1 settembre 2015

La Fondazione per e con il Sud



Intervista a Daniela Castagno
Responsabile Ufficio Attività Istituzionali della Fondazione CON IL SUD

Fondazione CON IL SUD
, Via del Corso 267, Roma

La Fondazione CON IL SUD – ente no profit nato nel 2006 come fondazione per e con il Sud – è una fondazione nata per favorire interventi “esemplari” in aree specifiche per la valorizzazione dei giovani talenti e dei beni comuni del territorio meridionale del Paese.
Sostiene, infatti, da diversi anni a questa parte, progetti che, per qualità, possano essere esempi di riferimento per lo sviluppo del capitale sociale del Mezzogiorno.

1.    Che cosa è Fondazione CON IL SUD, quali i suoi scopi e come è nata l’idea della Fondazione?
La Fondazione CON IL SUD è un esempio unico in Europa perché nasce da un’alleanza di forze di origine bancaria e non, il volontariato e il terzo settore (enti pubblici, università, operatori privati e parti sociali).  È quindi un organismo che ha due anime non contrapposte: erogatori e beneficiari. Siamo all’ottavo anno di attività - la Fondazione nasce nel 2006. L’obiettivo è creare nel Mezzogiorno condizioni di infrastrutturazione sociale. Le premesse per rafforzare forme di coesione sociale e benessere condiviso. 
Le aree di intervento sono:
  • l’educazione dei giovani alla legalità e alla convivenza civile,
  • lo sviluppo di capitale umano di eccellenza (per esempio ricercatori universitari),
  •  il bene comune (curare e valorizzare i beni culturali e ambientali confiscati alla mafia, o, in generale, favorire la riappropriazione degli spazi fisici da parte dei cittadini),
  •  i servizi socio-sanitari (per lo sviluppo, la qualificazione e l’innovazione),
  •  welfare locale, la mediazione culturale e l’accoglienza degli immigrati.
2.     Che cosa intende la Fondazione per cultura del “bene comune”?
Il “bene comune” è un concetto articolato e un elemento trasversale a ogni progetto. La cultura del “bene comune” ha lo scopo di responsabilizzare il cittadino nei confronti della comunità di appartenenza, tramite un’azione orientata e obiettivi rilevanti per il territorio.
A metà ottobre di quest’anno saremo a Palermo con un evento specifico. Ogni anno è dedicato un evento al bene comune, che si tratti della manutenzione delle scuole, dei parchi, o di beni confiscati, per esempio.

3.    Come i progetti finanziati dalla Fondazione possono migliorare le condizioni di vita dei cittadini, specie delle categorie più deboli, laddove questi progetti sono attuati e realizzati.
Il terzo settore, il volontariato e gli enti no profit, sostenuti dalla Fondazione, sono parte attiva e operante sul territorio. Ci affidiamo a queste organizzazioni per avere una lettura dei cittadini, del target di riferimento, dei destinatari dei progetti. Per esempio ragazzi, scuole, famiglie. La Fondazione destina dei finanziamenti, la popolazione ne è la beneficiaria. Spetta alle suddette organizzazioni proporre iniziative che abbiano un impatto. La riconversione di un bene confiscato alla mafia per esempio (dalla creazione di una cooperativa, o di un centro ippico), hanno un richiamo perché sono strumenti attivi e aperti al territorio, e hanno una valenza significativa, oltre che educativa e comunicativa notevole.

4.      I programmi di sostegno al volontariato chi coinvolgono e interessano in primo luogo?
La Fondazione agisce attraverso il terzo settore: c’è un coinvolgimento di cittadini comuni, della popolazione locale. Una modalità di intervento molto recente (da cinque anni a questa parte) è mirata alla promozione di un bando per le associazioni di volontariato e di altre organizzazioni simili che lavorano nello stesso settore. Le parti coinvolte necessitano di strumenti di rafforzamento, poiché non sono professionisti e hanno bisogno, per questo motivo, di un supporto in più. È essenziale fare rete. Insieme.  

5.    Sul sito istituzionale della Fondazione è presente una pagina denominata “Scaffale dei progetti”. Che cosa contiene e che finalità ha?
Il principio è il seguente. Ci sono sei regioni (Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna): finanziamo l’8% dei progetti proposti. Succede che ci siano proposte valide ma che non sono, però, le migliori. Lo Scaffale potrebbe essere un luogo di raccolta di buone idee per potenziali finanziamenti per sostenere iniziative di natura sociale nel Mezzogiorno.

