontare la dispersione scolastica se ci sono ragazzi stranieri saranno inclusi nel progetto. Anche nei progetti riguardanti l’ambito sanitario.
L’anno scorso è stato indetto un bando specifico per l’integrazione. I temi: la tratta lavorativa e sessuale e l’attivazione di proposte di lavoro sia in modo autonomo che associativo, articolato in percorsi di formazione, orientamento e creazione di impresa sociale. Siamo all’inizio, i progetti sono stati approvati a marzo. Naturalmente, nel caso dei rifugiati attuali è richiesto un altro approccio.
Queste azioni e progetti di integrazioni investono il Mezzogiorno. Si tratta di una riflessione fatta insieme ad altre Fondazioni europee. L’interlocutore principale è e rimane, sempre, il volontariato del terzo settore.

Per quanto concerne la cultura, essendo la nostra una fondazione privata, abbiamo libero movimento nello svolgere gli scopi prefissi. L’anno scorso abbiamo applicato una modalità innovativa: abbiamo selezionati dei beni (pubblicati nel sito), circa quattordici o quindici beni fisici che sono collocati nel territorio. 
Non solo musei, noi spingiamo sul concetto di riappropriazione. Si è ridato al Mezzogiorno il Castello di Federico II in Sicilia per esempio e altri luoghi di interesse (l'elenco è disponibile sul sito), scegliendo le proposte migliori relative al bando Storico-Artistico e Culturale 2014.

Una volta chiuso ogni bando  e ricevuto le proposte, valutiamo come quanti hanno partecipato, immaginano di riappropriarsi del territorio e realizzare le loro proposte.


Fondazione CON IL SUD
Per ulteriori informazioni il sito di riferimento è:
http://www.fondazioneconilsud.it/