6.      Bandi e iniziative: per partecipare quali sono i requisiti?
Variano da bando a bando. Vengono tenuti in considerazione e valutati in base ai seguenti parametri principali:
  • essere presenti in partenariati (organizzazioni dei territori del Mezzogiorno e del terzo settore),
  • presentare proposte chiare e articolate,
  • dimostrare l’impatto sulla popolazione, la sostenibilità del progetto (in un’ottica di medio e lungo termine) e la sua continuità temporale.
7.    Come si vive in una Fondazione di Comunità, da voi concepita come strumento di infrastruttura, e qual è il ruolo dei singoli cittadini al suo interno. Ricevete un feedback?
Il principio della Fondazione di Comunità è particolarmente diffuso nel Nord Italia e la Fondazione con il Sud ne intende sostenere la creazione anche nel Mezzogiorno. Ogni comunità definisce la modalità di azione perché si basa sui soggetti. Sono fondazioni che si impegnano nella gestione di un patrimonio, raccolgono fondi, attraverso cui si finanziano iniziative – per questa ragione, fondamentali sono la capacità di ascolto e la soddisfazione dei bisogni dei soggetti, poiché le fondazioni aggregano soggetti finanziari e attraggono risorse nella realtà locale. Sono dei percorsi in atto. La nostra Fondazione diventa per loro un partner strategico.
Per esempio, la Fondazione di Comunità San Gennaro nasce da un progetto del 2008, nel quartiere Sanità di Napoli. È un progetto di sei anni, coinvolge organizzazioni di volontariato e artigiane, imprenditori e fondazioni esterne.
La Fondazione di Comunità di Messina nasce per opera di un gruppo di associazioni (coinvolte nel processo TSR: Territori Socialmente Responsabili). Si applicano in questo caso, principi innovativi di finanza etica, in accordo con la Camera delle Ammende, per liberare persone internate nell’ospedale psichiatrico giudiziario per lavorare a un progetto in ambito fotovoltaico.

8.     Che esperienza può fare una ragazza o un ragazzo in una Fondazione di comunità?
Dipende dal background, dall’età. N
el caso di un laureato o una neolaureata può voler significare capirne i meccanismi. Nel sito ci sono i recapiti delle Fondazioni, c’è sempre nella loro distribuzione una competenza geografica e un’attenzione verso le realtà nuove.

9.    Gli immigrati sono parte integrante della cittadinanza del Paese. Come valuta la Fondazione la loro presenza nel contesto sociale attuale? L’integrazione è la strada da percorrere?
Sì, gli immigrati sono parte integrante della cittadinanza del Paese. Motivo per cui la Fondazione ha ritenuto l’integrazione un tema trasversale in ogni bando pubblicato. Per esempio, nell’affrontare la dispersione scolastica se ci sono ragazzi stranieri saranno inclusi nel progetto. Anche nei progetti riguardanti l’ambito sanitario.
L’anno scorso è stato indetto un bando specifico per l’integrazione. I temi: la tratta lavorativa e sessuale e l’attivazione di proposte di lavoro sia in modo autonomo che associativo, articolato in percorsi di formazione, orientamento e creazione di impresa sociale. Siamo all’inizio, i progetti sono stati approvati a marzo. Naturalmente, nel caso dei rifugiati attuali è richiesto un altro approccio.
Queste azioni e progetti di integrazioni investono il Mezzogiorno. Si tratta di una riflessione fatta insieme ad altre Fondazioni europee. L’interlocutore principale è e rimane, sempre, il volontariato del terzo settore.

Per quanto concerne la cultura, essendo la nostra una fondazione privata, abbiamo libero movimento nello svolgere gli scopi prefissi. L’anno scorso abbiamo applicato una modalità innovativa: abbiamo selezionati dei beni (pubblicati nel sito), circa quattordici o quindici beni fisici che sono collocati nel territorio. 
Non solo musei, noi spingiamo sul concetto di riappropriazione. Si è ridato al Mezzogiorno il Castello di Federico II in Sicilia per esempio e altri luoghi di interesse (l'elenco è disponibile sul sito), scegliendo le proposte migliori relative al bando Storico-Artistico e Culturale 2014.

Una volta chiuso ogni bando  e ricevuto le proposte, valutiamo come quanti hanno partecipato, immaginano di riappropriarsi del territorio e realizzare le loro proposte.


Fondazione CON IL SUD
Per ulteriori informazioni il sito di riferimento è:
http://www.fondazioneconilsud.it/

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